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Terrorismo Internazionale Islamista

Appunti inerenti l'esame di Criminologia del prof. Bettini inerenti la parte di Terrorismo internazionale dopo l'11 settembre, etica isclamica fondamentalismo e spirito del terrorismo islamico, teoria ecologica e quella mertoniana della devianza applicata e altro ancora.

Esame di Criminologia docente Prof. R. Bettini

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’intervento militare è il segnale del superamento dei limiti di tolleranza della

criminalità terrorista. E’ dunque fondamentale sia un contrasto fisico (intervento

militare) sia un contrasto critico (discussione pubblica di studiosi e mass media) che

tenda a comprendere le origini del terrorismo ed aprire un dialogo. C’è bisogno di

nuove strategie per individuare i terroristi. La diversità dell’Occidente risiede non nel

fatto di non aver prodotto una grande religione, ma nell’aver distinto Stato e Chiesa,

distinzione fondamentale per evitare le guerre cosiddette sante.

C . 2 I

AP PERTERRORISMO ISLAMISTA E ANOMIA INTERNAZIONALE

0. I

NTRODUZIONE

1 ) I -

PERTERRORISMO ISLAMISTA E TEORIE SOCIOLOGICO CRIMINOLOGICHE

La teoria criminologica si risolve in una pluralità di teorie., classica, positivistica,

conflittuale, anomica, associazione differenziale, controllo sociale, etichettamento,

multifattoriale. Vi sono teorie macro (anomia) e micro (controllo sociale,

apprendimento). Bettini spiega l’iperterrorismo (e cioè il terrorismo internazionale)

islamista con la teoria dell’anomia, che si inquadra nelle teorie macro, ed afferma che

il pericolo iperterrorista va prima contrastato e poi si può pensare al trattamento dei

terroristi detenuti ed ai loro diritti civili, e quindi occorre pensare prima al contrasto e

poi si penserà alla sanzione.

2 ) C ’ :

ONTRASTO ALL IPERTERRORISMO CENTRALITÀ DELLA NORMA TERZIARIA PER IL

.

REALATIVO SUPPORTO

N : trasgressione – più sensibile ai diritti umani

ORMA PRIMARIA

 N : sanzione

ORMA SECONDARIA

 N : mezzi a disposizione (puntare più all’adeguatezza dei mezzi).

ORMA TERZIARIA

L’attenzione sembra porsi dalla norma primaria e secondaria che configurano

trasgressione e sanzione alla norma terziaria che fornisce i mezzi e si adopera per

garantire livelli di efficacia alle prime due. L’iperterrorismo islamista sospinge a

porre in prima linea il contrasto che arriva fino al conflitto bellico.

La sociologia del diritto penale sembra ora più vicina al legislatore che non al

condannato, essa spazia dalla prescrizione legislativa primaria (tipo di trasgressione –

più sensibile ai diritti umani), alla secondaria (sanzione minacciata), alla terziaria

3

(mezzi messi a disposizione per garantire il rispetto della primaria e secondaria).

Sembra che non sia possa fare a meno di ricorrere a questa disciplina.

La crisi della criminologia potrebbe essere superata in un’ottica di policy analysis

degli interventi pubblici in campo sociale.

3) C ATEGORIE DI ANALISI DEL TERRORISMO

Il coinvolge soprattutto le categorie della violenza criminale,

TERRORISMO POLITICO

nazionale e internazionale, dei diritti umani. Richiama le teorie: frustrazione-

aggressione (Dollard), pulsioni aggressive sublimate, aggressività maligna o

distruttiva (Fromm), sottocultura criminale, tecniche di neutralizzazione delle vittime

(secondo Matza consistono nel negare proprie responsabilità, minimizzare il danno,

condannare chi condanna). Il valore positivo attribuito alla violenza si può

rintracciare in molte sottoculture delinquenziali.

Lo studio sociologico-criminologico del terrorismo internazionale, si trova di fronte

alla divaricazione tra:

Luogo di origine del terrorista;

 Luogo del suo apprendimento (campi di addestramento)

 Luogo di esecuzione dell’atto terroristico.

Inoltre si trova di fronte al carattere eccezionale non stabile di tale fenomeno.

A proposito del connotato politico, in Italia il C.P. distingue tra:

R : che offende un interesse politico dello stato o un

1) EATO POLITICO VERO E PROPRIO

diritto del cittadino.

D : il terrorismo

2) ELITTO COMUNE DETERMINATO IN TUTTO O IN PARTE PER MOTIVI POLITICI

rientra in questa categoria perché tira in ballo soprattutto la sicurezza della

convivenza sociale. Ciò è in parte dettato dal fatto che la qualifica di reato politico

implica una maggiore mitezza nelle pene e del divieto di estradizione.

4) C ’I . L’ ’ . D ’

AUSE DELL PERTERRORISMO EZIOLOGIA DELL IPERTERRORISMO ALL ANOMIA

. S ?

