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CAPITALISMO E TEORIA SOCIALE

A. GIDDENS

Parte I: MARX (1818-1883, 65 anni)

1. LE OPERE GIOVANILI

Ci restano varie lettere e frammenti scritti durante l’adolescenza tra cui 3 brevi saggi privi però di

interesse ed originalità ma danno l’idea dell’entusiasmo che ispirò molte delle sue opere successive:

1) Considerazioni di un giovane sulla scelta del proprio avvenire degli obblighi morali e delle

→tratta

possibilità per un uomo che sta per scegliere la propria professione (Marx scrive: il criterio principale

che deve essere alla base della scelta è il bene dell’umanità; solo così si può raggiungere la

perfezione individuale e nobilitare sé stessi) teoria del pieno sviluppo di sé e del conseguimento

→la

della propria perfezione Marx la ritrova nello studio attento della filosofia di Hegel dopo esser rimasto

inappagato dalla filosofia di Kant e Fichte (→dualismo kantiano tra ciò che è e ciò che dovrebbe

essere per Marx è incompatibile con le esigenze dell’individuo che vuole servirsi della filosofia per

conseguire i suoi obbiettivi di Fichte isola la logica e la verità dall’intervento del soggetto

→filosofia

umano in un mondo in continuo mutamento).

mediato da due fonti indispensabili:

L’incontro con Hegel:

1) insegnamento di Edward Gans durante i corsi a Berlino

2) appartenenza al Doktor–Club dell’Università di Berlino in cui Marx entra in contatto con un

che conservano l’interesse per

eterogeneo gruppo di seguaci di Hegel = Gruppo dei Giovani hegeliani

la teologia cristiana di centrale impegno nelle opere di Hegel.

1841 in cui Marx pubblica la sua tesi e Feuerbach “l’Essenza del Cristianesimo” che ebbe

→anno

notevole influenza sia su Marx sia sui giovani hegeliani anche se Marx non accettò in blocco la

posizione di Feuerbach (punto di partenza per lo studio dell’umanità deve essere l’uomo reale che

vive nel mondo materiale) Hegel vede il reale come emanazione del divino per Feuerbach il divino è

solo un prodotto illusorio del reale. Per Feuerbach Dio esiste solo nella misura in cui l’uomo è diviso

da esso, quindi è un essere immaginario in cui l’uomo ha proiettato le sue facoltà più elevate per cui

è considerato perfetto e onnipotente mentre l’uomo di fronte a lui è limitato e imperfetto →divario

tra uomo e Dio che però secondo Feuerbach può essere uno stimolo alla realizzazione delle capacità

umane. La filosofia pertanto deve aiutare l’uomo a recuperare il suo io alienato affermando la

supremazia del mondo materiale (→capovolgimento della prospettiva Hegeliana). L’umanismo deve

soppiantare la religione e l’amore rivolto solo verso Dio verrà rivolto verso l’uomo per la riconquista

di un vincolo di solidarietà tra gli esseri umani. Marx tentò di applicare la nuova prospettiva indicata

da Feuerbach al campo della politica: sembrava offrire la possibilità di fondere in uno solo il metodo

critico e quello analitico per realizzare così la filosofia. Marx non accettò mai l’idea di Feuerbach che

la filosofia costituisse un’alternativa al sistema hegeliano cercò sempre di combinare

→Marx centrale

l’idealismo di Hegel con il materialismo di Feuerbach conservando così la prospettiva storica

in Hegel abbandonata da Feuerbach.

