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Esposizione selettiva

E’ indispensabile sapere le preferenze circa i mezzi di comunicazione dei differenti gruppi di popolazione,

per potere diffondere il msg adeguato con il mezzo adeguato e con la sicurezza di raggiungere un pubblico

adeguato per quel tipo di msg.

L’audience è il centro che muove le ricerche. Fattore determinante è la congenialità: i componenti

dell’audience si espongono a recepire i msg conformi alle proprie idee.

Klapper sostiene che la gente tende a dimenticare o a trasformare quanto recepito. Conseguenza: la com.di

massa ha rafforzato opinioni preesistenti. Tuttavia, non smpr l’esposizione al msg è determinata dalla

congenialità, ma può essere causata da altre variabili cm il livello d’istruzione, la professione…

Percezione selettiva

Il pubblico non si presenta alla ricezione di una msg in uno stato di nudità psicologica, anzi il suo modo di

pensare è gia predisposto, condizionato da processi logici e selettivi precedenti. L’interpretazione, che è

diversa per ogni membro, può cambiare o modificare del tutto il significato originario di un determinato msg.

derailment of

Una reazione comune per evadere un problema è quello di non comprendere il msg (detta

understanding “decodifica aberrante”). Qst tipo di reazione è stata verificata da Cooper&Johada, che hanno

effettuato uno studio su un cartoon, il cui scopo era modificare gli atteggiamenti del pubblico in senso

antirazzista. Effetti:

- Accettazione superficiale del contenuto

- Considerazione del msg cm modifica della realtà

- Considerazione del cartoon in mood astratto(semplice storiella)

- Modifica del riferimento della storia narrata.

Kendall&Wolf aggiungono 2fattori psicologici: il pubblico si riconosce nel cartoon, nn distorce il significato e

si identifica nel xsonaggio pieno di pregiudizi; la comprensione del cartoon viene diretta contro gli

atteggiamenti altrui. effetti di assimilazione o di contrasto

, x cui i

Un altro tipo di reazione al msg può essere trovata negli campi di accettazione

contenuti vengono xcepiti cm simili alle proprie opinioni, che determinano i cosiddetti

di rifiuto (il destinatario non accetta il msg xkè lo

(opinioni espresse dal msg sn accettate dal destinatario) o

ritiene “propagandistico”). Condizioni di qst campi sono: affinità di opinioni tra pubblico ed emittente;

importanza attribuita dal destinatario al contenuto del msg e grado di volontà di modificare le proprie

opinioni; atteggiamento (positivo/negativo) del destinatario verso il comunicatore.

Memorizzazione selettiva

E’ stato provato che gli aspetti coerenti con il proprio modo di pensare e con le proprie opinioni sono più

facilmente memorizzabili rispetto agli altri. Congenialità porta 2 effetti:

“effetto Barlett”: meccanismo di memorizzazione dei msg, secondo cui vengono mantenuti nel

- ricordo sl gli elementi +significativi e che sostengono un’opinione preesistente; mentre sono

“cancellati” gli argomenti contrari.

Effetto latente

- (O sleeper effect): atteggiamento negativo del destinatario, che si oppone alla xsuasione. Tuttavia,

nel tempo, qst barriera crolla in favore di un atteggiamento +positivo.

I fattori legati al msg

Credibilità del comunicatore

La reputazione della fonte di un msg è un fattore che influenza i mutamenti di opinione ottenibili

nell’audience? Uno studio (Hovland e Weiss) ha portato alla conclusione che msg con gli stessi argomenti ma

con opposte attribuzioni di fonte risultassero diversamente efficaci. Inoltre, se gli effetti vengono misurati

subito dopo la fruizione del msg, il materiale attribuito alla fonte più credibile produce un mutamento

significativo d’opinione maggiore rispetto all’altro, mentre se la misurazione avviene dopo un certo intervallo

di tempo subentra l’effetto latente cioè diminuisce col tempo l’influenza della credibilità della fonte non

attendibile quindi sfuma l’idea della sua non attendibilità e qst permette un maggiore avvicinamento da parte

del pubblico.

L’ordine delle argomentazioni

Ci sono degli studi che hanno lo scopo di stabilire se in un msg bilaterale ( che contiene cioè argomenti pro e

contro una determinata posizione) sono più efficaci le argomentazioni iniziali (effetto primacy) a favore di

una posizione o se lo sono quelle finali (effetto recency ) contrarie. Tra i vari casi e studi analizzati, si è

effetto recency se ci sono conoscenza e familiarità

anche sottolineata la relazione che prevede un maggiore

effetto primacy

col msg mentre c’è un maggior se non si ha alcuna conoscenza di esso.

La completezza della argomentazioni

Si tratta di studiare l’impatto che produce il presentare uno solo oppure entrambi gli aspetti di un tema

controverso ai fini del mutamento di opinione dell’audience. Presentare gli argomenti di entrambi i lati di un

4

tema risulta più efficace che fornire argomentazioni solo sullo scopo che si vuole raggiungere. Meglio un msg

bilaterale o unilaterale?

Studio di Hovland-Lumsdaine-Sheffield sul modo migliore di persuadere i soldati americani sul prolungarsi

della guerra. Due trasmissioni radiofoniche: 1. “one side”, presenta solo i motivi del prolungarsi della guerra;

2. “both side”, presenta motivi del prolungamento bellico e aspetti positivi, cm la superiorità americana

sull’esercito giapponese. Risultati:

+efficace entrambi gli argomenti convincere anche quelli di parere opposto;

- +efficace 1argomentazione xcoloro già convinti della posizione presentata;

- +efficace msg bilaterale xcoloro che hanno un livello d’istruzione +elevato;

- +efficace msg unilaterale xcoloro cn livello d’istruzione +basso; specie se già convinti

- della posizione presentata;

L’omissione di 1argoemnto rilevante nel msg bilaterale toglie efficacia; nel msg

- unilaterale è irrilevante.

L’esplicitazione delle conclusioni

Si basa sul coinvolgimento. Ci si chiede se sia più efficace un msg che espliciti le conclusioni oppure uno che

invece le ponga implicitamente e lasciandole trarre ai destinatari. Una risposta in assoluto non si può dare, è

certo però che più approfondite è la conoscenza che il pubblico ha di un determinato argomento, meno

necessario è l’esplicitare le conclusioni. Viceversa, su argomenti più complessi e per un pubblico in poca

confidenza con essi, l’esplicitare le conclusioni aiuta l’efficacia persuasoria di quella comunicazione.

L’approccio empirico sul campo o “degli effetti limitati” (modello dell’influenza)

Qst teoria collega i processi comunicazione di massa alle caratteristiche del contesto sociale entro cui si

realizzano. La teoria riguarda dunque tutti i media dal punto di vista della loro capacità d’influenza sul

pubblico. Il problema fondamentale è ancora quello degli effetti dei media, ma non più negli stessi termini

delle teorie precedenti. Se la teoria ipodermica parlava di manipolazione o propaganda e la teoria

qst teoria parla di influenza. E’ possibile individuare due

psicologica-sperimentale si occupava di persuasione,

filoni nella teoria dei media di ispirazione sociologica empirica: il primo riguarda lo studio della composizione

differenziata dei pubblici e dei loro modelli di consumo di comunicazione di massa; il secondo comprende le

ricerche sulla mediazione sociale che caratterizza tale consumo.

Le ricerche sul consumo dei media

L’intreccio continuo tra:

a. la finalità pratica della ricerca ( sapere perché la gente ascolta certi programmi)

b. la sua rilevanza teorica ( individuare la migliore concettualizzazione dei problemi)

c. la necessità di un’adeguata metodologia

È illustrato bene dal passo nella pagine seguente:

Ci sono tre modi diversi per conoscere ciò che un programma significa per il pubblico, tenendo presente il

legame tra caratteri del pubblico e caratteri del programma:

Analisi di contenuto

Partire da un analisi del contenuto del programma. Capire ciò che gli ascoltatori traggono dal contenuto

consente di eliminare alcune altre possibilità. Si può supporre che la gente non ascolta delle conversazioni

sulla storia dell’arte greca per ricavare consigli su come cucinare!!

Caratteristiche degli ascoltatori

Condurre un’attenta analisi differenziale dei vari gruppi di ascoltatori. Se un programma è ascoltato

prevalentemente da un gruppo sociale piuttosto che da un altro, è possibile comprendere la natura del suo

richiamo, cioè individuare xkè certi tipi di pubblico (appartenenti a diversi ceti sociali)fruiscono un

determinato progr, rilevando quale sia la migliore esposizione e concettualizzazione del msg proprio a partire

dalle differenze sociali.

Studi sulle gratificazioni

Alle persone si può chiedere direttamente ciò che per esse il programma significa (cioè perché lo seguono)

e le loro risposte possono costituire un punto di partenza per ulteriori ricerche.

I tre modi per studiare il richiamo dei programmi sono strettamente collegati tra loro: un analisi del

contenuto non può far altro che fornire indicazioni su ciò che il programma può significare per gli ascoltatori.

Ma se ciò avviene deve essere scoperto attraverso un’indagine diretta sugli ascoltatori stessi. D’altra parte

ogni attrattiva che è stata ricostruita a partire dall’introspezione degli ascoltatori deve essere verificata e qst

può essere fatto soltanto prefigurando che certi tipi di pubblico gradiranno o eviteranno il programma.

