Teorie e tecniche della comunicazione mediale
Docente: Marco Lombardi
Appunti delle lezioni A.A 2015/2016
5/10/2015
La comunicazione stabilisce delle relazioni tra le persone. Attraverso i media, soprattutto con l’avvento dei nuovi (social network), c’è stato un grande cambiamento delle relazioni tra le persone. I media sono in continua evoluzione: all’inizio il pubblico era passivo, successivamente si è scoperto che interpreta l’informazione in modo soggettivo e in base al contesto in cui si trova. Il pubblico è molto importante perché diventa Audience. La società di massa non esiste più perché ogni individuo è diverso quindi non è possibile stabilire un pubblico unico. C’è così la nascita di nuovi canali che trattano argomenti più specifici (es. Sky Sport). Così facendo, ciascun canale si crea un pubblico fidato per aumentare i guadagni. Ogni canale però vive di pubblicità.
Gli strumenti della comunicazione si sono evoluti in modo impressionante solo negli ultimi 50 anni. L’alfabetizzazione della popolazione ha favorito il divulgare della comunicazione e delle notizie. Ogni decisione è presa e influenzata dalle informazioni che ci giungono e dal confronto con gli altri. L’urbanizzazione ha favorito lo sviluppo delle relazioni sociali.
- Media research: capire che cosa vuole il pubblico
La comunicazione è un processo produttivo, le informazioni si vendono.
7/10/2015
La comunicazione di massa è sempre attraverso i media. Se vogliamo, anche la comunicazione faccia a faccia è mediata, attraverso i codici del linguaggio. I tempi di comunicazione delle notizie si sono ristretti ulteriormente (scoop). La comunicazione si sviluppa in diversi ambienti (carta, internet…). Ora la comunicazione è soprattutto digitale. È cambiato il modo di diffusione, di consumo, di vendita della comunicazione. 2000 anno della svolta digitale. Le professioni come quella del giornalista sono diventate più articolate e complesse. Passa sempre meno tempo dalla notizia alla sua pubblicazione. Il potere oggi è superiore rispetto al passato perché molte più persone hanno accesso alle notizie. Fino agli anni '90 la comunicazione era unidirezionale: era difficile ribadire alle notizie, mentre oggi le risposte e i commenti sono immediate e rendono il pubblico molto più partecipe. Con i meccanismi di coinvolgimento del pubblico si è diminuito il conflitto (le relazioni smorzano i conflitti). La partecipazione del pubblico diventa un meccanismo per fare business. L’interattività rimane comunque manipolata. Al giorno d’oggi i media tradizionali sono in pericolo perché c’è molta più concorrenza.
Storia della comunicazione
- Egizi: primo sistema di posta
- 'Acta diurna' 59 A.C.: comunicazione quotidiana romana con Caio Giulio Cesare, le notizie venivano affisse al foro.
L’uomo ha da sempre cercato nuove tecnologie per facilitare la comunicazione. La tecnologia è sempre legata alla dematerializzazione dei supporti di comunicazione. La pigrizia ha portato all’ideazione di nuove tecnologie. Ogni tecnologia si supporta a vicenda, nessuna tecnologia ha cancellato quella precedente.
- 'The Sun' 1833: primo giornale, USA. Costava 1 penny (penny press) e nel 1837 vendeva 30,000 copie.
- 1847: prima linea telegrafica
- 1878: primo sistema telefonico
Le notizie all’inizio erano soprattutto locali, cronaca nera, sport… Fin dall’inizio il business della comunicazione si basava sulla pubblicità.
- 1844: primo telegrafo
- 1866: primi cavi transatlantici
- 1874: prima macchina da scrivere
- 1877: primo fonografo
- 1886: prima linotype, una macchina per stampare i giornali
Il digitale è una combinazione di sequenze 0-1 ultra rapide. Le vecchie tecnologie si sono migliorate sulle basi di idee nuove. Le idee e il processo tecnologico sono strettamente legate. Le interfacce sono ciò che permettono a un individuo di dialogare con delle altre tecnologie.
- Anni '20: esplosione della radio dovuta all’alto tasso di analfabetismo. La radio è il primo strumento di penetrazione.
