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Park: quando il pubblico smette di essere critico si trasforma in una folla. Quindi la differenza sta nel fatto

che la folla obbedisce alla collettività, mentre il pubblico riflette razionalmente (perchè formato da individui

con opinioni diverse).

Lazarsfeld: l’affermarsi della classe media, il diffondersi delle istituzioni democratiche, il ridursi

dell’analfabetismo e lo sviluppo degli strumenti di comunicazione di massa hanno fatto sorgere un interesse

per ciò che viene generalmente definito “opinione pubblica”.

Lippman: per lui esiste una relazione triangolare tra: la scena dell’azione, l’immagine umana di quella scena

e la risposta umana a quell’immagine che si relaziona alla scena dell’azione.

Habermas: la sfera pubblica è uno spazio discorsivo in cui individui e gruppi si riuniscono per discutere

questioni di mutuo interesse.

La società di massa

“The crowd” (un film) è la storia di John Sims, impiegato che lavora in una grande multinazionale che cerca

di fare carriera. È un individuo che fa parte di una società dei grandi numeri (società di massa).

Toqueville: l’impero della maggioranza si fonda in parte sull’idea che vi sia più saggezza e acume in molti

uomini riuniti che in uno solo, nel numero piuttosto che nella qualità dei legislatori. I francesi, sotto l’antica

monarchia erano certi che il re non potesse mai sbagliare. Ciò facilitava grandemente l'obbedienza. Infatti si

poteva mormorare contro la legge, senza cessare di amare e rispettare il legislatore. Gli americani hanno la

stessa opinione riguardo la maggioranza.

Secondo Weber l'amministrazione monocratico-burocratica (burocrazie = potere dell'ufficio) è il modo

formalmente più razionale di esercitare il potere. Infatti, essa è oggi inevitabile per i bisogni

dell’amministrazione di massa.

Ci sono tre famiglie di critiche alla società di massa: gli anti-modernisti (la massa è un fenomeno della

modernità quindi ha distrutto ciò che c'era prima/la cultura locale); gli elitisti (la massa rappresenta il

“popolino”, l'uomo medio, e ha distrutto la “vera cultura”); la teoria critica (la massa si fa manipolare). La

massa è accusata di essere amorfa, indifferente, anomica e repressa. Un es. di teorico critico è Marcuse, che

accusa la massa di essere costituita da cittadini schiacciati ed a una sola dimensione.

Lederer: la dittatura moderna è il sistema politico moderno basato sulle masse amorfe. Il fascismo moderno è

causato dalla necessità di soddisfare le masse.

Hannah Arendt: i movimenti totalitari europei reclutarono i loro membri da una massa di gente

manifestamente indifferente, che tutti gli altri partiti avevano lasciato da parte perché ritenuta troppo apatica

o troppo stupida.

Mills: le masse non sono pubblici che agiscono autonomamente, al contrario esse sono manipolate in punti

cruciali e trasformate in folle di dimostranti.

Si passa dalla folla alla massa nel passaggio 800-900: la folla era una specie di paura collettiva, disordinata;

mentre la massa, erede della folla, nasce con l'organizzazione della società. Una differenza tra folla e massa è

il fatto che la folla è sinodica, mentre la massa asinodica (è più una struttura psicologica).

Mass media/mezzi di comunicazione di massa

Esistono due tipi di comunicazione di massa: la comunicazione broadcast (dei broadcast media) e la

comunicazione reticolare (dei networked media).

Broadcast letteralmente è il gesto dei contadini che seminano. All'interno di questo tipo di comunicazione

che fa pensare alla figura del “capo”. Alcuni es. di broadcast media sono i libri, i giornali, le radio, la tv, ecc.

La comunicazione reticolare elimina la “grande emittente” e la sostituisce con più emittenti. Es. di networked

media: internet, media digitali, ecc.

