L Tesina in Storia del diritto canonico
Transessualismo e diritto
matrimoniale nell’ordinamento
canonico Anno accademico 2015/2016
Indice
Introduzione………………………………………………………………..2
I La nozione di transessualismo………………………………………3
II Transessualismo e matrimonio nel diritto italiano………………...5
III Transessualismo e matrimonio canonico…………………………..6
Conclusioni………………………………………………………………. 10
Bibliografia………………………………………………………………..11
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Introduzione
Lo scopo delle riflessioni che si intendono sviluppare è quello di cercare di
capire, dal punto di vista dell’ordinamento canonico, se e in quale misura la
condizione di una persona transessuale possa incidere sulla validità del
matrimonio. Per comprendere quanto più chiaramente possibile la materia,
si partirà da una definizione generale del fenomeno del transessualismo, si
proseguirà con una breve analisi sulla situazione normativa nel diritto
per poi concludere ponendo l’attenzione sul diritto canonico e
italiano,
sull’atteggiarsi di esso nei confronti del transessualismo, in particolare con
riferimento all’istituto del matrimonio.
Occorre premettere che l’ordinamento giuridico canonico possiede una
propria identità, composta anche di fondamenti e concetti metagiuridici, che
è necessario tenere in considerazione nell’approccio alla materia. Questo
perché si tratta di elementi essenziali che caratterizzano gli istituti giuridici
stessi: così, con riferimento al matrimonio, è opportuno orientare il discorso
avendo presente quei principi fondamentali, come il bene dei coniugi e la
1
l’istituto
prole, contenuti nei canoni che disciplinano .
1 Cfr canoni 1055 § 1 e 1057 § 2. 2
I La nozione di transessualismo.
Quando si parla di transessualismo o, indifferentemente, di disturbo
dell’identità di genere, si fa riferimento al caso in cui un soggetto percepisca
una disarmonia tra gli elementi corporei e psico-sociali che costituiscono
l’identità sessuale dell’individuo. Per cercare di comprendere al meglio
questo fenomeno occorre fare preliminarmente chiarezza su alcune nozioni
di base.
In primo luogo, possiamo distinguere gli elementi corporei della sessualità
2
umana in tre livelli : a) il sesso genetico, ossia la dotazione cromosomica
che stabiliscono l’identità sessuale del soggetto; b) il sesso gonadico,
caratterizzato dagli organi genitali interni e dalla presenza dei testicoli
nell’uomo e delle ovaie nella donna; c) il sesso fenotipico, dato dalla
presenza dei genitali esterni e dai caratteri sessuali secondari. Invece, gli
elementi psico-sociali sono quelli che, attraverso il processo individuale di
crescita psico-fisico, portano alla consapevolezza della propria identità
3
sessuale e, di conseguenza, alla assunzione dei comportamenti che le
4
diverse culture attribuiscono ad essa . Tenendo in considerazione questi
elementi, la condizione transessuale deve essere vista come quella di un
soggetto la cui identità sessuale è certa da un punto di vista genetico,
gonadico e fenotipico, ma che è psicologicamente convinto di appartenere al
sesso opposto o di essere nato nel corpo sbagliato.
Alla luce della definizione appena enunciata, è opportuno tenere distinto il
in esame da altre condizioni psicologiche, come l’omosessualità,
fenomeno 5
il travestitismo e il transgender (o queer). Inoltre, il transessualismo
2 Cfr PAOLO BIANCHI, Transessualismo e diritto matrimoniale canonico, in Quaderni di
diritto ecclesiale, a.: XXVIII; vol.: 2 (2015), p. 139.
3 Cfr J.J. GARCIA FAILDE, Trastornos psìquicos y nulidad del matrimonio, Salamanca
1999, p. 405, che chiama tale consapevolezza psicologica identità di genere.
4 Ciò che usualmente viene chiamato ruolo sessuale: cfr Ibidem.
5 Si tratta di un concetto che sta per strano, sregolato, bizzarro, eccentrico e che rappresent