L’analisi del contenuto fornisce indicazioni sul significato dal progr xgli spettatori, ma qst previsione teorica

va verificata in pratica con un’indagine diretta sugli ascoltatori (e quindi analizzando le gratificazioni che

l’audience ricava dal progr), viceversa l’introspezione richiesta agli ascoltatori va verificata attraverso l’analisi

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del contenuto che, a partire dalle conoscenze sulle differenze del pubblico, può registrare gli indici di

gradimento e quali tipi di pubblico gradiranno il progr.

Occorre sapere chi segue un certo mezzo di comunicazione e perché.

Lazarsfeld (1940) parla di effetti pre-selettivi di effetti successivi: la radio seleziona il proprio pubblico e solo

successivamente vi esercita un’influenza. L’analisi dei fattori che spiegano le preferenze di consumo per un

certo mezzo, si connette strettamente all’analisi della stratificazione dei gruppi sociali che manifestano tali

abitudini di consumo. In partic l’analisi dei fattori deve tenere conto di altre variabili, quali: variazioni di

gradimento legate al sesso, all’età, alla professione…;stabilità di fruizione di alcuni mezzi di com.di massa in

base ad altre variabili socioculturali…Per comprendere le comunicazioni di massa occorre focalizzare

l’attenzione sul più ampio ambito sociale in cui esse operano e di cui fanno parte.

Il contesto sociale e gli effetti dei media

L’efficacia dei mass media è analizzabile soltanto entro il contesto sociale in cui essi agiscono. La loro

influenza deriva dalle caratteristiche del sistema sociale loro circostante. La teoria degli effetti limitati sposta

l’accento da un nesso causale diretto tra propaganda di massa e manipolazione dell’audience ad un processo

mediato di influenza in cui le dinamiche sociali si intersecano con i processi comunicativi.(base sono le

relazioni interxs). Le ricerche che espongono qst teorie sono rivolte a studiare i processi di formazione di

opinione entro determinate comunità sociali. Le analisi e le ricerche non studiano la realtà dei mass media,

ma i processi di formazione di opinione entro determinate comunità sociali.

Lazarsfeld-Berelson-Gaudet si pongono la domanda: da cosa derivano le attitudini politiche dei cittadini di

qst comunità in una situazione di campagna elettorale? Obbiettivo è, dunque, scoprire i motivi e le modalità

di formazione di opinioni. Gli elementi della ricerca hanno un sostrato sociologico, xkè le variabili in gioco

riguardano l’aspetto socio-economico-culturale e fattori relativi al grado d’interesse, di motivazione, di

partecipazione e quindi di esposizione al msg della campagna elettorale. Analizzando lo studio di una

leader d’opinione . Si è osservato che il

campagna elettorale politica i risultati hanno portato alla scoperta dei individui molto coinvolti

massimo grado di interesse e di conoscenza sull’argomento è presentato da alcuni rappresentano

ed interessanti al tema e dotati di più conoscenze su di esso . I leader d’opinione appunto,

quella parte di opinione pubblica che cerca di influenzare il resto dell’elettorato.

Essi costituiscono cioè il settore di popolazione più attivo nella partecipazione sociale politica e più deciso nel

processo di formazione delle attitudini di voto. L’effetto complessivo della campagna elettorale nella sua

effetto di attivazione

interezza procede in tre direzioni: un ( che trasforma le tendenze latenti in effettivo

effetto di rafforzamento ( che preserva le decisioni prese, evitando mutamenti

comportamento di voto) , un

effetto di conversione che si realizza mediante una ridefinizione dei problemi i quali

nelle attitudini) e un

assumono un nuovo rilievo e ai quali gli elettori si interessano nel momento in cui sono posti. I leader

hanno funzione di mediatori tra i mass media e gli altri individui meno interessati e meno partecipi

d’opinione

alla campagna presidenziale.

Il flusso delle comunicazioni è determinato dalla

a due livelli (two-step flow of comunication) appunto

mediazione che i leader svolgono tra i media e gli altri individui del gruppo. È la rete di influenza sviluppata

dai leader d’opinione cm mediatori tra mass media e componenti del gruppo. Essa è resa possibile dal

reticolo di rapporti sociali che ciascun individuo tesse. Tramite i rapporti amicali e familiari, gli individui del

gruppo tendono a condividere le opinioni degli altri. I leader d’opinione hanno qst funzione di

coinvolgimento. Qui risiede la differenza cn la teoria ipodermica. Già Katz aveva asserito: “non si ritiene di

partic importanza l’influenza che possono esercitare le relazioni familiari e amicali della massa”.

Gli effetti dei media non sono comprensibili se non a partire dall’analisi delle interazioni reciproche tra i

destinatari: gli effetti dei media si realizzano come parte di un processo più complesso che è quello

dell’influenza personale. Si è cosi compiuto un rovesciamento totale di posizioni rispetto all’iniziale teoria

ipodermica: non solo la valutazione sulla consistenza degli effetti è diversa, ma la logica dell’effetto è

opposta. Nel primo caso era interna unicamente ad una dinamica reattiva tra stimolo e risposta, ora si fonda

su ed è parte di un ambiente sociale interamente solcato da interazioni e da processi di influenza personale

in cui la personalità del destinatario si configura anche in base ai suoi gruppo di riferimento (familiari,

amicali, professionali, religiosi etc.).

Anche dal punto di vista della qualità e della consistenza gli effetti sono limitati: prevalgono gli effetti di

rafforzamento su quelli di conversione, e l’influenza personale che si svolge nei rapporti intersoggettivi

appare più efficace di quella che deriva più direttamente dai media. Se è vero che coloro che sono più

indecisi nelle proprie attitudini di voto sono anche coloro che si espongono meno alla campagna dei media,

ecco che i contatti personali risultano più efficaci dei media proprio perché possono raggiungere anche

coloro potenzialmente più predisposti al cambiamento di attitudine. L’indicazione fondamentale di qst teoria

non riguarda tanto la limitatezza degli effetti quanto il radicamento completo e totale dei processi

comunicativi di massa entro cornici sociali molto complesse. Concetto di massa nn +cm insieme

indifferenziato o cm singolo isolato e spogliato della xsonalità; ma individuo singolo visto nel contesto sociale

6

in cui vive, avente una xsonalità, opinioni, attitudini e una rete di rapporti familiari e amicali (nn+isolamento,

ma interazione continua cn i componenti del gruppo). Inoltre l’efficacia della mediazione è determinata dal

fatto che l’influenza intersoggettiva è radicata nella vita del gruppo e, inoltre, il msg dei mass media viene

spesso rifiutato xkè visto cm finalizzato a uno scopo xsuasorio e propagandistico (scarsa credibilità dei media

proprio xla distanza che intercorre tra essi e i destinatari). Tuttavia il reale intento della ricerca nn è quello di

valutare la limitatezza degli effetti dei media, ma di studiare cm i processi comunicativi avvengano entro il

contesto sociale, cn tutte le variabili che nn possono orescindergli (psicologiche, economiche, sociologiche).

Merton compie uno studio sui leader d’opinione, cercando di descrivere la struttura della loro influenza in

rapporto al consumo dei media. Sostiene una sfera d’influenza orizzontale +tosto che una verticale (costruita

su scala gerarchica).

Differenze tra:

Leadership localistico Leadership cosmopolita:

della piccola comunità della grande comunità

- -

capillarità di rapporti interpersonali e rapporti interpersonali selettivi

- -

tendenzialmente indifferenziati (tensione

a conoscere + xsone possibili) fruizione di com.di massa elevate e

-

fruizione di com.di massa poco specifiche

- impegnativi e msg enfatizzanti il “lato leader monomorfico, cioè che esercita

-

umano” influenza su tematiche specifiche, in

leader polimorfico, cioè influente su relazione alle sue competenze

- diversi temi

vita vissuta all’interno della comunità, è vita vissuta all’esterno della comunità,

- -

familiare al gruppo quasi “estraneo”

no competenze specifiche, interesse ha competenze specifiche, nelle quali

- -

alla conoscenza degli altri esercita la propria autorità.

partecipazione a organizzazioni che

- favoriscano i contatti cn gli altri.

Complessivamente la teoria dei media legata all’approccio sociologico empirico sostiene che l’efficacia della

comunicazione di massa è largamente collegata e dipende da processi di comunicazione, non mediale,

interni alla struttura sociale in cui vive l’individuo. Bisogna sottolineare che dal punto di vista della presenza e

della diffusione dei mezzi di informazione, il contesto sociale a cui fa riferimento qst teoria è totalmente

diverso da quello attuale. Negli ultimi vent’anni la televisione si è imposta come mezzo predominante di

comunicazione di massa ed ha mutato radicalmente l’uso del tempo libero. Probabile dunque che oggi la

quasi totalità dei msg delle comunicazioni di massa sia ricevuta in modo diretto, senza passare dal livello di

comunicazione interpersonale. Si può in conclusione affermare che il modello dell’influenza interpersonale

sottolinea da un lato la non linearità del processo con cui si determinano gli effetti sociali dei media e

dall’altro la selettività intrinseca alla dinamica comunicativa: in qst caso però la selettività è connessa non

tanto ai meccanismi psicologici dell’individuo quanto alla rete di rapporti sociali che costituiscono l’ambiente

in cui l’individuo vive e che danno forza ai gruppi di cui fa parte.

Retorica della persuasione o effetti limitati?