Broadcast media (E = emittente ; R = ricevente) Si dice che i mass media posseggano il “quarto

potere”: il 1° è quello legislativo, 2° esecutivo, 3° giudiziario. Infatti “Quarto

potere” è il titolo italiano del film “Citizen Kane” (documentario falso, su una

persone mai esistita). All'interno di questo film viene fatta una citazione: “un impero

che domina un impero” (il primo impero è quello dei mass media, il secondo sono

gli USA).

Lasswell è il primo che riflette sul potere dei mass media. Egli sostiene che la

strategia della propaganda possa facilmente venire descritta nel linguaggio dello stimolo-risposta. In tal

senso il propagandista si preoccupa di moltiplicare quegli stimoli che evocano le risposte desiderate e di

annientare quelli che istigherebbero risposte indesiderate. Questa sua teoria è chiamata teoria ipodermica, o

teoria dell'ago ipodermico. Questa teoria prende il nome dall'immagine dell'ago ipodermico utilizzato per le

punture: questa teoria afferma che i messaggi colpiscono personalmente gli individui, in modo diretto e

immediato, modificandone opinioni e comportamenti. Per lo stesso motivo, in inglese questa teoria si chiama

“Bullet Theory” (teoria del proiettile).

La teoria del flusso di comunicazione a due gradini (Two Step Flow of communication) è stata elaborata

Lazarsfeld e Katz durante una ricerca sull'opinione pubblica. Secondo questa teoria il messaggio dei mass

media non è diretto ma mediato: va dai media agli opinion leader e successivamente dagli opinion leader al

gruppo sociale di riferimento. Appare per la prima volta il concetto di “contesto”: la gente pensa

relativamente a chi ha accanto, una figura fiduciaria (opinion leader”).

Secondo Lippmann, la stampa, agendo su ognuno per 30 minuti ogni 24h, sappia creare una forza mistica

chiamata “opinione pubblica”.

McQuail: all'inizio della ricerca sulle comunicazioni di massa, il concetto di audience si riferiva all’insieme

di coloro che ricevevano una serie di messaggi. Questa versione è stata gradualmente sostituita

dall’immagine dei fruitori dei media come più o - attivi, resistenti alla propaganda e motivati dai propri

interessi, dipendenti da contesti culturali e sociali specifici.

Bourdieu: i sondaggi di opinione si basano su tre postulati: tutti possono avere un'opinione, tutte le opinioni

si equivalgono, esiste un accordo sulle domande che meritano di essere poste. Secondo lui la tv nasconde

mostrando: più svela e più in realtà vela.

McLuhan sconvolge lo scenario della comunicazione di massa: ha lanciato il concetto di “villaggio globale”

quando ancora non si parlava di globalizzazione. Secondo lui il messaggio non conta quasi nulla perchè in

realtà è il medium il messaggio.

De Certau (gesuita) distingue tra due attività: strategia e tattica. Sul piano militare: strategia si fa prima della

battaglia, tattica durante la battaglia. Dal punto di vista dei mass media, il potere detiene gli spazi della

produzione attraverso strategie, ma gli utilizzatori (i riceventi) se ne riappropriano attraverso tattiche. In

generale: la strategia si pianifica in anticipo, la tattica si improvvisa.

Networked media I media reticolari hanno dato una speranza: che non ci sia più asimmetria tra emittenti

e riceventi.

Bolter: è in atto un processo di ri-mediazione (mediazione di ciò che è già stato

mediato). Secondo lui passaggio da un medium all'altro non è discontinuo ma

continuo: medium nuovo ricopre stesse funzioni del vecchio. Ogni volta che arriva

medium nuovo vuole dimostrare di essere meglio di quello più vecchio. Un medium è

meglio di un altro a seconda di quali criteri di qualità e fedeltà sono scelti.

Castells: la rete appare come un luogo egualitario e antigerarchico ma non è così.

