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Tessuti epiteliali e connettivi

Appunti sulla prima lezione di Anatomia Umana con analisi dei seguenti temi: livelli organizzativi nel corpo, tessuti epiteliali ( epiteli di rivestimento e epiteli ghiandolari), tessuti connettivi, tessuto osseo, tessuto cartilagineo, tessuto ematico.

Esame di Anatomia umana docente Prof. M. Panaro

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Anatomia Umana

strutturale in quanto privi di nucleo e organelli intracitoplasmatici in quanto si sono differenziati per

trasportare molecole gassose. Quindi la forma di queste cellule è l’espressione dell’organizzazione

del citoscheletro (microfilamenti di actina, miosina e tubulina, proteine del microtubulo che non

solo consentono di mantenere la forma, ma anche il movimento ameboide come i leucociti, che

hanno una elevata capacitò spiccata di chemiotassi, cioè movimento attraverso un gradiente

chimico). Questo rappresenta l’esempio come le strutture citoscheletriche, oltre a condizionare la

forma, possono addirittura, consentire alla cellule il movimento.

Tipologie: le cellule si differenziano, quelle del muscolo si chiamano fibre muscolari, quelle del

tessuto nervoso dove accanto ai neuroni troviamo una popolazione piuttosto complessa di elementi

chiamate cellule gliali.

Tutti questi livello organizzativi hanno la finalità di andare a realizzare una sorta di organizzazione

reciproca collegata al mantenimento delle caratteristiche dell’omeostasi dell’organismo in maniera

tale che venga rispettato questo equilibrio. Qualora ci sia un alterazione di questo equilibrio, si

istaura una condizione patologica, dovuta all’alterazione di una popolazione cellulare oppure

l’assenza di alcune popolazioni cellulare, che può avvenire nel corso di malattie autoimmuni. Tutti

questi processi funzionali svolti dalle cellule devono rispettare l’omeostasi, cioè mantenere costante

quella condizione in maniera tale che tutti cooperano, organo e apparati, per realizzare questo

equilibrio.

Alcuni meccanismo che consentono il ripristino delle condizioni di stabilità rientrano in questo

concetto: feedback, mediante il quale determinate sostanze vengono mantenute a concentrazione

fissa, il sangue ad esempio, rappresentano un esempio di omeostasi. Il meccanismo a feedback

consente di regolare negativamente la produzione di una sostanza, come il glucosio o un ormone,

andando ad agire attraverso recettori di membrana diversamente espressi, in termini quantitativi, che

possono andare a condizionare la liberazione di un mediatore o una sostanza come il glucosio.

Affinché dci sia questo corretto funzionamento è importante che ci siano dei messaggi tra le cellule,

forniti dagli ormoni, che sono sostanze che agiscono a distanza attraverso il legame con il recettore.

Gli elementi costituivi dei tessuti sono le cellule. Queste le possiamo classificare per ambiente

extracellulare, derivazione embrionale i foglietti embrionali, che derivino dalle divisioni successive

di uno zigote, sono l’ectoderma il mesoderma e l’entoderma. A questi tre si associa il mesenchima

che sarebbe il connettivo embrionale, cioè un tessuto di connessione che deriva principalmente dal

mesoderma ma anche dagli altri due. I tre foglietti principali che possiamo individuare nelle prime

fasi dell’embriogenesi sono: ectoderma, mesoderma ed entoderma e da qui deriveranno tutti i

tessuti. Epiteliale, connettivi, muscolare e nervoso.

Esistono quattro tipi di tessuto. Ci sono delle

caratteristiche cha accomunano i sottogruppi. La caratteristica dei tessuti epiteliali è quella di

presentare cellule disposte a stretto contatto tra di loro. Questi hanno la funzione di rivestire e

proteggere le strutture, e quindi si evita la formazione di spazi in modo tale che le cellule vadano a

compartimentare una determinata area. Quindi rivestire tutto il corpo rispetto all’ambiente esterno o

organi interi. I tessuti epiteliali non comprendono solo i tessuti di rivestimento, quindi quelli che

svolgono la funzione di protezione, ma svolgono anche la funzione secernente come le ghiandole.

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Tutte le ghiandole sono rivestite da tessuti epiteliali. Ci sono degli organi che hanno una forte

componente epiteliale come fegato rene e polmoni.

