Dispensa Personale di Matteo Ferrario – A.A. 2015/2016
TEORIE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE MEDIALE
Professore Marco Lombardi
PROGRAMMA DEL CORSO
Il corso si propone di fornire i primi elementi di conoscenza del sistema mediatico, con ampi riferimenti alle
problematiche attuali, per promuovere una lettura e una analisi efficace di questi fenomeni. Le questioni affrontate
trovano origine nella complessità degli scenari mediatici che il mondo globale offre quotidianamente. In questa
prospettiva, dopo avere compreso le influenze dei media sulla società, i loro caratteri specifici e i loro effetti alla luce
delle teorie della comunicazione, si approfondiranno le tecniche e le strategie che interessano particolarmente stampa,
radio, televisione e alcune tecnologie mediatiche di ultima generazione
BIBLIOGRAFIA
M. Sorice Sociologia dei mass media
H. Jenkins Cultura convergente
Materiale Blackboard, appunti, dispense e approfondimenti
Manuel Castells – Comunicazione e Potere (libro a scelta)
CONCETTI PRELIMINARI 1
Linguaggi dei Media – Università Cattolica Del Sacro Cuore – Milano
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Che cos’è la società di massa? È il contesto in cui si sviluppa il moderno sistema delle comunicazioni di massa. I fattori
che la caratterizzano sono: la diffusione dell’alfabetizzazione, una nuova classe di media, il ruolo politico del cittadino
comune (come le elezioni) e l’urbanizzazione.
oggi,
Nello specifico, la comunicazione di massa è un processo di comunicazione:
mezzi tecnici,
che fa uso di infatti è sempre mediata dalla tecnologia
diffondere messaggi
atti a con rapidità ed efficacia una serie di
massa,
da un emittente, verso un pubblico relativamente indifferenziato, ovvero la quindi va da uno vero molti.
Il processo comunicativo può avvenire:
attraverso l’etere, come nella televisione
lungo il cavo (sempre nella televisione)
oppure attraverso copie di giornali, di libri, di dischi e così via.
di rispondere,
L’aspetto centrale del processo di comunicazione di massa è l’impossibilità si tratta quindi di una
monodirezionale unidirezionale.
comunicazione o Un’impossibilità di rispondere:
canale
sullo stesso
tempo reale,
in ovvero simultaneamente al tempo in cui avviene la trasmissione
potere
con lo stesso di chi trasmette.
Per superare questo limite, gli emittenti hanno offerto ai riceventi una possibilità di risposta, come:
con telefonate in diretta nelle trasmissioni televisive o radiofoniche
con le tradizionali lettere ai giornali
e altri tipologie di feedback
Ma si tratta pur sempre di forme di interattività manipolate.
STORIA DEI MEDIA
1833 – Nasce il primo quotidiano di massa, negli Stati Uniti, il 3 settembre. Si chiama New York Sun e trattava di eventi
locali, cronaca nera e sport in sole quattro pagine. Il costo era pari ad un cent, difatti venne chiamato anche penny press.
Vennero adottate nuove formule giornalistiche, per attirare i lettori meno istruiti. Il costo di stampa di una singola copia,
per ovvi motivi, superava il prezzo di vendita. Il modello di business era infatti basato sulla pubblicità.
L’evoluzione tecnologica è stata notevolmente più rapida negli ultimi cinquant’anni. Inoltre l’avanzamento tecnologico
ha permesso l’innovazione di vecchie tecnologie se non la loro sostituzione. Ad esempio nell’era “avanti Cristo”, solo
il sistema postale e il giornale cartaceo sono ancora in uso oggi. Invece, a partire dal 1900, la maggior parte degli
strumenti di comunicazione sono ancora in uso oggi, migliorati nel tempo e modellati con nuove tecnologie (telegrafo,
radio, computer, macchina da scrivere).
1844 – Nasce il telegrafo, inizia l’era della comunicazione istantanea.
1866 – Funzionano i primi cavi transatlantici.
1877 – Invenzione del telefono, in fine attribuita a Antonio Meucci.
1877 – Thomas Edison brevetta il fonografo, dieci anni dopo venne realizzato il primo grammofono.
1888 – Rudolph Hertz, con i suoi esperimenti, si avvicina sempre di più ad una trasmissione senza fili.
1895 – I fratelli Lumiere realizzano il primo cinematografo.