Lo Stato e la “vera democrazia” (forte influenza di Feuerbach)

1843 scrive Critica della Filosofia Hegeliana del Diritto Pubblico

→Marx

prima opera in cui si intravede la concezione materialistica della storia. Costituisce il punto di

partenza per lo studio dell’alienazione nei Manoscritti del 1844. scopo di questa analisi è riscoprire il

vero soggetto della storia (= l’individuo che agisce, che vive nel mondo materiale) e delineare il

processo della sua oggettivazione nelle istituzioni politiche dello Stato l’ideale che va considerato

→è

come un risultato storicamente determinato dal reale, non il contrario. Secondo Hegel la società

civile è dominata da uno sfrenato egoismo, ogni uomo è in lotta contro ogni altro. Gli uomini sono

esseri razionali e disciplinati solo se accettano l’ordine inerente allo Stato, lo Stato è un’entità

separata dalla vita degli individui nella società civile, trascendente gli interessi egoistici delle azioni

umane e preesistente all’individuo stesso che agisce e che crea la storia è così

→L’individuo 1

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subordinato agli ideali della partecipazione politica incarnati nello Stato che diventa la forza motrice

dello sviluppo sociale. Marx dice che Feuerbach ha mostrato che nella religione gli uomini partecipano

in modo alienato ad un mondo irreale di armonia e felicità mentre la loro vita quotidiana è solo

dolore e miseria. Allo stesso modo lo Stato è forma alienata di partecipazione politica in cui si

incarnano diritti universali illusori come quelli dell’idealizzato mondo religioso. Secondo Marx i diritti

di rappresentanza politica servono da mediazione tra individualismo egoistico della società civile e

universalismo dello Stato. Marx dice Stati esistenti la partecipazione di tutti alla vita politica è

→negli

un ideale, reale è solo il perseguimento degli interessi di parte. Il concetto vero e proprio di Stato

distinto dalla società civile è di origine moderna, solo in epoca moderna si ha la separazione tra il

privato o individuale e il politico (sfera pubblica) distribuzione della ricchezza dovrebbe essere

→la

indipendente dalla strutturazione del potere politico.

Per realizzare la vera democrazia per Marx è necessario superare l’alienazione tra l’individuo e la

comunità politica, realizzare mutamenti concreti nelle relazioni tra Stato e società così che la

partecipazione universale alla vita politica da ideale diventi reale.

democrazia deve partire dall’uomo facendo dello Stato l’uomo oggettivato (non vale il contrario

→la

come per Hegel). Il suffragio universale per Marx dà un’esistenza politica a tutti i membri della

società civile eliminando il politico come categoria separata.

La prassi rivoluzionaria

L’opera Critica della filosofia Hegeliana del Diritto Pubblico non è completa e va considerata come

un’analisi preliminare della politica. Essa è improntata al giacobinismo radicale eliminare

→per

l’attuale forma di Stato è necessario realizzare gli astratti ideali incarnati dalla rivoluzione del 1789. Il

problema, all’epoca, era visto da Marx come una riforma della coscienza, non mediante dogmi né

mediante analisi della coscienza mistica i dogmi, politici e religiosi, devono essere messi in

→tutti

discussione.

Nel settembre 1843 Marx si trasferisce in Francia ed entra in contatto con il socialismo francese: alla

fine del 1843 Marx scrive l’introduzione per la Critica del Diritto di Hegel e qui sostiene che la

soppressione della religione in quanto felicità illusoria del popolo e il presupposto della sua vera

felicità. Si deve rinunciare alle illusioni sulla propria condizione (ormai non bastano più) e spostarsi

direttamente al campo della politica vale soprattutto per la Germania data l’arretratezza della

→ciò

sua struttura sociale sul piano intellettuale, non si può più risolvere le contraddizioni esistenti ma si

deve passare alla prassi, è necessaria una rivoluzione radicale perché si possa risollevare. Marx

menziona per la prima volta il PROLETARIATO che ha appena iniziato a presentarsi sulla scena

sociale ed economica della Germania. In esso Marx trova l’universalità che Hegel cercava negli ideali

incarnati dallo Stato nazionale. Ha un carattere universale a causa della sua sofferenza universale,

non rivendica un diritto particolare perché non ha subito un torto particolare ma l’ingiustizia assoluta.

La miseria in cui si trova a vivere non è una povertà naturale che nasce dalla mancanza di risorse

materiali ma è il risultato artificiale dell’organizzazione capitalistica della produzione industriale.

