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Il movimento

Il movimento è la traslocazione di un corpo nello spazio. Con il termine capacità motorie s’intendono le caratteristiche fisiche o sportive che un individuo possiede per l’apprendimento e l’esecuzione delle azioni motorie. Esse possono modificarsi con l’allenamento e si distinguono in: capacità condizionali, legate alla condizione fisica e agli aspetti energetici del movimento e capacità coordinative, connesse alla capacità del SNC di avviare e controllare il movimento.

Capacità condizionali

Le capacità condizionali determinano la durata, la quantità e l’intensità della risposta motoria e incidono sulla prestazione. Sono influenzate dai processi metabolici che producono energia che sono:

  • Aerobico, che è lo sforzo ad intensità medio – bassa senza un limite di tempo.
  • Anaerobico lattacido, che è lo sforzo ad intensità medio – elevata di durata fino ad 1 minuto.
  • Anaerobico alattacido, che è lo sforzo ad intensità massima di durata fino a 20 secondi.

Gli effetti dell’allenamento delle capacità condizionali si traducono in un miglioramento funzionale dei tre processi energetici. Le capacità condizionali sono:

La forza

La forza è la capacità neuromuscolare di produrre tensioni in opposizione a resistenze esterne. Si distingue tra:

  • Forza concentrica, quando le contrazioni muscolari vincono la resistenza e le fibre lavorano in accorciamento.
  • Forza eccentrica, quando le contrazioni muscolari cedono alla resistenza e le fibre lavorano in allungamento.
  • Forza statica o isometrica, quando la resistenza viene pareggiata e non si ha variazione di lunghezza nelle fibre.

La forza si classifica in massimale, resistente, esplosiva, elastica e veloce e si può migliorare attraverso metodiche a carico naturale, a carico artificiale con resistenza fissa, a carico artificiale con resistenza variabile e con metodo pliometrico.

La resistenza

La resistenza è la capacità di svolgere un’attività fisica per lungo tempo sopportando l’affaticamento. Si distingue tra:

  • Resistenza generale, che riguarda un compito motorio che coinvolge un gran numero di muscoli e i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.
  • Resistenza specifica, che riguarda le attività in cui sono sollecitati solo alcuni gruppi muscolari.

In base al meccanismo energetico distinguiamo tra resistenza aerobica e anaerobica. L’aerobica usa l’ossigeno nei meccanismi energetici muscolari, in cui l’organismo raggiunge un equilibrio tra la quantità di ossigeno assunto e quello consumato mantenendo la frequenza cardiaca sotto i 120/130 battiti al minuto. La resistenza aerobica caratterizza le attività di lunga durata e intensità blanda. L’anaerobica è la capacità di resistere alla fatica senza utilizzare l’ossigeno nei meccanismi energetici muscolari e caratterizza le attività di media e breve durata con intensità elevata; vi può essere la produzione di acido lattico.

Possiamo allenare la resistenza con due metodi:

  • Continuo, con corsa lenta a velocità costante o con brevi variazioni di ritmo.
  • Alternato, in cui si intervallano momenti di grande intensità ad altri di parziale recupero.

La velocità

La velocità è la capacità di compiere azioni motorie nel minor tempo possibile. Si distingue tra rapidità, che è la capacità di muovere nel più breve tempo possibile una parte del corpo, e velocità, che indica lo spostamento dell’intero corpo. La velocità può essere: di esecuzione, di reazione, di traslocazione, ciclica, aciclica, rapidità di base, rapidità complessa, velocità di accelerazione, massimale e resistente. Si può migliorare la velocità con modalità di allenamento indirette e dirette. Le prime sono esercitazioni di forza veloce, stretching e mobilità articolare. Le seconde sono esercitazioni su stimoli reattivi semplici o complessi, ripetizioni del singolo gesto a velocità massimale con recupero completo e accelerazioni.

Capacità coordinative

Le capacità coordinative determinano la tipologia e la qualità della risposta motoria, sono determinate dai processi che organizzano, controllano e regolano il movimento e dipendono dal SNC e SNP. La coordinazione è la capacità di organizzare, regolare e controllare il movimento. Le capacità coordinative possono essere generali o speciali. Le prime sono:

  • Capacità di direzione e controllo del movimento.
  • Capacità di adattamento motorio.

Le seconde sono sette:

  • Capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti, che può essere globale, associata, dissociata e percettivo – motoria.
  • Capacità di differenziazione cinestetica, che è la presa di coscienza del tono muscolare e il suo dosaggio negli interventi. Si distingue tra percezione cinestetica, controllo della tensione muscolare parziale, controllo di tensione e rilasciamento di atti parziali in un atto globale.
  • Capacità di equilibrio, che può essere statico, dinamico e del corpo in volo.
  • Capacità di orientamento spazio-temporale. Lo spazio può essere topologico, proiettivo ed euclideo, il tempo può essere contingente, soggettivo e oggettivo.
  • Capacità di ritmo, che può essere naturale, soggettivo, oggettivo, regolare o irregolare.
  • Capacità di reazione che può essere semplice o complessa.
  • Capacità di trasformazione del movimento, che può essere parziale o globale.

Fonti di energia e fabbisogno di ossigeno

L'organismo sprigiona la sua energia attraverso il movimento, trasformando l’energia racchiusa negli alimenti da energia chimica a meccanica attraverso la contrazione muscolare. L’energia liberata viene immagazzinata in molecole, come l'ATP, e trasformata a livello muscolare. L’attivazione muscolare viene prodotta da un meccanismo energetico attivato con o senza ausilio dell’ossigeno. Le fonti che producono senza ossigeno sono: l’ATP, il fosfato di creatina, il glucosio o glicogeno e gli elettroliti. Le fonti che producono con l’ausilio dell’ossigeno sono i carboidrati e i grassi attraverso l’ossidazione.

I processi energetici si definiscono anossidativi e ossidativi. I primi si attivano in presenza di movimenti veloci e di breve durata. I secondi sono il fondamento delle prestazioni umane e consentono di protrarre il movimento nel tempo. Nelle contrazioni muscolari i singoli depositi di energia, ATP, CP e glicogeno, vengono utilizzati in maniera sequenziale affinché la fonte successiva sia utilizzata prima che finisca quella precedente.

Al deposito di ATP e CP attingono i meccanismi energetici anaerobico-alattacidi, che sono i primi ad essere attivati e consentono uno sforzo massimale di 6-7-8 secondi: la reazione è reversibile e non produce scorie. Il secondo passaggio è la produzione di energia da parte del fosfato per uno sforzo massimale di 20 secondi. Se questa energia finisce, l'ATP si può rigenerare solo con scorte di glucosio. Il terzo passaggio presenta caratteristiche aerobiche con scorte di anidride carbonica e acqua. Il quarto è anaerobico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

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