1901 – Nasce a tutti gli effetti la comunicazione senza fili, grazie a Guglielmo Marconi.
1920 – Prima emittente radiofonica a Pittsburgh, con regolari programmi di notizie e musica.
1925 – Primi esperimenti pratici di televisione nel Regno Unito, poi negli Stati Uniti e 11 anni dopo le prime
trasmissioni.
1954 – Dopo cinque anni di trasmissioni sperimentali, il 3 gennaio arriva la televisione in Italia. Viene adottato lo
standard europeo di trasmissione e la rete che se ne occupò fu la Rai. La programmazione andava dalle 11 di mattino
fino a mezzanotte: sport, intrattenimento, quiz, spettacolo e informazione. Dodici anni più tardi, venne delegittimato il 2
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monopolio della statele Rai, facendo sì che nascessero più network, modelli più numerosi e differenti di
programmazione, maggiore protagonismo da parte dello spettatore e molte più ore di riproduzione. Anche l’evoluzione
tecnologia ha dato il suo contributo e vuole la sua parte: dal 1994 al 2008 si passa dal formato 4/3 al 16/9, dalle TV al
plasma a quelle LCD, dal digitale terrestre alla televisione satellitare, dall’avvento del 3D alla Pay TV.
1935 – La IBM crea il primo calcolatore a schede perforate. Negli anni successivi, i calcolatori diventato a valvole
elettroniche, poi logici e programmabili, fino a divenire veri e propri computer a nastro magnetico, nel ’49.
1950 – nasce il floppy disk
1953 – esistevano 100 computer funzionanti nel mondo, fino ad arrivare a 10000 nel giro giro di nove anni.
1969 – Nasce ARPANET e solamente due anni dopo i computer collegati in rete tra di loro sono già 23.
1974 – viene ideato il protocollo di trasferimento dati FTP, mentre tre anni più tardi nascerà il modem.
1980 – grazie alla rete, nasce il primo sistema di intercettazione delle comunicazioni in rete, Echelon.
1982 – primo collegamento funzionante in Italia, sempre in massima espansione, a tal punto, che nel 2004, ci furono e,
ancora oggi, ci sono più dispositivi collegati tra loro, che persone che li utilizzano.
1986 – da questa data fino al 1998 i dispositivi nel mondo collegati fra di loro fu sempre in costante aumento. Il numero
sempre più crescente di host connessi, permise la nascita di alcuni servizi, come la mailing list, i giornali online,
Google. Si passa quindi da soli 5000 dispositivi nel 1982 fino a raggiungere i 40 milioni nel ’98, per non parlare del
2013 che ha visto un miliardo di host connessi contemporaneamente.
CONCETTI CHIAVE
La comunicazione può essere interpretata come:
atto
un semplice e autoconclusivo
processo dinamico
un
intenzionalità comunicativa,
Nel primo caso si tratta di un’informazione dotata di anche se risulta essere un’attività
performativa e manipolatoria. Nel secondo caso, invece, è un processo attivato dai membri di una società nei confronti
a prescindere da qualsiasi intenzionalità
di eventi naturali o sociali, ai quali vengono attributi significati,
comunicativa.
Ma che cosa è la comunicazione? In tutti questi anni non si è riusciti a dare una definizione esatta, dato che risulta
sempre essere un concetto difficile e articolato nel tempo. Sorice cerca di classificare otto tipi di comunicazione, in
modo basilare e generale:
1. Comunicazione come contatto: avviene con il semplice contatto che si ha con la gente, ad esempio su di un
tram.
2. Comunicazione come trasferimento di risorse e influenza: è il caso più semplice e rozzo. Riguarda il
trasferimento di una proprietà o di una risorsa da un soggetto ad un altro (diagramma SMR).
3. Comunicazione come passaggio di informazione: non si scambiano risorse, ma informazioni. Implica
l’esistenza di un sistema tecnologia adeguato a svolgere tale funzione.
4. Comunicazione come condivisione: non è da intendersi solo come l’invio di messaggi, ma si deve considerare
anche l’atto sociale e la partecipazione reciproca che si viene a creare.
5. Comunicazione come inferenza: il processo comunicativo, in questo caso, fa uso di complesse attività di
costruzione di indizi e congetture che gli interlocutori devo interpretare in base alle proprie competenze e
competenze e in base al contesto situazionale.
