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Origini, motivazioni e fasi storiche dell'evoluzione del sistema del welfare in Italia

La storia delle politiche sociali non ha una data di inizio precisa. Tutte le istituzioni premoderne si sono occupate di problemi sociali e, di conseguenza, il concetto di politica sociale preesiste a quello di Stato nazionale. Una parte significativa di studi sulla storia delle politiche sociali coincide dunque con il periodo di nascita e ascesa del sistema di politica sociale che si è affermata nel corso degli ultimi cento anni.

Un ruolo molto importante viene attribuito allo Stato, che effettivamente è stato il grande protagonista dei moderni sistemi di welfare. Tuttavia, quello delle politiche sociali moderne continua ad essere la storia dei rapporti tra i diversi attori.

Le fasi dell'evoluzione del welfare

Questa storia può essere suddivisa in cinque fasi. Tali fasi sono:

La fase di sperimentazione (1870 – anni venti)

Questa fase può essere definita come la "preistoria" delle moderne politiche sociali. Gli sviluppi delle politiche sociali nel periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento svolgono un ruolo cruciale nel determinare le basi sociali, le politiche ed economiche dei moderni sistemi del welfare.

Infatti, nei paesi europei si possono individuare tre forme di sicurezza sociale alle quali i moderni sistemi di politica sociale si sono ricollegati:

  • Il mutuo soccorso delle corporazioni e delle gilde;
  • L'obbligo di tutela dei datori di lavoro nell'epoca feudale;
  • La pubblica assistenza ai poveri del Cinque-Seicento.

In concomitanza con l'avvio dell'età industriale, sono state organizzate azioni di protezione e di solidarietà nei confronti di alcune categorie di persone ritenute a maggiore rischio, come le società di mutuo soccorso, piccole associazioni di lavoratori che, in cambio del versamento di una modesta quota continuativa, potevano ricevere aiuto in caso di malattia e di forzata sospensione del lavoro.

Nascono anche nel sud Italia le società di mutuo soccorso. In Italia queste società furono realizzate a partire dal 1844 ed erano quasi tutte del nord. Tuttavia, raggiunsero anche piccole realtà meridionali (e ciò dimostra la loro grande risonanza e importanza).

A partire dal 1880, si verificarono grandi progressi nell’ambito dell’avanzamento sociale (o ascensore sociale – Chiara Saraceno) perché le vecchie leggi sull’assistenza ai poveri (sul modello delle Poor Laws, in Gran Bretagna) furono sostituite da una legislazione mirata all’obbligo assicurativo nei confronti della malattia, infortunio, invalidità e vecchiaia. Questo processo cominciò in Germania (sotto la guida di Bismarck) e poi coinvolse progressivamente quasi tutti i Paesi europei, compresa l’Italia.

Questo sistema tuttavia non tardò a mostrare i suoi punti di debolezza: interessava una piccola quota della popolazione (ossia gli occupati nell'industria metallurgica pesante) e contrastava con il lento ma continuo allungamento dell'età delle persone, richiedendo risorse sempre maggiori e insostenibili.

La fase di consolidamento (anni trenta e quaranta)

Questo è forse il momento fondativo del welfare state, che prevede un sistema normativo nazionale, l’universalità degli interventi, l'obiettivo della riduzione dei rischi standard, l’obbligatorietà (mediante sistema assicurativo o finanziamenti pubblici), la ripartizione delle responsabilità tra stato, imprenditori e assicurati.

La maggiore innovazione di questo periodo fu la diffusione e il consolidamento dell’idea che le politiche sociali fossero indispensabili per la prevenzione dei conflitti sociali e un buon funzionamento delle democrazie. Per cui, pian piano, il welfare cominciò a diventare il prodotto di azioni dal basso piuttosto che "elargizioni" dall’alto come era stata fino ad allora. I cittadini chiedevano un intervento sempre più ampio e concreto agli stati più che ai datori di lavoro o alle classi borghesi o benestanti.

A cominciare dai paesi Scandinavi furono introdotte misure assicurative anche per i lavoratori autonomi e per i parenti dei lavoratori. Dagli Stati Uniti giungono notizie di supporto a questi movimenti europei come la Social Security del presidente Roosevelt, un sistema previdenziale simile a quelli moderni. Questo è il contesto che fa da sfondo al piano Beveridge, in Gran Bretagna, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale: una pietra miliare nella storia del welfare state. La filosofia di fondo del Piano, ossia l’assistenza alle persone più deboli, trova la massima espressione nella realizzazione dell’ITS, il sistema sanitario gratuito, poiché finanziato dalla fiscalità generale.

La fase dell'espansione (anni cinquanta – sessanta)

Questo periodo fu caratterizzato dal boom economico del secondo dopoguerra: un contesto nel quale l'economia positiva cominciò a rafforzare le forme di tutela sociale: il prelievo fiscale cresceva e incentivò la spesa pubblica. Il settore pubblico occupò sempre maggiori risorse del prodotto nazionale in quasi tutta l’Europa, sempre più categorie di cittadini entrarono nelle reti di protezione dello Stato. È a questo periodo che risale anche la prima riforma Medicare per l’assistenza sanitaria e Medicaid per l’assistenza sanitaria ai poveri negli USA.

La fase di istituzionalizzazione (anni settanta e anni ottanta)

Consolidamento dei trend positivi dei decenni precedenti, con l’ampliamento delle coperture verso fasce della popolazione sempre più vaste. Per evitare un eccesso di imposizione fiscale, finalizzata alla sostenibilità dei sistemi di assistenza, i governi fanno sempre più spesso ricorso agli indebitamenti per coprire i deficit di bilancio. Nel 1973 tali indebitamenti diventano un fatto strutturale dell’economia dei paesi occidentali. Comincia ad aumentare la quota di popolazione che si rivolge al mercato per fruire dei servizi di welfare. Nasce il privato sociale laico. Nonostante lo sviluppo del privato sociale e del no profit, si rafforza sempre più l’idea che deve essere lo Stato il principale erogatore dei servizi e delle prestazioni del welfare. In questo periodo, questa idea del welfare si rafforza e si espande in quasi tutti i paesi europei.

La fase di rallentamento (post anni ottanta)

Comincia negli anni ottanta il periodo di crisi che caratterizza ancora oggi il welfare state; una crisi dovuta all’insostenibilità dei costi del welfare per la spesa pubblica, soprattutto in relazione alla spesa per la popolazione anziana in crescita.

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

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