Con la guerra mondiale nascono le televisioni grazie allo sviluppo dei radar. Più ci sono elementi di comunicazione e maggiori sono le informazioni che ci giungono, ci sono molte più informazioni in molto meno tempo. Siccome le informazioni aumentano in modo notevole, si riscontrano dei problemi nel gestirle, quindi ci sono nuovi sviluppi delle tecnologie: nascono i primi computer.
12/10/2015
La televisione
Al giorno d’oggi non esiste più un’apertura/fine delle trasmissioni, è un TV di flusso. Nascita della TV: 3 gennaio 1954, 15,000 televisioni presenti in tutta Italia si accesero contemporaneamente. I primi schermi nascono durante la seconda guerra mondiale con i radar e sonar. Nel 1976 la TV diventa a colori. Il palinsesto era di poche ore e gli argomenti trattati all’inizio erano sport, cronaca nera e gossip. La TV trattava il teatro, nasce come un cinema in 'piccolo'. La TV è molto più veloce del cinema, offre momenti di svago al sicuro, era un momento di socialità. Ora invece la TV è uno strumento individuale, ognuno di noi ha un televisore. C’è da tener conto che quando si guarda la televisione, il contesto in cui è inserito l’individuo è diverso e quindi è diversa anche la decodifica del messaggio da parte del pubblico. All’inizio la TV aveva una trasmissione giornaliera di circa 6-7 ore, ora invece non ha una fine. Sono cambiati i contenuti anche perché è cambiato il pubblico e c’è molta più concorrenza tra le televisioni. L’obiettivo iniziale della televisione era quello di fornire una cultura media a una nazione che era appena uscita dalla guerra. La TV ha fatto stabilizzare la lingua italiana ed ha contribuito all’alfabetizzazione. Si volevano educare le masse. La TV è un’agenzia di socializzazione importantissima. Nella metà degli anni '70 si rompe il monopolio della televisione di stato (RAI) ed entrano in concorrenza nuovi canali. La Rai voleva mantenere il monopolio. Tutto veniva registrato in videocassette che venivano trasportate da un emittente all’altro in modo tale da trasmettere le trasmissioni su canali diversi. Dalla metà degli anni '70 l’interesse delle televisioni si sposta sul 'teatro pubblico'. Nella metà degli anni '70 nasce il 'teatro della televisione': si svela la telecamera e il pubblico viene inquadrato insieme agli attori. Il pubblico diventa un elemento centrale. La storia della televisione rappresenta l’evoluzione della cultura della società italiana.
- 1987: nascono le prime interconnessioni tra le TV
Con l’avvento dei videoregistratori si rende il pubblico ancora più partecipe, si dà la possibilità a ognuno di creare il proprio palinsesto personale.
- 1994: entra il formato 16:9
- 1997: TV al plasma
- 2000: LCD, si entra nell’era digitale, aumento notevole della qualità
Con la televisione cambia anche il giornalismo, diventa poco strutturato. Nasce lo street journalism.
- 2003: Mediaset lancia il digitale terrestre
- 2006: Sky HD con i mondiali
- 2008: primi televisori con la tecnologia 3D
Le tecnologie devono essere ammortizzate sul piano del business. Un prodotto nuovo dura sei mesi, entra in vendita quando è già pronto il modello successivo.
14/10/2015
La TV cambia, diventa di flusso, non finisce mai. Inoltre, non è più solo fruibile attraverso l’apparecchio televisivo (si può guardare la TV attraverso il cellulare). Oggi il palinsesto permette di costruire contenitori molto più generali: non esistono più orari destinati a certi tipi di programmi. Le TV di flusso sono costituite da una pluralità di contenuti diversi. La TV si è adeguata al pubblico: non ha più una funzione didattica, ora è informativa e di intrattenimento. Infotainment: un mix tra informazione e intrattenimento. Ci sono generi diversi di informazione e di intrattenimento con linguaggi specifici per ciascuno. Ogni genere televisivo è organizzato in maniera differente (differenze di montaggio che definiscono il ritmo della narrazione). Il montaggio è una delle chiavi di accesso per fare una buona comunicazione. Bisogna essere in grado di confezionare il prodotto in modalità diverse.
- IBM nasce intorno agli anni '20
- 1946: primo computer, occupava 180 metri quadrati, pesava 30 tonnellate, produceva un calore di 50°C per un costo di circa 400mila dollari
- 'Echelor' 1947: si usano le tecnologie di intercettazione che diventeranno nel 1980
- 1950: nascita del floppy disk
- 1962: 10,000 computer in tutto il mondo
- 1965: Arpanet: quattro università che si mettono in rete tra loro
La tecnologia delle connessioni in rete aumenta in modo esponenziale.