6. Comunicazione come scambio: un tipico esempio di comunicazione come scambio è quella adottata per le
strategie di marketing. L’idea dello scambio, quindi, contiene anche quella della cooperazione e della
competizione. Infatti i due poli devono avere dei valori da scambiarsi, devono essere in grado di comunicare le
informazioni specifiche e di trasferire i suddetti valori da una parte all’latra.
7. Comunicazione come relazione sociale: è sempre una comunicazione come scambio, ma con una rilevante
componentistica sociologica. 3
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8. Comunicazione come interpretazione: l’idea centrale di questo tipo di comunicazione è la funzione di un
messaggio o di un testo, non possa ridursi all’atto dell’ascolto né a quello della decodifica. È necessario invece
un processo di rielaborazione di tutte le possibili direzioni della comprensione e quindi della decodifica.
Ci sono però degli elementi fondamentali che non possono mancare in nessun tipo di comunicazione,
indipendentemente dalla loro classificazione.
fonte
La deve avere l’intenzionalità comunicativa, un valido motivo per iniziare il processo comunicativo. Deve
possedere innanzi tutto delle competenze e abilità per intraprendere tale funzione, deve essere credibile e avere un buon
rapporto con il canale e un elevato livello di efficacia.
messaggio
Il è l’oggetto di scambio nel processo comunicativo. Ogni messaggio ha una sua specifica struttura e un suo
specifico meccanismo di codificazione. Bisogna fare una attenta distinzione tra simbolo, segno, segnale e messaggio e
una distinzione tra significante e significato. Anche in questo caso non deve mancare un livello ottimale di efficacia.
canale
Il è il mezzo fisico attraverso il quale passano i messaggi. Gli elementi da considerare sono l’immediatezza,
ovvero la rapidità nel passaggio dell’informazione e la capacità, ovvero la quantità di informazioni che riesce a
trasmettere in un determinato tempo.
codice
Il è un sistema generalmente condiviso per l’organizzazione dei segni.
destinatario
Il è colui che riceve il messaggio. Possono essere le masse, un pubblico specifico o un’audience non
indentificata.
tecnologie trasmissione
Le possono essere di diverso tipo: ci sono quelle di che annullano o riducono la distanza
rappresentazione
spaziale; le tecnologie di che forniscono rappresentazioni parziali del reale e le tecnologie di
riproduzione che permettono la riproduzione in serie infinite di prodotti culturali.
Cosa sono i media? Stando alla definizione di F. Colombo, i media sono «apparati sociotecnici che svolgono una
.
funzione di mediazione nella comunicazione fra soggetti ».
potere
I media esercitano nella società, manipolando lo spazio e il tempo e costruendo significati. per riuscire nella loro
funzione, i mass media, utilizzano due tipologie di modelli: quello dell’egemonia e quello del pluralismo. Dunque le sei
caratteristiche principali del potere dei media sono:
capacità di attrazione e direzione dell’attenzione del pubblico
capacità di persuasione in questioni riguardanti opinioni e credenze
capacità di influenzare i comportamenti
capacità di strutturare di meccanismi di definizione della realtà
capacità di conferire status e legittimazione sociale
capacità di fornire informazioni rapidamente e in modo estensivo
sociale metodologico.
Gli effetti che producono i media sono interessanti sia dal punto di vista e Nel primo caso, gli
effetti dei media sono un tema costantemente dibattuto e spesso dato per scontato nel dibattito pubblico. Come disse
Michael Shundson, “Il potere dei media sta nella convinzione degli esperti e dei politici che la gente venga influenzata
dai mass media, non nell’influenza diretta dei mass media sulla gente”. Infatti essi producono un effetto di terza
persona: “i media influenzano gli altri (sprovveduti e disinformati), non me”, si nota dunque un desiderio di
autoaffermazione di giornalisti, pubblicitari, intellettuali e produttori. Per quanto riguarda gli effetti interessanti che
producono metodologicamente, si può dire che: le scienze sociali non sono scienze hard ma le domande sugli effetti dei
media richiederebbero di poter studiare gli effetti dei vari contenuti in isolamento rispetto agli altri fattori contestuali.
