Il miglior oratore secondo Cicerone
L'oratore migliore è quello che con la sua parola sa con pari efficacia persuadere, dilettare, commuovere i suoi ascoltatori: persuadere gli spetta di dovere, dilettare gli conferisce prestigio, commuovere gli è necessario. Deve ottenere, oltre alla purezza e alla correttezza del dire, attenta eleganza di termini sia propri sia traslati. Gli oratori più validi vissero ad Atene e tra di essi il migliore fu Demostene.
Ho tradotto da oratore, non già da interprete di un testo, con le espressioni stesse del pensiero, con un lessico appropriato all’indole della nostra lingua. In essi non ho creduto di rendere parola con parola, ma ho mantenuto ogni carattere e ogni efficacia espressiva delle parole stesse. (traduzione libera)
San Gerolamo e le leggi di una buona traduzione
Una semplice traduzione può contenere qualche errore, ma nulla certo di delittuoso. Nella lettera tradotta per Eusebio di Cremona, io non ne ho fatto cambiato il senso e nulla vi ho aggiungo, e nessun dogma vi ho alterato. Nelle mie traduzioni dal greco in latino non miro a rendere parola per parola, ma a riprodurre integralmente il senso dell’originale (traduzione libera).
E di questo mio metodo ho a maestro Cicerone [Orazio, Terenzio, i Settanta] istruito dall’esempio di questi dotti e ingannato dal loro stesso errore, nella traduzione che feci della "Cronaca d’Eusebio" scrissi tra l’altro nella prefazione: “è assai difficile quando si segue il pensiero di un autore, non allontanarsene mai. È arduo conservare nella traduzione tutta l’eleganza e la bellezza dell’originale”.
Leonardo Bruni e la corretta traduzione
Cinque elementi per tradurre
- Criteri filologici
- Criteri ermeneutici (comprensione del testo da tradurre)
- Grande padronanza linguistica della lingua di partenza
- Grande padronanza linguistica della lingua d’arrivo
- Grande eleganza stilistica
La prima preoccupazione del traduttore deve essere la conoscenza approfondita della lingua dalla quale si traduce, conoscenza che non si ottiene se non dopo una lettura ampia, frequente e accurata di tutti i tipi di scrittori (filosofi, oratori, poeti).
In secondo luogo, egli deve possedere la lingua nella quale intende tradurre in modo tale da dominarla e averla tutta in proprio potere: in modo che se si deve tradurre parola per parola non ne vada mendicando alcuna, ne prenda l’una per l’altra o ne lasci una in greco per ignoranza della lingua latina. Non deve poi ignorare i modi di dire e le figure di discorso cui fanno ricorso i migliori scrittori e rifuggendo dalla parole e dalle frasi inconsuete, il traduttore deve mantenere lo stile dell’autore del testo originale esprimendolo con eleganza e senso del ritmo. L’obiettivo è dunque quello di riconquistare il significato originale e renderlo con eleganza stilistica.
Martin Lutero sull'arte del tradurre
Anzitutto io se avessi potuto pensare che i papisti fossero tanto capaci di tradurre esattamente e bene un capitolo della Scrittura, per umiltà mi sarei certamente abbassato a chiedere il loro aiuto e la loro assistenza nella traduzione in tedesco del Nuovo Testamento. Ma siccome sapevo che nessuno di loro sa come si deve tradurre o parlare in tedesco.
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