Rappresentazioni Lineari
Lo studio di fenomeni fisici conduce alla formulazione di descrizioni matematiche: sistemi di equazioni differenziali che permettono di esprimere le legame tra ingressi e uscite tramite variabili interne dette "lo stato".
Ci occupiamo di rappresentazioni lineari e stazionarie, ovvero che ammettono funzione generatrice f(x,u) e trasformazioni in uscita h(x,u) lineari nelle variabili (x,u).
La rappresentazione con lo stato diventa quindi
x(t) = f(x(t), u(t)) = A x(t) + B u(t)
y(t) = h(x(t), u(t)) = C x(t) + D u(t)
x(t₀) = x₀ ∈ Rn
Quindi se
- n = dimensione del vettore x
- p = numero di ingressi, dimensione del vettore u
- q = numero di uscite, dimensione del vettore y
A ∈ mat (n x n) - Matrice Dinamica
B ∈ mat (n x p) - Matrice degli Ingressi
C ∈ mat (q x n) - Matrice di trasformazione dello stato in uscita
D ∈ mat (q x p) - Matrice del legame diretto ingresso-uscita
ẋ(t) = Ax(t) + Bu(t)
y(t) = Cx(t) + Du(t)
Rappresentazioni Lineari
Lo studio di fenomeni fisici conduce alla formulazione di descrizione matematiche - sistemi di equazioni differenziali che permettono di esprimere le legami tra ingressi e uscite tramite variabili interne dette "di stato".
Ci occupiamo di rappresentazione lineari e stazionarie, ovvero che ammettono funzione generatrici f(x,u) e trasformazione in uscita h(x,u) lineari nelle variabili (x,u).
La rappresentazione calibrata si dilata quindi
ẋ(t) = f(x(t), u(t)) = A x(t) + B u(t) y(t) = h(x(t), u(t)) = C x(t) + D u(t) x(t₀) = x₀ ∈ Rⁿ
Quindi se
- n - dimensione del vettore x
- p - numero di ingressi, dimensione del vettore u
- q - numero di uscita, dimensione del vettore y
A ∈ mat (n x n) MATRICE DINAMICA B ∈ mat (n x p) MATRICE DEGLI INGRESSI C ∈ mat (q x n) MATRICE DI TRASFORMAZIONE DELLO STATO IN USCITA D ∈ mat (q x p) MATRICE DEL LEGAME DIRETTO INGRESSO - USCITA
{ẋ(t) = A x(t) + B u(t)} {y(t) = C x(t) + D u(t)}
RAPPRESENTAZIONI LINEARI STAZIONARIE NEL DOMINIO DEL TEMPO
Il modulo
{ x(t) = A x(t) + B u(t)
y(t) = C x(t) + D u(t)
x(to) = xo ∈ Rn
è detto MODELLO IMPLICITO. Suggerisce uno schema fisso mediante il quale realizzare il sistema:
Il MODELLO ESPLICITO, invece, descrive la evoluzione nel tempo di x(t) ed y(t) associati ad un fissato stato iniziale xo al tempo to e ad un ingresso u definito da to in poi. Tale modello ha la struttura seguente:
x(t) = Φ(t - to) x(to) + ∫tot H(t - τ)u(τ) dτ
y(t) = Ψ(t - to) x(to) + ∫tot W(t - τ)u(τ) dτ
Definiamo la funzione di matrice
I + At + A2t22 + ... + Aktkk! = eAt
derivando la serie termine a termine ottengo
ddt (I + At + A2t22 + A3t33! + ...) = A (I + At + A2t22 + ...) = A eAt
x(t) = eAtxo è soluzione unica e globalmente definita di
x(t) = Ax(t) x(0) = xo
A questo punto è chiaro che, posti
Φ(t) = eAt
H(t) = eAtB matrice delle risposte impulsive nello stato
Ψ(t) = CeAt
W(t) = CeAtB + Dδ(t) matrice delle risposte impulsive in uscita
Il modulo esplicito è soluzione di quello implicito
y(t) = CeA(t-t0)x(t0) + ∫t0t(CeA(t-τ)B + Dδ(t-τ))u(τ)dτ
x(t) = eA(t-t0)x(t0) + ∫t0teA(t-τ)Bu(τ)dτ
- EVOLUZIONE LIBERA dipende dallo stato iniziale, ma non dall'ingresso (u=0)
- EVOLUZIONE FORZATA dipende solo dall'ingresso non dallo stato iniziale (x0 =0)
- H e W hanno colonne che possono essere interpretate come risposta forzata ad ingressi impulsivi
- Per le risposte forzate vale il PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE DEGLI EFFETTI
- Il comportamento forzato ingresso-uscita è descritto da W; per questo si dice che W è un modello del comportamento forzato ingresso-uscita
- Passare dal modello implicito a quello esplicito corrisponde ai calcoli delle evoluzioni nello stato e in uscita
- Passare dal modello esplicito (nella pratica da W) al modello implicito è detto PROBLEMA DELLA REALIZZAZIONE (praticamente dato W trovare A,B,C e D, ovvero una volta passato al modello implicito posso realizzare fisicamente il sistema, o simularlo al calcolatore)
RICHIMI DI GEOMETRIA
- Data una matrice A un numero λ ed un vettore v sono detti autovalore e corrispondente autovettore se
(A - λI)v = 0
- Gli autovalori λi si trovano risolvendo
d(λ) = det (λI - A) = 0
d(λ) = POLINOMIO CARATTERISTICO
d(λ) = (5 - 2λ )4 (5 - λ )hr
- La molteplicità di λi come zero di d(λ) è detta MOLTEPLICITÀ ALGEBRICA (M)
m(λ)i = POLINOMIO MINIMO
È il minimo comune multiplo dei polinomi a denominatore dell’inverso di (λI - A). Ha le stesse radici del polinomio caratteristico, ma ognuna con molteplicità mi ≤ Mi.
mi è la MOLTEPLICITÀ GEOMETRICA
- La forma QUASI DIAGONALE A COEFFICIENTI REALI, indicata con D, esiste se A è regolare, ovvero se tutti gli autovalori hanno molteplicità geometrica unitaria. Allora, dati gli autovalori
λ1, ..., λm1 ∈ ℝ
d1 + jω1, ..., dm2 + jωm2 ∈ ℂ
con M1 + 2M2 = Nth sima
D = TAT-1 = (V1V2...Vm1 = 0Vm2b̄)
A (u1 m1 u2 m2 m3 mm20 um20 um2b̄)
=
( | λ2 λm1 α2 ω2 | | -ω2 α2 ... | | αm2 ωm2 | )
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