Estratto del documento

Capitolo 1: Mass media e società

Due principali differenze di prospettiva

Distinzione tra approcci media-centrici e approcci socio-centrici:

  • Media-centrici: riconosce un’autonomia e un’influenza molto forti alla comunicazione e si concentra sulla sfera di attività propria dei media.
  • Socio-centrici: i media sono un riflesso delle forze politiche ed economiche.

Approccio culturalista e materialista:

  • Culturalista: teorici legati al mondo della cultura e delle idee.
  • Materialista: teorici legati a forze e fattori materiali.

Quindi si configurano nello studio dei media quattro tipi di prospettive:

  1. Prospettiva media-culturalista: implica concentrare l’attenzione sul contenuto e sulla ricezione dei messaggi dei media, influenzati dal contesto personale immediato.
  2. Prospettiva media-materialista: porta a privilegiare gli aspetti politico-economici e tecnologici dei media.
  3. Prospettiva socio-culturalista: sottolinea l’influenza dei fattori sociali su produzione e ricezione dei media e le funzioni di questi ultimi sulla vita sociale.
  4. Prospettiva socio-materialista: considera i media un riflesso delle condizioni economiche della società.

Differenti tipi di teoria

Ogni insieme di idee utile a capire un fenomeno, orientare l’azione o prevedere una conseguenza.

  • Teoria socio-scientifica: una serie di enunciati generali su natura, operato ed effetti della comunicazione di massa. Osservazione sistematica e obiettiva dei media e di altre fonti. Teoria corposa, poco organizzata, a tratti incoerente.
  • Teoria culturale: i differenti comparti della produzione culturale hanno generato il rispettivo corpus di teoria culturale, a volte lungo linee etiche/estetiche, a volte secondo finalità critico-sociali.
  • Teoria normativa: interessata a esaminare come i media devono operare per raggiungere o salvaguardare determinati valori sociali. Contribuisce a legittimare e plasmare i media.
  • Teoria operazionale: riguarda le idee pratiche elaborate e applicate dai professionisti dei media nell’esercizio del loro lavoro. Serve a organizzare l’esperienza quando si tratta di scegliere notizie, soddisfare il pubblico, rispettare i limiti del lecito ecc.
  • Teoria del senso comune nell’uso dei media: il sapere che ricaviamo dalla nostra lunga esperienza dei media e che ci aiuta a capire come un mezzo di comunicazione potrebbe inserirsi nella nostra vita quotidiana.

Scienza della comunicazione e studio della comunicazione di massa

Berger e Chafee

Definizione della scienza della comunicazione: Tentativo di capire la produzione, il consumo e gli effetti dei sistemi di simboli e segnali sulla base di teorie verificabili contenenti legittime generalizzazioni che spieghino i fenomeni legati alla produzione, al consumo, agli effetti. Pur essendo stata proposta come definizione applicabile a quasi tutta la ricerca in questo campo, questa definizione è orientata unicamente verso lo studio quantitativo del comportamento comunicativo e delle sue cause. Una sola definizione non può abbracciare tutta la ricerca.

La comunicazione può verificarsi a differenti livelli di organizzazione sociale e può essere, dunque, vista come uno dei tanti processi comunicativi al vertice di una distribuzione piramidale degli altri processi. Esiste quindi una grande rete pubblica di comunicazione, in genere indipendente dai mass media, che può raggiungere e coinvolgere tutti i cittadini. Perché una rete di comunicazione possa definirsi tale devono esserci un mezzo di offerta e di scambio e un flusso di messaggi a cui tutti o quasi partecipano attivamente.

Distribuzione piramidale della comunicazione

A un livello inferiore rispetto alla comunicazione di massa, esistono molti tipi differenti di rete di comunicazione:

  • Uno ricalca la società a livello regionale, metropolitano o cittadino.
  • Un altro è rappresentato dall’azienda o unità produttiva.
  • Una terza varietà è rappresentata dalle istituzioni (scuola, governo).

Sotto questo livello esistono tipi di rete ancora più numerosi e vari: un ambiente (es. quartiere), un interesse (es. musica), un bisogno (es. cura dei bambini), un’attività (es. lo sport).

