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Daniela Poggi(dal 2000) e l’attuale giornalista Federica Sciarelli(dal 2004). Ricordiamo

inoltre che l’autore attuale del programma(giunto ormai alla 19esima edizione), è Pier

Giuseppe Murgia, noto autore televisivo oltre che narratore e saggista,voluto da Angelo

Guglielmi sin dal 1990. Grazie a “Chi l’ha visto?” ed al suo incarnarsi pienamente in

quella tv di servizio pubblico spesso utilizzata da altri programmi come facciata per

mostrare ambiguamente situazioni torbide, delittuose, o politici messi alle strette, nel

corso degli anni sono stati risolti migliaia di casi(su 3.243 casi di scomparsa trattati, ne

sono stati risolti 2.070, cioè quasi il 63,83 %) e, aspetto molto importante, sono stati

riaperti dalla giustizia tanti casi trattati in trasmissione in precedenza dati per archiviati.

Non stupisce constatare come le autorità giudiziarie tengano in così alta considerazione

“Chi l’ha visto?” al punto da far collaborare i suoi inviati in inchieste su cui c’è il

massimo riserbo, o da presentare in trasmissione piuttosto che in sedi istituzionali

identikit di scomparsi(vedi Angela Celentano) o di mafiosi(Provenzano), se pensiamo a

certi misteri risolti come la confessione(nella diretta del 30 novembre ’98) di Ferdinando

Carretta, che dopo dieci anni dichiarava di aver ucciso i genitori e il fratello, o dei tre

fratellini Brigida, uccisi dal padre, o il serial killer Stevanin o ancora i delitti della

baracca del Quadraro a Roma. Gli ultimi due anni, coincidenti con la conduzione di

Federica Sciarelli, hanno visto il programma allargare le tematiche della

trasmissione(con tanto di audience in salita ed e-mail di elogio dagli spettatori) fino al

punto che alla giornalista piacerebbe, secondo quanto lei stessa ha dichiarato, occuparsi

delle opere d’arte sparite o delle scorie radioattive scomparse nel nulla e così via, ma

nulla del genere è stato ancora realizzato. Nel concludere questa parte storica sul

programma, segnaliamo le numerose polemiche che lo hanno accompagnato sul nascere,

ritenendo non era né logico né giusto indagare su persone che se ne sono andate senza

lasciare tracce, e soprattutto che non era accettabile scatenare una specie di caccia

mediatica all'uomo (o alla donna) trasmettendo in tv foto di gente scomparsa e che

magari poteva avere avuto le sue ragioni (legittime) per sparire. Altri notarono che

quella di mettersi alla ricerca di persone uscite di casa senza dare più notizia di sé era

una vecchia abitudine dei giornali popolari: la "Domenica del Corriere", nel dopoguerra,

aveva addirittura una rubrica fissa con tanto di foto ingiallita del malcapitato.

Comunque, al di là delle critiche iniziali, i dati auditel delle attuali puntate(6 Novembre

2006, 11,22% di share dietro a “Capri” e “La freccia nera”, 13 novembre, 10,84% alle

spalle di “Capri” e “Paparazzi”) mostrano come "Chi l'ha visto?", che va in onda di

lunedì', soggiorna quasi sempre sul podio degli ascolti del prime time, oltretutto alle

spalle di fiction create per il grande pubblico.

ANALISI TESTUALE DEL PROGRAMMA

“Chi l’ha visto?” inizia intorno alle 21,05 dopo la puntata di “Un posto al sole”, ma già

prima dell’inizio di questa soap la conduttrice, Federica Sciarelli, preannuncia i casi più

gravi della serata o le nuove scoperte che riguardano quelli precedenti, ed in ciò si

avvicina molto(forse per deformazione professionale)alle anticipazioni che fanno alcuni

tg(vedi tg1 o tg5 delle 20) per incuriosire gli spettatori del programma precedente e

dissuaderli dal cambiare canale. La sigla è uno dei segni distintivi di “Chi l’ha visto?”

che hanno avuto maggior successo, in particolare la sua componente sonora. Mi è

capitato in più occasioni di leggere dei forum su Internet in cui delle persone chiedevano

notizie sul suo autore o sul come fare per scaricarla sul pc. Essa è composta da un

montaggio di immagini di persone comuni che compiono azioni quotidiane o spezzoni di

servizi riguardanti gli scomparsi,il tutto montato come farebbe un bravo regista di film

drammatici creando senso di angoscia mista ad empatica disperazione.

Alla fine della sigla inizia il programma con una ripresa in campo medio dello studio, la

conduttrice è in piedi con dei fogli in mano(molto simile ad un tg) e la telecamera zooma

sino al primo piano della Sciarelli che dopo aver salutato presenta il caso più urgente o

eclatante della serata. Lo studio è quello tipico dei programmi di servizio pubblico, con


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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