L’emblema del tessuto epiteliale è rappresentato dall’epidermide, cioè a livello cutaneo dove

troviamo la massima espressione di cellule strettamente stipate tra di loro che vanno a proteggere ed

isolare rispetto all’ambiente esterno il corpo, ma troviamo anche la funzione di rivestimento di

strutture cave interne come possono essere organi cavi dell’apparato digerente, quindi rivestimento e

secrezione di sostanze. la cavità di queste strutture è il lume. Gli epiteli possono essere

monostratificati o pluristratificati. Quelli monostratificati si prestano meglio a svolgere funzioni di

scambio tra due compartimenti. Gli epiteli pluristratificati si trovano a livello di strutture dove

prevalgono sollecitazioni meccaniche: cute, cavità orale, faringe. E poi abbiamo strutture a funzione

ghiandolare che possiamo descrivere nel contesto di questi epiteli. Negli epiteli ghiandolare

possiamo individuare due grandi gruppi: ghiandole a secrezione esocrina e ghiandole a secrezione

endocrina. Le ghiandole esocrine producono il secreto all’esterno e sono dotate di un dotto

escretore. Attraverso questo dotto, il secreto viene riversato o all’esterno, come può essere il

prodotto delle ghiandole sudorifere, o all’interno della cavità di un organo interno come può essere

il secreto mucoso nelle vie respiratorie. Le ghiandole endocrine riversano nel sangue il loro

prodotto, cioè ormoni. La caratteristica delle endocrine e non ossedere un dotto escretore in quanto

il secreto viene immesso direttamente nel circolo ematico e quindi l’ormone viaggia attraverso il

torrente ematico il direzione dei bersagli su cui espleterà la sua funzione. La differenza è nel dotto

escretore.

Il tessuto connettivo è quello più abbondante in quanto serve a connettere. Serve da struttura di

ancoraggio. Comprende una serie di tipologie. Le caratteristiche che li contraddistinguono sono:

Capacità trofiche, cioè nutritizie. Hanno una particolare ricchezza di vasi sanguigni proprio

 perché il tessuto connettivo va a nutrire quei tessuti privi di vasi, come gli epiteli.

funzioni meccaniche: costituiscono una impalcatura nei vari organi.

A differenza degli epiteli in cui la sostanza cellulare è ridottissima, in realtà le cellule connettivali

sono immerse in questa sostanza intercellulare costituita da matrice e una serie di fibre connettivali

che vengono prodotti dagli stessi elementi cellulari., questa sostanza intercellulare non è identica in

tutti i tessuti connettivi, perché i connettivi comprendono un gruppo eterogeneo di tipologie che si

discostano per le proprietà di questa sostanza. Può essere più o meno consistente, o addirittura

mineralizzato come nel caso delle ossa.

i connettivi propriamente detti,

Le tre tipologie di connettivo sono: chiamati così in quanto

ricalcano le caratteristiche generali di questa categoria, non presentano sostanza cellulare molto

consistente come può essere nel connettivo di sostegno, e connettivo fluido nel quale la sostanza

cellulare è addirittura fluida. La maggior parte dei tessuti connettivi rientrano nei propriamente

detti.

Il tessuto connettivo propriamente detto a dei sottogruppi: adiposo, compatto e lasso. Adiposo è

costituito da adipociti. Il tessuto compatto rappresenta l’impalcatura degli organi e costituisce lo

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stroma, ossia lo scheletro e il sostegno degli organi. Nel tessuto lasso la sostanza intercellulare non è

molto rigida ma lassa. I tessuti connettivi propriamente detti sono costituiti da due tipi di fibre:

collagene ed elastina. Il collagene conferisce il grado di compattezza della sostanza intercellulare.

Queste fibre conferiscono resistenza alla trazione e rendono il tessuto resistente e viene prodotto

dalle cellule connettivali che sono i fibroblasti. L’elastina a differenza del collagene varia il grado di

lunghezza. Si trova in quei distretti anatomici in cui è richiesta una maggiore elasticità, capacità di

dilatarsi a livello delle grosse arterie o delle pareti delle vie respiratorie per cui è necessario che la

parete non sia estremamente rigida e posso reagire elasticamente all’arrivo della forte pressione

sanguigna durante la gittata sistolica delle grosse arterie, che sono arteria polmonare e l’aorta.

Queste due componenti sono entrambi presenti nei tessuti propriamente detti.

Il tessuto compatto costituisce quelle zone più rigide in cui è richiesta una maggiore compattezza

delle pareti, a costituire per esempio le capsule degli organi ma anche strutture di inserzione

muscolare che sono rappresentati dai tendini o legamenti. Quindi laddove è richiesta una resistenza

a sollecitazioni meccaniche.

Il connettivo lasso svolge funzioni trofiche, cioè è più vascolarizzato e quindi svolge meglio

funzioni nutritizie. Questo va a costituire dei piani di scorrimento al livello delle pareti degli organi

cavi in maniera tale che le pareti dell’organo abbiano una certa mobilità e non siano strutture rigide,

es. pareti dell’intestino.

