UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO
Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne
Corso di Laurea Magistrale in Traduzione
TESINA DI FILOLOGIA ITALIANA
Rap letterario: la vera svolta della lingua del rap
Uno studio attraverso i testi di Murubutu e Carlo Corallo
Marika Tronchin
Matricola 967830
INDICE
I 1
NTRODUZIONE
1. I R 2
L AP
1.1 Un genere multiforme? 3
1.2 Punti di fusione a livello linguistico 6
2. I 11
L RAP LETTERARIO
2.1 La “culturap” di Murubutu 11
2.1.1 La vera svolta linguistica 15
2.2 Rap cantautorale 19
C 23
ONCLUSIONI
B 24
IBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
I NTRODUZIONE
D a sempre, il genere musicale del rap ha suscitato controversie e
dibattiti, sia in merito alle tematiche affrontate, sia in relazione al
linguaggio utilizzato per veicolare le stesse all’ascoltatore. Dubbi e
incertezze nascono a partire dall'origine stessa della parola e dalla sua
1
etimologia che, secondo l’Oxford Dictionary of English , risale al 1540,
con il significato di “pronunciare bruscamente, parlare chiaro” (to utter
2
sharply, speak out), mentre il Merriam-Webster Dictionary colloca l’etimo
al XIV secolo, come nome comune utilizzato per indicare “un forte
rimprovero o critica” (a sharp rebuke or criticism).
Tuttavia, prescindendo dalle possibili perplessità, si può constatare una
certezza inequivocabile, quella rappresentata dall’importanza della
parola e, quindi, dei testi prodotti in seno a questo genere musicale.
Diversamente da altri generi, in cui la componente armonica e melodica
della canzone costituisce un elemento fondamentale per lo sviluppo
della stessa, nel rap è la forma dialettica a predominare. Basti pensare
alla campionatura, ossia il riutilizzo di alcune parti musicali prelevate da
altri brani, al fine di mixare e dar vita alla base musicale, tecnica
3
diffusissima e ricorrente nella produzione rap. Questa pratica lascia
facilmente intuire come il testo rappresenti il punto cardine delle
canzoni rap, rispetto alla strumentale, la base che, come indica la parola
stessa, costituisce quasi solo un sottofondo, un supporto. Come
suggerisce Alberto Campo, cronista e critico musicale, si tratta di
«musica ‘parlata’, che cioè nella parola ha la propria stessa ragion
d’essere, i versi delle canzoni non [sono] più elementi ornamentali, ma
4
soggetti principali delle stesse». Uno dei più celebri brani del rapper
Frankie Hi-Nrg, Potere alla parola (1993), avvalora ancor più questa tesi,
già a partire dall’intro:
Questa è una storia raccontata con musica e parole, ma non troppe parole,
come vedrete: le parole non hanno tanto importanza, quello che conta è la
Definizione di in Oxford Dictionary of English online
1 RAP
Definizione di in Merriam-Webster Dictionary online
2 RAP
Keyes 2004: 104
3 Campo 1996: 62
4 1
musi―
Questo è veramente falso!
5
Così come l’introduzione all’album Il giovane Mariani e altri racconti, del
rapper Murubutu: «Fate attenzione a quello che dico / perché scelgo le
mie parole con cura».
È per questo motivo che un’analisi di questo genere musicale offre
interessanti spunti di approfondimento dal punto di vista linguistico e
filologico.
Partendo da una preliminare analisi generale sulla musica hip hop e sui
suoi sottogeneri, quest’elaborato convoglierà l’attenzione sul rap
definito “letterario” e prenderà in esame principalmente i testi di
Murubutu e di Carlo Corallo, in quanto risorse perfettamente
confacenti allo scopo dell’indagine condotta: le ramificazioni letterarie e
cantautorali del rap, corrispondono ad un’effettiva differenza delle
scelte tematiche, lessicali e retoriche, rispetto al genere di rap più
tradizionale? 1. I R
L AP
I l Bronx, distretto a nord di New York, popolato maggiormente dalla
comunità afroamericana e ispanoamericana, è stato la culla del rap,
6
genere affermatosi nella seconda metà degli anni Settanta. La sua
nascita è il risultato della controcultura giovanile che emerge come
reazione ad un contesto di povertà e delinquenza. Questo genere
musicale si colloca all’interno di un movimento artistico-culturale ben
più ampio, l’hip hop, costituito principalmente da altri tre elementi: il
djing, la pratica di mixare suoni e ritmiche per dar vita a nuove sonorità;
il writing, forma d’arte eseguita con l’uso di bombolette spray, spesso
realizzata sui vecchi edifici delle periferie urbane e il b-boying, genere di
danza anche conosciuto come break dance, caratterizzato da movimenti
7
del corpo particolarmente energici e talvolta persino acrobatici.
