UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PERUGIA
Corso di laurea specialistica in Ingegneria
Meccanica
A. A. 2017/2018
CORSO DI “ENERGIA DA BIOMASSE E RIFIUTI”
Pirolisi di fanghi di depurazione
di reflui civili
DOCENTE: STUDENTE:
Prof. Ing. Francesco Fantozzi Federico Sormani
296849
matricola
RELATORE:
Dott. Pietro Bartocci
Tesina del corso “Energia da biomasse e rifiuti” – Federico Sormani – A.A. 2017-2018
INDICE
1 INTRODUZIONE……………………………………………………………………………………… 3
1.1 OBIETTIVO DELLA TESI…………………………………………………………………………… 5
2 DESCRIZIONE STRUMENTI USATI NELLE PROVE……………………………………… 6
2.1 DESCRIZIONE REATTORE BATCH…………………………………………………………….. 6
2.2 DESCRIZIONE STRUMENTAZIONE DI ANALISI………………………………………….11
3 PROCEDURA DELLA PROVA DI PIROLISI ………………………………………………… 15
3.1 PROCEDURA DELLA PROVA ISOTERMICA ……………………………………………… 16
3.2 PROCEDURA DI ESTRAZIONE ED ANALISI DI PYROGAS TAR E CHAR ………. 17
4 SET UP DEL SISTEMA DI RISCALDAMENTO/ISOLAMENTO ……………………… 19
5 PROVE SPERIMENTALI ………………………………………..………………………………… 20
5.1 PREPARAZIONE DEL CAMPIONE ………………….………………………………………… 20
5.2 CARATTERIZZAZIONE DEL CAMPIONE …………………………………………………… 20
5.3 PIROLISI ISOTERMICA …………………………………………………………………………… 20
6 CONCLUSIONI ………………………………………………………….…………………………… 26
7 BIBLIOGRAFIA ………………………………………..…………………………………………….. 27 2
Tesina del corso “Energia da biomasse e rifiuti” – Federico Sormani – A.A. 2017-2018
1. Introduzione
Il fango da depurazione è quella frazione di materia solida contenuta nelle acque
reflue urbane ed extraurbane, che viene rimossa, negli impianti di depurazione,
durante i vari trattamenti depurativi, meccanico-biologico-chimico.
Il fango di risulta di un impianto di depurazione, quando non è più riutilizzabile
internamente, segue una serie di operazioni dette trattamento dei fanghi. In questa
fase i fanghi che, a causa della presenza di rilevanti quantità di materiale batterico,
sono altamente putrescibili, vengono stabilizzati in modo da renderli idonei al
successivo essiccamento e smaltimento.
L’obiettivo finale del trattamento dei fanghi è quello di rendere migliori le
caratteristiche del fango affinché possa essere correttamente smaltito come rifiuto
oppure (solo se rispetta determinati requisiti) riutilizzato in agricoltura.
Si evidenzia che i trattamenti utilizzati comunemente possono appartenere o ad
una sola delle due categorie (ad esempio, come nel seguito descritto, il trattamento
di condizionamento) o ad entrambe contemporaneamente (ad esempio il
trattamento di incenerimento).
Di seguito, sono elencate le principali operazioni sequenziali di trattamento dei
fanghi:
Ispessimento o addensamento o concentrazione (questa fase serve ad
aumentare il contenuto di sostanza secca del fango in modo da ridurre i
volumi necessari al suo trattamento);
Stabilizzazione biologica (ha la funzione di mineralizzare parte delle sostanze
organiche putrescibili ed eliminare i batteri patogeni e i parassiti
normalmente presenti nel fango);
Condizionamento (ha la funzione di indebolire i legami dell’acqua con le
particelle solide per facilitarne la sua fuoriuscita);
Disidratazione e essiccamento (serve ad eliminare una buona parte
dell’acqua presente nei fanghi stabilizzati);
Incenerimento o compattazione (costituiscono la fase che precede lo
smaltimento finale).
Alla fine di queste operazioni il fango potrà essere avviato allo smaltimento finale
come rifiuto o riutilizzato in particolari ambiti (ad esempio in agricoltura).