Nei tessuti connettivi fluidi, la sostanza cellulare è priva di fibre. La sostanza è composta da: acqua,

o linfa. Sono considerati connettivi in quanto vi è una componente cellulare e una sostanza

intercellulare. Gli elementi cellulari sono le cellule corpuscolate del sangue e della linfa, mentre la

sostanza intercellulare è costituita dal plasma sanguigno. L’aspetto rilevante dei tessuti connettivi in

genere è la funzione di protezione. Tra gli elementi cellulari oltre ai fibroblasti, abbiamo i macrofagi

cioè cellule che derivano dal torrente ematico, e che poi abbandonano il torrente per andare a

localizzarsi in questi connettivi, per di più in quelli lassi, dove svolgono funzione di difesa.

Gli altri due elementi costituenti dei tessuti connettivi che presentano un elevato grado di

compattezza della sostanza intercellulare sono: tessuto cartilagineo e osseo, che rientrano nella

composizione dello scheletro. Nel cartilagineo non troviamo vasi sanguigni. Questo è associato ad

un altro tessuto connettivo che si chiama pericondrio, cioè un tessuto connettivo che avvolge il

tessuto cartilagineo e ha il compito di apportare il materiale nutritivo al tessuto cartilagineo privo di

vasi sanguigni. Il tessuto cartilagineo si trova nello scheletro embrionale, e livello delle articolazioni

sinoviali, e a livello di alcune parti dell’orecchio. Il tessuto osseo costituisce l’impalcatura del nostro

corpo. Il tessuto osseo è percorso da vasi sanguigni. Questo alla base delle capacità rigenerative.

I tessuti muscolari hanno la caratteristica di variare il grado di allungamento e di contrarsi.

Possiamo indentificare tre tipologie di tessuti: liscio, striato, e cardiaco (striato). Le differenze sono

sia di carattere strutturale che funzionale, nel senso che tutti e tre sono in grado di contrarsi, però

secondo modalità differenti: alcune volontarie come il tessuto muscolare scheletrico, altre

involontarie. 5

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Il tessuto muscolare liscio si trova a livello dei visceri e delle pareti dei vasi sanguigni e anche delle

ghiandole allo scopo di consentire una certa mobilità a questi organi. Il tessuto muscolare cardiaco

detto anche miocardio è localizzato a livello della parete della tonaca media, e il tessuto muscolare

scheletrico che va a costituire l’apparato locomotore. Il più diffuso è quello striato. È cosi chiamato

perché all’interno delle fibre muscolari, presentano l’alternanza di bande più chiare e bande più

scure. Quest’alternanza è legata alla organizzazione delle strutture citoscheletriche: actina e miosina

che da un punto di vista ultrastrutturale presentano una disposizione ordinata creando delle unità

funzionali che saranno i sarcomeri. Questi variano nella lunghezza durante la contrazione e

conferiscono l’aspetto striato delle fibre. Queste fibre ricevono una innervazione motoria volontaria

ed è questa la particolarità che le contraddistingue. Si possono contrarre in quando comandate dalla

coscienza dell’individuo. Il tessuto muscolare liscio è così chiamato perché pur contendo nel

citoplasma i filamenti di actina e miosina, non sono organizzate in strutture sarcomeriche e risultano

disperse nel citoplasma ma consentono la capacità di contrazione per cui la fibra segue la modalità

di contrazione notevolmente differente risetto alla muscolatura scheletrica. Per altro sono muscoli

involontari quelli costituiti dall’associazione di queste fibre, nel senso che ricevono una

innervazione motoria, ma di tipo vegetativo, ossia autonomo, indipendente dalla volontà del

soggetto. quindi la modalità di contrazione è molto diversa rispetto alla muscolatura scheletrica

involontaria.

Il tessuto muscolare cardiaco costituisce una variante intermedia tra le due: è striato in quanto

all’interno i filamenti di actina e miosina si organizzano in sarcomeri, ma è involontario, nel senso

che non riceve fibre somatomotrici, cioè fibre che dipendono dalla volontà dell’0individuo ma dette

fibre sono in grado di contrarsi in maniera spontanea.

Il tessuto nervoso, è omogeneo in quanto è costituito da due componenti, che rappresentano la

popolazione cellulare che troviamo in tutto il sistema nervoso: neuroni e cellule della glia. I neuroni

sono gli elementi deputati all’insorgenza dell’impulso elettrico quindi hanno un attività elettrica.

