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Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico per l’esame della professoressa Elena Dagrada. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: "The great train robbery" Elena Dagrada, "Psycho" Mauro Giori e "Notorious" Veronica Pravadelli.

Esame di Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico docente Prof. E. Dagrada

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ESTRATTO DOCUMENTO

ragazze bionde e nasconde una valigetta in un armadio chiuso a chiave. Si vede subito come

il pensionante prenda una posizione di sopravvento verso la casa. Qui vi è un altro tecnicismo

del regista, infatti attraverso il riflesso di una finestra viene disegnata una croce sul viso del

protagonista (scena ripetuta anche alla fine).

Attraverso una sovrimpressione con la costruzione di un pavimento in vetro, vi è una famosa

scena girata da Hitchcock in cui viene rappresentata la protagonista, che dal piano di sotto

vede i passi del pensionante al piano di superiore.

Incominciano i primi flirt fra il pensionante e Daisy, prima quando lei gli porta la colazione e in

seguito quando giocano a scacchi. Vi sono anche numerose allusioni da parte del regista sul

fatto che lui sia anche l'assassino.

Intanto l'agente di polizia viene assegnato al caso del vendicatore, e si ripromette che se

riuscirà ad arrestarlo sposerà Daisy.

Il martedì successivo viene commesso un altro omicidio e in concomitanza con esso il

pensionante esce di casa furtivo verso la tarda notte. La madre insospettita dal fatto si

intrufola in camera di egli per indagare, non trovando niente. Qui vi è la suspense in quanto,

attraverso un montaggio alternato, si vede il pensionante che rientra mentre lei sta ancora

cercando in camera. La sensazione di addentramento è così forte che vengono tralasciati

anche i giudizi morali della brutta azione (frugare in camera di altri).

La mattina seguente scoprono che vi è stato un altro omicidio e da qui il comportamento della

madre nei confronti del protagonista cambierà, diventando sospettoso.

Avviene anche il primo litigio fra il pensionante e l'agente di polizia, in quanto Daisy, in

compagnia del primo, caccia un urlo di paura per un topo; tempestivamente accorre il

poliziotto che incomincia ad accusare il pensionante creando un litigio.

In seguito il protagonista si reca in negozio da Daisy, dove avendo occhi solo per lei, le

compra il vestito con cui stava sfilando. I genitori però, ormai convinti che sia lui l'assassino,

le fanno rifiutare il regalo.

Attraverso una dissolvenza incrociata viene mostrato come alla centrale della polizia cerchino

l'assassino attraverso una mappa degli omicidi e come il pensionante ne abbia una uguale.

Nella scena successiva, mentre Daisy si fa il bagno (instaurare malizia nello spettatore), il

protagonista le parla attraverso la porta dove chiariscono la situazione del vestito.

Egli la porta fuori nel cuore della notte, all'insaputa delle madre che pensa sia uscito solo lui.

Proprio mentre stanno per baciarsi, arriva il poliziotto che incomincia a rivendicare la sua

fidanzata. Daisy si stizzisce e lo lasciano da solo.

Da un'impronta della scarpa però l'agente ha un'illuminazione (attraverso delle

sovrapposizioni, vengono proiettate le immagini dei suoi pensieri sull'impronta).

Tornati a casa, la coppia si concede finalmente le effusioni tanto attese. Nel frattempo però

entra il poliziotto in casa, che con un mandato è intenzionato a perquisire la camera del

pensionante.

Gli trovano la valigia contenente una pistola, la mappa, dei ritagli di giornale sul vendicatore e

la foto di una ragazza bionda (in ogni caso Daisy continua a stare dalla parte del

pensionante).

Gli mettono le manette, ma alla porta comunica a Daisy di incontrarsi al lampione dove erano

stati prima. Attraverso la distrazione che porta lo svenimento della madre di Daisy, il

pensionante riesce a fuggire.

Quando incontra Daisy al lampione, le spiega che quella foto era il ritratto di sua sorella, che

era stata uccisa dal vendicatore stesso e che era venuto in città per vendicarla.

Lei lo porta a bere una cosa al bar per riprendersi, dove però è costretta a imboccargli il

bicchiere in quanto lui è ammanettato. La gente del bar rimane piuttosto stizzita dal gesto e

fanno un paio di battute al riguardo. Indignata, la coppia se ne va.

Subito dopo entra l'agente che chiede il telefono per comunicare alla centrale il fatto, i clienti

del bar sentendo la conversazione ricollocano il protagonista nel fuggitivo, che era stato lì

pochi istanti fa. Si dirigono tutti fuori per inseguirlo, ma all'agente gli viene comunicato che il

vendicatore è già stato arrestato 10 minuti prima.

Intanto la folla cerca di linciare il pensionante, che costretto a fuggire, si impiglia con le

manette in una cancellata. L'intervento tempestivo dell'agente riuscirà a salvarlo sancendo la

sua innocenza.

La scena successiva ritrae il protagonista all'ospedale, dove vi è Daisy ad accudirlo e dove gli

comunicano che si riprenderà presto essendo giovane.

Egli porterà poi Daisy nella sua lussuosa tenuta, dove inviterà anche i genitori.

Blackmail- Il ricatto (1929), Alfred Hitchcock

Rappresenta una coppia, dove il personaggio maschile è un detective di Scotland Yard e

quella femminile una semplice ragazza bionda, figlia di un proprietario di una tabaccheria.

Un giorno, dopo aver litigato ad una cena, lei si fa corteggiare da un artista che riesce a

convincerla a salire a casa sua. Egli cerca in ogni modo di averla, fin quando arriva alla

violenza e all'abuso. Lei, intimorita da ciò, riesce ad afferrare un coltello e per difendersi

uccide l'uomo. Lascia però un guanto sulla scena del crimine. Il detective verrà assegnato al

caso e scoprendo il guanto si dirige subito verso di lei per parlarle, durante la conversazione

interviene il ricattatore, che sapendo dell'omicidio incomincia a chiedere favori in cambio del

suo silenzio. Nel frattempo però, la portinaia rilascia una testimonianza dove incrimina il

ricattatore dell'omicidio, in questo modo quest'ultimo è costretto a ripiegare e a scappare.

Durante la fuga perde la vita, mentre la protagonista femminile sta scrivendo la sua lettera di

costituzione in quanto troppo pentita del fatto per riuscire a conviverci. Proprio mentre lei

arriva nella stazione di polizia, il suo fidanzato riesce a sventare il casino, lasciando la colpa

al ricattatore ormai deceduto e a portare via la sua donna.

Tratto da una commedia di Charles Bennett.

Anche questo film prevedeva un finale diverso da quello pubblicato, cioè quello in cui la

ragazza veniva arrestata e il detective ripeteva le stesse azioni d'arresto che avvengono nella

prima scena.

Vi è anche una versione muta del film, dove la comunicazione è prettamente visiva.

Anny Ondra è la protagonista femminile, mentre il detective è interpretato da John Longden.

Il primo rullo non ricorre alla parola, neanche durante i dialoghi.

Nei titoli di testa, la musica molto sostenuta continua anche nella prima scena. Inizia con

l'inquadratura di una ruota in movimento, che si rivelerà, attraverso una dissolvenza

incrociata, la ruota di un carro della polizia. Dentro la camionetta viene mostrato un'azione di

preparazione da parte dei poliziotti, che stanno per prendere un criminale. Vengono mostrate

le tecnologie a loro disposizione e le procedure. (Caratteristica di Hitchcock a mostrare le

professioni da un punto di vista interno).

Arrivati nella stanza del criminale, quest'ultimo sta leggendo il giornale e apparentemente non

vede i poliziotti (questi vengono inquadrati con le ombre delle veneziane in volto, per renderli

pericolosi). Il criminale viene inquadrato mentre distoglie lo sguardo dal giornale e vede i

poliziotti attraverso uno specchio, dirige poi la propria mano su una pistola sul comodino (qua

Hitchcock guida emozionalmente gli spettatori, mostrando la scena dal punto di vista del

criminale). Egli viene poi catturato e portato in questura, qui vi è un effetto ottico durante

l'interrogatorio in cui il tempo e la tensione vengono rappresentate dall'aumentare delle cicche

nel posacenere.

In seguito il detective finisce la giornata lavorativa e incontra la fidanzata, che lo rimprovera di

dargli poche attenzioni e di preoccuparsi troppo per il lavoro (scena usciere).

