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Teoria economia aziendale

Introduzione ed orientamento allo studio delle aziende

Capitolo 1 - L'economia aziendale

L'oggetto di studio dell'economia aziendale ha conosciuto, nel tempo, una profonda evoluzione. Infatti, si identificava come la ragioneria e si occupava esclusivamente delle rilevazioni quantitative d'azienda secondo le seguenti tre fasi:

  • Rilevazione dei fatti amministrativi: acquisti, vendite, pagamento salari…;
  • Rilevazione dei risultati: entrate, uscite, ricavi, reddito…;
  • Interpretazione dei fatti e dei risultati.

La funzione svolta da questi tre momenti, oggi prende il nome di contabilità.

L'economia aziendale fa parte della scienza economica, che si occupa dello studio delle scelte operate dagli uomini al fine di adattare mezzi scarsi a molteplici bisogni umani. Questo attribuisce al comportamento umano la natura di comportamento economico.

La scienza economica è rappresentata da due rami:

  • L'economia politica, che studia i fenomeni economici dei grandi aggregati regionali, nazionali e internazionali (macro) ed il problema economico inerente al singolo produttore e consumatore (micro);
  • L'economia aziendale, che studia i fenomeni economici a livello di singole aziende o di classi particolari di esse e si interessa, quindi, delle scelte operate dagli uomini al fine di adattare gli scarsi mezzi a disposizione ai molteplici fini aziendali.

L'economia aziendale quindi studia il comportamento economico dell'azienda.

Il comportamento economico dell'azienda

Il comportamento aziendale può essere suddiviso secondo alcuni processi principali:

  • Decisione;
  • Esecuzione;
  • Controllo;
  • Feedback.

Il processo di decisione riguarda il primo momento di tutte le scelte che l'azienda è chiamata a prendere nel corso della sua vita ed è alla base della condotta aziendale. Fin dalla sua costituzione, l'azienda è chiamata all'azione/esecuzione, ma per agire è necessario riflettere, scegliere e per scegliere è fondamentale raccogliere una serie di elementi informativi, contabili ed extra contabili, interni ed esterni, per far prendere all'azienda la scelta più conveniente.

Principalmente le decisioni che l'azienda è chiamata a prendere fanno riferimento a:

  • Organizzazione;
  • Tipo di prodotto;
  • Nome del prodotto;
  • Marchio;
  • Confezione;
  • Pubblicità;
  • Prezzo;
  • Canali distributivi.

In questa fase si decide anche l'obiettivo da raggiungere in termini di risultato economico. L'insieme delle decisioni aziendali rappresenta la programmazione aziendale. Si tratta di fissare anticipatamente gli obiettivi a cui l'azienda tende e definire le linee direttive e operative per il loro conseguimento. L'insieme delle decisioni volte all'utilizzo delle risorse possedute per il raggiungimento degli obiettivi è chiamato strategia, mentre la formalizzazione degli obiettivi e delle risorse, in appositi documenti chiamati i piani è definita come pianificazione strategica. I piani possono riguardare complessivamente l'azienda, oppure singoli rami e settori.

La programmazione è la definizione degli obiettivi e delle linee di azione per arrivare al loro conseguimento e si può differenziare in:

  • Programmazione strategica: che traduce in obiettivi strategici di lungo termine la mission aziendale dopo un'attenta analisi dell'ambiente, dei punti di forza e debolezza dell'azienda e degli obiettivi che si intende raggiungere;
  • Programmazione tattica: che traduce gli obiettivi strategici in obiettivi di medio periodo (da 3-5 anni);
  • Programmazione operativa: che traduce gli obiettivi tattici in obiettivi gestionali a breve come i budget annuali.

Ogni fase produrrà dei piani, che una volta approvati dall'alta direzione si tradurranno in programmi operativi annuali che definiscono dettagliatamente i tempi e le risorse necessarie per il conseguimento degli obiettivi. Questi programmi si traducono in budget annuali di esercizio che rappresentano la rilevazione quantitativa della presunta gestione futura e che serviranno, nella fase di controllo, a verificare l'esistenza di eventuali scostamenti.

Nel momento di esecuzione viene tradotto in pratica quanto stabilito nella fase precedente. Con questa fase si rileva gradualmente anche il risultato effettivo prodotto.