Per la comparsa del rap in Italia bisognerà aspettare i primi anni
Questo e tutti i testi presenti in quest’elaborato, così come i versi estrapolati, sono
5
disponibili sul sito web genius.com
Definizione di rap in “Enciclopedia online – Treccani”
6 Baker 2012: 12
7 2
Ottanta, quindi l’avvento di mass media, televisioni private e prodotti
cinematografici che, direttamente dagli Stati Uniti, importeranno questo
genere musicale oltreoceano. Un fattore non meno importante per il
suo sviluppo è rappresentato dalla diffusione commerciale: inizialmente,
considerate le sue origini “povere” e “periferiche”, il rap non conosce
reali percorsi di distribuzione nel mercato dell’industria musicale. È solo
all’inizio degli anni Ottanta che i primi brani rap saranno incisi tramite
vere e proprie case discografiche, permettendo a questo genere
musicale di diffondersi a livello globale. In particolare, ricordiamo Run-
D.M.C. (1984), primo album dell’omonimo gruppo e primo album rap
registrato da un’etichetta discografica non indipendente, oltre che primo
a ottenere dei riconoscimenti ufficiali (disco d’oro e triplo disco di
8
platino) nell’ambito della musica hip hop.
La prima produzione italiana è rappresentata, invece, da Batti il tuo tempo,
EP autoprodotto e autodistribuito dal gruppo romano Onda Rossa
9
Posse un decennio più tardi, esattamente nel giugno del 1990, data che
rivela la lenta progressione del radicamento del rap nel nostro Paese.
1.1 Un genere multiforme?
Come gran parte dei generi musicali, anche il rap racchiude al suo
interno diversi sottogeneri, che negli anni si sono evoluti e distinti, non
solo sulla base dei loro aspetti musicali, ma anche e soprattutto per via
delle tematiche e dei contenuti, trasmessi con varietà di lingua differenti.
Ad esempio, si può tracciare una macro-distinzione tra il rap old school e
10
quello new school, una contrapposizione spesso conforme al binomio
che vede l’underground in antitesi con il mainstream. La prima definizione
di rap è attribuita agli artisti che «rivendicano un'appartenenza alla vera
cultura hip hop italiana, che percepiscono come rubata da personaggi
11
privi di background portati alla ribalta a tavolino», questi ultimi
considerati, invece, esponenti della cosiddetta “nuova scuola”.
Seppur con sostanziali differenze, il rap italiano condivide con il suo
Dyson 2004: 62
8 Ferazza, Bisi e Donati 2019
9 Non bisogna confondere il concetto di “new school” italiano con quello americano.
10
Vedi Keyes 2004: 87
Bagatta 2015: 6
11 3
progenitore americano il senso di marginalità e di isolamento dalla
comunità e, di conseguenza, la ricerca di una socialità di gruppo, la
costruzione di un’identità collettiva, peculiarità della subcultura urbana
12
che caratterizza la realtà giovanile. Nonostante la fluidità che
contraddistingue il rap e, di riflesso, tutti i suoi sottogeneri, la centralità
del messaggio dei suoi testi segue il fil rouge dell’anticonformismo,
manifestato tramite la denuncia o la semplice narrazione di una
condizione di disagio generazionale.
A riprova di quanto detto, si possono prendere in esame produzioni
appartenenti a differenti categorie di rap. SxM, ad esempio, è il primo
album dei Sangue Misto, gruppo formatosi a Bologna nei primissimi
anni Novanta, composto da Dj Gruff, Neffa e Deda. Questo disco
rappresenta una pietra miliare dell’hip hop italiano underground ed è
l’emblema del messaggio di protesta contro l’emarginazione sociale di
cui sopra, come dimostrato dai versi di Lo Straniero:
Vesto scuro, picchio la mia testa contro il muro
Sono io l'amico di nessuno stai sicuro
Resto furoi dalla moda e dallo stadio
Fuori dai partiti e puoi giurarci, io non sono l'italiano medio
Ma un cane senza museruola
[…]
E la mia posizione è di straniero nella mia nazione
La rivelazione del disagio sociale è chiaramente espressa anche nel
brano Clima di tensione, appartenente allo stesso album:
Vivo coi fratelli questi tempi di guerra
Sento la pressione che ci schiaccia per terra
E questa è la mia situazione
Senza soluzione per il clima di tensione
Giorno dopo giorno questo è il clima di tensione
Preso male vero e quando accuso la pressione
Sono in stato di continua minaccia
Questi versi sono rappresentativi di un’altra peculiarità comune a tutte
le declinazioni stilistiche e comunicative del rap: l’intertestualità che,
13
non di rado, sfocia nell’autoreferenzialità. In effetti, l’ultima barra
Locatelli 1996: 107-8
12 La barra è considerata l’«unità di misura utilizzata solitamente per definire la durata
13
di una strofa Rap. Una barra corrisponde a una battuta di quattro quarti, cioè una 4
«sono in stato di continua minaccia» è una citazione da Passaparola,
brano degli Isola Posse All Stars, gruppo dalle cui ceneri nacquero gli
stessi Sangue Misto.