(Le voci sono registrate molto pastosamente, infatti la protagonista femminile, essendo

straniera, veniva doppiata praticamente in playback).

Nella scena del treno vi è Hitchcock che riceve uno scherzo da un bambino e si lamenta con

la madre (nella realtà Hitchcock aveva dei problemi con i bambini).

Nella scena del ristorante si denota come il detective spesso non rispetti le regole (il portiere

gli dice che sono al completo, ma appena si gira egli entra). Durante la cena essi litigano e lui

se ne va, lei incontra un altro uomo (che stava aspettando) e dopo che passano la serata

insieme si fa convincere a salire a casa di lui. Si nota come la donna sia frivola ma non

disonesta, in quanto è stata solamente imprudente a salire dall'artista.

Quando salgono, lui cerca di corteggiarla in ogni maniera (a un certo punto, sul volto

dell'artista, viene proiettata l'ombra di un paio di baffi, ad indicare lo stereotipo del cattivo).

Le fa disegnare un quadro, le fa provare un vestito e le promette che la ritrarrà con esso, le

suona una canzone con il pianoforte e in seguito prova ad abusare di lei. Lei riesce ad

afferrare un coltello e ad uccidere l'artista. Tutta la scena dell'omicidio si svolge fuori campo

come tradizione del cinema espressionista.

Nella scena successiva, la protagonista attraversa la città notturna in preda alla paranoia. Ci

sono diverse soffermazioni sulle mani delle persone (la mano inerte del cadavere nella

strada) e vi è una soggettiva mentale, cioè una proiezione mentale che vede solo la

protagonista (pubblicità in movimento, che lei converte in pugnalate).

Vi è una gag in seguito fra la polizia e una testimone, in cui in una telefonata non riescono a

comprendersi reciprocamente. Vi è un'intenzione velata del regista a comunicare l'inutilità

delle parole.

Il giorno successivo, durante la colazione, la vicina ripete numerose volte la parola "coltello",

mettendo ansia alla protagonista.

All'entrare nella tabaccheria del poliziotto (che viene assegnato al caso e che trova il guanto

della fidanzata sulla scena del crimine) segue quella del ricattatore (la stessa figura oscura

che è stata inquadrata sulle scale, all'entrata della casa dell'artista). La scena avanza molto

lentamente, per far prendere familiarità al pubblico con la situazione e per creare tensione

psicologica. Il ricattatore si fa offrire un sigaro e in seguito si fa invitare a colazione.

(Molto importante per lo svolgimento della scena è la presenza della cabina telefonica a vetri,

in quanto è possibile vedere cosa accade dentro. Da notare il cambio di volume da porta

aperta a chiusa quando il detective viene chiamato dalla centrale).

In seguito alla chiamata il ricattatore è costretto a fuggire dalla finestra (il detective pensa che

sia stato veramente lui). Durante la fuga vi è un montaggio alternato fra la sua fuga appunto e

Alis che scrive una lettera, solo nell'ultima scena, dopo che il ricattatore è morto, si scopre

che la lettera è una lettera di costituzione (suspense). Quando finisce di scrivere la lettere e si

alza, c'è un'ombra di un cappio al suo collo.

(Nella scena della fuga al British Museum, per riprodurre lo scenario, in quanto troppo buio

per girare, Hitchcock utilizza la tecnica Shuftan, dove viene posto uno specchio a 45 gradi

assieme a una foto dell'interno).

Alis arriva in centrale mentre il capo sta parlando con il detective, per una telefonata sbroglia

il caso a quest'ultimo, che riesce a salvare la situazione.

La scena finale dell'usciere è simile a quella iniziale, sia per la composizione sia per l'ironia su

sessi.

Nella versione muta, sono tagliate le scene prettamente sonore (pianoforte, canarino,...) e la

scena della vicina che ripete la parola "coltello" è sostituita dall'inquadratura di un coltello

luccicante.

Rebecca (1940), Alfred Hitchcock

Rappresenta la storia di una giovane dama di compagnia, che a Monte Carlo conosce e

sposa il ricco e aristocratico Max de Winter. Questi è vedovo della prima moglie, Rebecca,

con cui ha vissuto nel castello di Manderley, in Inghilterra.

Nel castello però, la signora Danvers, la governante, nutre ancora un'ammirazione

incondizionata nei confronti della precedente padrona e il ricordo ossessionante di lei

conduce la nuova moglie alla gelosia e all'esasperazione.

Rebecca era morta per un naufragio del suo yacht; il marito aveva riconosciuto il cadavere ed

era stata seppellita nella cappella di famiglia.

Un giorno un vascello affonda proprio vicino allo yacht di Rebecca e durante le ispezioni si

scopre che il corpo di Rebecca è ancora lì.

Max è costretto ad affrontare un nuovo processo, ribadisce che la morte di Rebecca fu una

disgrazia. Ma non dice la verità: confessa infatti alla nuova moglie di averla uccisa lui,

accidentalmente. Mentre erano nel casolare di famiglia, sul mare, lei gli aveva annunciato

d'essere incinta di un altro, ed egli, in uno scatto d'ira, l'aveva colpita. Cadendo si era

mortalmente ferita su una carrucola. Massimo poi aveva affondato lo yacht e aveva finto il

riconoscimento del cadavere di una sconosciuta. Il loro matrimonio in apparenza perfetto,

celava un rapporto fatto di odio.

La giovane sposa crede nella sua innocenza ed è pronta a difenderlo. Quando le indagini

portano alla rivelazione che Rebecca era in realtà malata di cancro, il giudice chiude il caso

come un suicidio.

La signora Danvers dà fuoco a Manderley e muore nell'incendio che distrugge per sempre il

castello.

E' il primo film americano di Hitchcock.

La migrazione negli USA era generalmente motivata da condizioni migliori rispetto a quelle

europee, in particolare vi furono l'ondata negli anni 20, per le condizioni economiche, e nel 33

per fuggire da Hitler. Hitchcock si spostò nel 39.

Selznick era un produttore indipendente che incominciò ad apprezzare il regista inglese dopo

"La signora scompare", egli era il produttore anche di "Via col vento". Era il tipico produttore

americano che si sentiva anche l'autore del film, in quanto negli USA non valeva il pensiero di

Bazin sulla politica degli autori (per questo Hitchcock ebbe numerose difficoltà a collaborare

con egli).

Questo film conserva in ogni caso molti elementi inglesi: il regista, numerosi attori, il soggetto

tratto dal racconto di una scrittrice inglese (Daphne), l'ambientazione.

Negli USA il film uscì nel 40, mentre in Europa nel 41.

L'interprete femminile è l'inglese Joan Fontaine, mentre quello maschile è Laurence Olivier.

La protagonista non ha il nome perchè è talmente oppressa dalla prima moglie (infatti quando

la chiamano per cognome, ella si libera dall'affibiazione affermando che non è lei la signora,

ma che la signora è morta).

Nei titoli di testa compare il tipico suono di campane della produzione Selznick. Da notare che

vi è il nome del produttore prima di quello del regista e che l'attrice viene scelta dal

produttore. Manderley è il nome di un castello che viene aperto al pubblico una volta alla

settimana e viene evocata una storia simile alla fiaba di Cenerentola (Hitchcock paragona la

signora Danvers a una delle sorelle di Cenerentola).

Il film è costruito in maniera tale da farci vedere sempre il punto di vista della protagonista.

La prima scena rappresenta un bosco immerso in un'atmosfera oscura dove la luce è molto

sfumata dalla nebbia, probabilmente in Inghilterra.

Inizia in seguito una specie di prologo che visualizza le immagini di un sogno della

protagonista, essa racconta di essere tornata a Manderley nel sogno e che solo in sogno

ormai è possibile tornare lì. Il cancello di Manderley segna il posizionamento in una

dimensione onirica. Infatti la natura che prende il soppravvento durante lo svolgimento è

quello di una natura fiabesca (anche le coordinate geografiche di Manderley non sono mai

precise, in modo da isolarla dal mondo reale).

La prima immagine di Manderley è completamente indistinta, non ne possiamo cogliere i

contorni. La frase "Noi non possiamo più tornare indietro a Manderley" ha anche un

significato simbolico, perchè la ragazza è cresciuta e non può più tornare indietro, può solo

tornarci in sogno.

