L'erbario tecnologico
Capitolo 1: Natura, arte e nuove tecnologie
Uomo: L’uomo è parte della natura, è da essa che ha origine. Ma ne prende le distanze, mette tra sé e la natura quei segni che gli sono utili per indicarla e rappresentarla, rivelando la propensione dell’uomo a esercitare un controllo sulla natura. Anche simbolico, espresso e fissato nelle rappresentazioni della natura.
Natura: La natura è differente dall’uomo: non è istituita da quest’ultimo, si oppone al costume, al discorso. La natura è un oggetto enigmatico. Si attua così una sorta di separazione fra l’uomo e la natura, che diventano due entità percepite come distinte.
Arte: L’arte può essere vista come un continuo rapportarsi dell’uomo con la natura, come uno dei modi che ha l’uomo per riflettere su di essa, per conoscerla e indagarla, per interpretarla e ricrearla secondo la sua visione e i suoi intenti, adottando approcci diversi e ricorrendo ai materiali e agli strumenti che gli è possibile scegliere nel corso del tempo, per coglierla nelle sue apparenze esterne, nelle sue dinamiche interne, biologiche, evolutive. Riconciliare l’uomo e la natura: è il significato assunto della mostra “Le jardin planétaire” che tra fine 1999 e inizio 2000 ha inteso focalizzare l’interesse su questa tematica per recuperare il senso della relazione tra l’uomo e la natura…
Seconda natura: L’uomo attua una forma di controllo sul mondo, fino a rifugiarsi all’interno della dimensione simbolica e tecnica che a poco a poco si è costruito, una sorta di “natura seconda” con una propria autonomia strutturale e operativa. La seconda natura è frutto della conoscenza, del pensiero e dell’intervento dell’uomo, è quell’artificiale che nel corso della storia della sua evoluzione è andato formulando e costruendo al fine di migliorare la sua vita nel mondo: dalle soluzioni abitative all’organizzazione sociale, dalle scienze, alle tecniche, alle arti, tutto ciò che insomma si definisce cultura. Lo stesso sistema sensoriale dell’uomo si è via via adattato ai cambiamenti introdotti dal progressivo affermarsi della natura seconda, modificandosi in funzione dell’artificiale. Questa nuova realtà artificiale è talmente compenetrata da non venire più avvertita come separata o contrapposta alla natura, bensì acquista essa stessa valenza di natura, che si somma o si sostituisce alla prima.
Computer
Il computer è la più grande rivoluzione tecnologica del ‘900. La scienza informatica, forte della capillare diffusione dovuta alla duttile applicabilità in molteplici settori, ha trasformato la percezione del tempo, dello spazio, delle distanze, ha influenzato e perfino cambiato la vita dell’uomo, il suo modo di pensare e di rapportarsi al mondo, di relazionarsi e comunicare, ha esteso le sue conoscenze.
L'arte e le nuove tecnologie
L’arte non è immune a tale mutamento. Appropriandosi degli strumenti tecnologici a fini creativi, un numero sempre crescente di artisti ne ha sperimentato e sfruttato dagli anni ’60 i linguaggi e le potenzialità. Dall’informatica sono nate nuove forme d’arte, raggruppate spesso sotto la generica definizione di arti elettroniche:
- La computer arte - nelle sue varie applicazioni per la realizzazione di immagini statiche o dinamiche, spesso intrecciata con la video arte
- Le realtà artificiali - nelle quali il fruitore si ritrova ad interagire con esse
- Le realtà virtuali - che consentono un’immersione più completa, polisensoriale
- L’arte della telepresenza, della telerobotica - che sfruttando Internet offrono la possibilità di condividere degli spazi sia fisici sia virtuali, e di intervenirci, compiendo azioni tramite la mediazione di robot
Interattività
Interfaccia: Il rapporto interattivo necessita di tramiti che relazionino il fruitore con l’opera, canali di comunicazione che consentano il passaggio delle informazioni dall’uno all’altra e viceversa. Tali dispositivi prendono il nome di interfaccia e fanno parte della progettazione complessiva dell’installazione. Sono gli elementi chiave della connessione che l’artista intende si stabilisca tra visitatori e opera e possono essere di varie tipologie, coinvolgenti uno o più individui:
- Dispositivi con sensori
- Fotocellule dislocate
Di fronte alle interfacce tecnologiche presenti nelle installazioni, il fruitore viene invitato a ritrovare se stesso nella sua totalità di corpo, a riscoprire i suoi sensi. In particolare, con le realtà virtuali si annulla quel punto di vista che ponendo il fruitore di fronte all’opera, lo distanzia da essa. Il virtuale non va contrapposto al reale. È una nuova realtà parallela.