Entrambe hanno lo scopo di studiare le consistenza e la portata degli effetti dei media.

Gli studi sperimentali sottolineano la possibilità di ottenere effetti di persuasione purché i msg siano

strutturati in modo adeguato alle caratteristiche dei destinatari. Gli studi sul campo invece, esplicitano la

scarsa rilevanza dei media in confronto ai processi di interazione sociale.

La diversità delle conclusioni nasconde un fattore fondamentale nello studio dei processi di comunicazione:

la situazione comunicativa. Essa provoca il differente configurarsi del processo stesso degli effetti. Alcuni

elementi che definiscono il processo comunicativo mutano da una situazione ad un’altra:

Teoria della persuasione Teoria degli effetti limitati

gli effetti nn sono automatici, ma vi intervengono i Potenza delle com.di massa risiede nelle interazioni

caratteri psicologici del destinatario sociali e interpersonali degli individui

esposizione al msg: tutti i sogg.presi in esame sn Esposizione al msg: è una situazione naturale,

ugualmente esposti al msg (alcuni favorevoli, altri individuo cui vengono analizzati gli effetti su

contrari). È una situazione di esperimento sogg.che volontariamente si espongono al msg,

quindi sn tutti favorevoli

Tema o argomento di valutazione dell’efficacia dei Tema o argomento di valutazione dell’efficacia dei

7

media: temi relativi alle attitudini dell’individuo che media: temi xonali (es.opinioni politiche) e meno

sn facilmente modificabili (xnn correre il rischio di nn influenzabili; unico scopo della fonte è l’influenza

ottenere effetti misurabili); minore centralità di delle masse

argomenti che si traduce nella facilità di convertire le

opinioni, anche xkè la fonte è presentata cm esperta

Situazione comunicativa: retta da rapporti causali Situazione comunicativa: +naturale, +attenta alla

(sperimentali) molteplicità di fattori intrinseci al processo

comunicativo.

La definizione della situazione comunicativa risulta essere una variabile rilevante nel focalizzare certi

elementi piuttosto che altri. Le teorie sull’influenza dei media presentano un andamento oscillatorio: partono

da un’attribuzione di forte capacità manipolativa, passano per una fase intermedia nella quale il potere di

influenza è variamente ridimensionato per riproporre negli ultimi anni posizioni che attribuiscono ai media

un notevole effetto anche se diversamente motivato, da quello asserito nella teoria ipodermica (ciclicità). Il

ruolo della comunicazione di massa appare strettamente legato al clima sociale che qualifica un determinato

periodo storico: ai mutamenti di tale clima corrispondono oscillazioni nell’atteggiamento circa l’influenza dei

media.

La teorie funzionalista delle comunicazioni di massa

La teoria funzionalista dei media rappresenta la smentita più esplicita al luogo comune secondo cui la crisi

disciplinare del settore fosse dovuta essenzialmente all’indifferenza, al disinteresse e al distacco tra teoria

sociale generale e comunication research . La teorie funzionalista dei media rappresenta un approccio

globale ai mezzi di comunicazione di massa nel loro complesso. Il rilievo più significativo è rivolto ad

esplicitare le funzioni svolte dal sistema delle comunicazioni di massa. Qst è il punto di maggiore distanza

dalle teorie precedenti. L’interrogativo di fondo non è più sugli effetti ma sulle funzioni svolte dalle

comunicazioni di massa nella società. In tal modo si completa il percorso seguito dalla ricerca mediologia che

era partita concentrandosi sui problemi della manipolazione per passare a quelli della persuasione, poi a

quelli all’influenza e giungendo appunto ai problemi delle funzioni. Lo spostamento concettuale coincide con

l’abbandono dell’idea di uno scopo soggettivamente perseguitato nell’atto comunicativo, per concentrare

invece l’attenzione sulle conseguenze oggettivamente accertabili dell’azione dei media sulla società. Inoltre,

mentre la seconda e la terza si occupavano essenzialmente di situazioni comunicative del tipo “campagna”,

nella teoria funzionalista dei media ci si riferisce ad un altro contesto comunicativo: si passa alla situazione

comunicativa più normale e consueta della produzione e diffusione quotidiana di msg di massa. La teoria

funzionalista occupa una posizione che consiste nel definire la problematica dei media a partire dal punto di

vista della società e del suo equilibrio, dalla prospettiva del funzionamento complessivo del sistema sociale e

dal contributo che le sue componenti vi apportano. La prospettiva è molto simile a quella sviluppata dalle

successive teorie mediologiche generali che con essa condividono il fatto di rendere pertinente lo studio

delle comunicazioni di massa a partire dal problema dell’equilibrio e del conflitto sociale.

L’impostazione struttural-funzionalista

Al contrario della teoria ipodermica, la teoria sociologica dello struttural-funzionalismo sottolinea l’azione

sociale nella sua aderenza ai modelli di valore interiorizzati e istituzionalizzati.

Il sistema sociale viene inteso come un organismo le cui diverse parti svolgono delle funzioni di integrazione

e di mantenimento del sistema. Il suo equilibrio si realizza attraverso i rapporti funzionali che gli individui e i

sottosistemi attivano nel loro complesso. Nella teoria struttural-funzionalista gli esseri umani appaiono come

drogati culturali spinti ad agire secondo lo stimolo di valori culturali interiorizzati che regolano la loro attività.

De Leonardis: “nn è la società il mezzo che gli individui usano x il perseguimento dei loro scopi, ma,

viceversa, sono gli individui che, cn le loro funzioni, permettono alla società di raggiungere i propri scopi”.

La logica che regola i fenomeni sociali è costituita dai rapporti di funzionalità che presiedono alla soluzione

di 4 problemi fondamentali:

1) La conservazione del modello e il controllo delle tensioni (individui interiorizzano i valori e i modelli

culturali del sistema)

L’adattamento dell’ambiente

2) (permette all’individuo la propria sopravvivenza)

Il perseguimento dello scopo

3) (la società raggiunge i propri scopi tramite la cooperazione e le funzioni

svolte dagli individui)

4) L’integrazione. (fedeltà tra i membri e di qst al sistema)

Qst 4 problemi vengono definiti imperativi fondamentali: se l‘azione sociale li risolve significa che la società

concorre alla soddisfazione dei bisogni del sistema (ogni sottosistema concorre alla soddisfazione di uno o

+bisogni). 8

Esistono funzioni & disfunzioni:

Dirette : implicano conseguenze su tutta la struttura sociale (azione cn risultati globali).

Indirette: implicano conseguenze da parte dei sottosistemi su altre strutture parziali.

Manifeste: volute e riconosciute.

Latenti: non riconosciute né coscientemente volute.

Funzione vs Proposito

Azione, conseguenza intenzione soggettiva

oggettiva dell’azione di agire.

La società è analizzata come un sistema complesso che tende al mantenimento dell’equilibrio (Parson parla

di tendenza all’omeostasi), composto di sottosistemi funzionali,tra cui quello dei media, ciascuno dei quali è

preposto alla soluzione di uno degli imperativi fondamentali (ma Parson parla anche di cooperazione tra i

sottosistemi xla risoluzione del medesimo problema).

Le funzioni delle comunicazioni di massa.

Un esempio chiaro ed esplicito di teoria mediologia funzionalista è costituito da un saggio di wright. Egli

analizza e struttura i rapporti tra media e società (funzioni). In esso è descritta una struttura concettuale

che dovrebbe consentire di inventariare in termini funzionali i complessi rapporti tra media e società.

L’obiettivo è quello di articolare:

1) Le funzioni

E

2) Le disfunzioni

Latenti

3)

E

4) Manifeste

Delle trasmissioni

5) Giornalistiche

Informative

6) Culturali

7) Di intrattenimento

8)

Rispetto

9) Alla società

Ai gruppi

10) All’individuo

11) Al sistema culturale

12)

L’inventario delle funzioni si correla a quattro tipi di fenomeni comunicativi diversi:

1) L’esistenza del sistema globale dei mass-media in una società

I tipi di modelli specifici di comunicazione legati a ciascun mezzo particolare

2) L’assetto istituzionale ed organizzativo con cui i diversi media operano

3) Le conseguenze che derivano dal fatto che le principali attività di comunicazione si svolgono

4) attraverso i mass-media.

In rapporto alla società, la diffusione delle informazioni assolve a due funzione:

1) Fornisce la possibilità, di fronte a minacce e pericoli improvvisi, di allertare i cittadini

Fornisce gli strumenti per realizzare alcune attività quotidiane istituzionalizzate nella società come gli

2) scambi economici.

In rapporto all’individuo sono identificate altre tre funzioni:

1) L’attribuzione di status e prestigio alle persone e ai gruppi fatti oggetto di attenzione da parte dei

media

Il rafforzamento del prestigio per coloro che si conformano alla necessità e al valore socialmente

2) diffuso di essere cittadini ben informati.

Il rafforzamento delle norme sociali cioè una funzione eticizzante.