La scena successiva inizia con l'inquadratura di un mare burrascoso in Francia, dove un

uomo osserva l'orizzonte con uno sguardo perduto, dall'alto di un burrone. Una donna,

pensando si voglia gettare, caccia un urlo destando un equivoco, prontamente risolto dalla

giustificazione di lei. Sono già evidenti i caratteri dei personaggi: l'uomo è sicuro e aggressivo

mentre la ragazza è molto timida e umile.

La dissolvenza ci porta a Montecarlo, dove vediamo la baia illuminata sfarzosamente dalle

luci degli alberghi in cui soggiornano la ragazza e la sua datrice di lavoro. Sono sedute nella

hall dell'hotel e la donna afferma che si è fuori stagione e che non vi sono le persone adatte

per frequentare il luogo. Durante il corso del film Hitchcock sottolineerà le caratteristiche

stereotipate della signora, con l'obiettivo di una presa in giro verso il "non sapersi comportare"

americano.

La donna invita al discorso anche Max, che nel frattempo è arrivato nell'hotel. La ragazza ha

un viso imbarazzato dalla situazione, tanto che le sue spalle sono sempre in posizione di

difesa. La donna inizia invece a chiacchierare in modo maleducato mentre Max cerca di

mantenere il suo comportamento da gentiluomo (dettagli che servono a caratterizzare i

personaggi).

Mentre si avviano in camera, la signora comunica alla ragazza che Max è in vacanza da solo,

e che nessuno riesce più a sopportarlo dopo che ha perso la moglie Rebecca.

La sequenza successiva inizia con il menù del ristorante dell'albergo, dove la ragazza si reca

da sola in quanto la sua datrice di lavoro è indisposta. E' maldestra e appena si siede fa

cadere il vaso di fiori, offrendo il pretesto a Max di invitarla a tavola con lui. Lei gli dice che è

orfana e che ha bisogno di lavorare perchè la madre è morta quando era piccola e il padre

pittore era morto l'estate scorsa, egli aveva la caratteristica di dipingere lo stesso albero. Lui

si comporta in modo paternale. Abbiamo una doppia percezione: quella della ragazza, che

sentendosi goffa in quell'ambiente elegante non ritiene di essere meritevole di tale interesse e

che tutto è per educazione, e quella dalla parte di lui, che è catturato dalla sua innocenza.

In seguito lei decide di disegnare un ritratto di Max, il quale si lamenta della prospettiva del

suo naso (Hitchcock e Welles avevano un'ossessione per i nasi). Nel discorso viene

menzionata la tenuta di lui a Manderley e la ragazza commette una gaffe sulla morte della

sua ex moglie, in quanto non sa che è morta annegata. Le viene spiegato dalla sua datrice

nella scena successiva.

Il giorno seguente Max porta fuori la ragazza per un giro in macchina (lei è già innamorata, si

deduce dalla scena del sogno). Si nota un tipico uso del trasparente dove in contromuro

viene proiettato lo sfondo, l'uomo guarda la ragazza invece della strada.

Vediamo in seguito il ballo di lui con la protagonista. La ragazza si abbandona alla

sensazione piacevole della danza mentre lui ammira questa purezza della ragazza.

Il giorno dopo escono di nuovo in macchina, emerge dalla conversazione che a lui piace

questa sua infantilità e allude a certi ricordi scomodi quando lei gli dice che vorrebbe

imbottigliare i ricordi di questi momenti. In seguito le dà un bacio con il dito sulla fronte a

consolarla del suo pianto e per dirle che non la vorrebbe mai con 36 anni e il vestito di raso

nero e le perle.

Nella scena successiva la signora comunica che entrambe devono tornare a NY perchè sua

figlia si è fidanzata, la ragazza cerca di contattare Max per telefono ma non riesce (tensione).

Alla fine riesce a raggiungere la sua stanza, dove lui le propone di venire con lui a Manderley

e di sposarlo. Lei accetta pur essendo molto scossa e Max incomincia subito ad insegnarle i

buoni comportamenti. In seguito egli manda a chiamare la signora e le spiega l'accaduto.

Questa incarna, il primo fantasma che alimenta la percezione di inadeguatezza della ragazza,

infatti essa le mette il dubbio che Max possa essere innamorato di lei solo perchè non vuole

stare da solo, turbandola profondamente.

Il matrimonio viene celebrato in semplicità e romanticismo, in seguito lui la porta per la prima

volta a Manderley. La ragazza è agitata e stupita quando varcano la soglia del castello e

vengono accolti dalla pioggia tipica del clima del posto, ad annunciare le difficoltà che la

ragazza dovrà affrontare. Manderley è cosi grande che supera i confini del parabrezza (così

grande da essere fiabesca). Ad attenderli vi è un'inattesa parata di servitù, da cui spicca la

signora Danvers figura dura e fredda, che contribuisce allo sgomento della protagonista. Essa

è molto legata alla ex moglie e ne ha mantenuta viva la memoria per tutto il periodo in cui è

stato assente il signor De Winter, per questo non mostra particolari simpatie per la nuova

arrivata.

Hitchcock non ha mai ripreso la sua camminata in modo che apparisse e scomparisse

costantemente in quel luogo da lei diretto, accentuando così il timore e l'ansia nella

protagonista.

Nella scena successiva già si riscontra nel volto della ragazza un certo disagio nei confronti

della governante, quest'ultima si reca nella sua stanza e la informa che presto arriverà una

domestica personale. Le dice inoltre che la stanza che le è stata destinata non è quella di

Rebecca, infatti sotto il profilo simbolico l'ala est è la luce del mattino, luce appagante e più

bella, mentre la ex moglie stava nella ala ovest, denotata dai colori tipici del tramonto,

rappresentante la morte. La percezione di questo luogo è indistinto fuori, ma assume una

dimensione più soggettiva, quando la ragazza esce dalla stanza e raggiunge con facilità l'ala

ovest. Le stanze conservano comunque un aspetto inquietante per la protagonista. La

presenza del cane accentua l'aura della ex moglie. La biancheria è ancora ricamata con le

iniziali di Rebecca.

In seguito il marito la informa che quel giorno verrà sua sorella a trovarli e che è una donna

molto diretta e franca, ma che lui la proteggerà (Il comportamento di Max sembra voglia

incutere paura alla ragazza così da scaturire in lei il suo comportamento infantile). Il luogo è

illuminato in modo da accentuare l'indefinitezza, impercettibile la quantità di scale sul fondo.

Essa è molto imbranata e a disagio, come dimostra la colazione e l'ingresso nella stanza in

cui passava la mattina Rebecca. Qui risponde al telefono affermando che lei non è la signora

De Winter e che essa è morta; subito dopo appare la signora Danvers che la informa che si

tratta di un telefono interno.

Il maggiordomo è più acconcigliante della signora Danvers, ma anche lui non la vede come la

nuova moglie.

In seguito la sorella e suo marito giungono alla tenuta, quando lei arriva nella stanza sente la

conversazione in cui loro parlano della signora Danvers. Loro si aspettano che lei sia una ex

ballerina, visto che Max l'ha conosciuta a Montecarlo, e si preoccupano del fatto che la

signora Danvers sia scontenta del fatto che debba ricevere ordini da un ex ballerina. La

ragazza entra e si fa vedere presto per quello che è, lasciando un impatto positivo sui parenti.

Successivamente la sorella e la ragazza rimangono sole, la prima comunica il fatto che la

signora Danvers venerava Rebecca, con sentimenti quasi di carattere amoroso, visto che ha

un comportamento poco femminile. Da notare il primo piano della ragazza con lo sfondo che

vien scurito dalla luce per esaltarne i sentimenti.

Durante il pranzo vi è la gaffe del cognato che continua a parlare di barche e motoscafi in

presenza di Max.

La sorella di Max si rende conto dei benefici che la giovane moglie ha avuto sull'uomo,

perchè è una donna semplice e innamorata e che non riesce a nasconderlo. La ragazza

invece pensa che non sia adeguata a quel luogo e che forse deve cambiare. Alla fine la

donna dicendo "ma tu questa storia già la saprai" spaventa la ragazza, non sapendo essa di

cosa stia parlando.

Nella scena successiva si dirigono al parco con il cane e lei si avvia verso un cottage per

riprendere il cane, qui si imbatte in uno strano personaggio che vive lì e nota come all'interno

vi siano le iniziali di Rebecca ovunque.

