Economia del lavoro e della famiglia - Anno 2013/2014
19/12/2013
Studente: Alex Ziviani
Il contratto di lavoro a tempo parziale
Lo sviluppo del part-time: da contratto flessibile ad unica possibilità lavorativa
Introduzione
Il lavoro a tempo parziale è un rapporto di lavoro subordinato che si caratterizza per un orario, stabilito dal contratto individuale di lavoro, inferiore all'orario "normale" (generalmente di 36-40 ore settimanali). Questo istituto è stato introdotto per dare un impulso all’aumento dell’occupazione in generale. La partecipazione femminile al mercato del lavoro ha avuto un particolare giovamento grazie a questa forma contrattuale atipica che permetteva di conciliare gli impegni della vita professionale con le esigenze private e familiari.
L'istituto del part-time è usato anche come leva di "flessibilità" dalle aziende, per risolvere situazioni lavorative che non richiedono il pieno impegno del lavoratore, oppure per quei lavori che devono essere svolti solo in alcuni periodi dell'anno, adattando quindi alle esigenze aziendali la disponibilità del lavoratore. Con l’avvento della crisi nel 2008 vi è stato un incremento del cosiddetto part-time “involontario” che ha fatto perdere di vista l’obbiettivo principale che aveva portato l’introduzione del contratto di lavoro a tempo parziale, costringendo così i lavoratori ad accettare un orario ridotto in mancanza di opportunità a tempo pieno.
Il part-time nei paesi Ue
In Europa si può osservare una distribuzione molto diversificata dell’occupazione part-time sia per i maschi che per le femmine. La diffusione del part-time nei Paesi membri all'interno dell'Unione Europea è estremamente variabile e diseguale, in ragione delle forti differenze in termini di quadro normativo, servizi e anche convenzioni culturali. Va tuttavia osservato che in tutti i paesi l’incidenza percentuale è decisamente maggiore per le donne rispetto agli uomini, con la sola eccezione della Bulgaria (v. grafico 1). Questo tipo di contratto è diventato un modo di lavorare sempre più diffuso soprattutto in Paesi come: Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Svezia (grafico 1).
Grafico_1: L’occupazione a tempo parziale per sesso nei paesi Ue27, Anno 2011 (incidenza percentuale) Fonte: Eurostat Labour force survey 1
Economia del lavoro e della famiglia
Anno 2013/2014
I Paesi Bassi sono il paese in cui il lavoro a tempo parziale è più diffuso in assoluto, con quasi il 50% dell’occupazione totale part-time. Nell’Ue27 il lavoro a tempo parziale ha una forte connotazione di genere: con il 32,1% per la componente femminile e il 9% per quella maschile. Nel 2012 in Italia l’occupazione a tempo parziale ha raggiunto il 30,8% per le donne (0,6 punti percentuali sotto la media Ue27) e il 6,5% per gli uomini (1,3 punti percentuali sotto la media Ue27). La Slovacchia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e l’Ungheria presentano i tassi di occupazione a tempo parziale più bassi.
Nonostante le donne siano al di sotto della media europea come occupazione a tempo parziale (grafico 1) è comunque evidente un elevata differenza dei tassi di occupazione part-time tra uomini e donne con una crescita di quest'ultima.