Teorie del linguaggio e della mente
Introduzione alla filosofia della mente
Parte 1: What are mental states?
Uno stato mentale è un atteggiamento che un soggetto adotta nei confronti di un certo contenuto; con l’espressione stati mentali indichiamo pensieri (credenze, desideri e decisioni), sensazioni, percezioni ed emozioni. Alcuni stati mentali vertono su proposizioni (=espressioni di assetto dichiarativo) mentre altre no.
Ci sono alcuni requisiti che una teoria della mente deve rispettare: si tratta di idee pre-teoriche che noi diamo per scontato, e sono talmente radicate nella nostra concezione di che cos’è uno stato mentale che sono aspettative che noi abbiamo nei confronti di qualsiasi teoria della mente. Se la teoria non riesce a soddisfarli, dobbiamo avere delle buone ragioni per mettere in discussione delle assunzioni che noi diamo per scontato come assunzioni pre-teoriche. Una teoria della mente deve rendere conto di queste caratteristiche della mente:
- Alcuni stati mentali sono causati da stati del mondo (il mio dolore è causato dall’esser mischiacciato un dito);
- Alcuni stati mentali causano azioni (il mio desiderio di bere causa il mio alzare il bicchiere e portarlo alla bocca);
- Alcuni stati mentali causano altri stati mentali (il mio dolore durante l’ultima estrazione dentale causa la mia paura del dentista);
- Alcuni stati mentali sono coscienti (alcuni provocano una sensazione soggettiva: ad esempio vedere un colore fa un certo effetto, sentire un sapore fa un certo effetto); un modo per definire la coscienza è la cosiddetta coscienza fenomenica. L’idea è che alcuni stati mentali sono accompagnati o provocano delle sensazioni;
- Alcuni stati mentali riguardano cose nel mondo (il mio credere che il Monte Everest è alto 8848 metri è una credenza che verte su un particolare oggetto del mondo e lo rappresenta in un certo modo);
- Alcuni stati mentali sono correlati a stati cerebrali (ad esempio c’è una correlazione fra la sollecitazione di certe parti del cervello e certi ricordi).
Questi requisiti sono aspettative che noi comunemente abbiamo sulla mente; inoltre, ci aspettiamo che una teoria della mente li soddisfi e ne renda conto. Ma, se così non fosse, la teoria ci chiederebbe di rivedere alcune caratteristiche che noi comunemente attribuiamo alla mente (esempio: come siamo passati alla convinzione che le balene siano mammiferi e non pesci). La revisione di un’assunzione pre-teorica sulla mente non è così poco comune. Abbandonare credenze pre-teoriche ha un costo, e quindi la teoria deve essere molto convincente perché noi facciamo una cosa del genere. Infine, più una teoria della mente ne soddisfa, più siamo portati a ritenere questa affidabile.
Il dualismo
Prendiamo in analisi come prima teoria della mente quella del dualismo. Si tratta di una teoria non scomparsa, anche se pare essere ormai diventata una teoria del senso comune. Essa possiede ancora una certa risonanza in Europa ed in Australia mentre è oggigiorno percepita con disprezzo ed indifferenza negli USA. Il dualismo viene difeso in due modi diversi:
- Il dualismo delle sostanze: è la teoria che difende Cartesio, ed è l’idea che nel mondo vi sono due sostanze diverse, le sostanze fisiche (il corpo, collocato nello spazio, costituito da atomi, dotato di peso e altezza, visibile e toccabile) e sostanze non fisiche (la sostanza mentale, la mente, da non confondere con il cervello che è una sostanza fisica). Gli stati mentali sono delle proprietà non materiali della sostanza non fisica.
- Dualismo delle proprietà: questo tipo di dualismo si dirama in due differenti teorie: l’epifenomenismo (sostenuto da Ravenscroft) e l’interazionismo. L’epifenomenismo sostiene che esista una sola sostanza fisica che può possedere proprietà fisiche o proprietà non fisiche. Queste ultime sono causate e non possiedono potere causale fisico. D’altro canto, l’interazionismo sostiene che esista una sola sostanza fisica che possiede proprietà fisiche e non fisiche, ma che le proprietà fisiche causino proprietà non fisiche e le proprietà non fisiche causino proprietà fisiche.
