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poesia perché Apollo è il Dio della poesia]. Questa lirica è ambientata nella val di

Dante Alighieri – 1200/1300 Chiusa in Provenza. Si identifica con il dio Apollo poiché entrambi amano una

donna e sono poeti.

• Tanto gentile e tanto onesta pare

Sonetto; è una lirica cittadina (dall’ambientazione), la casualità dell’incontro con la

donna la distingue dalla lirica di corte in cui ci si aspetta già di trovare la donna in Divino sole (perché governato da Apollo), quella pianta (il lauro, la poesia e Laura)

un dato luogo. L’amore rappresentato è cortese e non corporeo. Il centro della che è l’unica che amo e che prima è stata amata da te (idem), è l’unica a

lirica, e dell’opera ‘Vita Nova’, non è la donna ma gli effetti che provoca sul poeta verdeggiare in questo bel luogo, ed è senza paragone la donna più bella dal

stesso. momento in cui Adamo si è trovato Eva (la peccatrice – suo male et nostro).

Petrarca e Apollo la stano a guardare. Il poeta prega e chiama il Dio Sole (per

La mia donna (donna padrona del suo cuore) è talmente tanto nobile nell’animo fermare il suo andare e quindi il tempo, perché si sta portando via ciò che ama in

(gentile – decoro interno) e decorosa nei comportamenti (onesta – decoro cambio della tristezza), ma lui continua a fuggire rendendo ombrosi i colli e

esterno), che davanti alla sua apparizione e al suo saluto (saluto in se e saluto portando via il giorno; fuggendo mi togli quello che più desidero (la sua donna e la

come “portare salute”) non si riesce a parlare (descrizione degli effetti gloria poetica). L’ombra che proietta il basso (in altezza e i moralità – indica le

dell’apparizione della donna) e gli occhi non hanno l’ardire, il coraggio di guardarla. passioni terrene) colle, dove la mia dolce passione è iniziata da una piccola

Lei cammina rivestita di umiltà, sentendosi lodare (nelle liriche), quasi fosse una scintilla e dove il lauro ora grande era stato un piccolo ramoscello (ancora il tema

creatura angelica che potrebbe connettere miracolosamente il Cielo alla Terra. dello scorrere del tempo), cresce man mano che io parlo e mi impedisce di vedere

Si mostra piacente a chi la guarda, tanto che infonde nel cuore di chi la guarda la bellezza del luogo dove sta il mio cuore con la donna padrona del mio cuore.

una dolcezza che non può capire chi non la prova. Sembra che dal suo volto

provenga uno spirito leggero e pieno d’amore che dice all’anima di chi lo riceve di

sospirare d’amore. Chiasmo paranomastico: vv. 1 almo sol … sola amo

Sol: v. 1 Sole

Coblas cap finitas: vv. 8 – 9 mostrare – mostrasi Sola: v. 2solamente

Pare: vv. 1 – 7 – 12, nella prima terzina è sostituito da mostrasi Sola: v. 2 l’unica

Labbia: per intendere volto; sineddoche che sta ad indicar tutto il volto utilizzata Coblas anagrammatica: vv. 8 – 9

anche nella Divina Commedia per Forese Donati. Dante ci dà una sua idea di

amor cortese. Ossimoro: soave foco v. 10

• Voi ch’ascoltate

Francesco Petrarca – 1300 Prima lirica che funge da introduzione al Canzoniere. Contiene la sua

dichiarazione di aspro pentimento. L’opera è organizzata in modo da raccontare la

Chierico parabola della sua vita e mostrarsi come monito per quanti, come lui, vogliano

seguire le proprie passioni terrene.

• Almo sol

Tutto il Canzoniere è giocato sulla polisemia del nome Laura che si riferisce alla Si rivolge a coloro che ascoltano le rime sparse del Rerum Volgarium Fragmenta -

sua donna, all’aura (il vento), al dorato biondo dei capelli della donna, al laurum (cioè i fruitori della lirica in quanto all’epoca si divulgava soprattutto a voce) cioè il

simbolo della gloria poetica [riferimento al mito di Dafne, la ninfa che è stata suono dei sospiri con i quali egli nutriva il suo cuore quando nella sua giovinezza

trasformata in lauro, pianta che diventerà sacra al Dio Apollo e quindi anche alla

ha commesso il suo primo errore (sia in senso temporale sia in senso di gravità) giovane e bello della donna non svanisce solo perché queste caratteristiche non ci

quando era in parte un uomo diverso da quello che è ora (ora si sta pentendo, ma sono più.

quell’ “in parte” ci fa capire che non ci sta riuscendo bene poiché ancora sente il Figurante: d’oro

richiamo di quelle passioni - per la donna e per la gloria poetica – e per questo il

pentimento è sincero e aspro – purificazione nel dolore); le sue liriche sono intrise Figurato: capelli

di dolore e affermazioni razionali (richiamo della Divina Commedia , Paolo e

Francesca - piango et ragiono); in mezzo alle speranze e il dolore (vane perché

non rivolte alla ricerca della salvezza dell’anima) spera di trovare pietà e perdono Pietro Bembo - 1500

da parte di chi capisce la sua situazione perché l’ha provata su di sé.