Questa dipende dalla distribuzione delle cariche a livello della membrana plasmatica. L’impulso

elettrico può viaggiare attraverso le estroflessioni, le fibre di questi neuroni che trasmettono ad altre

cellule questo segnale elettrico. I componenti della glia hanno funzione trofomeccaniche, ossia non

trovando un connettivo nella compagine interna di questi organi troviamo questi elementi cellulari

che hanno il compito sia di costruire questa impalcatura, e quindi funzioni meccaniche, ma anche

trofica perché intervengono nell’apporto di materiale nutritizio in maniera selettiva andando ad

agire da interfaccia tra i vasi sanguigni e le cellule neuronali. Questo è presente in tuti gli organi del

tessuto nervoso cioè sia nel sistema nervoso centrale che il periferico. Il sistema nervoso centrale è

costituito da quegli organi che troviamo all’interno di strutture ossee, cioè cavità cranea dove

all’interno c’è il cervello, e il midollo spinale che comunica con questi organi contenuto nella

colonna vertebrale. Tutti i recettori e i nervi vanno a costituire il sistema nervoso periferico.

TESSUTI EPITELIALI 6

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Il tessuto epiteliale si forma da uno zigote, che grazie alla mitosi forma un morula e in seguito una

plastocisti, che si cavitalizza, quindi si forma una cavità interna, la quale evolve a costituire un

gruppo di cellule che darà origine ai foglietti embrionali. Questa massa cellulare interna si

differenzia in tre foglietti: ectoderma, entoderma e mesoderma. Da questi tre si differenzia il

mesenchima che è il connettivo embrionale. Il sistema nervoso ha origine dall’ectoderma. Quando

sistema.

gli organi hanno una origine embrionale comune, si dic che fanno parte di un Nei tessuti

epiteliali troviamo tre categorie di epiteli: connettivali, più diffusi, muscolari, che sono ridotti, e

tessuto nervoso, rappresentato dalle cellule neuronale e della glia.

Il tessuto epiteliale lo possiamo suddividere in:

epiteli di rivestimento come la cute, ma possono rivestire l’organo sia internamente che

1) esternamente. Questo rivestimento consente di isolare, compartimentale, e creare una

barriera come la cute, interviene nel regolare i processi di scambio: permeabilità, diffusione,

limita perdite idriche, e in maniera selettiva può far passare alcune sostanze, come avviene

nell’epitelio che tappezza i tubuli renali o garantire il passaggio di molecole per la

respirazione come l’epitelio alveolare.

epiteli ghiandolari (ghiandole esocrine dove il secreto è immesso all’esterno ed endocrine

2) dove il secreto è rilasciato all’interno del torrente ematico).

Le strutture epiteliali a funzione ghiandolare sono cellule in grado non soltanto di produrre

dei secreti mucosi che hanno il compito di facilitare la connessione del materiale lungo il

canale alimentare, ma intervengono anche nella secrezione di enzimi che hanno una precisa

funzione: per esempio lungo la digestione nel tratto intestinale. Infine ormoni che sono il

prodotto della secrezione di ghiandole endocrine. Questi ultimi agiscono a una certa

distanza.

epitelio sensoriale. Ci sono strutture recettoriali che non sono costituite da neuroni ma da

3) cellule epiteliali modificate che ricevono afferenze, cioè fibre nervose sentire in grado di

trasformare il segnale che riceve la cellula epiteliale in impulso elettrico. Detti recettori sono

detti di second’ordine, in quanto i primi sono i neuroni, e un esempio sono: cellule dei calici

gustativi, o dei recettori acustici nell’orecchio.

Nei tessuti epiteliali, la sostanza intercellulare è ridotta nell’ordine di 15­20 nanometri, quindi uno

spazio molto esiguo, il più delle volte occupato anche da materiale glicoproteico cementante alla

scopo di tenere strettamente unite tra loro le cellule. Anche perché gli epiteli, come quello di

rivestimento, hanno lo scopo di creare barriere. Quindi si evita la presenza di spazi che potrebbero

interferire con questa funzione. Il fatto che sia assente determina l’impossibilità di trovare vasi

avoscolari,

sanguigni. Gli epitelio sono cioè privi di vasi sanguigni e di conseguenza ricevono

l’apporto nutritizio in genere associandosi a tessuti connettivi che li circondano. Questa

una membrana basale.

associazione di epitelio­connettivo, determina la presenza di chiamata

Questa non va a costituire una semplice linea di confine tra l’epitelio e connettivo sottostante.

