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La famiglia è un’istituzione sociale basata sui legami di parentela, che ha la funzione di generare nuovi

membri della società e di crescerli. Le famiglie possono assumere molte forme diverse: monogamia,

famiglia egualitaria, famiglia estesa (3 o più generazioni), famiglia nucleare (genitori e figli).

I funzionalisti sostengono che la forma di organizzazione familiare esista in ogni società, con lo scopo di:

regolamentazione del comportamento sessuale e della riproduzione, socializzazione ed educazione,

conferimento di status, attività economica, protezione, affetto e compagnia.

Queste attività con l’industrializzazione stanno subendo forti processi di trasformazione: i figli nascono fuori

dal matrimonio, la scuola provvede alla socializzazione, strutture si occupano della cura (ospizi) ecc.

Secondo la teoria del conflitto il tipo di famiglia più diffuso nella società è quello più coerente con i valori

dei gruppi dominanti e quello che risulta più vantaggioso. Ad esempio il patriarcato è una famiglia in cui gli

uomini hanno un ruolo prominente nelle decisioni che riguardano questioni politiche ed economiche,

mentre le donne e i figli sono subordinati. La famiglia nucleare soddisfa gli interessi delle istituzioni

economiche capitaliste, perché massimizza il numero di unità orientate al consumo. I sistemi famigliari

conducono a mantenere le ineguaglianze sociali parentela.

Secondo l’approccio interazionista, ogni società si è dotata di regole e di norme che danno forma alla

famiglia e ai legami di parentela: nella maggior parte delle società c’è un consenso sociale significativo

riguardo a quale forma di organizzazione familiare sia più corretta.

Rispetto al passato, oggi ci sono molte famiglie a doppio reddito e ciò comporta il passare meno tempo a

sostenere i membri e maggiori tensioni tra le due carriere, della moglie e del marito. E’ probabile che le

famiglie a doppio reddito non abbiano figli e che siano più egualitarie nei rapporti, rispetto a quelle

tradizionali.

Molte più persone rispetto al passato scelgono di non sposarsi, perché ritengono che tale stile di vita abbia

più vantaggi (il che non implica l’assenza di relazioni affettive).

Un rapporto di convivenza è una relazione in cui due persone vivono la stessa unità abitativa e condividono

legami di tipo sessuale, emotivo e spesso economico senza essere sposati.

Sono aumentate anche le famiglie monoparentali, per via dell’aumento dei divorzi.

Violenza domestica, 3 spiegazioni:

- l’uso della violenza per risolvere discussioni è ampiamente accettato, inoltre in molte culture è sostenuto

il dominio maschile; - la povertà; - la disuguaglianza dei sessi; - disuguaglianza di status tra uomo e donna; -

isolamento sociale.

Non è possibile inquadrare se gli abusi infantili siano aumentati, di certo ci sono relazioni con la situazione

economica, alcune indagini notano come siano più diffusi in famiglie a basso reddito. Sembra inoltre che

l’abuso sia un pattern comportamentale che si trasmette tra generazioni.

Anche i membri anziani possono essere vittime di abusi: secondo alcuni studi gli uomini sono vittime più

frequenti delle donne. In alcuni casi all’origine vi è lo stress nello gestire un anziano, ma l’abuso riflette

anche la mancanza di una rete di sostegno e di un numero maggiore di fornire assistenza.

3

Si tende a considerare salute e malattia come fenomeni biologici, ma a volte si tralascia la loro dimensione

sociale: i fattori sociali giocano un ruolo nel determinare il tipo di malattie che le persone contraggono, chi

siano i destinatari dell’assistenza sanitaria e chi tragga vantaggio dal tipo di organizzazione sanitaria

predominante in una società.

Secondo l’approccio funzionalista, la malattia è una minaccia all’ordine sociale, perché chi malato non può

contribuire alla società improduttività. La società deve aiutare questi “devianti” a tornare in una

condizione di normalità: la funzione del sistema sanitario è quella di rendere le persone in grado di

adempiere nuovamente le loro abituali funzioni sociali.

Secondo la teoria del conflitto, le persone competono tra loro in quanto salute e assistenza sanitaria sono

risorse limitate: chi ha posizioni sociali maggiori, può godere più facilmente di queste risorse, soprattutto in

termini economici. I gruppi di interesse in materia della salute possono promuovere i loro interessi.

L’approccio interazionista sottolinea come il ruolo del malato possa portare ad una svalutazione sociale e

ad una stigmatizzazione.