3)

Per quanto riguarda invece le disfunzioni della “mera presenza” dei media rispetto alla società, esse si

manifestano nel fatto che i flussi informativi liberamente circolanti possono minacciare la struttura

fondamentale della società stessa(la com.può sfuggire al controllo). Al livello individuale la diffusione di

notizie allarmanti,(su pericoli naturali o tensioni sociali) può generare reazioni di panico invece che di

vigilanza consapevole. L’eccesso di informazione può condurre ad un ripiegamento sul privato nella sfera

delle proprie esperienze, sulle quali si è in grado di esercitare un controllo più adeguato. Le esposizioni a

grandi quantità di informazioni può causare la cosiddetta disfunzione narcotizzante definita disfunzione

anziché funzione partendo da principio che sia contrario all’interesse di una società moderna l’avere grandi

masse di popolazione politicamente apatiche ed inerti. Il cittadino può confondere l’essere ben informato

dall’agire. La partecipazione attiva si trasforma in conoscenza passiva, cioè non si traduce in azione). 9

Se si analizzano le funzioni dei media, nn nella veste di sottosistema, ma individuo quella di sistema a se

stante (forma istituzionalizzata indipendente); si individuano altre funzioni:

una, interpretata da Lazarsfeld & Merton, è quella di contribuire al conformismo. I media, essendo

- sostenuti dalle grandi imprese, contribuiscono al mantenimento dello status, nn sn portatori di

progresso, né persecutori degli obbiettivi sociali. La spirale economica che li sostiene fa si che i

media si conformino alla società, tacendone i difetti.

L’altra, individuata da Malvin De Fleur, si basa sulla difesa dei media della propria struttura

- (resistenza alle critiche e giustificazione della bassa qualità individuo relazione alle esigenze del

pubblico). Essi quindi assolvono una funzione di mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario

(conformismo ai gusti del pubblico, che peremtte loro di produrre, anche a scapito della qualità).

La teoria funzionalista dei media rappresenta uno dei momenti concettualmente più significativi della

comunication research . C’è tuttavia un settore di analisi specifico, influenzato dal paradigma funzionalista: è

lo studio egli effetti dei media noto come ipotesi degli usi e gratificazioni

Ipotesi degli usi e gratificazioni

Tale approccio si è occupato innanzitutto delle scelte della ricezione e del tipo di risposta del pubblico dei

media. Si sostiene che le cause del consumo dei media stiano in circostanze sociali o psicologiche vissute

come problemi e che i media siano usati per risolverli. Il membro del pubblico fa una scelta cosciente e

ragionata tra i canali e i contenuti disponibili, agisce sull’informazione e quindi emittente e ricevente sono

entrambi partner attivi nel processo di comunicazione.

Destinatore = vuole ottenere un effetto e xfar ciò deve rendere trasmissione e

il msg comprensibile fruizione dei media

Destinatario = usa il msg all’interno del proprio campo di individuo base alla

esperienze, permettendogliene la comprensione e gratificazione.

l’interpretazione.

3 precedenti storici:

Waples-Berelson-Bradshaw: funzione ed effetti della lettura.

Essa ha influenza sociale ogni qual volta rispetta la domanda dei suoi

fruitori, che poi applicano quanto appreso nei loro rapporti sociali.

Berelson: reazioni dei lettori di quotidiani durante uno sciopero dei giornali di New York.

I lettori scorgono 6 funzioni importanti:

informazione e interpretazione degli eventi;

- strumento di informazione quotidiana;ù

- fonte di rilassamento;

- è parte della vita quotidiana (rituale)

- strumento di contatto sociale;

- attribuzione di prestigio sociale.

-

Analisi di Lasswell: aveva anticipato l’ipotesi degli usi e delle gratificazioni definendo come funzioni principali

svolte dalle comunicazioni di massa quelle di “fornire interpretazioni” per rendere coerenti

le informazioni ed “esprimere i valori culturali e simbolici della società.

Inoltre individua 3 funzioni principali dei mass media :

informativa;

- interpretativa;

- culturale, individuo quanto esprime e diffonde i valori culturali e simbolici propri di

- quella società (eticizzante).

Wright ne aggiunge una 4ª: funzione di intrattenimento.

Filo conduttore di qst studi è il bisogno del destinatario che xmette la fruizione dei mass media e

l’ottenimento di un effetto. Motore di qst processo è la gratificazione del ricevente.

Katz-Guerevitch-Haas individuano 5 classi di bisogni che i mass-media soddisfano:

Bisogni cognitivi (acquisizione e rafforzamento delle conoscenze)

1) Bisogni affettivi – estetici ( rafforzamento dell’esperienza emotiva)

2) Bisogni integrativi a livello della personalità

3) ( rassicurazione, stabilità emotiva)

Bisogni integrativi a livello sociale ( rafforzamento dei contatti interpersonali in generale)

4) Bisogni di evasione ( allentamento delle tensioni e dei conflitti)

5)

5 modalità che contribuiscono al consumo dei media:

a. la situaz.sociale rende consapevole l’importanza dell’informazione su certi problemi che vengono

diffusi tramite i mass media;

b. se la situaz.sociale nn soddisfa alcuni bisogni, a qst provvedono i media; 10

c. la situaz.sociale produce situazioni xcui certi msg devono essere fruiti allo scopo del mantenimento

dello status e dell’appartenenza a un certo gruppo sociale;

d. la situaz.sociale crea dei valori, xcui i media assolvono una funzione eticizzante;

e. la situaz.sociale crea tensioni e conflitti che possono essere allentati tramite il consumo di mass

media.

Qst ipotesi poggia su 5 punti fondamentali:

a. audience attiva;

b. il destinatario connette gratificazione dei bisogni e scelta dei media;

c. esistono altre fonti di gratificazione oltre i media, il cui grado di soddisfazione è variabile;

d. i destinatori forniscono le informazioni relative all’uso dei media individuo base ai propri scopi,

interessi e motivazioni;

e. prima di analizzare il significato culturale dei media, bisogna analizzare gli orientamenti

dell’audience.

Giornale Radio Televisione

Fonte di interpretazione fonte principale modo x attenuare la

degli eventi e dell’informazione di informazione. tensione e sostenere il

fornita dagli altri media. sentimento nazionale.

Inizialmente il livello di credibilità delle fonti israeliane è basso; infatti l’audience si rivolge a emittenti estere;

in seguito la credibilità aumenta.

In una situazione +normale; un’altra ricerca rileva che gli individui fruiscono delle com.di massa x

incrementare il proprio rapporto cn un referente (anche l’individuo stesso).

La fruizione dipende dai bisogni che si vogliono soddisfare e dalle caratteristiche di ciascun mezzo di com.

es: libri & cinema = autorealizzazione e autogratificazione

Giornali & tv = <legame cn la società

Soprattutto gli adolescenti fruiscono della televisione x intrattenimento. Nel caso del periodo scolare

dell’obbligo: - tv

+musica = evasione o mancanza di rapporti interpersonali

Un esempio di ricerca sugli usi e gratificazioni applicata alla fruizione televisiva è fornito da alcuni dati su

come gli adolescenti e i ragazzi si espongano in misura elevata alla tv per trarne divertimento e

intrattenimento. Il ruolo attribuito alla tv da parte del pubblico è quello dell’intrattenimento anche se la tv è

ritenuta una fonte di notizie. Gli spettatori di solito, decidono prima se guardare o meno la tv e solo dopo

decidono cosa. L’ipotesi degli usi e gratificazioni tende ad accentuare un’idea di audience come insieme di

individui scissi dal contesto sociale che invece modella le loro stesse esperienze e quindi i bisogni attributi al

consumo dei diversi generi comunicativi.

Teoria critica

Fu elaborata da alcuni sociologi dell’istituto di sociologia di Francoforte. Con l’avvento del nazismo l’attività

dell’istituto cessò e i suoi componenti si rifugiarono negli usa. Dopo la guerra tornarono a Francoforte e

ripresero il lavoro interrotto. L’intento della scuola di Francoforte è adoperare gli strumenti della ragione per

capire la società e migliorarla, rendendola razionale, cioè a misura di uomo. Essa è intesa cm un tutto e

l’indagine, condotta in modo analitico (cioè dividendo la totalità e studiandola in ogni singola parte),

riconduce i fenomeni indagati alle forze sociali che li determinano. Si ispira a Marx soprattutto per il concetto

di alienazione e tende a dimostrare che il sistema capitalistico distorce la personalità della gente

costringendo gli individui a vivere, senza accorgersene, in condizioni disumane. La gente in cambio del

consumo dei beni materiali, rinuncia alla libertà di dissentire. Ogni tentativo di protesta viene cosi stroncato

prima ancora di nascere. Il mondo è sotto il dominio di un grande ordine totalitario che ha reso gli uomini

“to have or to be” sostiene che,

“esseri a una sola dimensione”: quella del consumo. Fromm, nella sua opera

nella società capitalistica, prevale la dimensione esistenziale dell’avere a scapito di quella dell’essere.

La loro è una macroanalisi per cui essi criticano le scienze settoriali perché si occupano solo di ambiti ristretti

e non riescono ad interpretare i fenomeni sociali nella loro complessità. E ciò vale anche per gli studi sui

mass-media svolti in quel periodo. Le idee sulle comunicazioni di massa furono espresse per la prima volta

da Horkheimer e Adorno che, nel ’47, pubblicarono il saggio “Dialettica dell’illuminismo”, in cui analizzano i

fenomeni sociali della società americana tra gli anni ‘30/’40 x disegnare un quadro della trasformazione del

progresso culturale e in cui usano l’espressione polemica di industria culturale. Qst sostituisce il termine

“cultura di massa” x evitare un’interpretazione erronea dell’espressione, che nn vuole indicare una nuova

11

forma di arte popolare; ma indica un’organizzazione produttiva e distributiva di materiale informativo, su

qualunque argomento che può interessare le masse.