Ai livelli familiare e interpersonale l’attenzione si è rivolta alle orme di conversazione, ai modelli di interazione, influenza, affiliazione e controllo normativo. Questo modello apparentemente nitido è stato complicato dalla globalizzazione della vita sociale.

Problemi della teoria della ricerca sulla comunicazione

Chi comunica a chi? – Fonti e riceventi

Perché? – Funzioni e scopi

In che modo? – Canali, linguaggi, codici

Su che cosa? – Contenuto, tipi d’informazione

Con quali effetti? – Intenzionali, inintenzionali

Tradizioni alternative di analisi

Per la ricerca e lo studio della comunicazione, si individuano tre principali approcci alternativi:

  • Approccio strutturale: Il suo punto di partenza è socio-centrico, e l’attenzione è rivolta ai sistemi e alle organizzazioni mediali e ai loro rapporti con la società.
  • Approccio comportamentale: Muove dalla psicologia e dalla psicologia sociale. Oggetto d’interesse è il comportamento umano individuale, specialmente per quanto riguarda la scelta, il consumo e la risposta ai messaggi della comunicazione. Tende a utilizzare metodi sperimentali.
  • Approccio culturale: Muove da studi umanistici, dall’antropologia e dalla sociolinguistica. Tende a essere media-centrico, è più interessato alla comprensione di casi e situazioni particolari che non alle generalizzazioni.

Capitolo 2: Dalle origini ai mass media

Nella storia dei mass media incontriamo quattro elementi principali:

  • Scopi, bisogni o usi, come informazione, intrattenimento, espressione culturale, istruzione.
  • Tecnologie per comunicare pubblicamente a molti e a distanza.
  • Forme di organizzazione sociale che assicurino le condizioni per la diffusione delle tecnologie all’interno del contesto sociale più ampio.
  • Forme organizzate di governance nell’interesse pubblico.

Mezzi a stampa: il libro

Nel medioevo era visto come deposito di saggezza e utilizzato per preservare da manipolazioni i testi sacri e religiosi. Formato volume codice: volume di fogli singoli rilegati all’interno di robuste copertine; la tecnica di stampa ne assicurò il trionfo.

Poco alla volta la stampa divenne un nuovo mestiere: emergono i ruoli di editore e autore. Cresce il mercato librario, con molta importazione ed esportazione fra i paesi che possedevano industrie della stampa. Inizio del copyright sotto forma di privilegi concessi agli stampatori riguardo a certi testi.

Ci fu poi una rapida espansione in termini di volume e tipologie di contenuto, nonché di lotta per la libertà di stampa e per i diritti degli autori.

Il primo giornale

Il suo diretto precursore è la lettera. Caratteristiche: uscita regolare, base commerciale, finalità multiple (informazione, pubblicità, svago), carattere pubblico. Il giornale è stato più innovativo del libro stampato, anche se allora non fu vissuto come tale.

La sua peculiarità sta nell’individualismo, nell’orientamento realistico, nell’utilità, laicità e rispondenza ai bisogni di una nuova classe: la borghesia urbana delle professioni e del commercio. La sua storia successiva è riassumibile in una serie di battaglie, progressi e sconfitte nella causa per la libertà.

Fin dall’inizio ha avversato il potere costituito. Battaglia per la libertà di stampa seguita da un generale progresso che, a volte, si è tradotto in una maggiore raffinatezza degli strumenti di controllo della stampa (restrizioni legali e imposizione di tasse). È diventato un mezzo di massa solo nel XX secolo.

La stampa politica

Una tipica forma di giornale era il foglio di partito; oggi l’organo di partito ha ceduto il passo alla stampa commerciale. Tuttavia, l’idea di stampa di partito rimane una parte importante della democrazia politica.

La stampa d'elite

1850-1900: la fase altoborghese della storia della stampa è stata il prodotto di molti eventi: trionfo del liberalismo, fine di una censura diretta o di pedaggi fiscali, l’affiorare di una nuova classe capitalistica e formazione di un establishment economico-professionale. Tratti distintivi della nuova stampa d’élite: indipendenza formale dallo stato, senso spiccato della responsabilità sociale ed etica, nascita di un giornalismo impegnato in una cronaca obiettiva degli avvenimenti.