L’impatto delle forze sociali e culturali sul modo di affrontare la malattia è particolarmente evidente nei

casi delle patologie che costituiscono una grave minaccia AIDS. In questo ultimo caso i fattori culturali

hanno contribuito a forti ritardi nella gestione del problema, in quanto la malattia era associata

all’omosessualità e all’uso di droghe. Negli Stati Uniti il diffondersi dell’aids è dovuto anche

all’amministrazione Reagan, che prevedeva un minor intervento dello stato e una maggiore austerità per i

programmi sociali e sanitari, e alle politiche adottate dalle comunità gay. Quest’ultima ha posto un forte

accento sull’educazione sanitaria, sessuale e la prevenzione.

Le malattie acute sono quelle con un’insorgenza piuttosto rapida, talvolta di intensità severa e invadente; le

malattie croniche peggiorano nell’arco di un lungo periodo di tempo e spesso esistono prima di essere

diagnosticate.

Nelle società preindustriali la minaccia peggiore erano le malattie parassitarie e infettive; nelle società

industriali si abbassa il tasso di mortalità. l’industrializzazione ha portato ad aumenti della longevità di

piccola entità rispetto a quanto accadeva nelle società preindustriali. Il miglioramento dello stile di vita ha

permesso una minor diffusione delle malattie infettive (medicina preventiva).

I fattori che influiscono sulla salute e sulla malattia sono: lo status socioeconomico (SES), il genere (le donne

hanno una speranza di vita maggiore dell’uomo, ma sono più propense a disturbi psicologici), lo stress da

lavoro e fattori legati allo stile di vita.

La malattia mentale ha una natura più controversa di quella fisica:

- una posizione sostiene che la personalità e i processi psicologici abituali di una persona hanno funzionato

male e prodotto un comportamento patologico (squilibri biochimici e predisposizione genetica).

- la malattia mentale può essere una risposta ad aspettative sociali condivise: Scheff sostiene che tutti

prima o poi adottino comportamenti devianti primari (violazione di norme sociali). La devianza secondaria è

l’etichetta che si auto attribuisce il malato mentale.

- Szasz sostiene che non si debba parlare di malattie mentali, piuttosto di problemi della vita. Il modello

medico può portare soluzioni mediche a problemi personali, nonché ad assolvere le responsabilità del

“malato”.

Le diagnosi psichiatriche a volte sono inaffidabili.

il movimento per la salute mentale sostiene che i servizi di salute mentale dovrebbero essere forniti

all’intera comunità, in chiave di prevenzione, piuttosto che ai singoli e negli ospedali, per via dei numerosi

motivi di stress.

4

La stratificazione sociale è la classificazione delle persone in una gerarchia, al cui interno le risorse

considerate di valore dalla società sono distribuite in modo diseguale.

La povertà non si riferisce solo alla privazione delle risorse, ma anche ad una diseguale distribuzione delle

risorse disponibili.

La definizione assoluta di povertà stabilisce una determinata soglia economica al di sotto della quale le

persone sono considerate povere, e tale soglia non cambia necessariamente quando la società nel suo

complesso diventa più o meno ricca.

La definizione di povertà relativa è data in relazione ad unno standard definito in parte dallo stile di vita

degli altri cittadini.

La definizione culturale di povertà intende la povertà non solo in termini di quante risorse le persone hanno

a loro disposizione, ma anche relativamente alle ragioni per cui le persone non sono riuscite a raggiungere

un livello economico superiore (non avere le competenze per eseguire un certo lavoro). La definizione

culturale identifica i poveri come quelle persone che sono un una povertà involontaria e permanente.

Per i funzionalisti la stratificazione sociale esiste perché è utile al funzionamento della società, per

differenziare e distribuire i riconoscimenti, al fine di motivare a svolgere compiti più utili.

Molti economisti ritengono che la disoccupazione sia collegata all’inflazione: l’amministrazione lasciò

aumentare la disoccupazione per ridurre l’inflazione.

L’automazione può portare alla riduzione dei posti di lavoro disoccupazione strutturale: è parte della

struttura intrinseca dell’economia.

Un’altra teoria sostiene che il persistere della povertà sia funzionale ad alcuni gruppi: assicura il lavoro

sporco (lavori sottopagati,pericolosi); aiuta i benestanti e chi si occupa dei poveri a svolgere molte attività;

crea mercati e servizi di qualità inferiore.

I teorici del conflitto si rifanno a Marx e al Capitale (conflitto tra classi): le persone che hanno il potere

scrivono le leggi a loro favore. Sostengono inoltre che occorre valutare le questioni della povertà e della

disuguaglianza da una prospettiva globale.