Dualismo della sostanza
NB: Per quanto riguarda il dualismo delle sostanze dobbiamo distinguere tra la mente come oggetto fisico e l’anima, che, in base alla religione, sopravvive dopo la morte. Dunque, la mente non è accostabile all’anima ed essere dualista non significa essere animista. Questo perché per gli animisti l’anima sopravvive alla morte e ciò non è generalmente ritenuto dai dualisti in riferimento alla mente.
Secondo i dualisti delle sostanze inoltre, esiste un rapporto causale fra sostanze fisiche e non fisiche. Quello che succede è che gli stati cerebrali (stati fisici del cervello) causano proprietà non fisiche (della mente non fisica), queste proprietà interagiscono tra di loro e causano altre proprietà non fisiche, ma ciò che è essenziale è che secondo un dualista delle sostanze queste proprietà non fisiche possono causare certi fenomeni nelle sostanze fisiche, quindi nel cervello.
Ad esempio, Bloggs vede un leone (evento fisico) e la luce colpisce il corpo del felino, rimbalza e colpisce la retina del nostro personaggio che passa queste informazioni alla non fisica mente. La mente interpreta le informazioni ricevute dal cervello, riconosce la presenza del leone e decide che la cosa migliore da fare è correre via. Un messaggio (corri!) è inviato dalla mente al cervello di Bloggs che invia a sua volta dei segnali ai muscoli delle gambe che causano la fuga di Bloggs. Dunque, secondo questo ragionamento la mente e il cervello interagiscono fra loro.
Questo rapporto può essere così schematizzato:
→ Leone (evento fisico) → Cervello (leone evento mentale – pericolo evento mentale) → Omino che corre (evento fisico).
Le informazioni riguardanti il mondo sono comunicati dal corpo alla mente. La mente decide un piano d’azione e lo comunica nuovamente al corpo che, di per sé, non prende decisioni.
Bisogna sottolineare che quella fra mente e cervello è una relazione causale. Dunque, il cervello che è ricettore di informazioni, causa/spinge la mente la mente a registrare la presenza del leone. La mente a sua volta causa/spinge il cervello ad attivare i muscoli. Dunque, ci sono two-way causal interaction. Tuttavia, le inferenze razionali e irrazionali avvengono tutte nella sostanza non fisica (nella mente).
Come convincerci che esistono sostanze non fisiche?
Cartesio presenta degli argomenti a difesa del dualismo, tutto secondo la seguente forma:
- a) La mente ha una proprietà P.
- b) Gli oggetti fisici non possiedono la proprietà P.
- c) Dunque, la mente non è un oggetto fisico.
Che cos’è un argomento? Un argomento è costituito da delle premesse e da una conclusione, mentre gli aspetti di cui teniamo conto nel giudicare un argomento sono essenzialmente due:
- Validità: un argomento è valido quando la conclusione segue dalle premesse, ed è data dalle regole; infatti, la regola prevede che la verità delle premesse forzi la verità della conclusione. Non è possibile avere delle premesse vere ed una conclusione falsa. Qualora ciò dovesse accadere, l’argomento non è valido.
- Correttezza: essa è data dalla verifica della verità delle premesse. Le condizioni di verità sono condizionate dal mondo e dunque non possono essere soggettive, poiché non dipendono da ciò che noi possiamo sapere. È necessario distinguere il piano epistemico (relativo alla nostra conoscenza) dal piano metafisico (la verità dell’enunciato).
Il principio che regola l’argomento esposto da Cartesio si chiama indiscernibilità degli identici ed è stato ideato da Gottfried Leibniz.
- a) Se x=y, x e y possiedono le stesse proprietà.
- b) Se x ha una proprietà che y non ha, allora x è diverso da y.
Se due identità sono identiche allora esse sono indiscernibili, ovvero non vi sono proprietà che consentono di distinguerle. Il principio è valido dal momento che non abbiamo un controesempio. Attenzione: Da non confondersi con identità degli indiscernibili:
- a) Se x e y possiedono le stesse proprietà, allora x=y.
- b) Se x e y sono diversi, allora x possiede almeno una proprietà che y non ha.
Gli argomenti cartesiani prendono in considerazione la variante modale (caratterizzata dal “può” e dunque dall’introduzione della possibilità) del principio di indiscernibilità degli identici:
- a) A può avere le proprietà P.
- b) B non può avere le proprietà P.
- c) A è diverso da B.
Esempio di un argomento che adotta la variante modale:
- a) La statua non può sopravvivere alla frantumazione.