Ora capisce che è stato considerato da tutti uno zimbello, quindi spesso si Nelle ‘Prose della volgar lingua’ codifica la lingua italiana a partire dal

vergogna di sé stesso (me medesimo meco mi vergogno); la vergogna, il modello di Petrarca per la poesia, e di Boccaccio per la prosa. Ha anche

pentimento (che ha valore solo se seguito da una rinuncia) e l’aver capito che le codificato un preciso canone per la rappresentazione della donna,

passioni terrene sono passeggere rispetto alla vita eterna, è il frutto del suo essere indicando cosa va e cosa non va citato nelle poesie e abbinando i relativi

impazzito. figuranti.

• Erano i capei d’oro • Crin d’oro crespo e d’ambra tersa e pura

C’è l’idea dl trascorrere del tempo e dell’accrescimento progressivo della donna, Sonetto dedicato a Lucrezia Borgia. Sonetto con struttura ad elenco che si regge

dell’amore per lei e di quello per la poesia. Petrarca inizia ad utilizzare il canone di sintatticamente sugli ultimi due versi.

bellezza con la donna bionda e riccia, utilizzando precisi figuranti per

rappresentare le varie parti del corpo.

Tema della caducità della vita e del passare del tempo. Viene raffigurata la Capelli ricci e biondi come l’ambra (canone di donna) che l’aria fa ondeggiare

bellezza di Laura che è svanita a causa dell’età, c’è un uso dell’imperfetto nel titolo sopra la fronte bianca come la neve, occhi luminosi (ritorna l’elemento della luce

che appunto fa riferimento alle caratteristiche della donna che ora invece non ci degli occhi) che riuscirebbero a illuminare anche la notte, un sorriso che fa

sono più. passare ogni dolore e pena, labbra rosse come i rubini ornate da denti bianche

come perle da cui escono parole tanto dolci che l’anima di chi ascolta non ha altro

desiderio, mani bianche come l’avorio che stringe e ruba (‘fura’, latinismo) i cuori,

un canto che sembra una melodia celeste e angelica, una maturità e saggezza

I suoi capelli biondi erano sparsi e mossi dall’aria che li avvolgeva in tanti piacevoli come quello di un’adulta nonostante la giovane età, bellezza mai vista sulla terra,

nodi e i suoi occhi, che prima sfolgoravano di una luce piacevole, ora non hanno massima bellezza e onestà d’animo (in senso petrarchesco) fu questo che accese

più quel bagliore. Il poeta non sa se sia vero o falso il credere che il viso della la fiamma della passione del poeta. Nella donna si possono trovare grazie e

donna mostrasse una forma di benevolenza nei suoi confronti (per l’omaggio bellezze che poche sulla Terra hanno ricevuto dal cielo.

poetico): perché stupirsi se immediatamente mi innamorai, dato che avevo già nel

mio petto la predisposizione ad innamorarmi (esca amorosa – pezzettino di legno

per accendere il fuoco). Oro e ambra: capelli biondi

Il suo incedere non era quello di un essere umano, ma angelico (citazione

stilnovista); la stessa cosa per quanto riguarda le sue parole. Il poeta vedeva uno Neve: fronte bianca

spirito angelico, una luce splendente e anche se non è più così la ferita aperta nel Rubini: labbra rosse

cuore da una freccia scoccata da un arco on si risana solo perché l’arco non è più

teso e forte, allo stesso modo l’innamoramento scoccato a partire dal corpo Perle: denti bianchi

Avorio: mani bianche La donna padrona del mio cuore è bella quando le vedo i capelli biondi

ondeggianti al vento, quando si guarda intorno in modo piacevole, quando guardo

• Moderati desiri, immenso ardore la sua bocca rossa sul suo viso pallido. È bella ovunque si inchini, quando il suo

orgoglio si inasprisce e non corrisponde i miei desideri, belle sono le sue

Modello maschile, modo con cui l’uomo dovrebbe corrispondente alle grazie e alle arrabbiature e i dolori causati da lei che mi rendono degno di essere innamorato di

attenzioni della donna. lei.