Rappresenta un piano di appoggio per le cellule epiteliale, ma presenta anche caratteristiche di

selettività, perché a volte non passano tutte le sostanze ma c’è una selezione nel passaggio di

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particolari molecole, cose che possiamo osservare a livello renale dove la membrana è altamente

selettiva e prende il nome di membrana di filtrazione. La membrana basale è costituita da due

lamina basale lamina reticolare.

componenti: e A queste partecipano sia il tessuto epiteliale che

connettivo. La lamina basale è costituita da glicoproteine di derivazione epiteliale, la lamina

reticolare è costituita da fibre che appartengono al connettivo sottostante. Questa membrana può

perdere la sua integrità nel corso di lesione e può essere risintitizzata dalla cellule epiteliali. Queste

possiedono una elevata capacità rigenerativa, cioè mantengono la capacità di andare in contro a

mitosi. Quindi questo epitelio è in grado di rigenerarsi grazie a cellule staminali: cellule che

possiedono la capacità di dividersi. Quando si dividono una delle due cellule si differenzia secondo

al linea di appartenenza: es. i cheratinociti nel caso della cute, oppure le fibre della cornea nel caso

dell’epitelio corneale. Questa capacità presente in tutti i tessuti epiteliale, non è prerogativa di tutti

gli organi, ma solo di alcuni come il fegato, che se danneggiato, le cellule si dividono per mitosi.

Una altra caratteristica delle cellule epiteliali è la polarità, cioè ci sono dei versanti che hanno una

specializzazione funzionale, es. ciglia, microvilli, e stereociglia. I microvilli sono un esempio della

polarità di membrana, e le ciglia hanno un ultra struttura costituita da coppie di microtubuli: una

coppia centrale e nove coppie disposte perifericamente. Queste si muovono in maniera sincrona, che

serve per la liberazione delle vie aeree. Le stereociglia sono una via di mezzo nel senso che abbiamo

una serie di estroflessioni microvillari unite, che contengono microfilamenti di actina, e da un lato

abbiamo un ciglio. Queste hanno funzioni sensoriale, a livello dell’orecchio interno, recettori

vesticolari, che servono per l’equilibrio. In base all’orientamento di queste stereociglie si ha un

aumento o riduzione dell’impulso elettrico trasmesso poi all’organo centrale.

Nel piccolo spazio intercellulare, ci sono una serie di complessi giunzionali che hanno diverse

strette, giunzioni gap,

funzioni: non c’è passaggio di sostanze, che consentono la formazioni di

canali tra una cellula e un'altra in maniera tale che ci posso essere passaggio di alcune molecole,

i desmosomi,

attraverso vari elementi cellulari affiancati. E poi abbiamo che sono caratterizzati da

materiale cellulare interposto. I desmosomi ed emidesmosomi appartengono alla stessa categoria: Il

desmosoma si interpone tra una cellula e un'altra, l’emidesmosoma tra la cellula e la membrana

basale. Le giunzioni strette si trovano nei tubuli renali, ma anche a livello dell’epitelio intestinale.

 Le gap sono rappresentate da canali, cioè molecole che si spiralizzano formando connessioni

occludente,

cellula­cellula. Le giunzioni strette presentano due zone: cioè presenza di punti

di coesione dove troviamo delle proteine come le occludine, che sono in grado di stabilire un

aderente,

contatto in corrispondenza del foglietto più esterno della membrana, e dove

troviamo delle caderine che sporgono nello spazio intercellulare, che sul lato interno vanno

ad inserirsi su filamenti di actina, in maniera tale da costituire punti di ancoraggio. Questo

sistema costituito da caderina e actina, costituisce una placca detta cintura di adesione che

mantiene unita la cellula con quella adiacente.

Le giunzioni gap sono discontinue, e sono proteine che spiralizzandosi nel bilayer lipidico

 vanno a costituire dei canali di connessione. 8

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I desmosomi sono simili alle giunzioni aderenti, si ancorano a dei filamenti, ma non di

 actina ma di cheratina. Si trovano alla base della cellula a formare emidesmosomi, in modo

tale che la cellula non si limiti solo a poggiarsi alla membrana basale, ma anche a filamenti

intermedi.

EPITELI DI RIVESTIMENTO

Morfologicamente, le cellule del tessuto epiteliale possono avere diverse forme e, in base a queste, è

pavimentosi cubici

possibile distinguere gli epiteli in: (con cellule scarsamente espresse in altezza),

o isoprismatici cilindrici

(con cellule espresse in modo uguale rispetto alle tre dimensioni spaziali),

o batiprismatici (con cellule espresse soprattutto in altezza). Se le cellule epiteliali sono

epitelio monostratificato o semplice,

organizzate su un solo piano si parla di altrimenti si è in

epitelio pluristratificato.

presenza di un

L' epitelio pavimentoso semplice è costituito da un unico strato di cellule piatte, è

I. permeabile ed è una membrana molto sottile. Questo tipo di epitelio si ritrova negli alveoli

polmonari, in alcune porzioni dei

L' epitelio cubico (o isoprismatico) semplice è formato da un singolo strato di cellule

II. cuboidali, costituisce la parete dell'ovaio e i dotti escretori di molte ghiandole. Ha la

funzione di assorbimento e secrezione dei reni.