- b) La creta sì.
- c) La statua è diversa dalla creta.
Questo perché hanno proprietà modali distinte e ciò non dipende da proprietà contingenti.
Primo argomento (Cartesio)
- a) Le menti possono usare il linguaggio.
- b) Gli oggetti fisici no.
- c) Dunque, le menti non sono oggetti fisici.
L’argomento è valido? Sì, perché è applicato il principio di indiscernibilità degli identici. L’argomento è corretto? No, perché oggigiorno gli oggetti fisici sono in grado di parlare. Ai tempi non si poteva sapere, ma ciò non implica che quanto Cartesio ha detto sia vero. Non è vera oggi la premessa, come non lo era ai tempi.
Oggigiorno abbiamo scoperto che il linguaggio è regolato da una serie di regole che definiscono la sequenza delle parole, affinché risulti una frase non sgrammaticata. Queste regole sono la sintassi del linguaggio. Tuttavia, abbiamo buone ragioni per pensare che un computer ben programmato sia oggigiorno in grado di “processare” o elaborare le regole del linguaggio. In questo senso la sintassi è meccanica. Il fatto invece, che le parole abbiano a vedere con un significato, riguarda quell’aspetto della lingua noto col nome di semantica. Anche in questo caso i computer sono in grado di usare il linguaggio apportando un significato a quanto dicono.
Secondo argomento (Cartesio)
- a) Le menti possono fare ragionamenti.
- b) Gli oggetti fisici non possono.
- c) Dunque, le menti non sono oggetti fisici.
L’argomento è valido? Sì, perché è applicato il principio di indiscernibilità degli identici. L’argomento è corretto? No, perché le macchine oggi sono in grado di fare i calcoli, di compiere ragionamenti logici. Cartesio riteneva che non potesse esistere un meccanismo in grado di rispondere a una molteplicità di circostanze, ma la capacità di compiere calcoli matematici da parte delle macchine e anche di scoprire alcune nuove verità matematiche (teoremi ad esempio) e metodi a partire da certi assiomi rende la tesi cartesiana errata.
Terzo argomento (Cartesio)
- a) Le menti possono essere coscienti.
- b) Gli oggetti fisici non possono essere coscienti.
- c) Le menti non possono essere oggetti fisici.
L’argomento è valido? Sì, perché è applicato il principio di indiscernibilità degli identici. L’argomento è corretto? Il giudizio deve rimanere sospeso, in quanto attualmente noi non abbiamo macchinari che abbiano la capacità di essere coscienti. Anzi, dobbiamo porci la seguente domanda: la coscienza è davvero ciò che distingue la mente da tutti gli altri oggetti?
Quarto argomento (Cartesio)
- a) Io posso dubitare di avere un corpo.
- b) Io non posso dubitare di esistere.
- c) Io non sono il mio corpo.
Dunque, la conclusione finale sarebbe che la mia mente non è il mio corpo e dunque io sono la mia mente. Nelle Meditazioni Metafisiche, Cartesio nota di poter dubitare dell’esistenza del proprio corpo e lo osserva partendo dal presupposto che, ad esempio, mentre sogniamo, talvolta confondiamo i sogni con la realtà. Con questo lui vuole sottolineare che forse la maggior parte delle nostre credenze attuali sono false: magari non ho un corpo, ma sto solo sognando di averlo. Cartesio ipotizza l’esistenza di un genio maligno che lo inganna. Tuttavia, una volta che ho ammesso che questo genio esiste devo anche ammettere che potrei essere in errore. Dunque, Cartesio dice che magari noi non siamo altro che spiriti senza corpo, ingannati dal genio maligno. Ciononostante, il fatto di star anche solo pensando di essere ingannato dal genio, non lo può far dubitare della sua esistenza (cogito ergo sum). Anche se sto sognando, devo esistere in funzione del sognare. Anche se il genio maligno controlla i miei pensieri, io devo esistere in funzione di essere controllato.
Analizziamo più nel dettaglio la forma di questo argomento:
- a) Si può pensare che B non esista (B ha la proprietà di poter essere pensato non esistente).
- b) Non si può pensare che A non esista (A non ha la proprietà di poter essere pensato non esistente).
- c) A è diverso da B.