La mobilità sociale è il movimento delle persone da una posizione sociale a un’altra nella stratificazione

gerarchica.

L’orientamento interazionista pone l’accento sull’importanza della componente soggettiva della realtà

sociale. Ciò ha portato all’analisi culturale della povertà, che si concentra sui valori, gli atteggiamenti e gli

orientamenti psicologici che possono emergere fra gruppi di persone che vivono in condizione di povertà

cultura della povertà (Lewis).

William J.Wilson sostiene che una disoccupazione prolungata inneschi l’ atteggiamento culturale del

rinunciatario: l’analisi culturale è stata criticata in quanto “incolpa le vittime”. Per controparte si sostiene

che la discriminazione, la mancanza di opportunità e l’isolamento sociale possano far crescere una cultura

della povertà, che perpetua la vittimizzazione del povero.

Piena occupazione: una situazione in cui tutti, o quasi, coloro che vogliono lavorare possono trovare un

lavoro

Alcune politiche sociali sono mirate a dare una formazione alle persone povere perché possano competere

efficacemente nel mercato del lavoro. Il programma Head Start fornisce ai bambini in età prescolare

esperienze formative e di apprendimento precoce che i bambini appartenenti alla classe media di solito

possono sperimentare nel contesto domestico. Contro: a causa degli scarsi finanziamenti questi programmi

si rivolgono ad un numero ristretto di elementi; incentrati solo sulle dinamiche lavorative; la formazione

lavorativa riguarda lavori a basso reddito.

Previdenza sociale: fa riferimento a quegli interventi che offrono un’indennità a diverse categorie di

persone, come gli anziani o i lavoratori invalidi, che si presume lavorassero e corrispondessero i contributi

previdenziali prima di diventarne beneficiari.

Assistenza sociale: gli interventi per usufruire dei quali occorre superare un accertamento della condizione

economica.

Per evitare che i poveri si adagino su politiche finalizzate a loro negli USA è stato introdotto il TANF

(assistenza temporanea per le famiglie bisognose).

5

Nonostante molti progressi la parità tra uomo e donna non è stata raggiunta. Il sesso è uno status ascritto,

una posizione nella società che è stata assegnata sulla quale non si ha controllo. Le disuguaglianze di genere

sono giustificate dal sessismo, un’ideologia fondata sulla convinzione che un sesso sia superiore e debba

dominare l’altro.

La prospettiva biologica sostiene che le differenze innate biologiche tra uomo e donna influenzino i

contributi che possano dare alla società. Tuttavia gran parte del nostro comportamento è appreso,

piuttosto che programmato biologicamente.

I funzionalisti sostengono che uomini e donne svolgano compiti diversi, perché tali accordi risultano più

opportuni: gli uomini svolgono attività di sforzo fisico, mentre le donne di cura. L’industrializzazione ha

portato una serie di cambiamenti importanti: la separazione del lavoro dalla vita familiare, famiglie più

piccole e una maggiore aspettativa di vita divisione tra compiti strumentali e compiti espressivi.

La teoria del conflitto sostiene che esiste un conflitto di interessi tra uomini e donne e che i ruoli di genere

possano servire come meccanismo tramite il quale un gruppo esercita il potere su altro.

La competizione economica contribuisce alla disuguaglianza fra generi.

Secondo l’orientamento interazionista, gli esseri umani si relazionano fra loro sulla base di simboli che

hanno un significato sociale in una cultura o in una società dominante. Tali significati sociali sono creati e

rafforzati dall’interazione quotidiana ( lingua italiana, maschile)

Sesso ruolo biologico Genere comportamento appreso in relazione alla società.

Intorno a 3 anni i bambini acquistano un’identità di genere, ossia sa definirsi come maschio o femmina;

successivamente la loro immagine viene stereotipata. Anche il percorso scolastico in genere è organizzato

in modo da rinforzare la percezione della mascolinità e della femminilità.

I media hanno la capacità di amplificare gli stereotipi esistenti.

6

La gerontologia è lo studio scientifico del processo di invecchiamento. Il corso della vita è una successione

di status e di ruoli che le persone sperimentano in una particolare società, mentre crescono e invecchiano,

secondo uno schema piuttosto prevedibile.

I funzionalisti sostengono che le tappe della vita siano strettamente legate alle esigenze sociali di particolari

società e per tale motivo possono variare ampiamente. A causa dell’elaborata divisione del lavoro è

necessario riservare più tempo alla formazione, rispetto alle società preindustriali


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crash_9009 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bruni Carmelo.

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