Ciò indica no cultura DI massa; ma cultura PER la massa.

L’industria culturale comprende, infatti, case editrici, radio, tv e tutti gli strumenti di com, caratterizzati da un

tipo di produzione “seriale”(x ciò si parla di tono polemico in seno all’espressione “industria culturale”): i

grandi apparati tecnico-organizzativi, quali il sistema dell’industria culturale, si occupano di produrre “in

serie” il materiale diffuso. Si parla infatti di cultura seriale, i cui caratteri sono: eclettismo, semplicità di

linguaggio e di argomenti proposti, universalizzazione dei temi; ciò si traduce in degrado culturale, in cui la

cultura viene diffusa e commercializzata (divenendo un prodotto) e quindi sottoposta alle leggi di mercato.

= conformismo, cioè accettazione acritica e passiva da parte del pubblico, che assimila e fa propri i modelli

imposti, divenendo il tipo di xsonalità imposto.

Non è vero che i media fanno informazione, ne tanto meno arte; si tratta solo di un’attività economica. Come

realtà commerciale i media sono integrati nel meccanismo economico, stanno alle leggi del mercato ne

rispettano le logiche, rispondono ai potentati più forti e da cui dipendono. Unico interesse è il profitto. E’

evidente la standardizzazione.

“Ciò che di continuamente nuovo essa offre non è che il ripresentarsi in forme diverse di qualcosa di eguale,

il cambiamento maschera uno scheletro” (Adorno).

Tutto ciò investe nn solo la fruizione e la qualità, ma anche la sfera dell’autonomia dell’individuo l’uomo,

infatti, è manipolato dalla società e si adegua acriticamente ai valori imposti. L’uomo crede di sfuggire a qst

dominio nei tempi di non-lavoro, nn accorgendosi che anche i tempi di svago sn investiti dai prodotti del

sistema. La modernità produce quindi alienazione: cioè la rinuncia alla soddisfazione dei desideri e dei propri

bisogni, in favore di una pseudo-individualità. La standardizzazione e l’indistinzione (in quanto l’uomo nn

riesce +a riconoscersi nella totalità del sistema) permettono ai mass media una <integrazione e una migliore

opera di manipolazione psicologica (+conformismo e formalismo).

Gli spettacoli sono prodotti in serie e hanno finali scontati. I film poi riproducono sempre più fedelmente la

vita reale, e non richiedono un grande impegno cognitivo, e tutto qst porta all’istupidimento. I mass-media

consistono anche in vari significati sovrapposti l’uno all’altro. La struttura multi-stratificata dei msg riflette la

strategia di manipolazione dell’industria culturale: quanto essa comunica è volto ad incantare

simultaneamente gli spettatori a vari livelli psicologici; il msg nascosto infatti, può essere più importante di

quello evidente poiché sfugge ai controlli della coscienza.

“Lo spettatore nn deve lavorare di testa propria: il prodotto prescrive ogni reazione. Ogni connessione logica,

che richieda fiuto intellettuale, viene scrupolosamente evitata” (Horkheimer-Adorno).

Es.mentre nei romanzi popolari di Dumas o di Sue la morale si nascondeva dietro intrecci inestricabili,

sfidando le doti intuitive del lettore; in un moderno giallo televisivo la suspance è mantenuta

superficialmente e la fine è già conosciuta sin dall’inizio. I mass media tendono a un processo di

esternazione, alla superficialità, in mood da creare nei fruitori consenso e condivisione di medesimi valori.

Ciò significa che la manipolazione del pubblico avviene tramite la programmazione preventiva del msg:

significato evidente entrambi operano alla manipolazione dello spettatore che,

msg tramite qst struttura, avviene a vari livelli psicologici

significato latente

qst spesso è il +importante xkè lo spettatore nn crede di essere sottoposto al dominio della società.

Qst tipo di struttura viene cristallizzata nei generi. Qst stereotipi rappresentano uno strumento di economia

dell’apprendimento. Inoltre la suddivisione del materiale informativo x generi (gialli, quiz, commedie..), i

quali prevedono implicature e regole fisse, definisce il modello attitudinale dello spettatore, in quanto egli si

pone alla fruizione con aspettative specifiche.

Si capisce cosi il senso ultimo dei media, essi sono uno strumento di dominio nelle mani di chi detiene il

potere. Si tratta di una strumento che controlla psicologicamente le persone, svuotandole interiormente. Per

la scuola di Francoforte, il controllo psicologico è in linea col modo tipicamente moderno di asservire le

masse ingannandole e distruggendone l’individualità. Tuttavia essi non credevano che dietro i media ci fosse

un disegno premeditato volto ad assoggettare la gente, ma dovendo andare incontro ad un pubblico vasto e

diversificato, non si poteva che tirare fuori cose standard e di livello mediocre. Qst però altera anche

l’individualità di chi ne usufruisce in quanto diventa come un prigioniero che cede alla tortura e finisce per

confessare anche ciò che non ha commesso. D’altro canto la gente, percependo quanto sia complicata la vita

moderna, tende ad attaccarsi a cliché che sembrano darle un ordine, perdendo cosi la dimensione stessa del

reale. Cosi, volendo fare una ricerca sull’atteggiamento degli spettatori è impossibile fare affidamento su di

essi data la loro pseudo-individualità

Teoria critica e ricerca amministrativa

La teoria critica finisce col privilegiare l’approccio speculativo sul metodo empirico; infatti, i dati raccolti

empiricamente (cioè basandosi sull’esperienza) consentiranno solo di analizzare le relazioni interne al

12

sistema produttivo, non la dinamica storica ad esso connessa. Il contrasto tra le due tendenze è di fondo e

nasce dal fatto che la sociologia empirica si astiene dall’auto-riflessione sui propri metodi. I media che per la

teoria critica sono strumenti che ripropongono i rapporti di forza dell’apparato produttivo e possono sortire

molteplici effetti, dalla ricerca amministrativa sono visti come strumenti usati per raggiungere determinati

scopi.

La teoria culturologica la sua caratteristica fondamentale è di studiare la cultura di

Qst teoria venne elaborata in ambito francese;

massa individuandone gli aspetti antropologici e il rapporto che in essa si istaura tra consumatore ed oggetto

di consumo. Quindi non riguarda direttamente i media ne i loro effetti, ma intende costruire una

fenomenologia della società contemporanea, che sia teorica, ma supportata dalla ricerca empirica. L’autore e

il testo che ha inaugurato qst filone è Morin e il suo “l’esprit du temps” (‘62) I sostenitori della teorie

culturologiche non pensano che lo stato attuale in cui vive la gente sia il prodotto dell’industria culturale, ma

di trasformazioni storiche, sociali e culturali in cui i media sono un fattore tra gli altri. Si cerca di analizzare la

cultura di massa, valutandone i singoli aspetti, senza però prescindere da un’idea di totalità; cioè bisogna

studiare la cultura di massa analizzando ciò che accomuna i vari settori (al contrario della sociologia

tradizionale che la riduce a dati essenziali). Essa si costituisce come un insieme di simboli, valori e miti che

riguardano sia la vita pratica sia l’immaginario collettivo. Tuttavia la società è policulturale, xkè la cultura di

massa in essa presente si contende con le culture di altre società (che concorrono a corrodersi a vicenda) e

si fa “controllare, censurare e influenzare dalle culture nazionali”. I testi contribuiscono ad influenzare la

società, testo e contesto si compenetrano e vi è tra essi un rapporto complesso: nelle intenzioni del mittente

si vogliono ottenere dei risultati ma non vi è la certezza che il destinatario interpreti correttamente ciò che il

mittente vuole dire, xké ha una possibilità illimitata di interpretazioni. Tra le nozioni più fortunate introdotte

da Morin c’è quella dell’immaginario. Si tratta di una sfera di conoscenza illusoria in cui le cose vengono

trasfigurate fino a creare rappresentazioni che sono simili alla realtà ma che in effetti ne sono lontane.

Inoltre qst nozione riguarda le diverse esigenze degli apparati tecnico-produttivi, che propongono modelli e

strutture costanti a cui vorrebbe si rifacesse il destinatario; e quelli dell’individuo, che non vede soffocata la

propria creatività (e di conseguenza la propria autonomia) né quella degli stereotipi; in quanto anche lo

standard ha bisogno di un certo rinnovamento. Un es.si trova nella stampa che, già xil solo fatto di “dare

notizie”(evento inatteso e fuori dalla norma) trova intrinseca nel suo ruolo una certa idea di originalità

Infatti, l’opposizione tra processi di standardizzazione produttiva e le esigenze di individualizzazione si

temperano creando una sorta di sincretismo (= fenomeno per cui elementi distinti in origine si trovano

raggruppati in un'unica forma). Una conseguenza importante di qst omogeneizzazione è che informazione e

fiction si compenetrano. Nell’una assumono grande rilievo i fatti di cronaca, cioè quegli avvenimenti reali che

hanno qualcosa di particolare, che hanno dell’incredibile; mentre la finzione si colora di realismo. Da ciò

deriva un’unica identità in cui il pubblico si identifica ed è quella dei valori di consumo legata al mercato e

alla sua dinamica. In qst terreno comune nn vi sono differenze sociali, ma solo un dialogo comune tra

media e consumatori. Tuttavia qst dialogo è ineguale xkè, se da un lato i media propongono msg ed eventi;

dall’altro il consumatore nn può rispondere se nn con un’accettazione/negazione passiva e acritica. L’efficacia

della cultura di massa si basa sul suo adeguarsi alle ispirazione e ai bisogni del pubblico.

