Sul dono della grazia
C'è il rifiuto di qualsiasi mediazione: ciò significava rendere vano l'operato della Chiesa. Rendere vana questa "intromissione, tra uomo e Dio nel 1510 Lutero espone le sue "95 tesi", mettendo in discussione i principi della Chiesa. La Chiesa stessa chiede a Lutero di abiurare e di rinnegare 45 delle 95 tesi, in caso contrario sarà scomunicato. Lutero si rifiuta e brucia letteralmente la bolla pontificia e il Corpus Iuris Canonici. L'anno dopo verrà scomunicato.
La diffusione delle idee riformiste
Il problema era: come fare sì che le idee riformiste di Lutero prendessero piede in tutta Europa? Ciò era possibile grazie all'appoggio dei governatori. Lutero aveva bisogno delle loro non-ostilità contro le pressioni della Chiesa romana. Questo spiega perché la scelta politica di Lutero è favorevole all'obbedienza ai governatori (matrice agostiniana). Per Lutero il potere del sovrano era dato per volere divino, reprimendo così ogni sorta di ribellione contro il sovrano in quanto ribellarsi al sovrano era come ribellarsi a Dio. Lutero divide la società politica da quella religiosa, e sottomette la prima alla seconda.
Contraddizioni nella visione di Lutero
Molti critici hanno colto una contraddizione in queste affermazioni, ovvero che mette in discussione la Chiesa ribadendo il libero arbitrio, è impensabile che, in campo politico, si sottometta passivamente. Ma, come detto, Lutero fa ciò per accattivarsi la benevolenza dei sovrani.
La rivolta contadina del 1524
Nel 1524 esplode una rivolta contadina, che rivendica diritti sociali ed economici. In questo frangente Lutero è fervido sostenitore dell'impiego della forza militare per sedare la rivolta, considerando questi rivoltosi come sovversivi e minatori della società. Il diritto divino del re, che consiste nella sottomissione del popolo, è contrapposto al diritto del popolo, che, come per Machiavelli, elegge.