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TRADUZIONE ITALIANA DI ‘’THE STORY OF CAEDMON’’

Part I: the Miraculous Gift of Song

(1)In ðeosse abbudissan mynstre wæs sum brōðor syndriglīce mid godcundre gife

gemǣred ond geweorðad, (2) for þon hē gewunade gerisenlīce leoð wyrcan, þā ðe to

æfestnisse ond tō ārfæstnisse belumpen, (4) swa ðætte, swā hwæt swā hē of

godcundum stafum þurh bōceras geleornode, þæt hē æfter medmiclum fæce in

scopgereorde mid þā mæstan swētnisse ond inbryrdnisse geglængde ond in

Engliscgereorde wel geworht forþbrōhte.

[1-7] Nel monastero di questa badessa c’era un certo fratello particolarmente reso

famoso e onorato con un dono divino, poiché egli era abituato a comporre canti

onorevoli che riguardavano la religione e la pietà cosicché qualunque cosa egli

imparasse delle divine lettere attraverso i dotti, quello egli dopo un breve lasso di

tempo restituiva e in lingua poetica esponeva adornato con la massima dolcezza e

ispirazione e ben composto in lingua inglese.

In + ACC/DAT

 ðeosse

NOM ðeos, ACC ðas, DAT/GEN ðeosse/ðisse (variante) pronome dimostrativo femm.

sing.

abbudisse > DAT/GEN abbudissan (nome debole)

I nomi femminili deboli terminano al nominativo in -e; in tutti gli altri casi al singolare e

per il nom/acc plurale -an.

 Mynstre

 È un dativo; al nominativo fa mynster (ci aspetteremmo dunque un dativo mynstere)

 La –e- cade perché vi è una sillaba pesante: la vocale mediana preceduta da una sillaba

pesante si indebolisce e cade

 La vocale radicale è una y, evidentemente frutto di metafonia palatale

 La radice in IE sarà stata *mun-; la desinenza sarà stata una –i (ricostruiamo proprio una –i

perché ci serve un elemento che abbia causato l’innalzamento della –u- radicale → *mun-i)

 Il fenomeno non accaduto in questo termine, che lo rende di conseguenza un caso particolare, è la

caduta della nasale davanti a fricativa; deduciamo da ciò che il prestito di questo termine è stato

successivo rispetto all’imposizione di tale fenomeno

 Syndriglice

 -lice è un suffisso avverbiale

 -lic è un suffisso aggettivale

 Syndr- è l’aggettivo da cercare, che avrà subito

 Metafonia palatale (*sundor-)

 Con l’aggiunta dei suffissi, la o radicale è diventata sillaba mediana, che, essendo preceduta da

sillaba pesante, è caduta (*sundr-)

ƥ

 For on, poiché

 Gewunade

 Viene da wunian (verbo debole della II classe, abituare) ed è uno dei pochi verbi che cambia

significato con l’aggiunta del prefisso ge-: gewunian, essere abituato

 Wyrcan, verbo debole I classe, fare, comporre, preparare

  

Ricorda: i verbi deboli della I classe in germanico presentavano un su sso –ja all’in nito;

saranno dunque 3 i fenomeni avvenuti

 Metafonia palatale

 Palatalizzazione della velare

 Geminazione

Belumpen

 Da lump, che capiamo essere un verbo forte della III classe dato che la radice termina in NC

 A riguardo, è d’obbligo menzionare l’apofonia delle prime tre classi di verbi forti

 l’apofonia ricostruita per l’IE è: e, o, ǿ, ǿ. Da questi gradi apofonici bisogna partire per

ricostruire l’apofonia delle classi dei verbi forti dell’anglosassone, per cui:

 I classe

 IE: ei, oi, i, i

 GRM: ī, ai, i, i (sono cambiate solamente le prime due forme del paradigma. La prima

perché nei dittonghi in IE → GRM è previsto che ei → ī; la seconda perché oi → ai così come

ou → au, dato che in questa fase o si abbassa → a

ANG: ī, ā, i, i (cambia solo la seconda forma, con ai → ā [vedi monottongazione del

dittongo ai]. Notare che il vocalismo delle ultime due forme deriva direttamente dall’IE)