L' epitelio cilindrico (o batiprismatico) semplice , costituito da un unico strato di cellule di

III. aspetto cilindrico, può essere suddiviso in due tipi differenti: l'epitelio cilindrico ciliato,

munito di ciglia, e quello non ciliato.

• L'epitelio cilindrico semplice non ciliato si ritrova principalmente nell'intestino, dove

svolge la funzione di assorbire le sostanze nutritive assimilate tramite la digestione.

• L'epitelio cilindrico semplice ciliato è presente invece nella mucose dell'ovidotto, ed

ha la funzione di spingere l'ovulo, tramite le ciglia, nell'utero dopo l'avvenuta

ovulazione. Riveste anche il tratto respiratorio: le ciglia che lo rivestono, grazie al

loro battito sincronizzato, aiutano il trasporto del muco fuori dai polmoni e verso la

faringe permettendo l'eliminazione di patogeni e altre particelle intrappolate nel

muco.

L' epitelio pavimentoso pluristratificato è costituito da cellule appiattite disposte in più

IV. strati,. 9

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L' epitelio cilindrico (o batiprismatico) pluristratificato è costituito da cellule cilindriche

V. (molto più raramente cubiche) disposte su più strati; è localizzato principalmente nei

rivestimenti della laringe e della faringe.

L' epitelio pseudostratificato è in realtà formato da un unico strato, come l'epitelio

VI. semplice; tuttavia essendo le cellule disposte in modo non ordinato, i nuclei si trovano ad

altezze diverse e pertanto danno l'impressione di essere posti in più strati quando invece si

tratta di uno strato solo, come nella vescica, nelle vie respiratorie o nella trachea. Le sue

cellule sono cilindriche.

L' epitelio di transizione , un tipo particolare di epitelio, riveste fondamentalmente

VII. l'interno dell'uretere e della vescica dei mammiferi, è costituito da cellule capaci di scivolare

le une sulle altre, permettendo la contrazione o il rilassamento dell'organo. La loro

disposizione è perciò variabile: presentano un unico o pochi strati quando il condotto è

disteso, e molti strati quando è contratto. Tale epitelio è presente in maniera preponderante

nella vescica dei mammiferi, in quanto presenta spiccate doti elastiche e resistenza alla

distensione.

L’epitelio pavimentoso semplice è presente in alcuni distretti in cui devono essere presenti degli

scambi come tra a livello della parete degli alveoli polmonari, in maniera tale che i gas possono

diffondere con facilità nei compartimenti come nei capillari sanguigni, ma anche a livello delle

membrane sierose: pericardio, peritoneo sono delle membrane in cui queste cellule vanno a

il mesotelio,

costituire uno strato di epitelio lasso che riveste le sierose, che sono pericardio,

peritoneo. Da questo punto di vista, a livello dello sierose, la funzione degli epiteli non è tanto

quella di scambio ma di ridurre attrito, tra le superfici a contatto, in maniera tale che durante lo

spostamento l’attrito venga ridotto.

L’epitelio pavimentoso composto, va a svolgere funzioni protettive meccaniche, evitando l’abrasione

tra le superfici, quindi si trova a livello della cute, ma anche a livello di quegli organi dove c’è uno

continuo attrito di superficie. Questo epitelio le cui cellule sono appiattite, può andare in contro a un

processo di cheratinizzazione, per cui possiamo distinguere due varianti di epitelio: non

cheratinizzato, oppure cheratinizzato come la cute. Quello cheratinizzato si presta meglio a funzione

di mantenimento dei liquidi ed evita dispersione eccessiva della cute per cui possiamo avere degli

strato corneo.

strati molto spessi di questa parte più esterna cheratinizzata, definita

L’epitelio cubico semplice, meno diffuso rispetto ai due precedenti, ci presenta delle cellule

isoprismatiche. Questo si trova nel bulbo oculare a costituire il cristallino. Questo tappezza anche i

condotti escretori di alcune ghiandole. Le funzioni di questo sono: protettiva, assorbimento e

secrezione.

L’epitelio cilindro batiprismatico semplice, si trova a livello del tratto gastrointestinale ed è molto

abbondante a livello dell’intestino tenue. Svolge funzioni di assorbimento e secernente, ovvero

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produce sostanze che vengono utilizzate a livello digestivo nello stomaco. Si trova anche in percorso

dei tubuli renali, dove svolge funzione di assorbimento.