La bellezza più alta, tanto da essere considerata addirittura divina e porta

dell’anima, è la bocca che si apre e si richiude dolcemente e da cui escono spesso

Torquato Tasso - 1500 messaggi di amore (parole e canto) e portano dolcezza e dolore

Scrive insieme agli ‘Accademici eterei’ rime per Lucrezia Bendidio, giovane

quindicenne presentata alla corte ferrarese. Tasso si rifà in parte al codice Dolce guerra: metafora bellica e ossimoro, sta a indicare l’amore come sofferenza

della ‘descriptio femminea’ e in parte aggiunge sue particolarità autorali.

Con lui comincia la corrispondenza tra amore e dolore. • Lo specchio

• Su l’ampia fronte il crespo oro lucente Raffigurazione di una scena: la donna si specchia sia nello specchio sia negli occhi

del poeta.

Nelle prime quartine il soggetto è la donna, nelle terzine il soggetto è il poeta. C’è

una forte separazione tra le quartine (più aderenti alla tradizione) e le terzine (più

originali). Il poeta è stato chiamato a essere servo d’Amore ovvero a reggere lo specchio

davanti alla donna, qui definita come Sole, gli occhi dello specchio a loro volta

rispecchiano l’immagine della donna, che però è diversa da quella riflessa dallo

I capelli biondi ondeggiavano sull’ampia fronte, e la luce dei bei occhi provocava specchio reale, al quale la donna rivolge anche lo sguardo (asimmetria

(distingue gli effetti della sguardo della donna tra quelli in chiunque e quelli in chi nell’immagine riflessa). La donna guardava il suo candido viso e il suo bel corpo

aveva ‘l’esca amorosa’) una fioritura primaverile di maggio e un’estate ardente di ed era contenta di ciò che vedeva, della sua bellezza (qui le sue bellezze vengono

luglio. Amore scherzava giocosamente sul suo petto e non osò scoccare nessuna paragonate ad armi che lei affila facendosi ancora più bella e sentendosi

freccia, si udiva spesso una voce provenire dalle labbra rosse come rose. compiaciuta per questo; viene considerata colpevole di usare come arma la sua

Il poeta che vide questo essere divino sulla Terra chiuse gli occhi e disse: ‘com’è bellezza e quindi di provocare dolore e morte – tema della colpevolezza della

sciocco lo sguardo di chi vuole correre il rischio di guardarla e innamorarsi’. Ma bellezza, nell’utilizzo di questa come mezzo di seduzione consapevole).

non si accorse di un altro pericolo (tema dell’amore come fonte di dolore), perché il Appena vide le sue armi (le sue bellezze) splendere, girò lo sguardo verso il poeta

suo cuore fu raggiunto attraverso le parole (o il canto) della donna (topos e dai suoi occhi arrivò una freccia pungente al suo cuore, ma lui non aveva potuto

dell’innamoramento per voce). immaginare questo pericolo nel gesto di tenerle lo specchio. Si chiede quali

• possano essere le pene e i dolori per quanti tentano di ribellarsi all’attacco delle

Lode alla bocca sue bellezze se già per lui e per quanti ne sono servi d’amore è già così

Si selezione un elemento su cui concentrarsi, in questo caso la bocca della donna. pericolosa.

Nela prima quartina c’è una descrizione fisica della donna, mentre nella seconda vi

è una descrizione invece degli atteggiamenti. Complessivamente si ha una

descrizione delle diverse parti del corpo, del carattere e dell’effetto. Metafora bellica + ossimoro: v. 7 dolci arme

• Non più cresp’oro ed ambra tersa e pura

Richiamo a Bembo, in questo sonetto è come se una per volta fossero tolte tutte le Sonetto alle puttane

grazie e le bellezze precedentemente attribuite dal poeta alla donna. Siamo in una Sonetto caudato (con 17 versi, una terzina in più) retto dalla battuta di spirito

situazione di fine dell’innamoramento da parte del poeta il che l’ha portato anche a finale, scritto con lo schema della noia, ovvero un elenco di tutte cose negative.

perdere l’infatuazione poetica. Compare il tema del valore sociale della lirica, come Per puttane si intendono le mantenute, le cortigiane. Anafora di ‘un’ per intendere

qualcosa capace di creare forti immagini nell’immaginario di chi legge. ‘tutto un continuo’

Tutto un continuo a chiedere vestiti, anelli o collane, tutta la roba del poeta, già da

I capelli della donna, che avevano ‘legato’ il cuore del poeta (richiamo a Petrarca, appena conosciuti. Tutto un voler che il poeta faccia loro compagnia, cosa che gli

amore pentito) non sono più lucenti e dorati come l’ambra; sul viso e su seno non dà più sofferenza dell’inferno. Tutto un chiedere vitto e alloggio come se il mestiere

vedo altro che una bellezza artificiale. La luce che prima splendeva nei suoi occhi del poeta fosse l’oste, sempre a sospettare la sifilide. Tutto un prendere denaro e

ora è fredda, il suo incedere e andare è senza eleganza. vestiti in prestito un po’ al mese, tutto un dire che il poeta fa loro visita troppo

spesso quando poi loro invece fingono sempre di essere indisposte per non

Povero me, com’è stato possibile che il mio pensiero ti apprezzasse tanto, e chi mi concedersi. Il peggio di questa donna è che considera ogni palazzo in affitto

ha rubato il senso e la ragione? quando vuole lei. Queste sono le ragioni per cui provvedo da solo ai miei bisogni.