 Limpan, lamp, limpon, limpen

 II classe (sono quei verbi la cui particolarità è di avere una u alla radice)

 IE: eu, ou, u, u

 GRM: eu, au, u, u

 ANG: eo, ea, u, u (il secondo elemento del dittongo si adegua al primo, quindi si abbassa)

 Swa δætte, così come

 Leoδ, nome neutro, canto

ƥ

 a δe, l’ultima è un elemento che rafforza la relativa

ƥ

 for brohte

 da brengan

 è uno di quei verbi deboli della I classe che si dividono in due sottogruppi, quelli con

 sillaba radicale leggera (che subiscono geminazione al presente e mantengono al passato la

vocale della sillaba mediana)

 sillaba radicale pesante (senza geminazione al presente e scompare la sillaba mediana al

passato)

 hanno in comune il fatto di aver subito metafonia palatale (pag. 49)

 la particolarità di questi verbi è quella di non avere una i al passato già in germanico (la

radice veniva seguita immediatamente dalla dentale, RAD-δ); l’assenza di questa i vuol dire

che, nel vocalismo, non troveremo metafonia palatale

 es. il verbo secan, il cui pass. sing. è sohte

 viene da *sok-jan, al passato *sokδ (non ha subito metafonia palatale, per cui la o si mantiene)

ƥ

 fort brengan, restituire

 scopgereorde, da scopgereord

 scop, poesia; gereord, linguaggio

 geglængde, è un participio passato, adornato

 swetnisse/inbryrdnisse

 -nis è suffisso femminile per la formazione dei nomi astratti, -nisse è al dativo (pag 57)

ƥ

 Mæstan, è un aggettivo declinato debole (è preceduto dal dimostrativo a, accusativo femminile

singolare); è il superlativo (pag 74) di micel

 Geworht, passato di wyrcan

(7-10) Ond for his leoþsongum monigra monna mōd oft tō worulde forhogdnisse ond tō

geþēodnisse þæs heofonlican līfes onbærnde wæron.

[7-10] E per i suoi canti gli animi di molti uomini spesso furono ispirati al disprezzo del

mondo e al desiderio della vita celeste.

 Wæron onbærnde

 Quando in anglosassone trovo, come in questo caso, il verbo essere + participio presente non ha

necessariamente lo stesso valore del continous moderno, ma può essere utilizzato anche come un

semplice passato

 Mōd

 È il soggetto che, essendo un nome neutro con una sillaba radicale pesante, può essere tradotto sia

come plurale sia come singolare (sillaba pesante → desinenza ǿ al neutro plurale)

(10) Ond ēac swelce monige ōðre æfter him in Ongelþēode ongunnon ǣfeste lēoð

wyrcan: ac nǣnig hwæðre him þæt gelīce dōn meahte, (12) for þon hē nales from

monnum ne þurh mon gelǣred wæs, þæt hē þone lēoðcræft leornade, ac hē wæs

godcundlīce gefultumed ond þurh Godes gife þone songcræft onfēng.

[10-14] E anche ugualmente molti altri dopo di lui in Inghilterra cominciarono a

comporre canti religiosi; ma nessuno tuttavia a lui ciò ugualmente poteva fare, poiché

egli per nulla dagli uomini né attraverso un uomo fu istruito, affinché apprendesse l’arte

del canto, ma egli fu aiutato divinamente e attraverso il dono di Dio ricevette l’arte del

canto.