Si reca poi da Crawley in studio, questi le spiega che il cottage era il luogo in cui la donna

ormeggiava il suo panfilo su cui poi è annegata. Lei stessa prendeva il largo da sola perchè

non aveva paura di nulla (mentre la protagonista ha paura di tutto). In seguito spiega di come

e quando fu trovato il corpo e di come Maxim dovette andare ad identificarlo. La ragazza

insiste su altre domande, e si confida del suo stato, che si sente fortemente svantaggiata e

che non si sente all'altezza di Rebecca e chiede quindi se era così bella, Crawley risponde

che era la creatura più bella che avesse mai visto.

La sequenza successiva è divisa in due parti: la prima è delineata dall'entrata in scena della

ragazza con un nuovo vestito ordinato da Londra, che non sa portare bene. I due coniugi si

riuniscono per guardare il filmino del proprio matrimonio, proiettato in un luogo molto chiuso al

contrario dell'ambiente proiettato nel filmino. L'uomo comincia a parlare dei nipoti, vedendo

quindi un futuro con lei. La luce viene accesa quando entra il maggiordomo che annuncia la

statuetta sparita e la ragazza confessa di essere stata lei a romperlo. La protagonista si

scusa e la Danvers rimane seccata in quanto ha accusato una persona estranea. Questa

interruzione della pellicola che porta la felicità della luna di miele è parallela all'interruzione

della felicità domestica, portando il carico dei problemi.

La seconda parte è caratterizzata da una situazione di tensione (la luce del proiettore sul viso

della donna ne sottolinea l'ansia, mentre il marito si ferma davanti al proiettore, oscurando lo

schermo). Max nota l’inadeguatezza della donna che si comporta come una dipendente e non

da padrona e la ragazza confessa fino a che punto lei si senta inadeguata. Inoltre afferma

che la gente pensa che l'abbia sposata perchè così non avrebbe dato scandalo, questa

parola fa reagire male l'uomo che ora non sa più se ha fatto bene a sposarsi mentre la donna

nega a se stessa la situazione e lo convince che saranno terribilmente felici. La scena si

chiude con la ripresa del filmino in cui si baciano, finendo con una dissolvenza.

La sequenza successiva si apre con una lettere in cui Max comunica che sarà a Londra per la

giornata, e che spera che quest'assenza sia apprezzata dalla ragazza. Lei reagisce

piangendo, turbata dalle affermazioni del giorno prima. In seguito fa la conoscenza di Fawell,

che si dimostra un personaggio piuttosto familiare e arrogante in casa, tanto che chiama la

signora Danver "Danny". Si dichiara come il cugino preferito di Rebecca.

La ragazza entra poi nella stanza della ex moglie, attraversando ambienti di luce soffusa

significanti un posto infinito e oscuro. L'ambiente è buio, ma non è abbandonato come la

baracca che c'era al mare, è invece curato nei minimi dettagli. L'interno della dimora è

composta da vari tendaggi, che contribuiscono a rendere indistinta cosa si trova dall'altro lato.

Il rumore che proviene dalla finestra preannuncia l'arrivo di Danvers, essa compare

nell'oscurità senza annunciarsi e la prima reazione della ragazza è quella di giustificare la

propria presenza, anche se non richiesta. Incomincia un discorso straziante per la ragazza da

parte della Danver che descrive la sua vita con Rebecca. Il suo compito sadico arriva

talmente all'estremo che arriva ad affermare che sente la presneza della morta. La giovane

scoppia in un pianto e si allontana mentre la Danvers rimane a contemplare la stanza.

In seguito la giovane con la sua auterevolezza chiede che la signora Danvers sia

immediatamente mandata nel suo studio e le informa che ora è lei la signora De Winter e di

portare via le lettere della defunta (attraverso le tecniche di inquadratura si mostra la giovane

più alta della governante, rappresentando il leggero ribaltamento dei rapporti).

Coglie la sfida e per dimostrare che lei è all'altezza di Rebecca indice una festa in costume in

cui si disegnerà lei stessa il vestito. La Danvers le consiglia un vestito che ha una donna in un

dipinto in casa, dicendole che è il preferito di Max, si tratta in verità dello stesso vestito di

Rebecca quando affogò e la ragazza viene quindi mandata via. Essa si reca dalla Danver,

che le spiega che lei non potrà mai prendere il suo posto e che questa ne è la prova in quanto

Max non la amerà mai visto che vuole vivere di ricordi, cerca di indurla al suicidio aprendo la

finestra e sussurrandole nell'orecchio di andare. Vi è un doppio primo piano che viene

sfruttato per creare uno sfondo sfumato, rappresentante la totale confusione della ragazza.

Proprio quando la ragazza si sta per buttare esplode un'imbarcazione nel mare, allarmando

tutti. La donna va a cercare Max, mentre la Danvers rimane da sola, contrariata da

quest'imprevisto. Crawley riferisce alla ragazza che è stata trovata l'imbarcazione sul quale

era affogata Rebecca, in quanto precedentemente era stato trovato il corpo ma non

l’imbarcazione. Trova Max nel buio del cottage, un altro luogo di Rebecca. Tutta la scena

avviene attraverso la percezione della ragazza, passiamo dal pensiero di lui che amava

Rebecca al fatto che lui la odiava. Infatti egli spiega che nell'imbarcazione vi è il corpo di

Rebecca e che quello che aveva identificato anni orsono era una donna casuale. In seguito

racconta di come Rebecca si era fatta ingravidare da un altro uomo, di come era una moglie

apparentemente perfetta ma che in verità era marcia e infine di come quando la donna lo

provocò per l'ultima volta dicendogli sorridendo "ora hai intenzione di uccidermi dopo che ti ho

detto tutto?" lui la colpì in uno scatto d'ira, e che lei cadendo sbattè la testa, morendo. Viene

evocato il rumore dell'incidente mentre egli parla. (La scena del posacenere viene riprodotta

con il movimento di macchina parallelamente alle azioni di Rebecca nel racconto di Max).

Max viene chiamato dalle forze dell'ordine e viene aperta un'inchiesta sull'accaduto. Vediamo

in seguito la trasformazione fisica della ragazza che indossa un abito nero e tiene

un'andatura decisa, in quanto non può più tornare all'innocenza tipica dell'infanzia.

Il primo bacio adulto che si danno avviene il giorno prima dell'udienza.

L'udienza incomincia a mettere alle corde Max e la ragazza, che sviene, riesce a salvare

momentaneamente la situazione (viene mostrato il dettaglio degli occhi prima che essa

svenga). Durante l'udienza vi è una progressione dei volti che va dal campo medio fino alla

mezza figura, primo piano, primissimo piano.

Si spostano in seguito in macchina per il pranzo e interviene Fawell che muove una specie di

ricatto verso la coppia, affermando che ha una lettera di Rebecca in cui si nota come non

fosse stata scritta da una donna che volesse suicidarsi (la scena ricorda quella di Blackmail, è

in un posto chiuso e il ricattatore inizia con insolenza).

Passano in un ristorante dove dovrebbero consumare il pranzo e Max invita anche il poliziotto

per spiegare che Fawell lo stava ricattando. Egli allora espone la sua tesi, del fatto che

Rebecca era in cinta di un altro uomo e che quindi Max la uccise. Chiama in causa la signora

Danvers che è costretta da Fawell a dire il nome del dottore da cui andò Rebecca prima di

morire, volendo egli confermare la tesi del bambino.

La scena successiva si svolge nello studio del dottore, che dopo un po' di indagini afferma

che Rebecca era malata di cancro, chiudendo il processo per suicidio.

La scena finale rappresenta la signora Danvers che brucia l'intera Manderley perchè non

sopporta l'idea che la tenuta appartenga alla nuova coppia. Essa si suicida con la casa.

L'ultima inquadratura è sulla R di Rebecca che brucia.

[Selznik voleva la R di Rebecca di fumo nel finale, a significare la sua vittoria, caratteristica a

cui Hitchcock si è opposto volendo il trionfo della coppia.]

Notorious (1946), Alfred Hitchcock

Rappresenta la storia di una ragazza "chiacchierata" (Notorious), figlia di un collaboratore dei

nazisti condannato per questo.

Durante una festa viene poi attirata da un agente segreto (Devlin), che la convincerà a

lavorare per i servizi segreti per incastrare altri collaboratori, amici del padre. Parallelamente

a ciò, si sviluppa una storia d'amore fra i due, ricca di problemi ed imprevisti.