Il poeta accecato dall’amore ha ingannato chi lo ascoltava ricoprendo e ornando la • Sonetto contra la moglie

donna di fregi e bellezze con la sua poesia e così la sua figura, solo a quel punto,

è apparsa leggiadra ed elegante. Sonetto caudato (con 17 versi, una terzina in più) retto dalla battuta di spirito

finale, scritto con lo schema della noia, ovvero un elenco di tutte le cose che sono

peggio dell’aver moglie. Per puttane si intendono le mantenute, le cortigiane.

Francesco Berni - 1500 Marcello Giovannetti - 1600

Con l’egemonia del canone di donna bionda si generano molte Poeta marchigiano (1598 – 1631), inizia una rappresentazione semi

parodie (una forma di presa in giro, ma anche un omaggio in quanto realistica della donna. Nei testi seicenteschi cominciano a comparire delle

si presupponeva una conoscenza del testo di riferimento). Le poesie metafore scientifiche; c’è il desiderio di divulgazione scientifica per

di Berni, satiriche e scherzose (con un immagine della donna l’influenza di Galileo.

misogina e negativa) generano la poesia bernesca. • Alla signora Rosaria

• Sonetto alla sua donna Si basa su un gioco di parole sul significato di rosa.

Trasferimento di alcuni figuranti a parti del corpo diverse da quelle canoniche per Porti il nome della rosa (il fiore): guance pallide, labbra morbide rosse come se

creare un effetto grottesco – comico. cosparse di rose da Amore, dio che ti ha reso bella, ha cosparso di rose la tua

Capelli bianchi e mal pettinati, con nodi, cha contornano un viso giallastro bocca e ti ha dato ogni altra bellezza rara, sei la più bella tra le donne come lo è la

malsano. La fronte, che alla sua vista fa sbiancare il poeta, è rugosa e dura tanto rosa trai fiori. Bella rosa, hai già conficcato nel mio cuore una spina di amore,

da impedire a chiunque di innamorarsi (‘spuntano i suoi strali amore e morte’); gli spero e desidero che prima che tu appassisca possa diventare il tuo amante

occhi sono senza lucentezza e un po’ storti, le sopracciglia sono bianche e fanno [piccola vena maliziosa].

disperare il poeta. Le dita e le mani sono grassocce e tozze; le labbra bianche • Lode a una chioma nera

contornano una bocca ampia con pochi denti neri e cariati, anche il suo canto è

cosa inaudita (perché non gradevole); è nervosa e scostante. Il poeta si rivolge ai Topos della natura come pittore/artefice. Solitamente il canone della donna era con

servi d’amore dichiarando che queste sono le bellezze della sua donna. i capelli biondi.

Si rivolge direttamente alle chiome – chiome, quando capita che vi guardo sciolte e Giovan Leone Sempronio - 1600

avvolte in ricci neri e ricoprite la fronte e il volto delle donne limitandone lo

splendore, in quel caso siete, come ombre che creano danno. Altro poeta marchigiano

Ma se siete raccolte in una crocchia quei ricci scuri, sembrate nera cote (pietra • Chioma rossa di bella donna

nera per affilare lame) a quel punto siete il posto dove Amore affila le sue frecce.

Siete più belle di oro e pietre preziose. Dalle vostre acconciature nere escono, così Tutta amore, tutta scherzo, tutta gioco mentre Lidia scioglieva la sua chioma e

come ogni tanto dalla nube scura di pioggia partono dei lampi, dei fiumi di fiamme provocava un diluvio di fiamme sulla mia anima [ossimoro – fiamme per il colore

che vanno a colpire il mio cuore. rosso dei capelli che accendono le fiamme nel cuore del poeta]. Se per un motivo

traevo molti caldi sospiri dal mio cuore, doveva accadere dopo questa pioggia di

La natura non ha compiuto un errore dando a quella fronte chiara una chioma fuoco. Questa donna nel regno di Amore scioglie la sua chioma rossa come una

scura, la natura come pittore unisce ombre a luce e colori unendo capelli neri a coda per far innamorare più d

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvialea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Dondero Marco.
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