Arte e biologia
Negli ultimi decenni si sono sviluppati percorsi dell’arte orientati alla biologia:
- L'arte bionica: Si fonda sui bio-feedback, ossia su sensori e interfacce che posizionati a contatto col corpo umano, ne rivelano i flussi fisiologici e neurologici, che solitamente passano inosservati, ma che permettono al vivente di mantenersi tale.
- L'arte transgenica: Ha invece proprie finalità di intervento sul materiale biologico. Conosciuta anche come arte biotecnologica perché si serve degli strumenti e delle tecniche dell’ingegneria genetica applicate alle biotecnologie per compiere delle mutazioni a livello genetico degli organismi viventi.
Capitolo 2: Vegetali reali e nuove tecnologie
Vegetali reali + tecnologie: Le tecnologie applicate alla natura così com’è: piante, giardini, ambienti naturali ai quali le tecnologie, elettroniche, informatiche, della telecomunicazione, della telepresenza, forniscono nuove modalità di espressione, di valorizzazione, acquisendo insieme valenza artistica. Un connubio insolito e originale per due elementi che l’immaginario collettivo solitamente vede in contrasto tra loro. La consapevolezza di questa diversità diviene punto di forza per gli artisti che ne hanno fatto oggetto di riflessione e produzione creativa, in quanto dalle loro installazioni emerge come queste due componenti, mantenendo le loro peculiarità, riescono ad interagire, stabilendo rapporti di collaborazione e di scambio che sfociano in un singolare intreccio giocato sul reciproco sostegno. Le opere selezionate evidenziano la riuscita di tale legame. Le tecnologie possono diventare l’indispensabile mezzo di supporto alla vita di piante e giardini, oppure agenti di controllo della loro crescita influenzandone l’aspetto formale esteriore, oppure ancora possono ampliare la percezione dell’evoluzione vegetale abbinando a essa una componente sonora.
- Dressage d'un cone - Piotr Kowalski: Piotr Kowalski rappresenta una figura di spicco fra le ricerche artistiche che caratterizzano gli anni ’60. Evoluzione scientifica e progresso tecnologico sono alla base della sua ricerca artistica fin dalle prime opere. In dressage d’un cone del 1967, l’intuizione artistica di K. è la combinazione di natura e cultura. L’opera si compone di 5 dischi metallici allineati e rotanti; sulle loro superfici è stata seminata una comune graminacea, le cui fasi di crescita evidenziano una progressione a partire dal primo disco: dallo stato di germoglio al quinto disco dove ha raggiunto un’altezza tale che le ha consentito di assumere perfettamente la forma di un cono. Questa configurazione è il risultato naturale dell’associazione tra la forza di accrescimento del vegetale verso l’alto e la forza centrifuga prodotta dalla rotazione meccanica della piattaforma. L’idea di base dell’opera si esplica nel dialogo, nella combinazione tra i processi vitali insiti nel vegetale e il moto rotatorio della macchina. L’idea che lo muove è che la scienza è divenuta fonte principale, il luogo per eccellenza dell’esercizio del pensiero e della costruzione degli strumenti. Obiettivo di K. è proprio quello di far partecipe dell’interpretazione del problema il fruitore, del messaggio insito nell’opera d’arte, fornendogli strutture semplici e universali dalle quali possa autonomamente ricavare le soluzioni. Altrettanto focale è la riflessione sull’uso della tecnologia all’interno della creazione artistica. La tecnologia gli è indispensabile perché rientra nella sua concezione del bisogno di essere reali e di attenersi alla realtà attuale in cui vive. Tuttavia la funzione delle tecnologie per K. non è solo quella di strumento del quale servirsi: le tecnologie introducono all’interno della creazione artistica un’estetica.
- Jardin bio-acoustique - Nissim Merkado: Progettato nel 1978 e mai realizzato a causa della elevata complessità tecnica, testimonia la sensibilità di questo artista filosofo, poeta e scienziato, protesa a conciliare la natura appartenente ad un preciso contesto urbano con l’uomo. M. viene incaricato di valorizzare la zona urbana denominata Mail de la Boissière, progettando un percorso poetico inglobante un antico...
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