La fase del controllo è l'insieme delle attività che gli organi di governo aziendale sviluppano allo scopo di guidare l'attività gestionale e verificare che si svolga in modo conforme ai programmi formulati per l'esercizio. Il processo di controllo si svolge secondo due fasi logiche:

  • Confronto tra il risultato preventivato ed il risultato effettivo;
  • Analisi degli scostamenti ed individuazione delle cause degli stessi.

Nella fase di controllo possono essere rivisti e modificati, in relazione agli scostamenti, i programmi operativi (controllo operativo-gestione) o revisionati i programmi strategici (controllo strategico), in linea con l'evoluzione delle variabili ambientali. Attraverso il confronto tra i risultati consuntivi e preventivi, si rilevano, eventuali scostamenti globali. Tali dovranno essere scomposti nei loro componenti specifici allo scopo di individuare in che modo, i diversi fattori, hanno influito sui risultati.

In tal modo è possibile individuare le reali cause dello scostamento e costituire interventi correttivi mirati. In questa fase lo scostamento totale si scompone in scostamenti elementari: prezzo, volume, efficienza. Questo processo di scomposizione acquisisce maggior efficacia se accompagnato da un processo di personalizzazione delle responsabilità esecutive, che implica l'affidamento del processo ad un soggetto chiamato a rispondere dei risultati delle attività realizzate. Questo consente di migliorare il controllo in quanto all'individuazione degli scostamenti e dei fattori vengono associati i soggetti a cui imputare la responsabilità del mancato raggiungimento degli obiettivi.

Il feedback è il meccanismo che consente, sulla base dell'analisi svolta e delle conclusioni tratte nella precedente fase, di assumere nuove decisioni atte ad eliminare lo scostamento riscontrato. Si tratta di un flusso informativo di ritorno che "rimette in moto" il processo di decisione, con esso, tutto il sistema di azione aziendale.

Il mancato conseguimento degli obiettivi del piano potrebbe essere imputato a due distinti tipi di errore:

  • Di programmazione: l'errore riguarda la formulazione dei piani.
  • Di esecuzione: l'errore è dovuto all'inefficienza dei responsabili delle diverse aree funzionali e dei vari centri operativi.

La corretta individuazione della natura dello scostamento influisce sulla fase di feedback infatti:

  • Nel caso di errore di attuazione/esecuzione dovranno essere effettuati interventi correttivi per rimuovere le eventuali inefficienze presenti nel processo operativo e consentire il miglioramento delle prestazioni negli esercizi successivi.
  • Nel caso di errore di programmazione non saranno necessari interventi correttivi sui processi produttivi, ma occorrerà procedere ad una revisione degli obiettivi e programmi per il periodo futuro.

Affinché il comportamento aziendale e i processi di decisione, esecuzione, controllo a feedback possano fruire senza subire interruzioni e provocare inefficienza nei processi gestionali è necessario poter fare affidamento su un flusso di informazioni precise, chiare e tempestive. Tali informazioni che devono essere raccolte, elaborate e diffuse attraverso i loro strumenti e dal personale qualificato, costituiscono il sistema informativo aziendale (S.I.). Il sistema informativo aziendale include informazioni di diversa natura, atte alla rilevazione e al supporto, non solo dell'azione esecutiva, ma di tutti i processi che caratterizzano il comportamento aziendale.

Il processo decisionale quale base del comportamento aziendale

Il processo decisionale è fondamentale in quanto si pone come base di tutto il comportamento aziendale. In questa fase avviene l'individuazione del problema attraverso un'attenta analisi dell'ambiente interno ed esterno. Una volta determinato il problema sarà necessaria un'attenta analisi delle soluzioni alternative in grado di portare al superamento del problema stesso. Lo studio delle soluzioni comporterà la raccolta di informazioni, in merito alla natura e alle cause che lo hanno generato.

Il percorso decisorio sarà completo nel momento in cui il manager sarà in grado di scegliere la soluzione, a suo parere migliore per il superamento del problema proposto. Verrà segnato un percorso che vede come punto di partenza il problema da superare e come punto di arrivo la soluzione scelta. Il processo decisionale viene studiato secondo due fondamentali approcci: il modello della razionalità obiettiva e il modello della razionalità limitata.