Si trasferiscono a Rio e lì si decide che Alicia dovrà adescare un suo vecchio corteggiatore,

invischiato nelle storie del padre, Alexander. Si complicheranno i rapporti amorosi fra i due, e

a compromettere la situazione vi sarà anche la figura imponente della madre di Alexander.

Per continuare la missione di spionaggio i due si sposeranno.

Alla fine dopo numerosi imprevisti, Devlin sarà in grado di portare via Alicia (intanto scoperta

e malata, in quanto avvelenata) e di lasciare che siano gli stessi colleghi di Alexander (spietati

e non tolleranti verso nessun errore) ad ucciderlo.

Truffaut definisce questo film l'essenza di Hitchcock, in quanto è una storia d'amore che parte

con un certo background (lei figlia di nazisti e chiacchierata, lui agente segreto freddo e

professionale) mandata avanti e fatta soffrire da una storia di spionaggio rimasto come

sottofondo. Massimo della stilizzazione e massimo della semplicità.

E' firmato con RKO, in quanto Selznick ha affittato Hitchcock a questa casa di produzione.

L'interprete maschile è Cary Grant, mentre quella femminile Ingrid Bergman.

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Miami, 24 aprile 1946

Nella prima scena Ingrid Begman ricorda Casablanca. Qui il padre della protagonista viene

condannato in tribunale per 20 anni e Alicia se ne va sotto le domande dei fotografi e dei

giornalisti.

L'imputato viene visto solo di schiena, dal punto di vista dell'uomo che sbircia.

Viene subito inquadrata la figura professionale del fotografo, primi piani sulla macchina e sul

flash. Essi sono concentrati più sulla figlia che sul padre, in quanto essa è una figura

"chiacchierata".

La sequenza successiva rappresenta una festa a casa di Alicia, in cui lei è già visibilmente

ubriaca. La scena è svolta con un piano sequenza durante il quale viene mostrata una figura

di schiena che non viene mai scoperta, ma che scambia un paio di battute con gli invitati

(dinamica tra ciò che vediamo e ciò che non sappiamo). Hitchcock lo sottolinea alla fine della

sequenza (il regista era solito veicolare certi piccoli aspetti delle sue scene).

Alla fine della sequenza la sagoma è ricollegata a Devlin, egli è all'oscuro in quanto

rappresenta una figura paterna (lui è sobrio, mentre tutti sono ubriachi) e perchè non è

dell'ambiente, in quanto poliziotto.

Alicia propone a Devlin di fare un giro in macchina.

Sequenza in macchina dove Alicia guida con a fianco Devlin, vi sono due celebri soggettive:

quando la ragazza guida con i capelli negli occhi e afferma che c'è la nebbia e quando guarda

lo specchietto retrovisore, prima completamente oscurato e poi inquadrante il poliziotto.

Vengono fermati da una volante, Devlin mostrando il tesserino da agente, si libera del

poliziotto. Alicia scopre quindi che Devlin è appunto un agente e cerca di liberarsi di lui, senza

riuscirci.

Il giorno dopo essa si risveglia con una celebre soggettiva sottosopra, che si gira e si

capovolge.

Lui le offre un lavoro da spia e lei è inizialmente riluttante (come con le canzoni d'amore

durante la festa), ma le vengono mostrate poi delle registrazioni dove si sente come lei sia

legata allo stato e come non abbia voluto entrare nei giri del padre. Lei quindi accetta.

Durante il volo per Rio, le viene comunicata la notizia che il padre si è suicidato in galera, lei

reagisce dolorosamente e confida all'agente dei pensieri sul padre ormai deceduto, Devlin

invece cinicamente le fa notare il panorama.

In un bar della città essi discutono: Devlin continua ad avere pregiudizi su di lei, come donna

frivola e chiacchierata, ma lei gli promette che sta cambiando e che non sarà più l'immatura

donna di una volta.

Alle numerose pressioni di Alicia, alla fine egli cede e la bacia. A fare da sfondo vi è l'intera

baia di Rio.

In ufficio nel frattempo Prescott decide l'intervento di Alicia come spia in casa di Alexander.

Scena in hotel in cui vi è il bacio più lungo della storia del cinema. Devlin viene poi convocato

in ufficio e i due si danno appuntamento per cena.

Devlin si reca in ufficio da Prescott ed egli gli comunica la missione, Devlin evidentemente

preoccupato per la pericolosità della missione se ne va turbato, dimenticandosi in ufficio la

bottiglia di champagne presa per la cena (anche qua il regista sottolinea la dimenticanza

dell'agente facendo un primo piano sulla bottiglia).

A cena, con Alicia si mostra di nuovo l'uomo freddo e imperterrito, a differenza del

comportamento di benevolenza precedente in ufficio (tutto il film si svolge su questi punti di

vista capovolti. Noi sappiamo quelli di entrambi, mentre la narrazione è svolta secondo quella

di lei). Qui le comunica la missione che dovrà svolgere.

La mattina seguente incontrano Alexander durante una passeggiata a cavallo, dove si

riconoscono dopo che lui salva Alicia dal cavallo imbizzarrito.

Vanno a pranzo insieme, dove Alicia definisce la sua posizione (ella se n'è andata da Miami

per star lontano dai media e s'informa su quel che sa Alexander rispetto a Prescott).

Egli la invita a cena e Prescott la istruisce sul da farsi, per l'occasione hanno affittato una

collana di brillanti.

Arrivata in casa sua la prima conoscenza che fa è quella della madre, donna dura e

autorevole; la sua entrata è rappresentata da una scena dilungata pur non avendo effetto

narrativo, inoltre viene inquadrata metà in ombra e metà in luce.

Attraverso una soggettiva, le vengono presentati in fila gli ospiti della casa (Hitchcock usa

questa tecnica, perchè ai tempi era proibito guardare in camera, in quanto avrebbe risvegliato

nello spettatore la finzione del film).

Durante la cena uno degli ospiti si sofferma su delle bottiglie, facendo ricadere l'attenzione

anche di Alicia su quelle.

L'ospite sarà ucciso la sera stessa, probabilmente perchè non doveva far quell'azione.

Decisione presa durante una riunione tenutasi dopo cena.

Scena alla corsa dei cavalli, dove vi è una discussione fra la madre e Alexander che definisce

allo spettatore il loro rapporto. Alicia e Devlin, fingendo un incontro casuale, si scambiano le

informazioni relative alla missione e lei accenna alla relazione ormai inevitabile con Alex.

Viene quindi alimentato il misunderstanding fra i due.

Nell'ufficio, Devlin sta prendendo le difese di Alicia con Prescott. All'entrata in scena di Alicia

però egli riprende il suo atteggiamento distaccato. Lei espone il fatto che Alex le ha chiesto di

sposarla.

Alex e la madre discutono del matrimonio, ma Alex è deciso e si fa valere sulla madre

(capovolgimento del rapporto).

Alex e Alicia tornano dalla luna di miele.

Dopo il matrimonio in casa Sebastian, sia la madre che Alicia si chiamano Mrs. Sebastian e

Hitchcock gioca su quest'omonimia attraverso le frasi del maggiordomo.

Alicia prende possesso delle stanze e degli armadi, alcuni però chiusi.

Durante una riunione fra Alex e i colleghi, in cui viene definita la riuscita di un esperimento,

entra Alicia achiedere la chiavi. Alex dopo un'accesa discussione con la madre, porta alla

moglie le chiavi.

Girovagando le stanze, Alicia individua una serratura chiusa a chiave in cantina, su cui vi è

scritto "unica" (presentato con diversi raccordi sullo sguardo).

Alicia incontra Devlin che le consiglia di organizzare un ricevimento a casa di Alex (viene

invitato anche Devlin; Alexander, inizialmente contrario, accetta con l'argomentazione di lei in

cui gli espone che sarà l'evento giusto per consolidare il loro amore in faccia a Devlin)..

Alicia riesce astutamente a sottrarre la chiave ad Alex mentre lui è in bagno (suspense).

La prima ripresa del ricevimento è un complesso movimento di macchina posta su una gru, il

fulcro della ripresa è la chiave in mano ad Alicia (vi è un'inverosomiglianza nel fatto che lei

abbia la chiave in mano e non nella borsetta).