Mitchell: la rete si sostituisce al mondo materiale. C'è una dissociazione tra mondo fisico e

dell'informazione. Secondo lui “il mondo si duplicherà”, ma questa tesi è stata sbugiardata. Infatti con “Blast

theory” ci si è accorti che il mondo dei media reticolari e il mondo fisico non si stanno separando ma il primo

si stava incarnando nel secondo. (Can You See Me Now? è un gioco che si svolge contemporaneamente

online e per le strade, giocatori da tutto il mondo possono giocare online in una città virtuale contro membri

di Blast Theory: tracciati dal satellitare, i corridori di Blast Theory appaiono online insieme agli altri

giocatori e dei device informatici mostrano le posizioni dei giocatori online e guidano i corridori a

raggiungerli)

La città e l'urbanità

Le scienze devono descrivere e spiegare i fenomeni, non valutarli, ma con la città è difficile. Infatti ci sono:

urbanofobi (la città è un luogo freddo, pericoloso e minaccioso; es. Rousseau) e urbanofili (amanti della città,

luogo dell'innovazione, delle menti, delle opportunità; es. Marx, secondo cui le città sono grandi incontri di

idee). Dalla modernità, la società è sempre più urbana: il 2008 è un anno importante perchè, secondo una

stima dell'ONU, più del 50% della popolazione mondiale vive in città.

Sant'Isidoro di Siviglia, nel 15° libro distingue due termini che definiscono la città: urbs (indica le mura

urbane, quindi indica una città materiale, presente nello spazio) e civitas (indica gli abitanti, i cittadini).

Park vuole capire come si formano le città (Chicago era piccolissima e si ingrandì a dismisura in pochissimo

tempo). Secondo lui città non è semplicemente un meccanismo fisico e una costruzione artificiale: essa è un

prodotto della natura, e in particolare della natura umana.

Lefebvre ha una visione positiva della città, infatti la definisce come un'opera d'arte.

Benjamin (studioso urbanofilo degli anni 20, oggi molto discusso): le strade sono il vero luogo dove abita il

collettivo. Esso è un essere eternamente inquieto, eternamente agitato che nelle strade fa esperienza, impara e

comprende tanto quanto gli individui fanno nella privacy delle loro 4 mura domestiche. Egli riprende il

concetto di “flâneur” dopo Baudelaire (ammirato da Benjamin). Il flâneur è l'osservatore/attraversatore della

città, per lui la città è uno spettacolo. In questo contesto la folla appare in una dimensione particolare: il

flaneur vuole farne parte ma essa gli appare come una fantasmagoria. I “passages” di Parigi, tanti citati da

Benjamin, sono un po' dentro e un po' fuori, uno spazio ibrido (se c'è il sole non arriva, idem per la pioggia):

non è mai completamente giorno. Il flaneur è un abitante dello spazio pubblico, rinuncia alle sue proprietà

private per diventare un uomo pubblico (sempre osservato e osservatore). Egli è una faccia tra le tante facce,

è anonimo, non conosciuto. Secondo gli urbanofili l'anonimato urbano è un fattore di emancipazione (ha

aiutato anche per l'emancipazione femminile).

Secondo Le Corbusier c'è un'esigenza di chiarezza e di riconfigurare la città in modo razionale. Secondo lui

c'è una contrapposizione tra le nostre necessità (lavorare, abitare, ricrearsi) e la struttura delle città.

Debord utilizza un termine che si rifà alla flanerie di Benjamin: andare alla deriva. La deriva è una forma di

fruizione dello spazio urbano e si presenta come una tecnica del passaggio veloce attraverso svariati

ambienti. Deriva situazionistica = mobilità gratuita che si oppone alla regimentazione della mobilità.

Wirth: l’aspetto distintivo del modo di vivere dell’uomo in età moderna è la sua concentrazione in

gigantesche aggregazioni intorno a cui i centri minori si raggruppano e da cui irradiano le idee e le pratiche

che chiamiamo civiltà. Secondo lui i contatti in città possono anche essere faccia a faccia, ma sono

impersonali, superficiali, transitori e segmentali. Il concetto di segmentalità si riferisce al fatto che si entra in

contatto con una pluralità di soggetti che però sono puramente funzionali.

Secondo la scuola di Chicago la comunità è un insieme di persone che occupano un’area più o meno

chiaramente determinata, ma essa non è soltanto un insieme di persone, ma è anche un insieme di istituzioni.