Il modello della razionalità obiettiva

Il modello della razionalità obiettiva deriva dalla teoria economica classica (Pareto), da quella matematico-statistica (Savage) e dalla teoria dei giochi e strategie (Von Neuman). Il protagonista delle decisioni è l'uomo economico. Questi è un soggetto:

  • Onnisciente;
  • Obiettivamente razionale;
  • In grado di scegliere sempre l'alternativa migliore.

A tal fine opera come segue:

  • Individua il problema;
  • Raccoglie tutte le informazioni necessarie per impostare definire al meglio il problema;
  • Individua tutte le alternative di soluzione;
  • Individua tutte le conseguenze associate a ciascuna alternativa;
  • Infine, sceglie l'alternativa migliore.

Il modello della razionalità limitata

Il modello della razionalità limitata deriva dalla teoria del comportamento amministrativo di Herbert Simon. Ne è protagonista l'uomo amministrativo il quale:

  • Ha conoscenza limitata;
  • È limitatamente razionale;
  • Sceglie alternative soddisfacenti.

Infatti:

  • Non conosce tutti i problemi;
  • Non li definisce perfettamente;
  • Sviluppa poche alternative;
  • Non conosce tutte le conseguenze associate ad ogni alternativa.

Questo secondo modello è quello più realistico ed anche quello considerato dall'economia aziendale. Tenendo conto di queste caratteristiche il processo decisionale si svolge secondo le seguenti fasi:

  • Individuazione del problema;
  • Definizione del problema;
  • Sviluppo di soluzioni;
  • Individuazione delle conseguenze;
  • Scelta dell'alternativa più conveniente in base ad un sistema di criteri di scelta.

Circa l'ultimo punto riguardante la scelta finale del manager (uomo amministrativo), questi non adotterà l'alternativa ottima bensì quella che ritiene soddisfacente secondo la sua personale funzione di utilità. In particolar modo egli giudicherà soddisfacente una soluzione basandosi su due elementi fondamentali:

  • I risultati passati;
  • Le proprie aspirazioni.

In una rosa di alternative, la soluzione soddisfacente sarà quella che garantisce un livello di redditività uguale o superiore a quella ottenuta in passato. Inoltre, il comportamento del manager dipenderà anche dalle personali aspirazioni che ne motivano il lavoro.

Capitolo 2 - L'azienda

L'azienda può essere definita come: un istituto economico duraturo che produce beni/servizi. Nello specifico è:

  • Un istituto in quanto organismo composto da sistemi coordinati e complementari di persone (organizzazione), beni (patrimonio) ed operazioni (gestione).
  • Economico perché adatta mezzi scarsi a fini molteplici;
  • Duraturo perché sopravvive oltre la vita fisica delle persone e dei beni;
  • Produce beni/servizi: la missione economica dell'azienda è quella di creare nuova utilità per la soddisfazione dei bisogni umani.

L'azienda e i bisogni umani

La funzione dell'azienda è quella di contribuire al soddisfacimento dei bisogni umani quindi all'individuazione di questi bisogni e la loro classificazione, in ordine di importanza e di urgenza, rappresentando il punto di partenza della filosofia che ispira la gestione. A tale fine si può affermare che:

  • Le persone, durante la loro vita, perseguono fini di natura varia e di diverso grado;
  • Il perseguimento di tali fini genera in essi dei bisogni;
  • Per soddisfare tali bisogni le persone svolgono tra loro, un'attività economica.

L'attività economica è quindi svolta per il soddisfacimento dei bisogni, consiste sia nelle operazioni di produzione, sia in quelle di consumo dei beni economici. La soddisfazione non deriva esclusivamente dal consumo o dall'utilizzo dei beni, infatti, una grande quantità di bisogni (stima, sicurezza, socialità) trovano soddisfazione nel momento in cui i soggetti partecipano all'attività di produzione (contesto nel quale lavorano, valorizza le loro capacità). È importante che la gestione dell'azienda tenga conto, sia dei bisogni espressi dai soggetti inseriti nell'organizzazione stessa (personale), sia di quelli espressi dagli utilizzatori dei prodotti realizzati (clienti). L'attenzione posta anche sui bisogni espressi dal personale dell'azienda, permette un miglior governo della stessa con il raggiungimento di più efficienza e una maggiore facilità nell'attuazione di eventuali modifiche organizzative.