La stampa popolare

Quotidiano creato per essere venduto fra le masse urbane industriali e per poter essere letto da tutti. Iniziativa di genere commerciale resa possibile da progressi nelle tecnologie produttive, alfabetizzazione diffusa, basso costo per il lettore e ampi spazi per annunci pubblicitari a pagamento.

Stampa popolare specializzata in: cronaca nera, disastri, scandali, guerre e mondo dello spettacolo.

Altri media a stampa

L’esempio più significativo è la rivista periodica (settimanale o mensile), sviluppatasi dall’inizio del XVIII secolo in poi. Si rivolge soprattutto alla sfera personale e domestica e dà risalto a un’ampia gamma d’interessi, attività e mercati.

Cinema come mass medium

Nasce alla fine dell’Ottocento, rispondendo alla domanda delle famiglie per un modo economico di passare il tempo; a contare soprattutto furono i bisogni di un ceto urbano medio-basso e operaio che il cinema appagava.

Si distinguono tre filoni significativi nella storia del cinema:

  • Uso propagandistico del cinema a fini nazionalistici o sociali.
  • Emergere di numerose scuole di arte cinematografica.
  • Cinema sociale documentaristico.

Anche alcuni film d’intrattenimento contenevano propaganda implicita.

Tre momenti importanti della storia del cinema sono:

  • L’americanizzazione dell’industria e della cultura cinematografica negli anni successivi alla prima guerra mondiale.
  • La nascita della televisione, che si è accaparrata gran parte del pubblico cinematografico.
  • La separazione del film dalla sala cinematografica a causa dei nuovi modi in cui è possibile vedere film senza doversi recare al cinema.

Radio e televisione

Tutte e due hanno attinto ai media precedenti e quasi tutti i loro contenuti popolari sono derivati. Una caratteristica della radiotelevisione è l’alto grado di regolamentazione e di controllo da parte dell’autorità pubblica. Un’altra peculiarità storica è stato il legame della televisione nazionale con la vita politica e la distribuzione dal centro alla periferia.

Gli aspetti innovativi della televisione includono la capacità di trasmettere suoni e immagini in diretta, il senso d’intimità e coinvolgimento personale, e l’abilità di unire la gente nella condivisione delle stesse esperienze. I ruoli della televisione comprendono un ruolo fondamentale nella politica moderna, un ruolo di educatore per bambini e adulti, e il fatto di essere il maggiore veicolo di pubblicità.

La radio, d’altra parte, offre maggiore capillarità, un consumo molto più ampio, è più economica e più flessibile della televisione, e il suo ascolto può essere combinato con altre attività.

Una rivoluzione nelle comunicazioni: i nuovi media contro i vecchi

Nuovi media è un’espressione usata dagli anni ’60 per indicare l’insieme delle tecnologie della comunicazione diversificate e in continua espansione. Le caratteristiche includono interconnettività, accessibilità a singoli utenti come emittenti e/o riceventi, interattività, molteplicità d’impiego, ubiquità e delocalizzazione.

Le basi della rivoluzione delle comunicazioni si fondano su due innovazioni principali: la comunicazione via satellite e il computer. Esistono anche nuovi tipi di quasi-media, come videogiochi e realtà virtuale. La comunicazione di massa tradizionale era unidirezionale, mentre i nuovi media sono per lo più interattivi. Per quanto riguarda la trasmissione, i cambiamenti principali sono stati l’installazione di sistemi via cavo/via satellite e l’adattamento delle reti telefoniche al trasporto di nuovi tipi di traffico.

Internet

Nacque come mezzo non commerciale di comunicazione e scambio dati fra ricercatori, ma si diffuse come fornitore di servizi e beni e come alternativa ad altri mezzi di comunicazione interpersonale. Il suo impiego varia molto in quantità e qualità. Internet non è posseduto, controllato o gestito da alcun organismo, ma è semplicemente una rete di computer connessi a livello internazionale che operano in base a protocolli prestabiliti.

La convergenza dei diversi media

Un tempo era possibile descrivere separatamente i diversi mass media; oggi, a causa della convergenza delle tecnologie, ciò è sempre più difficile, in parte perché gli stessi contenuti sono distribuiti tramite canali diversi. Inoltre, la globalizzazione tende a ridurre gli aspetti distintivi delle varianti nazionali dei contenuti e delle istituzioni mediali.

