Terapia parodontale non chirurgica
Basi biologiche e procedure cliniche
Giovedì 3 novembre 2011 12:39
Obiettivo della terapia parodontale
L'obiettivo della terapia parodontale è offrire al paziente una dentatura funzionale in condizioni di salute e comfort per tutta la vita (Greenstein & Caton 1994) (Greenstein 1992). Ovvero nella malattia parodontale:
- Risolvere l'infiammazione
- Arrestare la progressione della malattia
- Conservare l'estetica
- Garantire il comfort del paziente (valutare sempre se si può fare o meno)
- Rigenerare il parodonto perduto
- Prevenire le recidive (perché la malattia parodontale è cronica e recidivante quindi può avere riacutizzazione)
Chi sono i nostri pazienti?
NON sono le persone affette da "malattia parodontale" ma le persone affette da gengivite (anche una semplice infiammazione del parodonto marginale deve essere trattata) e parodontite.
Studio di Vogel: il 90% degli adolescenti presenta gengivite e poi la sua prevalenza diminuisce con l'età (basta una semplice AT e motivazione del paziente per risolverla). La parodontite invece presenta maggiore incidenza attorno ai 50 anni e la gravità va ad aumentare con l'età (quindi è il quadro opposto alla gengivite) → prevede anche perdita di attacco oltre a infiammazione dei tessuti marginali, perciò bisogna detossificare le tasche parodontali per riportare il paziente ad un sondaggio fisiologico.
La causa di queste patologie è dovuta a un'infezione opportunistica →→→ sono placca-dipendenti, quindi solo la loro rimozione (professionale e domiciliare) può determinare guarigione.
Studio sperimentale sulle gengiviti
(Loe, Theilade, Jenson 1965)
La prima cosa che dobbiamo usare quando il paziente si siede in poltrona è la sonda, senza la quale non possiamo fare diagnosi parodontale.
Studio di Lang, Cumming, Loe 1973
"Toothbrushing frequency as it relates to plaque development and gingival health"
Sono stati presi 32 studenti con igiene orale perfetta e si sono divisi in 4 gruppi di frequenza di igiene orale:
- Gruppo I: ogni 12h
- Gruppo II: ogni 48h
- Gruppo III: ogni 72h
- Gruppo IV: ogni 96h
Conclusioni:
- Nonostante l'indice di placca medio a 48h sia simile a quello di 72h e 96h, solo i gruppi III e IV sviluppano una gengivite.
- La virulenza e la patogenicità della placca cambiano tra 48h e 72h →→→ cambiamento della componente batterica da aerobi Gram + con pochi anaerobi (condizione di salute), si passa a un quadro con aerobi e anaerobi Gram- presenti più o meno in eguale quantità (gengivite), fino a un quadro in cui sono prevalenti gli anaerobi Gram- soprattutto del complesso rosso e arancio (parodontite).
- Un controllo di placca eseguito ad intervalli di 48h è compatibile con il mantenimento della salute gengivale.
- La formazione della placca inizia dalle superfici interprossimali di molari e premolari.
Terapia parodontale
Diagnosi →→→ controllo dell'infezione →→ correzione dell'anatomia (chirurgia) →→→ (non sempre dopo la levigatura serve chirurgia) →→ mantenimento.
Controllo dell'infezione parodontale
- Igiene orale sopragengivale
- Scaling e root planing
- Terapia farmacologica
Scaling
→→→ Strumentazione di corona e radice per rimuovere placca, tartaro e macchie.
Root planing
→→→ Terapia definitiva per rimuovere cemento o dentina ruvida, ricoperte da tartaro o contaminate da tossine o microrganismi.
Scaling può essere effettuato con:
- Strumenti a mano
- Strumenti ultrasonici e sonici
- Strumenti rotanti
- Strumenti con movimenti alternati
(a) Strumenti a mano
- Zappette: Forma di una zappa con una lama a 90° rispetto al gambo con cui rimuove grossi depositi di tartaro
- Caratteristiche: 4 strumenti per 4 superfici: mesiale, distale, vestibolare, orale
- Rimuove grossi depositi di tartaro sopra e sottogengivali in zone facilmente accessibili
- È uno strumento voluminoso
- 1 bordo tagliente dritto
- Si usano solo su superfici vestibolari e linguo-palatali, o sulle superfici interprossimali adiacenti a zone edentule
- Il movimento efficace per la detartrasi è quello di trazione
- Detartrasi grossolana
- Falcetti (scaler): Hanno sezione triangolare e 2 bordi taglienti con cui vengono rimossi grossi depositi di tartaro
- Caratteristiche: Per anteriori (dritto o curvo) o per posteriori (dritto o curvo)
- 2 bordi taglienti
- Non adatto alla rimozione del tartaro subgengivale
- È uno strumento voluminoso
- Sposta eccessivamente il tessuto gengivale
- Se raggiunge il fondo della tasca rischio di lesionare l'epitelio giunzionale
- Non si adatta bene ai profili curvi del dente
- Detartrasi sopragengivale grossolana
- Lime: Sono come zappette una accanto all'altra con un angolo di 90° verso il gambo
- Caratteristiche: Più bordi taglienti
- Frantuma il tartaro grosso e tenace
- Non rimuove completamente il tartaro
- Ogni lama è angolata in modo identico alla lama della zappetta
- È uno strumento voluminoso
- Si usano solo su superfici vestibolari e linguo-palatali, o sulle superfici interprossimali adiacenti a zone edentule
- 4 strumenti per 4 superfici: mesiale, distale, vestibolare, orale
- Il movimento efficace per la detartrasi è quello di trazione
- Se raggiunge il fondo della tasca rischio di lesionare l'epitelio giunzionale
- Non si adatta bene ai profili curvi del dente
(b) Strumenti sonici e ultrasonici
Caratteristiche:
- Strumenti sonici: vibrazioni prodotte con frequenza di 6000-9000 cicli/sec
- Strumenti ultrasonici (magnetostrittivi o piezoelettrici): vibrazioni prodotte con frequenza di 20000-45000 cicli/sec
- Usati per rimuovere placca, tartaro e macchie tramite le vibrazioni della punta e l'allontanamento dato dall'azione di spray e di cavitazione del liquido di raffreddamento
- Sono molto utili nella strumentazione delle forcazioni
- Possono causare irregolarità della superficie radicolare (di più gli ultrasuoni)