Primi 5 capitoli
Applied Attention Wickens & McCarly
Theory
Capitolo 1 - Attenzione
Cap 1 - Introduzione
Importanza dell’attenzione:
❖ fa parte dei 3 limiti del processamento di informazioni insieme a:
❖ archivio - memoria
❖ velocità - tempo di risposta
❖
le proprietà dell’attenzione stanno alla base di altri fenomeni:
❖ memoria, apprendimento, capacità decisionale.
è rilevante in laboratorio ma anche nella vita reale (e.g. distrazioni
❖ dei guidatori, cattura dell’attenzione dagli allarmi, deficit attentivi)
Cap 1 - Varietà di Attenzione
L’attenzione riguarda una varietà di fenomeni psicologici molto diversi fra loro:
❖ ATTENZIONE FOCALIZZATA (focus): concentrarsi su di un singolo compito
❖ nonostante la presenza di distrattori.
ATTENZIONE SELETTIVA VISIVA: scegliere dove orientare l’attenzione; più
❖ precisamente una scansione visiva da un punto ad un altro.
SCAMBIO ATTENTIVO (switch): spostare l’attenzione da un punto ad
❖ un altro.
ATTENZIONE DIVISA: esecuzione di due compiti attentivi
❖ contemporaneamente (task level) e processamento in parallelo di due aspetti di
uno stimolo (perceptual level).
ATTENZIONE SOSTENUTA: rimanere conentrati su quello che stiamo facendo
❖ Cap 1 - Varietà di Attenzione
Possiamo inoltre
❖ dividiere l’attenzione in
FILTRO MENTALE e
CARBURANTE
MENTALE.
L’attenzione divisa può
❖ far arrivare più processi
all’elaborazione, ma il
loro numero è
comunque vincolato dal
“carburante”
disponibile.
Cap 1 - Relazioni con altri Domini
1. ERRORI DELL’ATTENZIONE (lapses attenzionali: fallimento nei processi di
immagazzinamento e recupero dell’informazione)
2. CONSAPEVOLEZZA DELLA SITUAZIONE: modello mentale dello stato corrente
dell’ambiente.
1. Notare gli eventi: dipende dal filtro attentivo
2. Capire il significato:
3. Prevedere le implicazioni: con 2, dipendono da risorse cognitive
3. CARICO DI LAVORO MENTALE: vanno creati dei sistemi dove il carico mentale
richiesto sia inferiore alle risorse mentali del soggetto.
4. INTEGRAZIONE UOMO-AUTOMAZIONE: riduce i costi del personale ma riduce anche
la consapevolezza della responsabilità del lavoratore -> riduzione dell’attenzione
Cap 1 - Dalla teoria alla pratica
Significatività Statistica VS. Significatività Pratica (ampiezza di un
❖ effetto in unità grezze)
Due processi da rispettare per questa transizione:
❖ 1. mostrare come i fenomeni del laboratorio si esprimono del
mondo reale
2. ideare soluzioni basate sull’attenzione per migliorare
produttività e sicurezza
Cap 1 - Il ruolo dei Modelli
MODELLI DESCRITTIVI (modello “collo di bottiglia” o “filtro” di Broadbend):
❖ descrivono performance qualitative.
MODELLI COMPUTAZIONALI: possono produrre predizioni quantitative
❖ delle performance. Sono modificabili senza problemi.
MODELLI TEORICI: tendono ad essere molto precisi e molto esigenti per
❖ la convalida.
MODELLI APPLICATI: meno precisi ma tengono conto di una più ampia
❖ gamma di condizioni e variabili ambientali.
Capitolo 2 - Teoria Singolo-Canale
e Teoria dell’Automaticità
Cap 2 - Introduzione
Teoria Singolo-Canale: il tempo richiesto per eseguire due compiti
❖ insieme sarà grande almeno come la somma dei tempi singoli.
Teoria dell’Automaticità: l’attenzione a volte può eseguire più
❖ compiti contemporaneamente e senza interferenza. Con poca o
nessuna attenzione richiesta al soggetto.
Possiamo vederle entrambe disposte ai vertici di un continuum che è il
❖ comportamento umano.
“Solo se i processi richiesti sono molto abituali
l’attenzione ci permette di eseguirne diversi
contemporaneamente, altrimenti ne processiamo
uno alla volta”.
–James, 1980
Cap 2 - Teoria Singolo-Canale e il Periodo Refrattario
Psicologico
Il Periodo Refrattario Psicologico (PRP) pone le basi per la Teoria Singolo-Canale.
❖ [Welford] Quando due stimoli sono presentati in rapida successione e il soggetto
❖ deve fornire una risposta veloce ad entrambi, i tempi di reazione al secondo
stimolo dipendono dal tempo che intercorre tra la presentazione del primo e del
secondo stimolo (SOA: stimulus onset asunchrony)
SOA molto breve -> TDR più lento rispetto a SOA lungo (questo ritardo
❖ viene chiamato Periodo Refrattario Psicologico)
La selezione della risposta al primo stimolo deve essere completa prima di poter
❖ iniziare la selezione della risposta successiva. Anche se l’elaborazione percettiva è
automatica, la selezione della risposta sarà vincolata.
