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Il bambino viene visto come essere attivo, ed eliminare gli ostacoli che, potrebbe

incontrare durante lo sviluppo.

­ Ambiente, costruito a sua misura, tavoli, sedie che può spostare, piccoli bagni dove

può lavarsi da solo, il bambino si sente in piena libertà;

­ Materiale didattico, deve favorire la libera attività rendendo possibile

l'autocorrezione dell'errore;

­Maestra, deve lasciare molte libertà, ma deve essergli vicino per aiutarlo a valersi

dell'ambiente, ma deve scomparire, quando comincia a lavorare da solo.

IL GIOCO (SECONDO GLI AUTORI) IN PSICOLOGIA

FREUD

 Il bambino impara a controllare l'ansia attraverso il gioco di “finzione” (simbolico,

intorno ai 2 anni); con la sua funzione compensatrice realizza qualsiasi desiderio; con

esso può sdrammatizzare situazioni drammatiche.

WINNICOTT

 Approda alla teoria del gioco attraverso dei fenomeni che lui chiama “transizionali”.

Il bambino acquisisce una indipendenza e un'autonomia fra il mondo interno e il

mondo esterno, grazie all'oggetto transizionale, che può essere un orsetto, una

coperta (Linus) o anche il suo pollice. Con esso egli riesce ad affrontare i sentimenti

di ansia, connessi con la separazione o anche situazioni particolari, come

l'addormentarsi. Pian piano quest'oggetto sparirà, perchè comunque il bambino avrà

acquistato sicurezza ed autonomia.

VYGOTSKIJ

 Il gioco ha un ruolo fondamentale nello sviluppo psichico del bambino dall'infanzia

all'età prescolare. Il gioco permette di affrontare le tensioni tra i suoi desideri e

l'impossibilità di soddisfarli immediatamente; rappresenta la risposta originale ai

bisogni non soddisfatti.

BRUNER

 L'autore considera il gioco con riferimento all'adattamento umano e alle strategie di

soluzione di problemi. Giocare è un modo di apprendere all'interno di una situazione

“controllata” in cui sono ridotti al minimo i rischi di una violazione delle regole

sociali. Il gioco è uno straordinario fattore di maturazione.

KLEIN

 Il gioco come rappresentazione psichica. Il bambino deve essere messo in condizioni

di sperimentare liberamente le sue emozioni e le sue fantasie, servendosi di materiali

ludici appropriati che si prestino a creare le situazioni più diverse. Spesso nel gioco il

bambino manifesta la sua aggressività o i suoi impulsi distruttivi, attraverso

quell'azione ludica si arriva a far luce sui suoi processi inconsci, sull'origine delle sue

ansie, paure e sensi si colpa. Si potrà poi agire, affinchè ci siano dei cambiamenti per

la formazione del suo carattere, della sua stabilità mentale ed un suo intelligente e

gratificante inserimento nella società.

PIAGET

 Il gioco riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'intelligenza del bambino,

assimilando la realtà a schemi che già possiede.

Lega gli stadi di sviluppo del gioco con quelli della maturazione cognitiva:

1° stadio (senso­motorio, 0­24 mesi), “giochi d'esercizio”;

2° stadio (pre­operatorio, 2­7 anni), “giochi simbolici”, il bambino diventa capace di

rappresentare la realtà e poi di operare con i simbili. Le regole mentali create sono

una costruzione attiva del soggetto e derivano da un'imitazione interiorizzata;

3° stadio (operatorio concreto, 7­11 anni), “giochi di regole”, imitazione del gioco di

bambini più grandi. Attraverso il gioco il bambino comincia a comprendere come

funzionano le cose e si rende condo dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità

di regole di comportamento che vanno rispettate.

4° stadio (operatorio formale, 11 anni­età adulta), l'adolescente riesce ad eseguire

ragionamenti più astratti, idealistici e logici.

IL GIOCO DA 0 A 3 ANNI

Il primo oggetto di gioco del bambino, è il corpo della persona che se ne prende cura.

Afferra le dita della mamma, le tocca il seno, tocca i suoi capelli, sente il suo odore. Ma il

bambino ha bisogno di giocare e imparare anche quando non c'è la persona che si occupa di

lui. Fin da piccolissimi afferrano sonagli sopra la culla e la coordinazione occhio­mano­

bocca migliora; il materiale da gioco per i più piccoli deve essere vario per dare la

possibilità di sperimentare, esplorare con la bocca e le mani una vasta gamma di forme e

materiali.

In questo periodo il cervello del bebè si sviluppa rapidamente e anche in risposta agli stimoli

dell'ambiente, attraverso i sensi: tatto,olfatto,gusto,udito,vista e attraverso il movimento del

corpo. Oltre ai tradizionali giochi commerciali come sonagli, pupazzi, anelli di gomma per

poter sperimentare il più possibile l'esplorazione bocca­mani, è stato creato il “cestino dei

tesori” che fornisce una varietà di oggetti comuni scelti per stimolare tutti i sensi; la maggior

parte degli oggetti si trova nell'ambiente di casa, oggetti naturali: pigne, grossi ciottoli,

grosse castagne; oggetti di materiale naturale, spazzolini da denti, pennelli da barba; oggetti

di legno, porta tovaglioli, nacchere; oggetti in pelle, piccole borsette.

Con questo gioco c'è l'opportunità di offrire l'interazione sociale tra i bambini, anche se

sembra impossibile a quest'età, essi, oltre ad essere intenti a maneggiare gli oggetti, sono

consapevoli gli uni degli altri ma occupano molto tempo in interscambi attivi.

2 ANNI

✔ Nel secondo anno il bambino esercita le sue capacità di movimento, manipolazione e

parola. Anna Freud,linee di sviluppo: nei primi due anni, egli passa dalla pressochè

totale dipendenza a una relativa indipendenza in 4 modi:

­ abilità nel movimento e nella manipolazione (mangia solo);

­linguaggio preverbale a quello verbale;

­dall'essere accudito e lavato;

­al controllo degli sfinteri.

Materiali pensati per sviluppare abilità fisiche e manipolative: scivoli, casse (con un

grande buco rotando su di un lato per poter strisciare dentro e fuori), una cassetta

dentro l'altra (possono essere usate per entrarci dentro, con uno spago, essere

trasportate, poste una vicino l'altra formando un tronco), mattoncini di legno (per

costruire torri), carrello per camminare (bassa scatola di legno con maniglia di

metallo per spingere).

Attraverso il gioco il bambino impara a collegare le parole agli oggetti; l'impulso

innato del bambino di imparare a capire la natura e il comportamento degli oggetti è

interno a lui, è l'elemento chiave dell'acquisizione del linguaggio. Osservare il


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Martis93

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martis93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Maria SS. Assunta - Lumsa o del prof Fiorilli Caterina.

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