Tipologia dei fanghi
Ricordiamo che i fanghi generati da un impianto di depurazione tradizionale sono
così distinti: 3
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fanghi primari: sono i fanghi derivanti dal processo di sedimentazione
primaria, costituiti da sostanza organica fresca che si separa dal liquame
grezzo senza aver subito alcun trattamento (fanghi granulosi) e contengono
una quantità di solidi pari al 4% (96% di umidità). Questi fanghi si degradano
più rapidamente anaerobicamente rispetto alle altre tipologie di fanghi e
producono più biogas;
fanghi secondari, biologici o attivi: sono i fanghi derivanti dai processi di
ossidazione biologica (filtri percolatori o fanghi di supero di impianti a fanghi
attivi). Sono fanghi fioccosi e hanno una percentuale di solidi più bassa di
quella dei fanghi primari, con valore tipico pari a 1% (99% di umidità), ma
sono più ricchi di azoto e fosforo;
I fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue civili ed industriali, ferma
restando la disciplina di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, sono rifiuti
speciali (D.Lgs.152/06 Art. 127), e pertanto sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti.
Il processo di trattamento biologico delle acque reflue genera rilevanti volumi di
fanghi semiliquidi, la cui parte in eccesso richiede un trattamento e uno
smaltimento o recupero finale. La problematica del trattamento e smaltimento dei
fanghi prodotti dai processi di depurazione delle acque reflue urbane ha assunto in
questi ultimi anni sempre più importanza sia a livello nazionale che internazionale.
La progressiva attuazione della Direttiva 91/271/CEE, recepita a livello nazionale
dal D.Lgs. 152/99 e poi dal D.Lgs. 152/06, che ha portato ad un incremento del
livello depurativo presente negli agglomerati urbani, unitamente al crescente
numero di impianti di depurazione e le normative più restrittive sullo smaltimento
in discarica dei rifiuti organici recuperabili (D.Lgs. 36/2003), hanno obbligato a
considerare con sempre maggiore attenzione le possibilità di riutilizzo dei fanghi.
Con l’emanazione del D.M. del 27 settembre 2010, che abroga il D. M. del 3 agosto
2005, viene rimosso il limite sull’eluato per il parametro DOC per i fanghi smaltiti in
discarica, per i quali rimane comunque l’obbligo di garantire una percentuale di
secco pari ad almeno il 25%. Nonostante questa semplificazione, lo smaltimento in
discarica, risulta comunque problematico per molti impianti, soprattutto di media
e piccola potenzialità, in quanto non sono dotati di una linea fanghi strutturata in
grado di ottenere i tenori di secco richiesti.
I fanghi di depurazione sono a tutti gli effetti dei rifiuti e in quanto tali disciplinati
dal Dlgs 152/2006, ma l'art. 127 recita: i fanghi devono essere riutilizzati ogni 4
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qualvolta il loro reimpiego risulti appropriato; a tal fine per il recupero in agricoltura
i fanghi devono essere conformi a quanto stabilito dal D.lgs 99/92.
I fanghi pertanto possono essere smaltiti nel seguente modo:
- per incenerimento finalizzato al recupero energetico da soli o insieme con la
frazione organica dei rifiuti;
- in discariche controllate di rifiuti speciali (D. lgs. 36/03 e D.M. 3 agosto 2005);
oppure, poiché generalmente presentano buoni contenuti di sostanza organica ed
elementi della fertilità vegetale (N, P, K), riutilizzati:
- mediante spandimento tal quali (previa disidratazione) sul suolo adibito ad
uso agricolo (D. lgs. 99/92);
- in impianti di compostaggio per il successivo utilizzo in agricoltura;
Il riutilizzo in agricoltura è interdetto qualora i fanghi contengano anche metalli
pesanti che possono accumularsi nel suolo.
In Italia i fanghi vengono smaltiti principalmente in discarica (55%) e in parte
riutilizzati in agricoltura (33%).
Il trattamento e smaltimento dei fanghi prodotti dalla chiarificazione delle acque
reflue contribuisce attualmente fino al 50% dei costi di gestione degli impianti di
depurazione. I fanghi possono anche essere riutilizzati nei cicli di produzione di
laterizi, asfalti e calcestruzzi.
1.1 Obbiettivo della tesi
L’obiettivo della tesi è quello di analizzare i bilanci di massa relativi alla pirolisi dei
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