“i contenuti essenziali della cultura di massa sono quelli dei bisogni privati, affettivi (felicità, amore),

immaginari (avventure, libertà) o materiali (benessere)”. (Morin)

Essa è considerata un’etica del “loisir”, puro divertimento, in cui il consumo dei media diventa consumo della

vita individuale e autorealizzazione. Procura in forme fittizie ciò che estrae dalla vita reale rendendo irreale

una parte delle vita dei consumatori,che sono proiettati in un universo immaginario e spinti alla ricerca della

felicità. La cultura di massa quindi indebolisce gli istituti intermediari (prima fra tutti la famiglia), x servizio

alla macchina sociale.

I cultural studies

Sviluppatasi attorno agli anni ’60 a Birmingham, lo studio dei cultural studies si occupò di giustificare come le

strutture sociali ed il contesto storico influenzassero l’azione dei media. Bisogna, infatti, considerare che lo

studio delle com.di massa ha come ogg. un’istituzione importante e autorevole, facente parte della realtà

quotidiana e xqst in relazione con altre istituzioni fonti di potere, anch’esse variamente sogg.a influssi di tipo

economico, sociale e culturale. Obiettivo dei cultural studies è, quindi, analizzare anche i rapporti tra sistema

dei media e altre strutture e istituzioni sociali e quali effetti producono tali rapporti.

Una delle matrici di qst filone fu lo strutturalismo. L’interesse dei cultural studies è rivolto soprattutto ad

analizzare il processo sociale legato all’attribuzione di senso alla realtà, e lo sviluppo di una cultura popolare

condivisa. Per cultura popolare si intende quella della società di massa, la cultura di tutti. 13

“La cultura non è una pratica, né è semplicemente la descrizione della somma delle abitudini e costumi di

una società. Essa passa attraverso tutte le pratiche sociali ed è la somma delle loro interrelazioni” (Hall).

Cultura, quindi, è l’insieme dei significati e dei valori validi xla società che li manifestano e li esprimono. I

media, dunque, hanno il compito di trasmettere la cultura e quindi di contribuire alla stabilità sociale e

culturale. La teoria mediologia deve studiare i processi e le strutture adottate xqst funzione, che vengono

aggiornate continuamente xchè la cultura stessa cambia in relazione ai cambiamenti della società. La

quotidianità diviene così oggetto di rappresentazione, per cui essere integrati con la realtà significa essere

artificiali, non spontanei. I cultural studies si differenziano dall’analisi economica dei media e della

produzione culturale, poiché quest’ultima pone maggiore attenzione alla dimensione economica, considerata

come spiegazione necessaria e sufficiente per comprendere gli effetti culturali ideologici dei media (cultura =

merce). I primi, invece, cercano di analizzare sia le diverse pratiche di produzione della cultura sia le forme

del sistema a cui esse danno vita. Inoltre tendono a specificarsi in due applicazioni: da un lato i lavori sulla

produzione dei media, ritenuti capaci di elaborare la cultura e l’immagine della realtà sociale, dall’altro gli

studi sul consumo delle comunicazione di massa in quanto luogo di pratiche comunicative differenziate.

Si differenziano da quell’approccio noto come “teoria cospirativa dei media”, che vede i media cm lo

strumento di persuasione adottato dalle classi dominanti (attuata tramite l’omissione di alcuni temi e l’enfasi

di altri…). I cultural studies, invece, rigettando qst’idea, pongono in primo piano il sistema culturale e il suo

rapporto di conflitto e controllo con il sistema sociale.

Le teorie comunicative

La storia e l’evoluzione della communication research sono state profondamente influenzate anche dal tipo di

teoria comunicativa prevalente in quel periodo. Ciò pone il problema sulla legittimità di ciascun approccio

comunicativo ai media, che è dovuta alla molteplicità di “saperi” e competenze prese in esame e alla

continua contrapposizione tra pertinenza sociologica e comunicativa.

Per molti studiosi considerare la com.di massa solo cm comunicazione (=“trasferimento ordinato di

significati”) è una concezione troppo astratta.

“Poiché le com.sn fondamentalmente un fenomeno collettivo, il loro significato può essere valutato solo in

termini di un modello della società e non ricorrendo a un modello dell’azione sociale unitaria, a cui

assomigliano superficialmente e con cui esiste una qualche corrispondenza terminologica” (McQuail).

Chi invece predilige l’aspetto sociologico sostiene che sarebbe più opportuno elaborare una teoria sulla

società (Golding-Murdock). MA…. rifiutare la componente comunicazionale significa elaborare un modello

riduttivo e ipersemplificato che distorce la realtà (cioè quello informazionale). Sarebbe quindi più giusto

approfondire i punti di integrazione e corrispondenza tra qst due prospettive, in quanto insufficienti

singolarmente, ma necessarie insieme.

Modello informazionale

L’origine di tale modello si rintraccia nei lavori di ingegneria delle telecomunicazioni, finalizzati a migliorare la

trasmissione dei msg, sia xqualità che xvelocità. Quindi la teoria matematica è essenzialmente una teoria

sulla trasmissione ottimale dei msg.

Lo schema del sistema generale di comunicazione proposto da Shannon è stato una costante negli studi

comunicativi ed è applicabile anche a fenomeni eterogenei: sia che il processo comunicativo si sviluppi fra

due macchine sia che si verifichi tra due esseri umani, sia tra una macchina ed un essere umano. Esiste

sempre una fonte o sorgente dell’informazione, dalla quale attraverso un apparecchio trasmittente viene

trasmesso un segnale; qst segnale viaggia attraverso un canale lungo il quale può venire disturbato da un

rumore. Uscito dal canale, il segnale viene raccolto da un ricevente che lo converte in un msg. Come tale il

msg viene compreso dal destinatario.

Secondo qst schema, quindi, il trasferimento dell’informazione avviene dalla fonte al destinatario; mentre il

trasferimento dell’energia avviene dal trasmittente al ricevente.

La funzionalità di qst modello non consiste tanto nella sua vasta applicabilità, ma quanto sul fatto che

consente di individuare gli elementi di disturbo nella trasmissione dell’informazione ed eliminarli, con lo

scopo di trasmettere il max d’informazione cn il minimo di distorsione e cn il minimo di tempo ed energia.

Perché fonte e destinatario possano comprendere il msg, bisogna determinando un codice, la cui presenza

rende la decodifica del msg più economica, veloce e sicura. Il codice è un sistema di regole che permette di

assegnare in maniera stabile un preciso segnale ad un determinato significato, ad un concetto, ad una

rappresentazione della realtà. La realtà ha senso perché è infestata da simboli. Considerate le infinte

possibilità di interpretazione di un testo, se non si condivide lo stesso codice non vi è la certezza che il

destinatario interpreti correttamente ciò che l’emittente voleva dire. La prospettiva dei teorici

dell’informazione è simile a quella di un impiegato delle poste che deve trasmettere un telegramma: non è

interessato al contenuto del msg ma il suo compito è quello di far pagare un servizio in modo proporzionale

14

alla lunghezza del msg; allo stesso modo i teorici dell’informazione non si occupano dell’informazione

codice,

comunicativa, del significato, ma del significante. Il destinatario trae il senso da attribuire al msg dal

non dal msg stesso ed è solo interagendo col codice che il msg si riempie di significato. Senza il codice non

avremmo ne significanti ne significati ma solo segnali. Le parole sono un’ intermedio tra significante (suono)

e significato. La lingua è un sistema, cioè un complesso di regole, che danno forza e senso ai suoni; come

una griglia, essa si è sovrapposta alla realtà.

Per il mod.inform. “comunicazione” è il trasferimento di informazione tra due poli e non la trasformazione da

un sistema all’altro. In tal modo qst teoria pone l’attenzione sulle modalità di trasmissione senza considerare

anche l’importanza del significato del msg. Ciò la allontana dagli studi sociologici sul rapporto tra media e

società. Tuttavia, negli studi mediologici è importante rilevare non solo i modi in cui avviene la com.ma

anche il senso dei msg trasmessi (sistema di significazione). Nonostante qst sue lacune, per lungo tempo il

modello informazionale è stato il paradigma dominante della comunication research e raramente è stato

messo in discussione. I motivi di qst tendenza sono essenzialmente tre:

Il primo riguarda la diffusione del modello informazionale oltre l’ambito specifico in cui era sorto, cioè sono

scomparsi gli aspetti più tecnici della teoria matematica, lasciando solo la forma complessiva dello schema

che è divenuto uno schema comunicativo, aiutato anche dalla linguistica jakobsoniana. Jakobson propose

un’integrazione tra le due discipline (linguistica e teoria della matematica) ma ciò attenua la specificità della

teoria informazionale, in cui l’attività comunicative viene ridotta alla semplice trasmissione di un contenuto

semantico fisso tra due poli, incaricati di codificare e decodificare il contenuto secondo il codice.

Il secondo riguarda il tema degli effetti, determinati a partire da alcune variabili; quali la decodifica e i

sistemi di conoscenze. Fin qnd si trattava di capire ciò che provocava la trasmissione a livello di massa il

modello emittente/ ricevente era sufficiente, perché si presta molto bene alle analisi sperimentali eseguite su

larga scala.