Durante il ricevimento viene sottolineato che se lo champagne finisse Alexander sarebbe

costretto a tornare in cantina per prenderlo, accorgendosi così della chiave mancante. Si crea

così una suspense, che viene continuamente rievocata tramite l'inquadratura sullo

champagne che mano a mano diminuisce.

Alicia e Devlin si avviano verso la cantina, ma non trovano nulla. Rompono una bottiglia nel

momento stesso in cui finiscono lo champagne al piano di sopra. Devlin scopre che nella

bottiglia vi è una sostanza chimica strana.

Alexander incomincia a scendere in cantina (suspense) e per distogliere l'attenzione i due

inscenano un bacio, così che Devlin riesce a divincolarsi e Alicia a scusarsi.

Alexander si accorge della chiave, da qui cambia il suo approccio verso di lei (tensione--> lui

sa, ma lei non sa che lui sa).

I due si congedano e Alex si corica osservando le chiavi.

Alex si sveglia e va a controllare le chiavi, ora la chiave è tornata al suo posto. Scende in

cantina e ritrova i cocci della bottiglia, scoprendo definitivamente che Alicia è una spia.

Ne parla con la madre, essi non possono fare molto perchè se venissero scoperti sarebbero

uccisi dai colleghi. Decidono di avvelenarla e spacciarla per morte per malattia. Nella scena

Alexander viene inquadrato in 3 figure: lui, nello specchio e nel ritratto.

La scena dopo mostra la colazione e l'inquadratura si concentra più volte sulla tazzina di

Alicia probabilmente avvelenata.

Alicia si reca da Prescott piuttosto annebbiata dal veleno, egli le comunica che la sostanza

chimica è uranio e che da settimana prossima Devlin non lavorerà più con lei, in quanto di

sua volontà ha deciso di trasferirsi.

Alicia ha il primo mancamento nel giardino della villa.

All'incontro loro seguente, Devlin dà la colpa al post-sbornia per il suo annebbiamento,

mentre lei gli chiede se ha qualcosa da dirle, lui nega, mentendo. Alicia gli ridà così il foulard

che egli gli regalò la prima volta a Miami e gli dice addio.

Successivamente in casa, Alicia ha un incontro con il dottore che le propone prima di andare

al mare, e in seguito di andare in una località in montagna, dove probabilmente raccolgono

l'uranio. Alexander e la madre, presenti, cercano di deviare il discorso, coscienti che lei sia

una spia (per tutta la scena viene inquadrata più volte la tazzina).

In seguito il dottore prende la tazzina di Alicia, confondendosi con la sua e i due lo fermano

urlando impulsivamente, svelando ad Alicia il loro intento di avvelenarla. Nel frattempo però

incomincia a sentirsi molto male, incomincia ad avere soggettive deformate (sia visive, si

acustiche), e viene rinchiusa in camera senza nessun contatto esterno.

Devlin attende inutilmente Alicia sulla panchina, con un montaggio alternato viene mostrata la

suocera che tiene d'occhio Alicia nella sua camera.

Si reca preoccupato da Prescott, che però gli conferma di non avere pensieri. Egli decide di

disobbedire agli ordini

Inscena una visita di cortesia nella casa e riesce a farsi accogliere nella sala e a farsi

annunciare, il maggiordomo gli comunica però che Alex è in riunione e Alicia molto malata.

In riunione stanno discutendo del fatto che ultimamente sono seguiti.

Devlin si avvia in camera di Alicia, lei lo vede attraverso una soggettiva simile a quella iniziale,

questa volta però dritta e nitida. Egli le dichiara il proprio amore e cerca di portarla via.

Incontra Alexander sulle scale, gli sottolinea che se fa qualcosa dirà tutto ai suoi colleghi che

lo uccideranno, così che Alexander è costretto a collaborare.

I sospetti però vengono scaturiti lo stesso, infatti Devlin porterà via Alicia in macchina

chiudendo fuori Alexander, e il film si chiude con quest'ultimo che si avvia verso la porta di

casa (aperta) mentre i suoi colleghi lo stanno aspettando.

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Soggettività e identità

L'utilizzo sistematico delle soggettive in questo film, oltre ad essere un ottimo espediente

narrativo, aiuta a creare la suspense e soprattutto a delineare i diversi punti di vista del

protagonista maschile e di quello femminile, formando un disegno generale più ampio.

Solitamente Hitchcock attribuisce al personaggio maschile il ruolo attivo in quanto artefice

dell'azione e soggetto dello sguardo, mentre al personaggio femminile il ruolo e oggetto

passivo. Si definisce quindi un male system. In Notorious questo viene tradotto attraverso il

parallelismo lecito (Devlin) illecito (Alicia).

In questo film però, l'identificazione maschile non è univoca, in quanto anche quella femminile

è rilevante. Infatti nell'incipit viene mostrata la Bergman ed essa viene inquadrata pià volte

senza il suo partner maschile (ad indicarla come protagonista).

La tensione in questo film è definita dal conflitto dei diversi criteri di identificazione dipendenti

dallo sguardo.

Attraverso un'analisi viene definito come vi è una simmetria di punti di vista nelle 5 parti in cui

è suddiviso il film: Alicia nella prima e l'ultima è definita come oggetto dello sguardo maschile,

nelle due di mezzo come soggetto passivo dello sguardo e nella parte centrale come

soggetto attivo (investigazione casa Alex).

Nella prima scena viene definito come Alicia sia l'oggetto dello sguardo e della

contemplazione: il punto di vista dell'udienza non è il suo e, dopo il suo inaspettato intervento

in scena, essa è sotto l'occhio dei fotografi (alcuni interessati alla sua vita privata, alcuni

interessati politicamente. Questo a definire subito l'interscambialità fra le due sfere).

Nella scena in cui interviene Cary Grant abbiamo un'inquadratura che guarda una figura di

spalle che guarda un altro personaggio che restituisce lo sguardo. Qui viene messo in

evidenza come Alicia usi il suo corpo per sedurre l'uomo (figura maschile che osserva) e di

come poi questo comportamento immorale venga riutilizzato moralmente a scopi strumentali.

In tutto il film vi è un supplizio psicologico per la figura femminile.

La prima scena dal punto di vista femminile è il risveglio il giorno dopo, in cui vi è una

soggettiva distorta in cui Alicia è capace di guardare ma non di vedere. Si nota quindi uno

sguardo passivo, ancora la prevalenza è dello sguardo maschile, sicuro e rafforzato.

Alicia diviene sguardo attivo quando incomincia il suo lavoro di spionaggio in casa di

Alexander (in quanto il lavoro di spia consiste appunto nel vedere), in particolare durante la

cena, in cui individua le bottiglie, e durante l'individuazione della cantina con il suo successivo

furto della chiave.

Qui Alicia però, oltre a interpretare il ruolo maschile attivo, interpreta anche quello femminile

passivo, in quanto si trova in una situazione di pericolo in cui non può cavarsela da sola.

Il recupero della chiave porta alla fine del ruolo investigativo e quindi attivo della donna,

mentre il bacio dopo la cantina e quindi la sua scoperta sancisce il ritorno al ruolo passivo

(osservata stavolta da Alex e dalla madre). Da qui in poi il personaggio femminile ha la sua

lenta decadenza fisica e psicologica, caratterizzata dall'incapacità di vedere chiaramente.

La figura femminile ha quindi connotazioni contrapposte e di segno diverso, a sottolineare la

consapevolezza del regista riguardo al concetto di gender e a definire il duplice rapporto di

egli rispetto alla donna (venerazione e paura).

La scrittura della suspense

Analizzando la sequenza in cui Alicia incomincia il suo lavoro di spionaggio in casa di

Alexander, analizziamo come la suspense dipenda da un rapporto fra i personaggi e lo spazio

diegetico (campo/fuoricampo, durata e angolazione).

Notiamo infatti che man mano che la protagonista viene a conoscenza di nuove

informazioni, l'aumento del pericolo che incombe su di lei aumenta, livello che non viene

percepito dal personaggio ma dagli spettatori. Si delineano quindi due piani su cui si sviluppa

la storia: un piano diegetico e un piano evocativo che rimanda ai pericoli futuri.

Anche a livello di spazio notiamo che Alicia arriva in casa con una certa libertà e

gradualmente sembra che la sua libertà venga circoscritta (essa è obbligata a mantenere

certi comportamenti formali, ma è bravo Hitchcock a usarli insieme. Inoltre egli non inquadra

mai uno spazio totale, facendo sentire imprigionato lo spettatore).