NAZIONALE A QUELLA INTERNAZIONALE UICIDIO ANOMICO DEI KAMIKAZE ISLAMISTI

L’anomia per Durkheim è la frattura delle regole sociali che nella società può

condurre a comportamenti devianti, le cause risiederebbero nella particolare

iperstimolazione delle aspirazioni delle società industriali e nell’insofferenza verso i

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limiti e le regole. Merton applica l’anomia per la spiegazione della criminalità:

cultura che pone mete legittime senza fornire a tutti gli strumenti legittimi per

conseguirle. Una possibile causa dell’iperterrorismo potrebbe essere una discrepanza

tra modelli proposti universalmente dalle società più sviluppate e possibilità concreta

di raggiungerle da parte di quelle meno sviluppate. Un altro contributo di Durkheim

è quello riferito al suicidio anomico diverso da quello egoistico e altruistico, che nei

kamikaze trova l’individuazione di chi travolto da una devianza da anomia ed

appellandosi a prescrizioni religiose presunte, giunge ad uccidersi suicidandosi.

5) I ’ ’

DATI EMPIRICI DELL INTERPRETAZIONE DELL IPERTERRORISMO ISLAMISTA COME ESITO DI

ANOMIA INTERNAZIONALE

La leadership dell’iperterrorismo è araba (22 paesi fanno parte della Lega araba, sono

paesi ricchi = petrolio, ma non umanamente sviluppati, tranne rare eccezioni)

e se guardiamo le medie in vari settori della società (deficit di libertà, di

capacità-conoscenze connesse al reddito, condizioni della donna) siamo molto

al di sotto dei numeri dell’occidente e anche dell’oriente e dell’America latina

e, figuriamoci dell’Australia. Gli schemi di Durkheim e di Merton spiegano

perciò molto bene, con l’anomia, il fenomeno della discrepanza tra i modelli

internazionali di sviluppo e la propria situazione reale, di vita quotidiana.

Contrasto tra aspirazioni ed il loro soddisfacimento. Anche le norme e la

legittimazione sono obsolete nei paesi arabi. . La società civile araba è una

società immobile, la cui classe dirigente addossa la responsabilità

dell’arretratezza ad altri (e cioè ad esempio agli USA o a ISRAELE).

6) L ’

A NEUTRALIZZAZIONE DELLA VITTIMA OVVERO L AUTOLEGITTIMAZIONE ISLAMISTA TRA

- .

GIUSTIZIALIZMO STRAGISTA E SUICIDI POLITICO RELIGIOSI NEOTAGLIONE E NUOVE STRAGI

.

DEGLI INNOCENTI

Il voler colpevolizzare i paesi occidentali leader in tema di sviluppo, non può non

essere interpretato – sotto il profilo sociologico – come momento della

neutralizzazione della vittima da parte dell’ipeterrorismo. Esso tenta di

autolegittimarsi. La dottrina terroristica, spingendo la pratica del “martirio”, non

segue in realtà i principi del Corano, essendo il suicidio proibito dalla religione

islamica, anche se per quest’ultima colore che sono stati uccisi sulla via di Dio (ma,

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nota bene, non quelli che si sono uccisi) vivono nella grazia del Signore. Secondo le

credenze religiose, coloro che muoiono sulla via di Dio sono accolti in Paradiso e

hanno 72 mogli. Il martirio “consapevole” fa la sua apparizione nella guerra contro

l’Iraq che nel 1980 invade il territorio iraniano. A praticarlo sono soprattutto i giovani

12-16 anni. L’eresia del martire suicida nasce nella lotta contro i musulmani. Il

kamikaze uccidendo vittime innocenti, annulla la diversità con le vittime stesse e la

rivalità con esse (si appaga il desiderio di possedere ciò che l’altro possiede). I

terrorismi islamistici propongono nuovi modelli di violenza. E’ un neotaglione nella

misura in cui, se tutti sono responsabili di tutto, non c’è più soluzione se non la

strage.

7) P ROSPETTIVE ISLAMISTE

L’iperterrorismo islamista sembra dunque n fenomeno specifico non riconducibile al

contrasto tra paesi ricchi e poveri ma all’autolegittimazione islamocentrica di

circoscritti movimenti politici non ancorati a realtà statuali.

7.1. L’ I

IMPROBABILE MOBILITAZIONE DI UN SLAM FRAMMENTATO

La mobilitazione di tutto l’Islam sembra improbabile. La frammentazione è evidente

anche sul piano giuridico (pluralità di scuole interpretativo-dottrinali diverse). Anche

sul piano religioso vige la frammentarietà. Inesistenza di un potere religioso centrale

e frammentazione politica certamente contribuiscono al fenomeno del terrorismo

internazionale, od iperterrorismo.

7.2 L’ APPELLO EMOTIVO AD IMPROBABILI RICORSI STORICI

Alle frustrazioni per il divario tra mezzi e fini, si aggiungono anche quelle maturate

negli ultimi secoli rispetto all’Occidente. I rapporti dell’ONU hanno dichiarato

dell’arresto dei paesi dell’Islam in confronto ai successi dell’Occidente in continuo

sviluppo.

7.3 I L ROZZO APPELLO AD UNA RELIGIONE OPPORTUNISTICAMENTE MANIPOLATA

Nei paesi islamici, di solito non vi è separazione tra politica e religione: la non

separazione comporta che l’idea religiosa viene utilizzata per legittimare i

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nadia_87

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DETTAGLI
Esame: Criminologia
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bettini Romano.

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