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Capitolo 1. Teorie, media, società

Tre tipi di conoscenza sui media

1. Elaborata dal pubblico, si chiama così conoscenza di senso comune: perché è basata su presupposti che non possono essere messi in discussione poiché sconvolgerebbero tutta la nostra organizzazione mentale. Queste idee non vengono elaborate come opinioni personali ma come teorie generali. Questa è la conoscenza che hanno le persone.

2. Conoscenza di tipo professionale: lavorano nei media.

3. Deriva dalla ricerca scientifica sui media. Conoscenza scientifica:

  • Teorie normative: Parlano di come devono funzionare i media. Mass media: Si forma sul concetto di media (televisione, cinema, radio, stampa) + MASS (mezzi dell'industria culturale).

Tre livelli di interazione comunicativa

  • Faccia a faccia: Gli interlocutori partecipano condividendo gli stessi spazio e tempo.
  • Mediata: Lettere, telefono, email. I partecipanti si trovano in ambienti spazio-temporali diversi.
  • Quasi-interazione mediata: Uno stesso messaggio si rivolge a un insieme di riceventi infinito. Scomparsa della bidirezionalità comunicativa.

La stampa

Comincia con la diffusione dei testi scientifici. Secondo Anderson l'invenzione della stampa crea una comunità immaginata; avremmo interiormente l'immagine della partecipazione di altre persone sulla nostra comunità. La nazione per Anderson è limitata e sovrana. L'invenzione della stampa crea una identità nazionale con il capitalismo a stampa.

Il cinema

Comincia come una invenzione per il tempo libero formando parte dell'industria dell'intrattenimento dove si afferma uno star system. Con il passare del tempo il cinema si è legato come strumento di propaganda. Le prime importanti teorie sul cinema nascono nel formalismo russo con la teoria del montaggio, il cinema realizza il montaggio di attrazioni per creare una tensione conflittuale con il pubblico. Andrè Bazin vede nel cinema l'espressione del reale. La teoria del neorealismo elimina la separazione tra vita e spettacolo.

Negli anni '60 il cinema si studia come un sistema di segni, diventando un oggetto della semiotica secondo Metz.

La radio

Si parla molto della funzione sociale e educativa della radio. Brecht considera che la radio si può usare per fare una trasformazione rivoluzionaria insieme ad altri mezzi. La radio per Brecht è uno strumento di distribuzione e non di mezzo di comunicazione. Walter Benjamin pensa che la radio sia un mezzo dotato di caratteristiche in grado di svegliare le coscienze e rendere il pubblico attivo. Secondo Rudolf Arnheim, la radio è in grado di attivare un rapporto intimo e individuale con l'ascoltatore. Ian Rodger sottolinea l'importanza del silenzio nella teoria drammaturgica radiofonica. La radio avrebbe la potenzialità per passare da un uso repressivo dei media a uno uso emancipatore.

La televisione

Legge Mammi del 1990: le reti private possono trasmettere in diretta. La televisione è il mezzo di comunicazione di massa su cui si concentra la maggior parte della produzione di ricerca e teoria dei media studies.

  • Raymond Williams: la programmazione televisiva si presenta come un flusso ininterrotto di suoni e immagini. Prima degli anni Sessanta, la programmazione era un flusso senza segmentazione e unico. Dopo gli anni Sessanta, la programmazione televisiva diventa un supertesto, un palinsesto che si adatta alla nostra vita quotidiana.
  • Umberto Eco: la Neotelevisione si caratterizza per: l'autoriflessività (la televisione parla di se stessa), la non trasparenza tra informazione e fiction (slittamento tra spettacolo e informazione, infotainment), il recupero del folk locale, l'elasticizzazione del ritmo televisivo, la vicinanza tra emittente e spettatore, e il flusso continuo (ibridazione).
  • Casseti e Odin: la Paleo.TV - modalità pedagogica della televisione. Un esperto che si rivolge al pubblico. Flusso programmato, il palinsesto mantiene un ruolo fortemente strutturante.

La musica registrata

Due funzioni: archiviazione (traduzione dell'evento in informazione cifrata e reperibile all'interno del sistema) e registrazione (memorizzazione di un fatto su un supporto attraverso un'immagine). Fonografia matura: perfezionamento delle tecniche di creazione e produzione sonora.

All'interno dei cultural studies, la musica rappresenta classi subalterne determinate. La musica pop è vista come un modo per elaborare e diffondere messaggi. La musica pop sarebbe un racconto mediale con diversi luoghi in cui si sviluppa tale racconto:

  • La canzone: musica registrata interpretata dal cantante o gruppo musicale.
  • La performance: messa in scena della musica.
  • La stampa (musica scritta)
  • La radio: la musica viene contestualizzata in un flusso di parole.
  • I media visivi (videoclip)
  • Nuovi media come modalità di distribuzione (internet)

La telefonia

È un personal medium perché permette una comunicazione individuale e interattiva. Considerato il nonno dei nuovi media, il telefono è diventato la tecnologia della socialità per essere la prima tecnologia a entrare nelle case. La telefonia è oggi oggetto della comunicazione di massa grazie alla comparsa del telefonino. Le conversazioni sul telefonino possono coinvolgere gli astanti dei due interlocutori (effetto piazza). Il telefonino è un connettore sociale (SMS, squillo).