Capitolo 3: Prime riflessioni su media e società

Lunga discussione sui rapporti tra media e società. Tre correnti di pensiero:

  • La prima riguardava la questione del potere dei nuovi mezzi di comunicazione.
  • La seconda quella dell’integrazione sociale.
  • La terza la questione dell’acculturamento del pubblico.

Il potere dei mass media

La credenza nel potere dei mass media, basata sull’osservazione della loro enorme influenza e suggestione, si era rafforzata con la prima guerra mondiale, durante la quale, in quasi tutta l’Europa, la stampa e il cinema si mobilitarono nella propaganda per le nazioni in guerra.

Condizioni per l’affermarsi del potere dei media:

  • Un’industria dei media nazionale capace di raggiungere la maggioranza della popolazione.
  • Un certo grado di controllo monopolistico o autoritario al vertice o al centro.
  • Un pubblico affezionato ai media e sensibile al loro fascino.

Comunicazione e integrazione sociale

Fine Ottocento - primi del Novecento: problemi di coesione sociale; criminalità, prostituzione, abbandono e dipendenza venivano associati alla crescente incertezza e isolamento della vita moderna. Il rapporto tra mezzi di comunicazione popolari e integrazione sociale era facilmente concettualizzabile in termini negativi, ma non era impossibile immaginare anche un contributo positivo della comunicazione moderna alla coesione: i mass media potevano favorire un nuovo tipo di coesione in grado di unire i singoli individui in una comune esperienza nazionale, cittadina e locale.

Comunicazione di massa come educazione di massa

Un altro ideale sulla comunicazione alimentato dallo spirito del Novecento era che i media potevano essere decisivi per l’educazione delle masse, divulgando idee e informazioni, smascherando la corruzione politica e assicurando alla gente un divertimento non nocivo.

I media come problema o capro espiatorio

I media sono sempre stati additati come cause, più o meno dirette, di altri malanni di ordine sociale, in particolare fenomeni come le manifestazioni e le proteste violente, la xenofobia, oltre al presunto declino della democrazia e alla crescita di cinismo e apatia politica.

Il concetto di massa

Concetto di massa: inizialmente aveva una connotazione negativa e si riferiva alla moltitudine o folla, giudicata rozza, ignorante e potenzialmente irrazionale, indisciplinata e violenta. Viene utilizzato in un’accezione positiva nella tradizione socialista per indicare la forza e solidarietà della classe operaia.

Il termine massa, applicato a un insieme di persone, evoca un gruppo amorfo di soggetti privo di individualità.

Il processo della comunicazione di massa

Espressione comunicazione di massa: in uso dalla fine degli anni ’30 del Novecento.

Caratteristica più ovvia dei mass media: finalizzati a raggiungere la massa, i molti (distribuzione e ricezione su ampia scala). La relazione è unidirezionale, unilaterale e impersonale e rimane una distanza sia fisica che sociale fra emittenti e riceventi (relazione asimmetrica, spesso volutamente basata sul calcolo e la manipolazione). Il fruitore dei media è spesso considerato spettatore passivo.

Il messaggio della comunicazione di massa è spesso fabbricato in modi standardizzati e viene riusato e ripetuto in forme identiche (produzione di massa).

Il pubblico di massa

Blumer fu il primo a definire la massa un nuovo tipo di formazione sociale della società moderna, contrapponendola ad aggregati quali il gruppo, la folla e il pubblico.

Gruppo – tutti i membri si conoscono, condividono le stesse esperienze, gli stessi valori, hanno rapporti stabili nel tempo.

Folla – più grande del gruppo ma ancora ristretta entro confini osservabili. È temporanea e raramente si riforma nello stesso modo.

Pubblico – tende a essere grande, disperso e stabile. Si forma attorno a un problema o a una causa ed è uno degli elementi essenziali della democrazia politica.

Massa – più grande di ogni gruppo, folla o pubblico; i suoi membri non si conoscono. Priva di autocoscienza e identità, incapace di organizzarsi collettivamente. È eterogenea perché fatta di tutti gli strati sociali, ma anche omogenea nella scelta di un particolare oggetto d’interesse.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 60
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 1 Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teorie e tecniche della comunicazione di massa, prof. Lombardi, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail Pag. 56
1 su 60
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche della comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lombardi Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community