La soddisfazione del personale si realizza principalmente tramite la modifica della retribuzione e dei ruoli organizzativi. La mancata soddisfazione dei bisogni del personale crea nei soggetti uno stato di frustrazione che può innescare dei comportamenti irrazionali o dei meccanismi auto ingannatori quali:

  • Aggressività: diretta o dislocata (ricerca di un capro espiatorio);
  • Compensazione: si sostituisce la meta desiderata con una meta secondaria più facilmente raggiungibile;
  • Razionalizzazione: giustificare una situazione fallimentare con motivi irrilevanti.

Un'impostazione del comportamento d'azienda che pone al centro della propria attività i bisogni della clientela consente un maggiore successo commerciale. Questa impostazione è propria della filosofia di marketing, è possibile costruire una scala gerarchica dei bisogni umani individuando, secondo lo schema proposto da Abram Maslow le seguenti categorie:

Bisogni ragionevolmente soddisfatti

  • Fisiologici: mangiare, bere, dormire;
  • Sicurezza: istituzioni che garantiscono la soddisfazione dei bisogni fisiologici;
  • Sociali: appartenenza ad un gruppo, interazione.

Bisogni in tensione

  • Stima di sé: conoscenza, competenze, successo, indipendenza;
  • Stima degli altri: status, prestigio, potere;
  • Autorealizzazione: autonomamente, realizzazione delle capacità potenziali.

Secondo Maslow i bisogni si strutturano in gradi ed il passaggio dal primo grado al suo superiore avviene solo dopo la soddisfazione dei bisogni di grado inferiore. I bisogni sono comuni a tutti e nel momento in cui vengono soddisfatti, procurano un miglioramento della vita. La priorità di un bisogno rispetto ad un altro si manifesta nella variazione delle scelte di consumo, soprattutto in relazione alla variazione del reddito. Infatti l'aumento del reddito permette l'accesso a determinati consumi e provoca l'abbandono di altri di livello inferiore. Il contrario avviene nel caso di diminuzione del reddito disponibile.

Il sistema aziendale

Gran parte dell'attività economica si svolge all'interno di istituti, ossia organismi composti da più sistemi coordinati tra loro all'interno dei quali, a loro volta, gli elementi agiscono secondo linee di interrelazione. Possiamo individuare, all'interno del sistema impresa, tre sotto-sistemi principali:

  • Sistema di persone: organizzazione;
  • Sistema di beni: patrimonio/capitale;
  • Sistema di operazioni: gestione.

Il sistema delle persone: organizzazione

L'organizzazione è un sistema coordinato di persone che si prefigge un impiego in relazione agli obiettivi gestionali da raggiungere. Si realizza mediante una suddivisione e specializzazione delle attività e la loro coordinazione di un sistema integrato di obiettivi, poteri e responsabilità al fine di ottenere condizioni di massima efficienza. Il processo organizzativo si svolge secondo le seguenti fasi:

  • Determinazione degli obiettivi da realizzare;
  • Determinazione delle funzioni da svolgere al fine del raggiungimento degli obiettivi programmati;
  • Scomposizione e ricomposizione delle funzioni per creare dei ruoli da assegnare alle persone;
  • Specificazione, per ogni ruolo, dei compiti e delle responsabilità (mansionario);
  • Definizione delle linee di influenza per indirizzare le persone. In particolare si possono avere influenza autoritaria e influenza non autoritaria;
  • Definizione delle procedure operative che stabiliscono le modalità con le quali le funzioni dovranno agire;
  • Definizione del passaggio informativo all'interno del comportamento aziendale.

Nel processo organizzativo è molto importante creare dei criteri di suddivisione del lavoro tra le persone presenti all'interno dell'azienda affinché possano operare in modo efficiente. È necessario quindi stabilire una struttura, con compiti e responsabilità dei singoli e delineare le relazioni tra loro esistenti. Preliminare alla definizione di una struttura organizzativa è la delibera degli organi, delle funzioni e delle relazioni o linee di influenza tra gli stessi. Gli organi aziendali possono essere suddivisi su tre livelli:

1. Organo volitivo: rappresentato d

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Studuniurb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e ragioneria I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Del Baldo Mara.
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