Non sono le persone, ma le istituzioni che distinguono nettamente la comunità dalle altre costellazioni

sociali. La scuola si Chicago (Park, Burgess, McKenzie) ha sviluppato un diagramma urbano: il loop è il

cuore trainante della città (dal punto di vista economico); la slam, o zona di transizione (perchè le

popolazioni arrivano ma poi cercano di sistemarsi meglio), è il primo livello di insediamento della

popolazione ancora rurale, è una zona senza servizi, povera, e caratterizzata dalla competizione per

conquistare le risorse; la zona delle “working minorities” è una zona di vero e proprio conflitto (odio

interetnico); la zona residenziale (della assimilazione) è la zona in cui tutti diventano americano; la zona dei

commuters è costituita dai sobborghi; la zona nera è il ghetto (parola veneziana), dove vivono le popolazioni

nere.

Weber: ogni città è un “luogo di mercato”, cioè possiede un mercato locale come centro economico

dell’insediamento, sul quale anche la popolazione non cittadina copre il suo fabbisogno di prodotti sul quale

naturalmente anche i cittadini stessi scambiano fra loro i prodotti occorrenti.

Goffman, in “behaviour in public places”, sostiene che nello studio dei gruppi, la distinzione fra luoghi di

incontro primari e secondari, o privati e pubblici, può essere molto importante, ma in uno studio dei

gatherings (ritrovi), ogni occasione in cui siano presenti una o due persone può essere considerata come

un’unica categoria. La ‘inattenzione civile’ (diverso da disattenzione) consiste nel concedere all’altro

un’attenzione visiva sufficiente a dimostrare che se ne è notata la presenza, distogliendo subito dopo lo

sguardo per significargli che non costituisce l’oggetto di una particolare curiosità o di un’intenzione

specifica. L'inattenzione civile si trova tra due soglie: minimale e massimale. L'altro non è un oggetto ma una

persona, e allo stesso tempo non va importunato. Una persona ha diritto all'inattenzione civile se ha un

comportamento appropriato, mentre un'improprietà situazionale esagerata non dà diritto a inattenzione civile.

Lo spazio sociale

Lefebvre ha pubblicato “la produzione dello spazio”, ma in realtà il titolo è una metafora, perchè noi non

produciamo lo spazio fisico, ma è esso è già fatto. Elementi utilizzati da Lefebvre sono: la pratica spaziale

(produrre, dare forma e utilizzare lo spazio), la rappresentazione dello spazio (saperi sullo spazio specialistici

e professionali) e gli spazi di rappresentazione. Esistono tre tipi di spazio: uno spazio percepito (primo

livello, delle pratiche spaziali), uno concepito (mediato attraverso saperi vincolati allo spazio sociale) e uno

vissuto. Lo spazio sociale potrà venire esplorato nella sua particolarità quanto più esso smetterà di essere

indistinguibile dallo spazio mentale da un lato, e dallo spazio fisico dall’altro.

Hall: la classificazione prossemica divide gli spazi in: intimo, personale, sociale, pubblico. L'ipotesi che sta

alla base del sistema di classificazione prossemica è la seguente: è nella natura degli animali, uomo

compreso, esibire un tipo di comportamento che chiamato ‘territorialità’. In questo comportamento, essi

usano i sensi per distinguere fra uno spazio e un altro.

Il termine “territorio” non viene da “terra, come si è portati a pensare, ma da “terreo”, espressione latina che

significa “far paura”, da cui deriva anche “terrorizzare”.

Goffman: un territorio può essere definito come un qualsiasi spazio che sia delimitato da ostacoli alla

percezione. Egli distingue tre tipi di territori (a seconda della loro organizzazione): fissi, cioè legati a un

avente diritto, spazio su cui esiste un'autorità, territori garantiti (es. case); situazionali, cioè legati a

un'occupazione, non sono spazi nostri ma disponibili e che possono essere rivendicati solo durante l'uso (es.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in studi internazionali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher deboraccah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Andrea Brighenti.

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