L’epitelio cilindrico e cubico stratificato sono rari e si trovano a livello ghiandolare.

L’epitelio pseudo stratificato ha funzione protettiva perché si trova a rivestire le vie respiratorie,

quindi cavità nasale ma anche trachee e bronchi. La caratteristica e cellule disposte su strati

differenti ad altezze diverse. Tutte queste cellule sono a contatto con la membrana basale ma anche

alternate a cellule a secrezione mucipare. Queste cellule producono materiale viscoso che intrappola

materiale e pulviscolo inalato e grazie alla presenza di numerose ciglia, consentono di inglobare

materiale nel muco per essere eliminato.

L’epitelio di transizione si trova nelle vie urinarie, le cellule sono disposte in diversi strati. Le

cellule qui presenti sono: cubiche, clavate. Le cellule dello strato intermedio di dispongono

orizzontalmente permettendo l’adattamento al cambiamento dei volumi dell’organo.

EPITELI GHIANDOLARI

esocrini endocrini,

Questi si dividono in ed a seconda della presenza del dotto escretore. Questo

perché nel primo caso la ghiandola si compone di una parte più profonda che produce il secreto,

adenomero,

chiamato: che si approfonda nel connettivo e da cui si diparte un dotto escretore che si

apre in superficie attraverso il quale il secreto viene eliminato. Quindi: adenomero, parte secernente,

e dotto escretore che è il canale attraverso il quale il secreto è rilasciato all’esterno della ghiandola.

Negli epiteli ghiandolari endocrini, non troviamo il dotto escretore e l’adenomero, questo perché il

prodotto di queste ghiandole viene immesso direttamente nei vasi sanguigni, quindi si crea una

stretta connessione tra cellule epiteliali a funzione endocrina e circolo ematico. Questo ricalca un

po’ il processo morfogenetico, cioè di formazione di queste ghiandole. Partendo dall’endorderma, si

forma un cordone di cellule, che nel caso della genesi delle ghiandole esocrine, si cavitavizza, che

mette in comunicazione il tessuto di origine con l’adenomero, andando così a differenziare il dotto

escretore. Nella morfogenesi delle ghiandole endocrine, invece, una volta formato il cordone

cellulare, per apoptosi il peduncolo di connessione viene eliminato in maniera tale da perdere

qualsiasi contatto con l’entoderma inziale.

Le ghiandole esocrine ghiandole

le possiamo classificare per numero di elementi secernenti:

esocrine unicellulari, dove negli epiteli queste unità sono intervallate e in grado di secernere il

muco. Ghiandole chiamate caliciformi, in quanto hanno un aspetto a calice che accumulano

all’interno del citoplasma queste vescicole componenti detto secreto. La maggior parte di ghiandole

pluricellulari più complesse

sono organizzate in strutture o lamine molto diffuse nelle pareti delle

tonache mucose, (tonache hanno il compito di rendere più scorrevole la superficie dell’organo). E

intraepiteliali,

pluricellulari più complesse possono distinguersi in: in quanto si organizzano in uno

spessore dello stesso epitelio, cioè non si approfonda nel connettivo sottostante, e rimane delimitata

extraepiteliali,

nella sua membrana basale che la separa dal connettivo, e quelle che possono essere:

intramurali extramurali.

ed Quelle intramurali sono ghiandole che si sviluppano nella parete

dell’organo, non più solo a livello di epitelio, ma raggiungono anche strati più profondi della parete

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Anatomia Umana

dove vi è il connettivo detto sottomucosa. Quelle extramurali sono ghiandole che sono isolate

dall’organo di appartenenza, es fegato o pancreas. Nel caso delle intramurali il dotto escretore si

apre per esempio nella cavità gastrica, nelle extramurali il dotto di apre all’interno di un altro organo

cavo.

Quando la ghiandola è costituita da un solo adenomero e da un solo dotto escretore essa è detta

semplice; ghiandola

quando due o più adenomeri confluiscono in un unico dotto escretore si ha la

ramificata; quando, infine, più dotti escretori con i loro adenomeri confluiscono verso un unico

composta.

dotto escretore maggiore, la ghiandola viene detta

Nelle ghiandole esocrine semplici, la morfologia dell’adenomero, può essere:

forma tubulare, dove non c’è dotto escretore.

 ghiandole tubulari semplici con dotto escretore.

 acinose quando hanno forma sferica, o questa sfera e particolarmente ampia a forma di

 ghiandole saccurali,

sacco e vengono definite

ghiandola tubulo glomerulari, molto diffuse, e significa che il tubulo si avvolge a formare

 della anse

ghiandola tubulare semplice ramificata, semplice perché ha un unico dotto. Ramificata

 perché la porzione secernente presenta più unità ramificate che convergono tutte nello stesso

dotto escretore.