Dividendo la sequenza in 6 scene (arrivo in casa, entrata in hall, incontro con la madre,

incontro con i commensali, cena e riunione con Emil. In quest'ultima non vi è Alicia e ogni

cambio di scena avviene orizzontalmente con l'inquadratura del passaggio dalle porte),

notiamo in particolare per la suspense l'incontro con la madre (visione in ombra, durata

inquadratura, imbarazzo e domande taglienti), la presentazione con i commensali

(occultazione di uno spazio totale, presentazione di molte figure nemiche) e la cena

(suspense diluita dalla definizione della posizione dei vari personaggi).

Infine la scena del preludio all'eliminazione di Emil si svolge con la protagonista fuoricampo,

in questo modo si presenta la crudeltà del gruppo e si mette in salvo momentaneamente

Alicia.

Questa sequenza delinea anche il registro hitchcockiano in cui il regista fonde alla forma

classica di svolgere il racconto con una forma moderna. Un'omologia tra forma e racconto è

ad esempio quando invece di seguire il personaggio che entra in casa, attraverso un dolly vi è

una ripresa dal basso verso l'altro, consentendo una inquadratura simmetrica che risalta la

figura femminile della protagonista.

La scrittura del sentimento

Notorious è principalmente governato da un registro di suspense (montaggio rapido,

campo/fuoricampo, non totalità delle inquadrature), ma si può delineare anche il registro

sentimentale della love story all'interno del film. Questi si può ritrovare nella scena in hotel e

nella scena del soccorso, in questi abbiamo strategie simili fra di loro e opposte a quelle della

suspense. Infatti per la scena in hotel vi è l'uso di establishing shot, che rende visibile lo

spazio totale in cui si muoveranno i personaggi, e di profondità di campo. Inoltre è

sproporzionata la durata della scena con il materiale diegetico esile.

La scrittura del sentimento in sè viene evocato però durante il bacio, in cui viene privilegiato

il romanticismo. Hitchcock elimina lo spazio intorno ai personaggi, utilizza dei piani molto

ravvicinati e evita il montaggio, così da riprenderli per tutta la durata della scena sempre

insieme in un atteggiamento amoroso.

La scena alla festa in cui è presentato Devlin è strutturalmente atipico, la presenza

ingombrante delle spalle dell'uomo, la formazione di un canale visivo di sguardo fra lo

spettatore e lo schermo (Alicia e il pubblico) e fra i personaggi diegeticamente (Alicia e

Devlin) lo rende particolare. Inoltre, narrativamente, Hitchcock ci presenta la scena in cui

scatta la scintilla amorosa fra i due personaggi.

L'identità maschile e il desiderio triangolare.

Nel film si disegna un desiderio triangolare fra i tre personaggi, che porta a una concezione

di perversione, che solo alla fine del film verrà risolta nella coppia borghese-eterosessuale.

Per il complesso edipico, nessuno dei tre personaggi ha una identità sessuale stabile. Infatti

sia Alicia che Alex hanno un investimento pulsionale eccessivo sul genitore del sesso opposto

(difficoltà a sostituirlo con un partner) e con l'assenza del genitore del sesso stesso

(mancanza di un modello identificativo). Nel caso di Alicia si creano difficoltà alla via

dell'eterosessualità e della monogamia e l'innamoramento di Devlin la porterà a sostituire la

figura paterna e a superare il suo complesso. Nel caso di Alex egli non riesce a superare il

complesso edipico per la madre, inoltre quest'ultima ha sostituito anche la figura del padre e

infatti moriranno insieme.

Si sottolinea anche una crisi dell'identità maschile, Devlin che per una mancanza di virilità

trasferisce una colpa inventata alla donna e la butta tra le braccia di Alex, e quest'ultimo per il

motivo precedentemente esposto.

Alicia psicanaliticamente, attraverso il punto di vista dello sguardo, attraversa una prima fase

di passività, una seconda fase attiva (fase fallica pre-edipica) per poi maturare nel suo ruolo

normale di passività alla fine.

Verso la modernità

Hitchcock può essere considerato il passaggio fra cinema classico e moderno, in quanto non

si concentra più solo sull'azione ma anche sul pensiero e soprattutto sullo spettatore (es. la

scena alla festa).

Rear window-La finestra sul cortile (1954), Alfred Hitchcock

Rappresenta la storia di un fotografo (Jeff) temporaneamente incapace di fare il suo lavoro in

quanto ha una gamba ingessata. Egli passa le sue giornate ad osservare ciò che accade

nelle finestre dei suoi vicini, attraverso la sua finestra che dà sul cortile.

Vi è una massaggiatrice di nome Stella, che ogni giorno viene ad aiutarlo, e una donna che la

ama di nome Lisa, donna proveniente dagli alti borghi.

Jeff si insospettisce sul fatto che la moglie di uno dei due vicini non si fa più vedere e che il

marito abbia dei comportamenti anomali, si crea quindi l'ipotesi che l'abbia uccisa.

Chiama un suo amico detective, che più volte gli conferma la falsità delle sue ipotesi, facendo

delle indagini superficiali.

Decide quindi di indagare da solo, riuscendo a confermare la sua ipotesi, che porterà ad un

confronto diretto con l'assassino e al pronto intervento della polizia all'ultimo minuto.

Tratto da un racconto di Cornell Woolrich.

Il personaggio femminile è interpretato da Grace Kelly, ispirata comunque a Ingrid Bergman. Il

personaggio maschile è interpretato da James Stewart, ispirato a Robert Capa.

Nel film vi sono numerose inquadrature che apparentemente sembrano soggettive ma che

dimensionalmente non corrispondono a ciò che i personaggi vedono.

Ambientato a Greenwich, quartiere popolare di NY ma anche degli artisti.

Il film è girato a colori per essere al passo con la concorrenza della tv a colori.

La situazione di voyeurismo del personaggio è simile a quella dello spettatore al cinema.

I titoli di testa si sviluppano sull'ambiente su cui si svolgerà il film, cioè su una finestra.

Nella prima scena viene presentato un resoconto delle altre finestre che danno sul cortile.

Siccome è estate tutte queste sono aperte (il film non si sarebbe potuto girare con

l'invenzione dei condizionatori, avvenuta pochi anni dopo). Vi è il compositore scapolo

quarantenne che ancora non è riuscito a sbancare, la coppia che ha riversato tutto il loro

amore su un cagnolino, la giovane ginnasta che tutti gli uomini desiderano, la coppia che

litiga, la coppia di sposi novelli che trovano appartamento e Miss Cuore Solitario.

Il personaggio viene presentato in un'unica scena: viene inquadrato lui con la gamba

ingessata, la macchina fotografica rotta, le fotografie e una donna sulla copertina di un

rotocalco.

Arriva a Jeff una telefonata dal suo capo, in cui quest'ultimo gli offre un lavoro non sapendo

che la sua guarigione completa avverrà la settimana prossima. Il fotografo insiste nel voler

lavorare, ma viene sostituito. Durante il brillante dialogo al telefono, parallelamente al

discorso del matrimonio, nel cortile Jeff osserva una coppia che litiga (il filo conduttore è

sempre l'amore e il rapporto coniugale, ogni finestra rappresenta un rapporto diverso).

Nella scena successiva interviene la massaggiatrice, Stella (Thelma Ritter), in cui viene

presentato il suo temperamento. Essa si autodefinisce come colei che riesce a predire i guai

e l'argomento del dialogo si sposta su una ricca e bella donna che vuole sposare Jeff, a sua

opinione troppo perfetta.

L'ingresso in scena di Lisa oscura tutta la stanza, per sottolineare la sua differenza con

l'ambiente. Anche il bacio a rallenty ne delinea i contrasti fra i due (carnagione, cura,..). Lei si

presenta dicendo il suo nome a poco a poco, in parallelo all'accensione di 3 luci, spezzando

l'incantesimo dell'oscurità. Essa è venuta a portare la cena da un celebre locale di Manhattan

(21) e per cercare di convincere a stabilizzare la vita del fotografo, creando però disappunti e

differenze.

Regolarmente, durante la maggior parte delle scene viene inquadrata la situazione delle

diverse finestre che danno sul cortile. In questo caso, nella notte, Jeff osserva che il marito

della coppia in litigio (Thorwald) esce sotto la pioggia assieme a una valigetta sospetta. Il

giorno dopo, rende partecipe anche Lisa della sua osservazione, lei è inizialmente scettica,

ma in seguito si interessa alla vicenda, complice dell'uomo che ama.