Inoltre, la comunicazione, gli individui e la società mutano continuamente, mentre la scienza (anche sociale) cerca
risposte stabili, universali e generalizzabili alle sue domande.
fattori contestuali lungo periodo,
I della comunicazione sono fattori di con predisposizioni individuali radicate e
breve periodo,
condizioni oggettive; fattori di in un contesto di fruizione con altri messaggi compresenti, precedenti e
successivi e dove viene data rilevanza al contenuto del messaggio. Un esempio dei primi può essere una pubblicità
commerciale, mentre per i secondi una campagna elettorale.
GLI EFFETTI DEI MEDIA
Gli effetti dei media nel tempo vengono suddivisi in quattro fasi:
I media onnipotenti (anni ’30)
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La verifica sulle teorie sui media onnipotenti (anni ’40)
La riscoperta del potere dei media (anni ’50’60)
L’influenza negoziata dei media (anni ’70’80)
visione
Nel corso degli anni sono state date diverse interpretazioni sociologiche della società di massa. Nella
funzionalista, la società di massa viene paragonata ad un organismo sociale di cui l’individuo è parte integrante, in
virtù dei ruoli e delle funzioni che è chiamato a svolgere quotidianamente. Gli esponenti principali di questa visione
sono: Parsons, Merton e Luhmann. I mezzi di comunicazione di massa sono funzionali al mantenimento dell’equilibrio
disfunzionali
socioculturale del sistema. Infatti Merton sostiene che i media possono essere ovvero producono
disarmonia comportamenti devianti.
quando stimolano La visione di Parsons, invece, è quella che i mezzi di
comunicazione sono strumenti per veicolare il sapere e la cultura della classe dominante. Per Luhmann essi sono
componenti della modernizzazione perché favoriscono l’adeguamento del soggetto alla complessità sociale attraverso
più conoscenza.
Dopo queste visioni genarli, con uno studio più approfondito sugli effetti, vengono ideate delle vere e proprie teorie. Le
prime, furono:
Magic Bullet Theory teoria dell’ago ipodermico
o
Teoria ideata da Harold Lasswell, partendo da tre presupposti, ovvero: i media sono strumenti propagandistici,
la stampa e la radio sono i media più diffusi, la massa è amorfa e indifferenziata, risponde meccanicamente
agli stimoli mediali. Si nota quindi che secondo Lasswell e in conformità con il periodo storico, i media
esercitavano onnipotenza sul pubblico.
La concezione della teoria ipodermica può essere sintetizzata nella frase "ogni membro del pubblico di massa
è direttamente attaccato dal messaggio". Tale teoria nacque nel periodo delle due guerre mondiali e con la
diffusione della comunicazione di massa. Essa fu caratterizzata dalla novità del fenomeno di massa e dalla
connessione di quest'ultimo con la guerra. La teoria ipodermica risponde principalmente alla domanda: quale
effetto hanno i media in una società di massa? Quindi tuttavia questa teoria può essere vista anche come una
teoria della e sulla propaganda. La teoria ipodermica guarda all’individuo come atomo isolato, il cui
comportamento è determinato direttamente dalle suggestioni provenienti dai mass media. L’individuo è una
tabula rasa su cui i media sono liberi di agire senza resistenze alcune. La diffusione di un messaggio identico
ad una grande quantità di persone in modo indifferenziato comporta degli effetti persuasivi altrettanto
verso molti).
indifferenziati (uno
Teoria matematica dell’informazione
Nella teoria matematica dell’informazione di Shannon e Weaver, la comunicazione è intesa come trasmissione
e come un processo unidirezionale (dall’alto verso il basso). Il destinatario è identificato come massa
indifferenziata e inerme, quindi passivo. Il processo descritto da questa teoria è fortemente meccanico, dunque
privo di variabili sociali e psicologiche. Di conseguenza non avviene fatto nessun approfondimento del profilo
psicologico e sociale e il codice usato per i messaggi rimane biunivoco.
fonte di informazione segnale
Se si vuole schematizzare il processo si avrà una che trasmette il attraverso una
trasmittente; fonte di rumore,
il segnale potrebbe incontrare una che una volta superata recapiterà il segnale
ricevente destinatario.
al ovvero il
QUESTE DUE TEORIE CONSIDERAO I MEDIA COME PRODUTTORI DI EFFETTI DIRETTI SUGLI INDIVIDUI
controllo
Sempre secondo Harold Lasswell, le principali funzioni della comunicazione nella società erano il
dell’ambiente, la correla
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