Le ghiandole composte si dividono in:

Ghiandola acinosa composta, acinosa perché è sferica.

 Tubulo acinosa: presenta unità adenomeriche sia tubulari che sferiche.

Le ghiandole esocrine possono essere classificate in base al modo in cui le cellule che compongono

l'adenomero espellono il secreto:

Nelle ghiandole merocrine o eccrine le cellule liberano solo il secreto, tramite esocitosi.

Nelle ghiandole apocrine una parte della membrana cellulare delle cellule secretrici si invagina e si

estroflette, separandosi dalla cellula assieme al secreto e a parte del citoplasma.

Nelle ghiandole olocrine l'intera cellula va incontro a lisi durante il processo di secrezione. Queste

cellule accumulano il secreto nel citoplasma. La cellula va incontro a disfacimento, muore, e quindi

il secreto è dato dalle cellule morte. Quando la cellula muore, il secreto è liberato. In questo caso si

assiste alla totale degenerazione dell’adenomero.

Le ghiandole vengono classificate infine tramite il tipo di secreto che producono: 12

Anatomia Umana

le ghiandole sierose producono un secreto detto appunto siero, ricco di proteine ed enzimi.

• le ghiandole mucose secernono muco, un sostanza costituita principalmente da

glicoproteine e glicosaminoglicani.

le ghiandole miste producono invece sia siero che muco.

• Le ghiandole ''citogeniche ''che producono cellule. (es. spermatozoi nei tubuli seminiferi).

• ghiandola endocrina

Una è una ghiandola priva del dotto escretore, e quindi versa gli ormoni

direttamente nel sangue e, attraverso questo, raggiungono tutti gli organi e i tessuti, a differenza

delle altre ghiandole che, mediante appositi condotti, secernono i loro liquidi nelle cavità del corpo

(ad esempio, le ghiandole salivari nella bocca, il pancreas nell'intestino...).

Le ghiandole del sistema endocrino vengono suddivise in quattro gruppi:

Ipofisi: si trova attaccata all'ipotalamo e si divide in tre lobi, secernenti ormoni diversi. Il

lobo anteriore produce l'ormone somatotropo che controlla la crescita, la prolattina che controlla

lo sviluppo del seno e induce la produzione del latte, gli ormoni luteinizzante e

follicolostimolante che contribuiscono al controllo delle gonadi, la tireotropina che stimola la

tiroide a produrre diversi ormoni tra i quali la tiroxina, indispensabili al controllo del

metabolismo. La parte posteriore dell'ipofisi secerne l'ormone antidiuretico che controlla

l'equilibrio idrico dell'organismo.

Tiroide: è situata nella parte frontale del collo (in stretta contiguità con le cartilagini che

compongono la laringe) e produce due importanti ormoni, la tiroxina e la triiodotironina, che

controllano il metabolismo del corpo umano.

Paratiroidi: sono quattro piccole ghiandole poste dietro alla tiroide, che secernono il

paratormone, che controlla il metabolismo specifico del calcio e del fosforo.

Ghiandole surrenali: si trovano al di sopra dei reni e agiscono sul sistema neurovegetativo

con l'adrenalina e la noradrenalina; inoltre secernono il cortisone e l'idrocortisone, attraverso i

quali viene regolato il metabolismo del sodio e del potassio, il bilancio idrico e il metabolismo

delle proteine e dei carboidrati. TESSUTI CONNETTIVI

I tessuti connettivi derivano dal mesenchima cioè dal connettivo embrionale. Il mesenchima ha una

componente di origine mesodermica, e nell’ambito di questo tessuto le cellule, responsabile della

differenziazione, sono dette: cellule mesenchimali. Queste cellule conservano la capacità di mitosi e

sono anche alla base di processi di origine rigenerativi e sono tipici dei tessuti connettivi. Queste

cellule in forma staminale, continuano a rimanere nella compagine del tessuto connettivo. Queste

cellule poi sono in grado di seguire i percorsi differenziativi dei vari componenti cellulari presenti

nei tessuti connettivi. I connettivi vengono classificati come:

Funzione trofomeccanica.

• Funzione di protezione

• ai vari organi andando a costituire le capsule degli organi, ma anche

delle tonache, cioè delle lamine. costituzione

• Poiché si trovano sulla superficie esterna degli organi, partecipano anche alla

dei mezzi fissità funzione di connessione.

quindi I mezzi di fissità sono costituiti da

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97simona

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 97simona di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Panaro Maria Antonietta.

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