I grandi contesti teorici

La modernità

La società moderna si caratterizza per l'emergere del sistema fabbrica, la concentrazione della popolazione dagli ambienti rurali alla città e l'urbanizzazione. La metropoli è il luogo del moderno. Il blasé è l'individuo che è sottoposto ai stimoli della metropoli. Il flâneur è l'uomo della folla, secondo Benjamin uno spettatore di questa città spettacolo. Le città diventano le grandi cattedrali del consumo di massa.

Postmodernità

Secondo Lyotard, sono finite le grandi narrazioni su cui si fondava il progetto della modernità, parcellizzazione del sapere e della conoscenza (messaggi mediatici), pluralità dell'interpretazione della realtà.

La società globale

  • Big is better
  • More is better
  • Il tempo e lo spazio sono scomparsi
  • L'omogeneità culturale globale
  • Salviamo il pianeta Terra
  • La democrazia da esportazione tramite la TV americana
  • Il nuovo ordine mondiale

Il mondo globale porta, secondo Appadurai, a cinque flussi:

  • Flusso di persone (ethnoscapes)
  • Flusso di maquinarias (technoscape)
  • Flusso di denaro (finanscapes)
  • Flusso di idee (ideoscapes)
  • Flusso di informazione (mediascapes)

Capitolo 2. La produzione della cultura mediale

In questo capitolo parleremo della produzione della cultura mediale. Questi sono quei prodotti che i media ci propongono ogni giorno. Nel secondo paragrafo parleremo dell'organizzazione dei media e nel terzo paragrafo vedremo alcune ricerche concentrate sulle routine lavorative dei professionisti dei media. Il quarto paragrafo tratta di come dovrebbero funzionare i media.

L'industria dei media e l'economia politica della comunicazione

L'industria dei media si basa sull'idea del libero mercato, cioè il mezzo più efficace per assicurare la vitalità e prosperità della società. Per i teorici dell'economia politica della comunicazione questi studi sono concentrati in gran parte sulla questione del potere dei mezzi che contribuisce a promuovere il capitalismo, mentre i teorici del libero mercato pensano che il mercato regola e limita il potere. L'approccio dell'economia politica della comunicazione è critico in relazione ad almeno tre importanti aspetti del settore produttivo:

  • Proprietà: Chi possiede i mezzi di comunicazione è in grado di controllare la produzione di idee ma il pubblico ha anche sicuramente un potere su quali saranno i prodotti immessi sul mercato perché è il pubblico che forma l'udienza.
  • Dimensioni dei mercati: Deve avere abbastanza offerta per far conoscere il prodotto e che il pubblico scelga i suoi prodotti preferiti. È importante che il mercato non sia dominato da grandi concentrazioni, ma che ci sia spazio per tutti.
  • Internazionalizzazione dei mercati: La teoria dell'imperialismo culturale considera che il dominio delle industrie mediatiche statunitensi sia più pervasivo diffondendo l'imperialismo americano.

I professionisti dei media possono essere analizzati a diversi livelli

  • I lavoratori dei media come risorsa economica: Il lavoratore è considerato come uno dei vari fattori di produzione. L'aspetto centrale del lavoratore è la sua flessibilità, normalmente non esiste un rapporto diretto con il produttore ma si lavora in un gruppo che ha connessione con il produttore.
  • I lavoratori dei media come soggetti sfruttati sotto il capitalismo: Il focus è concentrato essenzialmente sulla questione del lavoro. L'aspetto più importante è il potere.
  • I lavoratori dei media come professionisti: Figura professionale dei lavoratori dei media sulla loro organizzazione collettiva.

Secondo Noam Chomsky, la produzione mediale è essenzialmente propaganda. La sua funzione è integrare l'individuo nella società. I media sono uno strumento di controllo nelle mani delle elite al potere. Questo modello è stato criticato da Murdoch per essere strumentalista (le grandi compagnie mediali sono considerate in questo modello come strumenti del potere al servizio dello stato). Pierre Bourdieu si propone di smascherare la violenza simbolica nella televisione, la censura invisibile che si applica perché la televisione cerca Fastthinkers, non si cerca la riflessione nel pubblico ma neanche nei giornalisti. Informazione frammentaria.

Teoria della labouring audience: Nel capitalismo contemporaneo il pubblico è visto come una merce che produce una ideologia consumista attraverso la pubblicità. Il pubblico diventa audience nel momento in cui si considera in termini quantitativi nel tentativo di stabilire la quantità di persone che seguono un determinato programma o leggono un determinato giornale.

La cultura dei media

La Crane propone di concettualizzare la cultura: il settore centrale diffonde cultura a pubblici nazionali ed internazionali. Tutta la popolazione è esposta. La televisione è il principale medium in questo senso.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e Tecniche delle Comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Rizza Eleonora.
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