Questi risultati confermano la teoria del “collo di bottiglia” di Broadbend secondo
❖ cui è possibile processare un solo stimolo alla volta.
Cap 2 - Teoria Singolo-Canale e il Periodo Refrattario
Psicologico
Gli autori delle precedenti teorie ritengono che l’attenzione possa essere rivolta
❖ verso un unico compito alla volta (teorie strutturali).
Altri autori affermano che la capacità di svolgere più compiti
❖ contemporaneamente dipende dalla quantità di risorse, e che differenti tipi di
risorse sono dedicati all’elaborazione di diversi generi di informazione (teoria
delle risorse).
se due compiti non competono nello stesso momento per le stesse risorse
❖ non dovrebbero interferire
quindi se si separano i sistemi di risposta ecco che non c’è più interferenza!
❖
Si suppone che coesista un’elaborazione limitata dai dati (indipendente dalle
❖ risorse usate) e una limitata dalle risorse (varia in base alle risorse utilizzate).
Cap 2 - Applicazioni della Teoria Singolo-Canale alle Predizioni
sul Carico di Lavoro
Tre circostanze con alta probabilità di produrre comportamenti a
❖ “singolo-canale”:
quando vengono presentati stimoli visivi che richiedono visione
❖ foveale ampiamente separati tra loro
quando compiti multipli richiedono di processare in rapida
❖ sequenza
quando due compiti richiedono un alto livello di
❖ coinvolgimento cognitivo
La teoria singolo-canale sottostima le capacità di multitasking!
❖
Cap 2 - Applicazioni della Teoria Singolo-Canale alle Predizioni
sul Carico di Lavoro
La teoria Singolo-Canale ha avuto applicazioni in due importanti aree:
❖ individuare le circostante per cui operatori impeganti in compiti
❖ critici per la sicurezza regrediscono a comportamenti singolo-canale
individuare quale successo possono avere le performance dei
❖ soggetti in configurazioni di multitasking
Per verificare il carico di lavoro -> predizione delle performance ->
❖ analisi della sequenza temporale: il carico di lavoro è proporzionale al
rapporto tra il tempo richiesto per un compito e il tempo totale disponibile.
Quando il tempo richiesto eccede il tempo disponibile si può andare
❖ incontro a regressioni singolo-canale che possono generare errori.
Cap 2 - Ascolto Dicotico: Teoria di Selezione Precoce vs Tardiva
Dalle teorie precedenti possiamo evincere che molti dei processamenti
❖ sensoriali potrebbero avvenire in parallelo prima del “collo di bottiglia (filtro)”.
Studio dell’attenzione selettiva uditiva attraverso l’ascolto dicotico
❖ (shadowing): presentazione di messaggi per ogni orecchio; il soggetto deve prestare
attenzione ad uno solo e ripetere quello che sente.
Analizzando poi quanto del secondo messaggio è stato processato dal
❖ soggetto:
non è stato processato niente -> “filtro” si applica precocemente
❖ è stato processato fino all’analisi del significato -> “filtro” si applica tardi
❖ rispetto a percezione e riconoscimento = Teoria di Selezione Tardiva
Cap 2 - Ascolto Dicotico: Teoria di Selezione Precoce vs Tardiva
Esperimenti successivi hanno confermato la presenza di un’analisi
❖ semantica senza attenzione focalizzata.
Hanno anche dimostrato che questo processamento semantico
❖ automatico è molto superficiale rispetto a quello focalizzato.
Ridando forza alla teoria originale di Broadbend e affermando che c’è
❖ uno slittamento del filtro attentivo.
Cap 2 - Automaticità
In recenti studi si sono documentati dei graduali miglioramenti sull’attenzione
❖ divisa in test che vengono praticati continuamente; confrontando soggetti ben
addestrati e novizi.
Il modello che spiega la migliore prestazione degli esperti tiene in considerazone
❖ due fatti:
l’interferenza tra compiti è una funzione delle richieste per le risorse
❖ mentali.
le richieste cognitive del compito si abbassano con la pratica, fino a
❖ raggiungere un punto di automaticità: dove non vengono più consumate
risorse.
Si tiene a mente che l’automaticità può riguardare sia aspetti che aiutano il
❖ soggetto, sia fattori con attivazione automatica che non possono essere fermati.
Cap 2 - Automaticità
Ruolo essenziale della COSTANZA nel produrre automaticità: in un
❖ esperimento, se un set target di elementi veniva mantenuto costante tra le
prove, i soggetti lo mappavano e potevano usare una “elaborazione percettiva
automatica” per svolgere quel compito di localizzazione in parallelo con altri
compiti.