Il terzo risiede nell’orientamento sociologico della communication research e nell’influenza esercitata dalla

teoria critica. L’orientamento sociologico si è preoccupato più delle problematiche comunicative che delle

grandi questioni di fondo ( rapporto media/società). L’influenza della teoria critica nasce dalla presenza in

essa di un modello comunicativo legato all’analisi sociale nell’epoca del capitalismo.

La sua resistenza dipende anche dal fatto che su qst teoria, focalizzata sul processo trasmissivo, è stato

possibile elaborare un’analisi smpr più perfezionata sul contenuto dei msg (che permette di capire i ruoli e i

rapporti che intercorrono tra destinatore e destinatario), funzionale all’esame di ipotesi che richiedono

l’analisi di campioni quantitativamente elevati di msg.

Modello semiotico informazionale

La differenza con il precedente modello sta nell’importanza attribuita alla significazione. Infatti la teoria

informazionale focalizzava +l’attenzione sul processo trasmissivo, tralasciandone le dinamiche e il problema

degli effetti (ovvero la capacità comunicativa dei media di diffondere gli stessi contenuti a un vasto

pubblico). Ora la linearità della trasmissione è vincolata al funzionamento di fattori semantici, introdotti

mediante il concetto di codice. Si passa cioè dall’accezione di comunicazione come trasferimento di

informazione a quella di trasformazione da un sistema all’altro, garantita dal codice, che assume il valore di

una correlazione tra elementi di sistemi diversi. Quest’ultimo elaborava esplicitamente l’analisi delle

condizioni necessarie per trasmettere i msg, mentre il modello semiotico informazionale nota che gli effetti e

le funzioni sociali dei media sono strettamente legati al meccanismo di attribuzione di senso (ovvero

processo di decodifica). Tra il msg inteso come forma significante che veicola un certo significato, e il msg

ricevuto come significante che il destinatario converte in significato, entrano in gioco due fattori: il modo in

cui emittente e destinatario condividono le competenze relative al significato del msg (semiotico) e le

componenti di mediazione esistenti tra individuo e media (sociologico). Se i destinatari attuano

un’interpretazione dei msg difforme dal modo in cui l’emittente aveva previsto la decodifica si ha la

decodifica aberrante. Qst viene spiegata attraverso la natura negoziale del processo di comunicazione,

legata ad un duplice vincolo: l’articolazione dei codici (es.carenza totale o parziale di codici, interferenze

circostanziali..) e l’asimmetria dei ruoli comunicativi della comunicazione di massa e l’insieme dei fattori

sociali in cui essa si realizza. La prima consiste nella mancanza o disparità di codice tra emittenti e riceventi;

nel secondo il problema di fondo consiste nel fatto che non è sempre possibile stabilire a priori le intenzioni

comunicative dell’emittente. Il modello semiotico informazionale si è cosi trovato confinato nell’ambito

dell’analisi dei msg, dei loro codici, senza affermare in pieno la sua importanza per la ricerca mediologia.

Modello semiotico testuale

Il modello semiotico testuale è quello più idoneo ad occuparsi della comunicazione di massa, e compie dei

rinvii al contesto socio culturale, mentre invece gli altri due modelli centravano la loro attenzione attorno alla

trasmissione e alla decodifica dei msg. In particolare il modello semiotico informazionale, mettendo in primo

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piano il rapporto tra codifica e decodifica, rendeva esplicito un meccanismo comune sia alla comunicazione

interpersonale sia a quella di massa, mentre il modello semiotico testuale riusciva a descrivere alcuni tratti

specifici della comunicazione di massa. Inoltre il modello semiotico informazionale metteva in rilievo l’agire

interpretativo operato sui msg dai codici durante il processo comunicativo. Nel modello semiotico testuale

non sono più i msg ad essere “veicolati” nello scambio comunicativo, ma un’insieme di pratiche testuali.

Cultura grammaticalizzata: è la cultura colta, identificata con il sistema di regole che rende possibile la

creazione di testi (regole di produzione)

Cultura testualizzata: è quella di massa (popolare in senso trasversale. Es. Pop-music) : non ci sono regole

riconosciute poiché sono implicite. Ci sono invece pratiche che si impongono e si diffondono in qualità di

generi, formati, filoni (mode e comportamenti collettivi). La cultura testualizzata induce un orientamento al

testo gia prodotto e gia fruito in quanto criterio comunicativo forte. Gli emittenti tendono alla formula e alla

ricetta che hanno avuto successo (ripetitività). Essi costruiscono i testi tenendo conto delle conoscenze, delle

capacità e delle reazioni dei destinatari. Ai destinatari a loro volta, è richiesta una competenza interpretativa

fondata sul richiamo ai precedenti testi e sul confronto intertestuale. Entrambi devono possedere la stessa

chiave di fruizione, codifica e decodifica. I testi contengono le norme della loro lettura. In qst caso la

competenza del mittente è saper fare i testi e quella del destinatario è di riconoscerli. Ciò dipende dal fatto

che essi sono immersi nelle stesse pratiche testuali, nello stesso contesto socio-culturale, per cui noi

tendiamo a leggere la realtà cosi come i media ce la impostano, facciamo una mistione tra reale ed

immaginario. Emittente e ricevente hanno l’uno dell’altro un’immagine che essi si costruiscono, modificano e

a cui attribuiscono rilevanza; ma fanno ciò in modo artistico, senza riferimento all’altro e cadono l’uno negli

stereotipi dell’altro (stereotipo del pubblico e stereotipo dei media).

Schema di ripasso

Teoria Approccio Parola chiave

Ipodermica Pragmatico Manipolazione

Sperimentale Psicologico Persuasione

Empirica Sociologico Influenza selettiva

Stuttural-funzionalista Sociologico Funzione

Uses and gratifications studies Sociologico Bisogno

Critica Storico-socilogico Massificazione

Culturologica Filosofico Industria culturale

Cultural studies Socio-antropologico Cultura egemone/cultura subalterne

Comunicazionale Semiotico-logico Modello comunicativo

SECONDA PARTE

Lo studio degli effetti a lungo termine

Per lungo tempo lo studio sugli effetti è rimasto legato a quello di Schulz che implica le seguenti premesse:

1) I processi comunicativi sono asimmetrici : un soggetto attivo emette lo stimolo ed un soggetto

passivo colpito dallo stimolo reagisce;

2) La comunicazione è individuale; è un processo che riguarda innanzitutto singolo individui e che è da

studiare su qst individui.

3) La comunicazione è intenzionale. Il comunicatore mira ad un determinato effetto.

4) I processi comunicativi sono episodici: inizio e fine della comunicazione sono nel limitati nel tempo.

Qst paradigma risulta oggi profondamente modificato: da effetti intesi come mutamenti a breve termine a

effetti intesi come conseguenze di lungo periodo. Le comunicazioni tendono ad influenzare il modo con cui il

destinatario organizza la propria immagine dell’ambiente. Le principali differenze tra vecchio e nuovo

paradigma di ricerca sugli effetti sono le seguenti:

1) Non più studi di casi singoli, ma dell’intero sistema dei media in determinate aree tematiche

2) Non più dati ricavati dalle interviste al pubblico, ma metodologie integrate e compresse

3) Non più l’osservazione e la misurazione dei cambiamenti di attitudine e di opinione ma la

ricostruzione del processo con cui l’individuo modifica la propria rappresentazione della realtà

sociale. 16

Conseguenza: non +effetto basato sulle attitudini, i valori e i comportamenti dei destinatari; ma effetti

cognitivi, cioè basati sulle conoscenze che l’individuo acquisisce con la fruizione dei media. Inoltre si ha un

mutamento della prospettiva temporale xkè gli effetti non sono +legati all’esposizione al singolo msg, ma

sono effetti cumulativi, che si manifestano in un arco di tempo +o-esteso.

4) Orientamento sociologico+marcato, con l’influenza della sociologia della conoscenza

5) Il definitivo abbandono della teoria informazionale della comunicazione, che vedeva come unici

effetti significativi quelli misurabili, visibili, e comportamentali ( cioè di reazione ad uno stimolo).

La sociologia della conoscenza(dando rilievo ai processi simbolici e comunicativi) diventa progressivamente

una delle tematiche guida nella fase attuale della ricerca: non è un caso quindi che la tematica degli effetti si

identifichi nella prospettiva dei processi di costruzione della realtà. Tappa fondamentale del tentativo di

spostare l’attenzione della ricerca verso qst tipo di effetti è costituita dalle critiche di Lang e Lang al

paradigma degli effetti limitati. Qst’ultimo già contiene gli spunti per una ridefinizione del problema (per il

fatto che l’efficacia dei media consiste spesso nella loro capacita di modificare e influenzare l’immagine della

realtà e promuovere e i temi e i problemi primari), ma è troppo limitativo, poiché compie i suoi studi solo

sulle situazioni di “campagna”. In qst situazione, sostengono Lang&Lang, non vi è spazio per altri tipi

d’influenza. Infatti i media operano un’esposizione quotidiana e continua e non basta, per es.prendere come

parametro la quantità di consumo e di attenzione prestata alle com.di massa, per misurare gli effetti.

