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Faccioni Anna

3 Febbraio 2014 VR369094

Letteratura tedesca II (2013-2014) CINT

La fiducia e l’economia da Tito Livio al giorno d’oggi

Indice

  • Fiducia, una definizione
  • Massimo Amato, “Le radici di una fede”
    • La fiducia nel rapporto creditore-debitore
    • La fiducia e il diritto romano (Tito Livio)
    • La fiducia nel pensiero di Keynes
    • La fiducia e il “fiat money”
  • La crisi del 2008 come “crisi di fiducia”
  • Il caso Datagate in Germania e la fiducia tradita
  • La fiducia e la situazione attuale in Italia
    • La fiducia al nuovo governo Letta
    • Il discorso di fine anno di Napolitano e la fiducia nel Paese

Fiducia, una definizione

In ambito economico, per fiducia si intende l’aspettativa che si ha verso un comportamento prevedibile di singoli, gruppi o istituzioni. La fiducia permette di creare relazioni tra coloro che agiscono nel mercato, permettendo loro di ridurre l’incertezza. Evolvendosi, questi rapporti di fiducia, che nel tempo si consolidano in abitudini, norme culturali e consuetudini sociali condivise, portano alla creazione di capitale sociale.

Secondo la definizione di Putnam, filosofo e matematico statunitense, il capitale sociale è “l'insieme delle caratteristiche dell’organizzazione sociale che permettono di migliorare l’efficienza della società e del mercato, consentendo il superamento di problemi di coordinamento e di decisioni collettive ed esercita una influenza sulla crescita economica attraverso gli investimenti”. Questa struttura di relazioni fiduciarie è fondamentale in quanto la sua crescita porta alla crescita dello sviluppo.

Massimo Amato, “Le radici di una fede”

La fiducia nel rapporto creditore-debitore

La storia del credito è strettamente legata alla storia della moneta, in quanto la moneta contante (il mezzo di scambio) è lo strumento per la remissione legale dei debiti. Per svolgere questo ruolo nella definizione della relazione tra debito e credito, la moneta esige essa stessa di poter riposare su una struttura simbolica di credito. La moneta, per poter essere accettata, e quindi per poter svolgere il suo ruolo di pagatore del debito, esige fiducia. Nessuna economia può fare a meno del credito (come forma elementare di una fiducia che preesista alla strutturazione delle relazioni di scambio e di debito al suo interno. L’eccedenza di tale relazione è da ricercare nello squilibrio nel rapporto tra creditore e debitore.

La fiducia e il diritto romano (Tito Livio)

Secondo la tradizione delle lingue indoeuropee, “debitore” è sinonimo di “colpevole”, mentre il creditore è colui che ha in suo potere il debitore. In origine il debitore è colui che risponde con la vita del vinculum fidei in cui consiste il rapporto debitore-creditore. Tito Livio, nel “Ab Urbe Condita”, narra la vicenda di un giovane era stato offerto in pegno per un debito del padre a un usuraio. La bellezza e la giovinezza del giovane attraggono il creditore, che tenta di approfittarsi del giovane ma poiché questo rifiuta le sue lusinghe, lo fa fustigare. Il giovane riesce a liberarsi e a raccontare l’accaduto alla folla, che, sconcertata, si dirige verso la curia e i consoli sono obbligati a convocare il Senato. In questo modo viene infranto il vincolo relativo alla fiducia che deve intercorrere tra debitori e creditori (ingens vinculum fidei) e venne ordinato che nessuno poteva più essere incarcerato, se non se avesse commesso un delitto e che potessero essere presi come garanzia solo i beni e non la persona del debitore.

Il legame fra debitore e creditore è sancito da un’istanza terza, di ordine superiore e preventivamente istituita. Essendo tale relazione legata al rischio, è instabile, e mette in gioco relazioni di fiducia che devono essere previamente messe in opera e istituite. La relazione debito-credito ha luogo all’interno di un regime istituzionale della promessa: è in gioco la credibilità, o meglio la verità del “pagherò”. Tale relazione esige, a priori, che il regime della promessa sia sottoposto a forme di garanzia condivise. Solo a queste condizioni la moneta può apparire come un mezzo di pagamento, cioè di liberazione da un debito. Prima ancora che pagare il dovuto, il debitore deve mantenere una promessa. Il creditore deve avere la capacità di accettare promesse, capacità che si lega a una necessità: il creditore ha bisogno del debitore (ciò che dà senso al denaro risparmiato è la possibilità di investirlo nella produzione e nel commercio, direttamente o prestandolo ad altri, che si assumano il rischio della redditività degli investimenti intrapresi. In questo senso, è il debitore ad avere in mano il senso ultimo del potere d’acquisto della moneta del creditore. Tale relazione è dissimmetrica e intrinsecamente rischiosa: lo squilibrio dev’essere evitato, ma rischia continuamente di verificarsi.

Ma è proprio in questo rischio che è possibile individuale la solidarietà di fondo fra debitore e creditore, una solidarietà che precede ogni possibile relazione antagonista fra loro. Il pagamento del debito mediante moneta costituisce scioglimento del regime di fiducia fra debitore e creditore, attraverso la consegna di “qualcosa”, la moneta, che continua a rappresentare quel legame di fiducia, nella forma della sua circolazione. Quindi la fiducia che devono reciprocamente scambiarsi debitori e creditori riposa a sua volta sulla fi...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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