Inizi 1844 Marx inizia a studiare con passione Economia Politica, da queste ricerche nascono i

Manoscritti Economico Filosofici pubblicati nel 1932 studi che lo portarono sempre più a divergere

dalla scuola dei Giovani Hegeliani. Costituiscono il primo dei tanti abbozzi del Capitale e il primo

tentativo compiuto da Marx di una critica all’Economia Politica. Qui dedica per l’ultima volta una certa

attenzione al problema della religione.

L’alienazione e la teoria dell’Economia Politica

Posto centrale ha l’analisi dell’alienazione che sarà alla base delle sue opere mature. Due sono le

critiche che Marx rivolge agli economisti:

1- per gli economisti le condizioni caratteristiche del capitalismo sono valide in ogni tipo di

economia, dando per scontata l’esistenza sia dell’economia mercantile che della proprietà privata,

egoismo e ricerca del profitto sono per loro innate caratteristiche della natura umana. Per Marx

l’economia mercantile è il risultato di un processo storico e il capitalismo è un modo di produzione

storicamente determinato. 2

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2- Per gli economisti i rapporti economici possono essere studiati in astratto, parlano di capitale,

merci, prezzi come se tutto ciò avesse una vita indipendente dalla mediazione degli esseri umani.

Ogni fenomeno economico è invece al tempo stesso un fenomeno sociale e l’esistenza di un

particolare tipo di economia presuppone un particolare tipo di società. Per gli economisti è irrilevante

che gli oggetti reali della loro analisi siano uomini che vivono in una determinata società, è per

questo che riescono a nascondere il fatto che il capitalismo si regge su una divisione di classe

(proletariato/classe operaia e borghesia/classe dei capitalisti) classi in diretto antagonismo per la

→2

distribuzione dei frutti della produzione industriale.

L’analisi dell’alienazione della produzione capitalistica parte da un fatto economico:→quanto più il

capitalismo si sviluppa, tanto più si allarga l’abisso tra i capitalisti e gli operai e le condizioni di vita

della classe operaia diventano sempre peggiori.

I capitalisti si appropriano della ricchezza che la produzione capitalistica rende possibile e l’operaio

viene espropriato del prodotto del suo lavoro che gli apparteneva di diritto, anzi gli oggetti materiali

prodotti sono considerati sullo stesso piano del lavoratore stesso.

diventa merce tanto più a buon mercato quanto più crea delle merci e tanto più valgono

→L’operaio

le merci quanto più si svaluta il mondo umano. Il processo di produzione assume la forma di perdita

dell’oggetto e il lavoratore diventa schiavo del suo oggetto.

L’alienazione della classe operaia si fonda pertanto sulla disparità tra la forza produttiva del lavoro e

la perdita di controllo da parte dei lavoratori sui prodotti del loro lavoro che sono esterni al lavoratore

perché essi vengono appropriati da altri senza poterne trarre alcun beneficio. Siccome nella

produzione capitalistica lo scambio e la distribuzione dei beni sono determinati dall’azione del

mercato (che è tale da favorire gli interessi dei soli capitalisti) il lavoratore non ha potere di

determinare la sorte di ciò che produce. Il lavoratore è alienato anche all’interno della stessa attività

produttiva perché non ne trae alcuna soddisfazione, non rende possibile il libero sviluppo delle sue

energie fisiche e mentali perché è lavoro imposto dalla forza di circostanze a lui esterne e siccome

ogni rapporto economico è anche un rapporto sociale, il lavoro alienato ha implicazioni sociali.

In regime capitalista i rapporti umani tendono ad essere subordinati ai movimenti del mercato,

inoltre per Marx ciò che distingue la vita umana dal quella animale è che le facoltà, le capacità e i

gusti degli uomini sono foggiati dalla società in cui vivono. Ogni individuo racchiude in sé la cultura

delle generazioni che l’hanno preceduto e interagendo col mondo naturale e sociale in cui vive

contribuisce alla sua ulteriore modifica.

Il lavoro alienato degrada l’attività produttiva ad una funzione di adattamento alla natura anziché di

dominio attivo viene separato così dal suo essere generico, da ciò che differenzia la vita

→l’uomo

umana da quella animale. Gli effetti dell’alienazione sono determinati dalla divisione della società in

classi ma vengono sperimentati solo dal proletariato.