È usato il principio di indiscernibilità degli identici? No, perché nell’applicazione di questo principio gli oggetti considerati devono avere delle proprietà intrinseche, ossia indipendenti dal rapporto che l’oggetto stabilisce col mondo. Mentre nel nostro caso, l’argomento adotta come proprietà delle caratteristiche che non sono proprietà degli oggetti. Dunque, qui si sta parlando di proprietà relazionali ed epistemiche (= relative alla nostra conoscenza della realtà che ci circonda). Bisogna distinguere fra proprietà oggettive e accesso epistemico.
Il problema di questo argomento è il fatto che esso finge di trattare come proprietà degli oggetti, in particolare del mio corpo, qualcosa che in realtà non è una proprietà del mio corpo, ma è una relazione che il mio corpo ha con un certo atteggiamento mentale che io adotto nei confronti del mio corpo, ossia un atteggiamento epistemico – io posso avere dei dubbi sul fatto che il mio corpo esista.
Facciamo un ulteriore esempio:
- a) Io posso dubitare di essere un’insegnante.
- b) Io non posso dubitare di esistere.
- c) Quindi io non sono un’insegnante.
Tuttavia, dubitare di avere alcune proprietà non ti autorizza a dire che non le hai. Se sono un insegnante, lo sono indipendentemente dal fatto che io ne dubiti, e lo stesso ragionamento vale per il discorso riguardante il mio corpo. Non è sufficiente la certezza o l’incertezza dell’accesso epistemico per dire che alcune proprietà non sono possedute.
Il diverso accesso epistemico non ci assicura una differenza metafisica fra mente e corpo o l’esistenza o meno di uno dei due. Se partiamo dal piano epistemico non possiamo avere certezze sul piano ontologico.
Che cosa caratterizza, dunque questi argomenti?
Nel IV argomento di Cartesio compaiono predicati psicologici (dubbi, credenze, ecc.) che possono essere soggetti ad errore. Io posso credere o dubitare di qualcosa senza fondamento. Noi siamo soggetti che possono sbagliare, quindi il fatto che io abbia un dubbio riguardo una cosa, non vuol dire che tale dubbio sia una caratteristica della realtà. Un dubbio non è una proprietà degli oggetti ma è una relazione che sussiste tra gli oggetti e un mio stato reale esistente; si tratta dunque di una proprietà epistemica, ossia una proprietà relazionale su cui il soggetto può sbagliarsi.
Dunque, il principio di indiscernibilità degli identici riguarda solo proprietà possedute dagli oggetti indipendentemente da quello che noi possiamo credere o dubitare e dunque non dipende dal valore epistemico, ma riguarda solo proprietà intrinseche. I predicati psicologici non sono adottabili per applicare il principio di indiscernibilità degli identici. La proprietà dipende da alcune attitudini psicologiche dei soggetti.
In conclusione, il IV argomento non è né valido né corretto. La verità delle premesse non forza la verità della conclusione. Abbiamo visto quattro argomenti che sono portati da Cartesio a difesa del dualismo delle sostanze, anche se nessuno dei quattro è decisivo.
Argomenti contro il dualismo
- Argomento della principessa Elisabetta: Elisabetta di Boemia era un’amante di Cartesio e l’argomento prende il suo nome a seguito di questa sua osservazione: Se mente e corpo sono due sostanze diverse, come possono interagire fra loro? Questo argomento non sembra decisivo contro il dualismo, perché bisogna distinguere tra due aspetti: Elisabetta, nel suo ragionamento, presuppone che due sostanze differenti non possano comunicare fra loro. Ciò, tuttavia, è errato dal momento che, l’interazione tra due sostanze diverse, come ad esempio acqua e zucchero, è possibile e spiegabile. Il problema non è tanto la possibilità o meno dell’interazione in sé tra due sostanze, ma il punto è che non c’è una spiegazione plausibile dell’interazione fra mente e corpo. Sebbene l’argomento della principessa non sia decisivo, esso mette in luce una difficoltà che verrà successivamente ripresa. Cartesio al fine di risolvere il problema introduce la cosiddetta ghiandola pineale, anche se oggi questa teoria non può sicuramente essere considerata corretta. Ciononostante, non ci spieghiamo plausibilmente l’interazione fra mente e corpo e il dualismo delle sostanze non ne rende conto.
- Argomento a partire dalla completezza della fisiologia: Un fisiologo può dare una spiegazione completa di ciò che ha condotto Bloggs a fuggire dal leone: → Stimolazione della retina → stimolazione della...
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