E ancora da SxM: «Già sai con la mista nella mano sono esperto/ciao,
mamma, guarda come mi diverto», dal brano Fattanza blu, chiaro
riferimento a Ciao Mamma di Jovanotti (1990).
Anche i Colle der Fomento, pionieri dell’underground romano, ricorrono
spesso ad autocitazioni nei loro testi, come in Sopra il colle («Stappali,
scuotili, se li bevemo tutti», verso che anticipa il brano Strappali e scuotili,
contenuto nello stesso album Odio pieno, datato 1996) o in Adversus,
composto nel 2018 («Loro cancellano, ma noi riscriviamo da capo»,
verso gemello del brano Balla coi lupi del 2008).
Spostando l’attenzione sui testi di artisti appartenenti a tutt’altro genere
di hip hop, si evince comunque l’emergere dello stesso messaggio di
base legato all’anticonformismo e al senso di esclusione sociale, nonché
la stessa tendenza al citazionismo.
Sono diverso da quel che sente la gente
La roba di moda è terribilmente scadente
La passa in radio ogni emittente da sempre
[…]
E se a quattordici anni ero già sbandato
Il mondo affanculo l'avevo già mandato
Questo è per ogni stronzo che non m'ha incantato
Dicendomi che il rap non ha mai spaccato.
14
Con queste parole, Davide De Luca, in arte Gemitaiz, rapper
riconducibile alla new school, si distacca espressamente da «quel che
sente la gente», prendendo le distanze dalla moda e dalla tendenza
comune. Status anticonformistico e volto ad una sorta di
sradicamento sociale che, come esplicitato in questo brano, egli
assume a partire dall’adolescenza, lasciando la scuola a quattordici
anni. Status che conferma l’omogeneità di un genere musicale che,
a dispetto di tutte le sue diramazioni, si dipana su un filo
misura composta da quattro movimenti.» Da “La terminologia rap, dal dissing alle
barre: facciamo chiarezza!”, sul sito www.nam.it. (https://nam.it/la-terminologia-rap-
dal-dissing-alle-barre-facciamo-
chiarezza/#:~:text=Facciamo%20chiarezza%20su%20alcuni%20dei,misura%20comp
osta%20da%20quattro%20movimenti.)
Strofa del brano Veleno, di Gemitaiz e MadMan, dal mixtape Quello che vi consiglio
14 5
conduttore generale. Punti di fusione a livello linguistico
1.2
Oltre ad avere tematiche ricorrenti e comuni a tutti i sottogeneri, il rap è
caratterizzato da un’importante condivisione linguistica: si denota una
certa compattezza lessicale – al punto di poter parlare di “vocabolario
corale” – oltre che un’ingente tendenza agli artifici retorici, indice di una
sapiente capacità di manipolazione linguistica.
In particolare, per quanto riguarda il lessico, il rap si contraddistingue
per il frequente ricorso a tecnicismi e modismi della cultura hip hop, i
quali costituiscono un vero e proprio gergo. Tuttavia, questo strato
gergale non è l’unico presente nei testi rap: molti sono i termini
proveniente dal “droghese”, gergo diffuso nei contesti del mondo delle
15
droghe a partire dai primi anni Settanta e dal “giovanilese”, la «varietà
di lingua utilizzata, in maniera più o meno ampia e costante, ma quasi
esclusivamente nelle relazioni di peer group, da adolescenti e
16
postadolescenti (teenagers)».
Diversi sono anche gli anglicismi, dovuti allo stretto rapporto che
questo genere musicale ha con il corrispettivo americano e che, spesso,
si presentano in forma di calchi semantici o strutturali (l’appellativo
“fra’” o “frate’”, frequentemente utilizzato, deriva dalla forma
americana “bro”).
Un’altra componente tipica della lingua del rap è il turpiloquio, che
spesso rappresenta un elemento chiave di identificazione del contesto
sociale e/o della provenienz
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