La scena successiva inizia con una colazione semplicissima, che Jeff apprezza molto (in

contrapposizione alla sofisticata cena proposta da Lisa). Stella inizia poi a ipotizzare le

eventuali modalità d'uccisione del vicino e Jeff smette di mangiare (in contrapposizione al

fatto che Jeff avesse accusato Lisa di avere lo stomaco debole e di non riuscire a vivere fuori

dai suoi alti borghi).

Intanto continuano ad osservare i movimenti di Thorwald: una compagnia di trasporti porta via

un suo baule sospetto ed egli fa una telefonata interurbana.

Jeff chiede l'intervento di un suo amico detective (Doyle), anch'esso molto scettico sull'ipotesi.

Svolge un paio di indagini e informa il fotografo che la moglie è semplicemente partita la

mattina e gli mostra una sua cartolina dalla località di villeggiatura, dopo essersi rifiutato di

perquisirgli casa illegalmente, mentre il marito non c'è.

Il fotografo continua ad osservare Thorwald: egli torna con un pacco appena ritirato dalla

lavanderia e fruga nella borsetta della moglie piena di gioielli (tra cui la fede nuziale). Lisa gli

fa notare che una donna non lascia mai i gioielli tutti così alla rinfusa.

Lei decide che passerà la notte da lui (ai tempi era illegale non dichiararlo) e in seguito li

raggiungerà Doyle (un paio di inquadrature sottolineano come il detective noti l'illegalità della

permanenza della donna) che li spegnerà sugli ultimi sospetti, lasciando la coppia delusa e

dispiaciuta per il loro comportamento spionistico.

L'attenzione della coppia viene poi attirata dall'urlo di una delle vicine, in quanto le hanno

ucciso il cane strangolandolo (è l'unica scena in cui il punto di vista non proviene dalla casa,

vengono inquadrati i diversi vicini dal cortile). Il sospettato è l'unico che non si affaccia alla

finestra (si vede la sigaretta mentre fuma nell'oscurità di casa sua). Interviene anche Stella e

confrontando le foto vecchie e recenti dell'orto notano che i fiori sono più corti e che sono stati

quindi ritrapiantati, scatenando di nuovo i sospetti degli osservatori. Il cane andava sempre lì

a scavare e questo può essere il movente della sua uccisione.

Nelle scene successive decidono di agire e mandano una lettera al vicino scrivendogli che

sanno dell'accaduto e lo fanno allontanare per un ipotetico appuntamento. In seguito

incominciano a scavare in quel punto e, non trovando niente (le prove erano già state

spostate), Lisa cerca direttamente in casa del sospettato. Trova la fede nuziale della moglie,

ma nel frattempo Thorwald sta rientrando in casa (suspense) (vi è un'inquadratura sullo

specchio della finestra che fa vedere l'entrata del vicino in casa). Lisa è incantata dalla

musica del compositore che stava suonando in quel momento (che è riuscito anche a

bloccare il suicidio di Miss Cuore Solitario). Prontamente Jeff chiede l'intervento della polizia,

in quanto osservatore, e Lisa viene arrestata per tentato furto. Nello stesso momento però,

Thorwald scopre la presenza di Jeff (Lisa mostra l'anello a Jeff e Thorwald lo nota. Lei ha già

l'anello al dito, inerente al suo desiderio di matrimonio). Quest'ultimo prepara

immediatamente la cauzione e chiama Doyle, viene poi chiamato immediatamente al telefono

e in modo affrettato risponde con il suo nome, era Thorwald che ora è a conoscenza di chi lo

avesse spiato. Il vicino si reca da Jeff (tensione) e questi cerca di difendersi accecandolo con

i flash, la polizia riuscirà ad intervenire all'ultimo, salvando Jeff che cade dal balcone.

Il tutto si conclude con un epilogo felice in cui Miss Cuore Solitario si innamora del

compositore, il fidanzato della ginnasta ritorna (imprevedibilmente vecchio e brutto), l'altra

vicina ricompra il cane, la coppia di novelli sposini che litiga e Jeff che ora si è rotto anche

l'altra gamba mentre Lisa sfoglia superficialmente una rivista di attualità (appena il fotografo

non guarda, essa riprende in mano una rivista di moda).

Psycho (1960), Alfred Hitchcock

Rappresenta la storia di una coppia che decide di sposarsi, ma che deve affrontare dei

problemi economici per alcuni debiti di lui (Sam Loomis).

Successivamente lei (Marion Crane) viene incaricata di trasportare in banca un grosso

investimento (40k) della sua azienda, che un cliente aveva portato in contanti. Essa decide

allora di scappare con la busta, così da risolvere i problemi economici che la distaccavano dal

matrimonio.

Durante il viaggio è costretta a fermarsi in un desolato motel, in quanto ha sbagliato strada a

causa della fitta pioggia. Qui incontra un eccentrico proprietario, Norman Bates, che vive con

la madre in una casa lì a fianco. Dopo un'inquietante dialogo, lei torna nella sua stanza

intenta il giorno seguente a restituire i soldi; viene però uccisa da una figura sospetta,

possibilmente ricollegabile alla madre di Norman, mentre si fa la doccia.

Preoccupati per la scomparsa di Marion, il fidanzato e la sorella (Lila Crane), cercano di

avviare delle indagini e si affidano ad un investigatore assoldato dall'azienda di Marion per

ritrovare i fondi. Questi arrivato al Bates motel si insospettisce per le risposte del proprietario

e decide di cercare anche in casa di Norman; viene anch'esso però ucciso dalla stessa figura

che ha commesso l'omicidio di Marion.

Sam e Lila preoccupati per la scomparsa anche dell'investigatore, si avviano prima dallo

sceriffo, che spiega a loro che la madre di Bates è morta anni orsono, e in seguito allora

decidono di presentarsi al motel sotto le spoglie di una coppia. Mentre Sam cerca di distrarre

Norman, Lila incomincia a cercare in casa, ma il proprietario intuisce lo stratagemma e

tramortisce Sam per andare a fermare la donna. Quest'ultima si nasconde in cantina dove

ritrova il cadavere mummificato della madre, e Norman scende cercando di ucciderla ma

viene fermato all'ultimo momento da Sam. Si scopre che era Norman a travestirsi da sua

madre e che fu lui ad uccidere la madre e il compagno anni prima in quanto geloso della

madre, inoltre un complesso psicologico faceva in modo che egli interpretasse entrambi i ruoli

e che nel ruolo della madre egli fosse geloso del proprio figlio.

Titoli di testa di Soul Bass, musiche di Bernard Hermann, casa di produzione Paramount.

Anthony Perkins interpreta Norman Bates e Janet Leigh interpreta Marion Crane.

E' un film in bianco e nero.

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Phoenix, Arizona

Venerdì 11 dicembre, 2.43 pm

La prima ripresa è una ripresa aerea che si concentra sulla scena entrando dalla fessura di

una finestra.

La prima scena è ambientata in una stanza d'albergo dove la coppia si sta scambiando

effusioni. La stanza si illumina progressivamente, mostrando una mezza figura inferiore di lui

e lei stesa sul letto. Lei deve tornare in ufficio e lui andare in aereoporto per tornare nella sua

provincia, hanno il tempo di discutere del loro possibile matrimonio e della difficoltà in quanto

lui è indebitato. Decide però che appena terminato quest'ostacolo potranno sposarsi.

La scena ci presenta che è Marion la protagonista in quanto il punto di vista è suo (è la

situazione di Sam che crea i problemi).

Nella scena successiva si intravede subito Hitchcock nella parte di un giardiniere che passa

fuori dalla finestra (il regista era solito mostrarsi nei propri film, osservando però che i suoi fan

potevano distrarsi rispetto al coinvolgimento della storia in quanto intenti a cercarlo nel corso

della trama, egli appariva spesso all'inizio).

In ufficio da Marion intanto, un ricco acquirente entra per comprare una casa per la figlia, egli

sottolinea che il denaro pur non potendo comprare la felicità riesce a tener lontano l'infelicità.

Lascia così i soldi in contanti e Marion viene incaricata di trasportarli in banca. In seguito si

prende il resto della giornata libera in quanto afflitta da emicrania.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francois Reget di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Dagrada Elena.

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