Ongunnon, cominciarono

 È un verbo forte al passato plurale; la radice, essendo on- evidentemente un prefisso, è gunn-. Il

fatto che la sua struttura sia Nasale+Consonante ci fa capire che è della III classe

 La radice al presente sarà quindi gin- (in inglese moderno cambierà il prefisso → begin)

 il soggetto è monige oδre (molti altri)

 la forma ōδre illustra vari fenomeni, dato che (nom sing oδer, nom plur oδre)

 caduta della sillaba mediana

 caduta di nasale davanti a fricativa sorda e allungamento compensatorio della vocale precedente

ƥ

(dato che viene da *an ar)

swelce, ugualmente

hwædre, tuttavia

næSnig, nessuno

 ne + æSnig (ingl mod any)

 meahte, passato di magan (verbo preterito presente)

 i verbi preterito presente hanno la peculiarità di avere un’opposizione del vocalismo nella

coniugazione del presente (???)

 sono quei verbi che al presente hanno le caratteristiche morfologiche di un passato di un verbo forte e

che al passato hanno una forma debole

nales, per niente/in alcun modo

(14-17) Ond hē for ðon nǣfre nōht lēasunge ne īdles lēoþes wyrcan meahte, ac efne þā

ān þā ðe tō ǣfestnesse belumpon, ond his þā ǣfæstan tungan gedeofanade singan.

[14-17] E lui perciò non poteva comporre mai nulla di fittizio né di canto vano, ma

sempre quelle uniche cose che riguardavano la religione e che era appropriato cantare

per la sua religiosa lingua.

Næfre, non mai

Noht, accusativo sing di nanwuht

ƥ

 leasunge e idles leo es sono due genitivi

 efne, solamente

ƥ

 a an → le uniche cose, dato che an è l’aggettivo numerale

(18) Wæs hē se mon in weoruldhāde geseted oð þā tīde þe hē wæs gelyfdre ylde, ond

nǣfre nǣnig lēoð geleornade.

[18-19] Era egli l’uomo collocato in posizione laicale, fino al tempo in cui egli fu in età

avanzata e lui mai nessun canto aveva imparato.

 Differenza fra verbi forti di IV e V classe

 La radice di un verbo forte di IV classe termina con una liquida o con una nasale, mentre quella di uno

di V termina con una consonante che non sia liquida o nasale

IV V

classe classe

ƥ

 Presente Cwe -an

 Ber-an

 Nim-an

 Le radici derivano dall’apofonia dell’IE

 Passato singolare

 Bær

 Nam, nom cwæƥ

 Il grado o dell’IE al germ diventa a, che in angl viene palatalizzata (→ æ), tranne se è seguita da una

nasale (in tal caso, rimane a o diventa o)

Passato plurale

 BæSr-

 Nām-, nōm- cwæSd- (la l. di Verner fa sì che ƥ d)

 →

Queste vocali lunghe non derivano dal grado zero dell’IE

 Possiamo ricondurre questa æS ags alla ē del germ

Participio passato (qui si distinguono)

 Boren

 Numen

 Originariamente la vocale era una u (*buranaz), che subisce abbassamento per

 la

presenza di una vocale bassa a (per i processi di armonia vocalica del

germanico);

l’origine di u è quella di una vocale d’appoggio

La IV classe riflette perfettamente il vocalismo dell’IE (con gradi e, o, ǿ, ǿ), fatta

 eccezione per il passato plurale; nel caso della V classe, le innovazioni non

riguardano solo il passato plurale, ma anche il participio passato

Geseted, è un participio passato di un verbo debole della I classe (come indicato dalla

presenza della dentale) porre

Settan, che deriva da *set-jan (geminazione), (ing mod to set)

Weorludhade

 Il suffisso –hade si usa per la formazione dei nomi astratti

 fino

Oδ,

(19) Ond he for þon oft in gebēorscipe, þonne þær wæs blisse intinga gedēmed, þæt hēo

ealle sceolden þurh endebyrdnesse be hearpan singan, þonne hē geseah þā hearpan

ārās ēode

him nēalēcan, þonne hē for scome from þæm symble ond hām tō his huse.

[19-23] E lui perciò spesso in una festa, quando lì era considerato motivo di gioia che

tutti loro dovessero cantare in successione accompagnati dall’arpa, quando egli vedeva

l’arpa avvicinarsi a sé, allora si alzava per la vergogna dalla festa e andava a casa sua.