L’automaticità non emerge dalla mera pratica, ma solo se alla pratica
❖ viene affiancato un set di stimoli target costanti (per caratteristiche
fisiche ma anche semantiche).
Cap 2 - Automaticità
Importanza dell’automaticità:
❖ FORMAZIONE DI ABILITÀ ATTENTIVE
❖ componenti automatizzate lasciano risorse libere per componenti che
❖ non possono essere automatizzate per scarsa costanza (e.g. guidare
in centro)
componenti non automatizzate, se sottoposte ad addestramento
❖ intensivo parziale, una volta reintrodotte non deviano le risorse che
possono essere usare per il compito più complesso
SEQUENZA TEMPORALE SUL CARICO DI LAVORO
❖ i compiti che richiedono poche risorse attentive possono essere
❖ considerati come automatizzati e quindi eseguiti in parallelo
Capitolo 3 - Controllo
dell’Attenzione
Cap 3 - Introduzione
Anche se operatori esperti sono in grado di distribuire l’attenzione in
❖ modo adattivo, resta utile avere un sistema di allarme che allerta
l’operatore in caso di eventi inaspettati.
Bisogna ideare dei sistemi che catturino e guidino l’attenzione
❖ dell’operatore in modo bottom-up senza però disturbarlo nel compito
che sta svolgendo.
Cap 3 - Cecità Attenzionale e al Cambiamento
Cecità Attenzionale (Inattentional Blindness): per un lapsus
❖ attenzionale un oggetto palesemente ben visibile non viene visto.
Questo fenomeno accade sia con presentazione foveale che
❖ periferica, l’importante è che l’attenzione del soggetto sia rivolta
altrove; in breve: lo stimolo deve essere inaspettato!
Il fallimento nel notare lo stimolo è attenzionale, non sensoriale.
❖
Cecita al Cambiamento (Change Blindness): per un lapsus
❖ attenzionale l’osservatore non nota un considerevole cambiamento
nell’ambiente. Deve essere inaspettato e accadere quando l’osservatore si
distrae oppure non riesce a vedere la scena.
Cap 3 - Attenzione Implicita ed Esplicita
Attenzione Esplicita (Overt Attention Shift): abbiamo uno
❖ spostamento dell’attenzione accompagnato da un movimento oculare
(saccade), della testo o anche del corpo.
Attenzione Implicita (Covert Attention Shift): cambio del focus
❖ mentale senza alcun movimento (raro nella vita reale).
Per testare queste due tipologie di cambi attentivi, si chiede ai soggetti
❖ di esprimere giudizi su oggetti presentati nel loro campo visivo
periferico, mentre mantengono gli occhi fissati in un punto centrale.
Esse sono collegate: non è possibile eseguire una saccade senza che
❖ prima ci sia stato uno spostamento implicito dell’attenzione.
Cap 3 - Il Riflettore dell’Attenzione Selettiva
L’attenzione selettiva può essere considerata simile a un riflettore (spotlight) di
❖ una certa ampiezza: se gli stimoli sono sotto questo fascio vengono elaborati fino
in fondo.
Flanker compatibility effect [Eriksen]: si deve rispondere alla presentazione di
❖ alcune lettere premendo un tasto, ad esempio alla lettera H e K si preme A, invece
alla lettera S si preme B. Le lettere sono presentate inserite in stringe di 5 lettere.
Si è notato che il tempo di risposta è inferiore quando lo stimolo è affiancato
❖ da 4 lettere con risposta compatibile (KKHKK) rispetto a quando le 4 lettere
sono con risposta non compatibile (SSHSS).
Inoltre si è visto che questo effetto è più forte se c’è poca o nessuna
❖ separazione tra stimolo e distrattori; invece è meno forte quando la distanza
supera 1 grado d’angolo visivo.
Cap 3 - Il Paradigma di Posner
In questo compito il soggetto deve mantenere gli occhi fissi in un punto centrale e
❖ localizzare, il più velocemente possibile, uno stimolo che viene presentato nella sua
periferia visiva. L’attenzione del soggetto viene manipolata da un segnale (cue) che
appare prima dello stimolo:
cue valido -> il segnale indica la reale posizione dove apparirà lo stimolo
❖ cue invalido -> il segnale non indica la reale posizione dove apparirà lo
❖ stimolo
I cue validi riducono i tempi di risposta,
❖ invece i cue invalidi li aumentano.
Anche per compiti di discriminazione.
I cue di fatto allineano il riflettore attentivo del
❖ soggetto con la posizione prevista del target.
Cap 3 - Cue Centrale vs Cue Periferico
Jonides, similmente a Posner, aveva studiato la differenza tra cue periferico e
❖ cue centrale:
Cue centrale (endogeno): suggerisce la posizione del target, ma non
❖ appare nella posizione in cui apparirà lo stimolo. Potrebbe essere una
freccia o un simbolo semantico.
richiede interpretazione e attenzione consapevole -> orientamento
❖ volontario dell’attenzione
Cue periferico (
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