Qst studio, quindi, presenta i media come un sistema che ci aiuta a strutturare un’immagine del mondo

molto lontana dalle nostre esperienze individuali. Non a caso si parla di “second-hand reality”, perché noi

riceviamo qst realtà e non la viviamo personalmente. Ciò comporta un cambiamento di prospettiva per

quanto riguarda gli effetti, che non sono +limitati, ma cumulativi, xkè le nostre opinioni e credenze del

mondo non si formano subito, ma dopo un lungo periodo (di qui la contestazione degli studi sugli effetti in

situazioni particolari). Qst effetti in certa misura sono latenti,e implicitamente si riflettono sul patrimonio

cognitivo dei destinatari, anche attuando delle distorsioni da parte degli emittenti. Ciò xkè non abbiamo +un

modello trasmissivo, ma un modello basato sulla significazione. Centro della problematica diviene quindi il

rapporto tra l’azione costante dei mass-media e l’insieme di conoscenze sulla realtà sociale. In qst rapporto

sono rilevanti tre caratteristiche dei media:

Cumulazione; gli effetti non sono puntuali, ma legati alla ripetitività dell’informazione, per cui gli

• effetti si verificano dopo un certo tempo;

Consonanza; per cui i msg trasmessi tendono ad avere +tratti simili, che difformi;

• Onnipresenza; cioè la costante presenza delle com.di massa nella nostra vita e allo stesso modo cla

• consapevolezza che il sapere del pubblico è a tutti noto.

In tal modo i media rafforzano il loro potere di conformazione, stabilendo le condizioni della conoscenza e

dell’esperienza (e di conseguenza le posizioni) dell’opinione pubblica.

L’ipotesi della agenda setting

L’ipotesi dell’agenda setting sostiene che: “La gente tende ad includere o escludere dalle proprie conoscenze

ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto”. Secondo qst teoria i media non vogliono

persuadere il pubblico, ma gli forniscono un’immagine del mondo e gli strumenti con cui farsene un’opinione

(temi intorno a quali temi pensare qualcosa). I media hanno una funzione di mediazione.

Tuttavia non bisogna dimenticare che vi possono essere delle “distorsioni involontarie”, per cui il pubblico

può avere una rappr.distorta e standardizzata della realtà,se non ha altri parametri di confronto della realtà

sociale se non quella trasmessagli dai media. Ciò può accadere perché, come sottolinea qst’ipotesi, nelle

moderne società è aumentato il divario tra esperienze direttamente vissute ed esperienze indirettamente

apprese, per cui vi è una crescente dipendenze cognitiva dai media.

Qst tipo di impatto diretto sui destinatari si configura secondo due livelli:

L’ordine del giorno dei temi, argomenti e problemi presenti nell’agenda dei media

1. La gerarchia di importanza e di priorità con cui tali elementi sono disposti nell’ordine del giorno

2.

La maniera di gerarchizzare gli eventi o i temi pubblici importanti, da parte di un soggetto, assomiglia alla

valutazione che i media operano sugli stessi problemi.

L’ipotesi dell’agenda setting non è un sistema omogeneo, ma +ttosto un insieme di spunti e conoscenze

parziali non smpr verificati empiricamente.

Il differente potere di agenda dei diversi media

Secondo uno studio condotto da McClure&Patterson(1972), l’influenza e l’efficacia cognitiva delle com.di

massa varia a seconda del mezzo utilizzato. Infatti, in qst e in successivi studi condotti a pochi anni di

distanza, si rileva che: per i consumatori di informazione televisiva, l’aumento di consumo non si traduce in

un maggior effetto di agenda setting, mentre ciò avviene per i forti consumatori di informazione stampata.

La comparazione tra l’influenza dell’informazione televisiva e il potere di altri canali di comunicazione politica

17

(giornali, spot pubblicitari) mostra che l’esposizione alle notizie televisive ha avuto invariabilmente gli effetti

minori sul pubblico: le notizie televisive sono troppo brevi, veloci e frammentarie per avere un significativo

effetto di agenda. Al contrario, l’informazione stampata possiede ancora la capacità di indicare con efficacia

la diversa rilevanza dei problemi presentati, perché fornisce ai lettori un’indicazione forte, costante e visibile,

mentre normalmente quella televisiva tende ad appiattire il rilievo ed il significato di quanto è trasmesso.

L’informazione televisiva quotidiana fornisce quindi una situazione di apprendimento impossibile: il pubblico

è assediato da informazioni frammentarie, del tutto inadatte a formare un quadro cognitivo adeguato alle

scelte che l’elettore è chiamato a compiere. Una conferma è data dalla ricerca di Patterson del ’76, in

occasione di una campagna elettorale. La stampa si è occupata soprattutto della battaglia tra i candidati

(strategie e organizzazioni), relegando in secondo piano i problemi +generali e concernenti +l’aspetto

personale dei politici (curriculum pubblico e privato, reali capacità personali.., aspetti +formali). In qst modo

viene data anche l’opportunità di inserire le informazioni e di incanalare le opinioni entro un determinato

contesto. La televisione, invece, fornisce una panoramica generale, non specifica ed è +tesa all’omissione di

certi temi (strumento usato in diverse misure da tutti i mezzi di com.di massa). Cmq, anche il mezzo

televisivo può ottenere l’effetto di agenda setting. La copertura televisiva determina una particolare salienza

in circostanze quali la rottura della programmazione ordinaria per informare su eventi straordinari (edizioni

straordinarie dei tg), l’uso di una presentazione televisiva efficace e coinvolgente e/o la copertura dal vivo, in

diretta, di un evento, attribuiscono un particolare rilievo all’informazione televisiva e quindi una sua maggiore

potenzialità ad ottenere effetti di agenda setting.

Effetti cognitivi vs predisposizioni?

La ricerca sull’agenda setting riconosce che gli attributi psicologici e sociali degli elettori determinano il loro

uso politico dei media e ritiene importanti i contatti interpersonali, che determinano l’impatto definitivo del

contenuto dei media sul pubblico. I media, sostiene l’ipotesi dell’agenda setting, sono efficaci nel costruire

l’immagine della realtà. Qst realtà può essere pensata come a un parametro standard a cui fare riferimento,

ma che contiene in sé tutto quel sistema di valori e di bisogni che influenza la decodifica del msg da parte

del pubblico xkè è un sistema che non può prescindere dalla vita sociale di ciascun individuo. Si pone quindi

il problema: effetti puramente cognitivi o sottoposti agli influssi di una componente valoriale?

Si delinea una tendenza alla persuasione temperata della persistenza: se è vero che sono i media a stabilire

l’agenda degli argomenti primari nella consapevolezza del pubblico, è anche vero che esso non abbandona

gli argomenti a lui +congeniali, ma anzi integra e personalizza l’agenda proposta\imposta dai media.

L’assunto che l’influenza dei media sia la stessa per tutti i temi comporterebbe che l’agenda trasmessa non

venga poi modificata dal pubblico. Ma ciò va contro a quanto detto prima. Infatti, la capacità di influenza dei

media sulla conoscenza di ciò che è importante e rilevante varia secondo i temi trattati. Su alcuni essa è

maggiore che su altri, secondo la variabile della “centralità”: minore è l’esperienza diretta che la gente ha di

una determinata area tematica, più essa dipenderà dai media per avere le informazioni e i quadri

interpretativi relativi a quell’area. L’ esperienza diretta e personale di un problema lo rende sufficientemente

saliente e significativo da sfumare sullo sfondo l’influenza cognitiva dei media.

Quali conoscenze e quali pubblici per l’effetto di agenda setting?

L’ipotesi dell’agenda setting è più complessa di quanto la sua formulazione iniziale lasciasse prevedere. In

una ricerca di Benton-Frazier, svolta su temi economici, si vuole chiarire il concetto di conoscenze assimilate

dai destinatari, analizzando il genere e il livello di nozioni viene appreso. Il centro di qst studio non è +capire

se c’è apprendimento di informazioni e su quali temi, ma occorre anche analizzare i tipi di informazioni

diffuse e passate da un’agenda all’altra. Si distinguono tre livelli di conoscenza:

più superficiale, è semplicemente l’argomento, l’area tematica (economia, burocrazia, politica, etc.)

1. conoscenze più articolate, es. diversi aspetti di un problema, soluzioni e proposte

2. informazioni ancora più specifiche, come le argomentazioni favorevoli o contrarie alle soluzioni

3. avanzate.

La ricerca vuole verificare l’ipotesi di agenda setting al secondo e terzo livello. Si è notato che essa è

possibile con ruoli differenti per i diversi media, e in particolare per il pubblico della stampa. qui assume

rilievo il tema della centralità. Essa limita l’effetto di agenda, che ai livelli +alti può essere influenzato

dall’agenda dei media a prescindere dalla centralità del tema per l’individuo. L’impatto della centralità

decresce con la progressiva articolazione dei livelli di conoscenza ai quali si definisce l’agenda del pubblico.

Un’altra faccia della complessità riguarda la valutazione dell’effetto d’agenda su pubblici qualitativamente e

istituzionalmente differenziati. Un recente studio si pone l’obiettivo di valutare gli effetti cognitivi di

un’inchiesta televisiva presso il pubblico generico, i leader di alcuni gruppi di interesse ed alcuni esponenti

governativi dei dipartimenti pubblici direttamente interessati all’argomento dell’inchiesta. 18


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Comunicazione di Massa, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Comunicazione di Massa, Wolf .Gli argomenti trattati con particolare attenzione sono: analisi critica delle principali teorie e dei più importanti modelli elaborati nella ricerca sulle comunicazioni di massa, l'evoluzione degli studi in questo settore.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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