þonne ha lo stesso significato e la stessa funzione di ƥa

 Può introdurre tanto la principale quanto una subordinata temporale (per capire

 quale sia la principale dobbiamo individuare quella con l’ordine ƥonne-verbo-

soggetto

Ārās

 Passato singolare del verbo forte I classe (a)risan

 For scome

 leggera),vergogna,

Seo scomu (nome femminile con sillaba che in ing moderno è

shame ƤæSm symble

 Dativo del nome neutro symbel (caduta sillaba mediana)

 Eode

 Passato di gān

Tutto il resto forma proposizioni subordinate

 festa

Gebeorscip,

 Gedemed

 (giudicare,

Participio passato di un verbo debole della I classe, deman che viene

 giudizio)

dal nome dōm, ing mod doom,

Intinga

 Causa, ragione, motivo

 di gioia

 Blisse, genitivo femminile,

Hēo, è una variante del dimostrativo hīe, 3° persona plurale

 tutti

Ealle, (è un aggettivo)

 should)

Sceolden, è un verbo preterito presente (oggi

 Gesean, passato di seon

(23) Þā hē þæt þā sumre tīde dyde, þæt hē forlēt þæt hus þæs gebēorscipes, ond ut wæs

gongende tō nēata scipene, þāra heord him wæs þǣre neahte beboden. (25) þā hē ðā

þǣr in gelimplice tīde his leomu on reste gesette ond onslēpte, þā stōd him sum mon æt

þurh swefn ond hine hālette ond grētte ond hine be his noman nemnde: Cedmon, sing

mē hwæthwugu.

[23-28] Quando egli fece ciò in un certo momento, cioè che lasciò la casa della festa e

se ne andò a piedi verso la stalla delle bestie, la cui cura a lui era stata ordinata quella

notte, quando lui poi là nel tempo adeguato pose le sue membra a riposo e si

addormentò, allora un uomo stette accanto a lui nel sonno e lo salutò e lo congratulò e

lo chiamò con il suo nome: “Cadmon, canta per me qualcosa”

principale è quella alla fine di r.26

La fare

dā dōn,

Dyde,

Sumre tide

 Il suffisso –re indica un aggettivo

 cioè che

ƥæt qui va tradotto come

 forlēt, è un verbo forte della VII classe (p. 153, gruppo b, da lætan)

 ut wæs geongende

 fuori

 ut, avverbio,

geongende

 andare

è un participio presente da gangan, forma non contratta di gan

 Fuori era andato, uscì fuori

 lett. quindi

stalla

scipene, neutro dativo,

 capiamo che la i radicale è breve dalla non caduta della sillaba mediana: se

 fosse stata pesante sarebbe caduta la –e-)

di quelle

ƥara,

 cura

heord,

 ordinare

beboden, participio passato di un verbo forte, da beodan,

 il vocalismo ŏ al participio passato lo troviamo nelle classi II, III e IV; possiamo

 escludere tuttavia facilmente le ultime due classi (non è della III perché la

radice non termina in NC o LC; non è della IV perché la radice non termina in L o

N)

I classe: rīsan, rās, rison, risen

 II classe: beodan, bead, budon, boden

 Come già detto in precedenza, i verbi forti delle prime tre classi trasmettono

l’alternanza

apofonica dell’IE (e, o, ǿ, ǿ)

Prendendo ad esempio la terza forma (il passato plurale), la presenza della u

ci fa

capire che questa è parte della radice, dato che il grado apofonico è ǿ: il fatto

che la

radice contenga una u è una peculiarità dei verbi della II classe

Nel presente/infinito, invece, la e apofonica e la u radicale si conservavano in

germanico (→ beud); si sviluppa invece in anglosassone eo (la u si assimila

al 1°

elemento, diventando una vocale media)

Nel passato singolare avremo

 IE boud

 GRM baud

 ANG bæud, che in seguito al primo frontamento vede abbassarsi la u

 →

bead

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeroma3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Vaciago Paolo.
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