Per Marx l’alienazione non riguarda solo il lavoratore salariato, anche il capitalista è subordinato al

capitale, la sua esistenza è dominata dalle leggi del denaro e dalle proprietà privata. L’alienazione

dell’uomo dal suo essere generico ha la natura di una separazione prodottasi socialmente da qualità

ed inclinazioni create dalla società stessa.

La concezione originaria del comunismo

I Manoscritti contengono anche un’analisi del comunismo che si collega a quella della vera

democrazia, qui però si sente l’influenza del socialismo francese (è per questo he Marx abbandona il

termine democrazia) l’instaurazione della vera democrazia per Marx non può bastare perché tutte le

altre forme di alienazione (religiose e politiche) sono determinate da quella nella produzione. E’ allora

necessaria una radicale riorganizzazione della società basata sull’eliminazione degli attuali rapporti

tra proprietà privata e lavoro salariato.

Distinzione tra comunismo rozzo (1) e la sua concezione di comunismo (2):

1- nasce dall’avversione sentimentale per la proprietà privata sostenendo un livellamento generale

e una distribuzione egualitaria della ricchezza→qui il ruolo del capitalista viene assunto dalla

comunità invece che dal singolo individuo e la proprietà è ancora dominante. 3

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2- Condizione necessaria per passare ad una nuova forma di società è l’abolizione della proprietà

privata quale auto-alienazione dell’uomo e l’appropriazione dell’umana essenza da parte dell’uomo.

La società comunista non si fonderà sul perseguimento dei propri interessi egoistici ma sulla

consapevolezza della reciproca dipendenza tra l’individuo e la comunità, essa permetterà lo sviluppo

delle particolari capacità di ciascun individuo.

1844 anno di svolta più significativa del suo sviluppo intellettuale!

2. CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA

Fine 1844 Sacra Famiglia, in collaborazione con Engels, documenta la rottura definitiva di Marx

→la

con i Giovani Hegeliani. Tra il 1845 e il 1846 Marx scrive L’Ideologia Tedesca, libro critico in cui

traccia le linee generali della teoria del materialismo storico. Il testo integrale dell’opera venne

pubblicato dopo la sua morte.

I temi più importanti sviluppati da Marx nelle opere giovanili e incorporati in quelle mature sono 5:

1- concezione della progressiva auto-creazione dell’uomo – tratta da Hegel – la storia universale

non è che la generazione dell’uomo dal lavoro umano.

2- concetto di alienazione

3- nucleo della teoria dello stato e del suo superamento nella futura società socialista

4- il materialismo storico inteso come la prospettiva in cui inquadrare l’analisi dello sviluppo

sociale. Nelle sue opere giovanili Marx usa spesso il linguaggio di Hegel e Feuerbach ma la sua

posizione costituisce una decisa rottura epistemologica con tali autori. Marx non cerca una nuova

filosofia da sostituire ai loro sistemi rigettando ogni approccio di tipo filosofico per un’impostazione

sociale e storica.

5- Concezione della teoria della prassi rivoluzionaria per Marx la filosofia critica svolge un ruolo

importante solo negli stadi iniziali di un movimento rivoluzionario: l’analisi teorica delle possibilità di

trasformazione nella storia deve essere integrata da un programma di azione concreta, i

cambiamenti nascono solo dall’unità di teoria e pratica (concreta attività politica)

La svolta tra i Manoscritti e l’Ideologia va ricercata nelle critiche che Marx rivolge a Feuerbach in

“Tesi su Feuarbach“ contro la sua impostazione astorica e la sua concezione di uomo come un essere

astratto, preesistente alla società, contro il suo materialismo che resta a livello di una dottrina

filosofica che considera le idee come riflessi della realtà materiale considerata a sua volta come la

causa determinante dell’attività umana senza considerare l’azione degli uomini sulle modificazioni del

mondo. Il materialismo di Feuerbach è per Marx contemplativo o passivo perché è incapace di render

conto del fatto che l’attività rivoluzionaria &egr

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bixio Andrea.
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