- 1974: nasce FTP per caricare i file sul server.
- Anni '70: nascono i primi PC
- Olivetti diventa il più grande competitor di IBM
- 2006: ci sono più device connessi alla rete che persone sulla Terra
'The New York Times' è il primo giornale a mettersi in rete.
- 2013: un miliardo di host connessi a Internet. La rete non è distribuita in ugual misura a causa della grande differenza di ricchezza nel mondo. In Europa e negli Stati Uniti il digitale si è sviluppato prima. Asie e Africa sono passate direttamente a tecnologie più evolute, non hanno affrontato tutte le tappe. Asie e Africa hanno una penetrazione più lenta del digitale.
Al giorno d’oggi, in Italia, solo il 36% degli italiani usa i device, in Russia ben l’87% (primo paese in Europa). Il mercato del digitale in Italia è in costante aumento, ma siccome l’aspettativa di vita si allunga, c’è una generazione che viene definita analfabeta digitale, bisogna perciò insegnare alla gente che la rete è uno strumento molto importante per la democrazia. La rete per certi versi è inconoscibile, ognuno la usa a modo suo. Oggi non esiste ancora la possibilità dell’oblio in rete, ovvero il diritto di avere tutti i propri dati cancellati dalla rete, questa operazione è ancora impossibile. La rete è il più importante strumento di comunicazione, è composta dalla relazione tra i device. La comunicazione è un’attività che ci permette di manipolare per persuadere, è un’attività performativa, ovvero comunichiamo qualcosa che ha effetti concreti nella realtà. Le informazioni orientano le nostre scelte. La comunicazione è un atto intenzionale.
Concetti e parole chiave
- La fonte: esprime l’intenzione di comunicare. Non tutte le fonti sono uguali, hanno diverse competenze, livelli di credibilità. La fonte deve avere competenze di credibilità, competenze e abilità.
- Il messaggio: ciò che passa attraverso un canale. Deve essere coerente con il canale. Quanto più un messaggio è ben fatto, tanto più svela le caratteristiche della fonte e il profilo del destinatario. Il messaggio deve essere strutturato attraverso delle regole.
- Il canale: il canale deve essere robusto, non deve essere influenzato da rumori esterni.
- Il codice: linguaggio. Il codice è convenzionale. Ciascuno usa dei codici che servono a legare a sé il proprio pubblico. Più il codice è condiviso, più è penetrante il messaggio.
- Il destinatario: massa, pubblico. Audience. Ciascuno si deve sentire colpito dal messaggio.
- Tecnologia della trasmissione: consiste nello spostare un segnale da un luogo all’altro.
- Tecnologia di riproduzione: permette la riproduzione in serie di infiniti prodotti culturali.
Il digitale ha favorito la riproduzione e l’archiviazione, un prodotto comunicativo digitale non si esaurisce. La relazione tra fonte e destinatario è sempre più problematica, non esistono più 'padroni del messaggio'. Nella comunicazione non esiste il diritto di proprietà del messaggio, ognuno di noi produce e riceve comunicazione nello stesso tempo quando è in rete.
19/10/15
Cosa sono i media
I media sono apparati socio-tecnici. I mezzi di comunicazione stabiliscono relazione tra i soggetti, hanno un ruolo di mediazione, forniscono interpretazioni del mondo, mondo nel quale ci si può inserire e dire la propria opinione. I media hanno sempre avuto la funzione di promuovere relazioni, hanno un forte legame con la dimensione sociale. Nei primi anni del '900, tutte le teorie che riguardavano i media davano per scontato che il loro ruolo fosse persuasivo e di propaganda. Oggi i media vengono letti come strutture organizzative che producono beni materiali che frutteranno un guadagno. In realtà i media vogliono anche produrre dei sentimenti positivi, si vuole che lo spettatore sia felice. I media promuovono forme culturali.
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Appunti di Teorie e tecniche della comunicazione mediale
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Teorie e tecniche della comunicazione mediale riassunto
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Riassunto Esame di Teorie e Tecniche della Comunicazione Mediale - Prof. Lombardi
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Teorie dell'organizzazione