Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Occorre infatti tenere presente la curva dell'attenzione, con il lancio che non

brucia il contenuto e si accompagna a un buon lead e un'immagine efficace. Se la

narrazione è fluida, l'attenzione può essere mantenuta a un livello medio alto per

30-50 secondi, passati i quali si ha un primo calo di attenzione da contrastare con

un cambiamento del tema, una breve pausa nell'esposizione e un aumento del

volume degli effetti o un cambio di voce). Dopo 70-80 secondi si ha un secondo

brusco calo di attenzione, mentre dopo 100 si verificano distrazioni, saturazione

cognitiva e noia, che degenera in un disinterresse totale verso i 2 minuti, dopo

cui ci si concentra sui dettagli e il testo appare un borbottio.

Le immagini vanno quindi scelte in modo oculato, con abilità narrativa di tipo

cinematografico. Esse devono procedere in sintonia col testo, le cui parole

lasciano spazio all'efficacia delle immagini o ne compensano le carenze, senza

creare contrasti logio-espositivi ma sincronizzandosi ai ritmi del racconto. I testi

lungi letti in fretta per guadagnare tempo peggiorano infatti ascolto e attenzione.

Il modello All news

Il modello All news nasce ad Atlanta (in Georgia) nell'80, con la Cnn di Ted

Turner, che trasmette ininterrottamente via cavo e satellite le notizie da tutto il

mondo. I bilanci diventano tuttavia positivi solo all'inizio degli anni 90, in cui tale

rete camiba il volto dell'informazione televisiva americana grazie all'immediatezza

linguistica, alla freschezza e alla velocità. Aprono quindi uffici di corrispondenza e

vengono stipulati accordi con referenti locali, finché la Cnn diventa la fonte di

informazione privilegiata anche per i Governi a livello mondiale.

Nel 91, trasmettendo in diretta i primi bombardamenti su Bagdad della prima

Guerra del Golfo, la sua autorevolezza aumenta in maniera esponenziale. Nel 99

viene lanciata la rete spagnola Cnn+ e la turca Cnn Turk e vengono sutdiati

modelli di interazione con Internet.

Euronews nasce invece come Consorzio delle Tv pubbliche europee, con

produzione propria limitata compensata da 3 agenzie video interazionali e dai vari

contratti di abbonamento.

In Italia Rai news 24 non presenta invece una scala gerarchica fra le notizie, ma

dà la precedenza sempre all'ultima, seguendo 3 criteri: news, approfondimenti e

magazine. Si preferiscono i collegamenti in diretta.

Storia della Radio

Nel 1901 Marconi inviò il primo messaggio dalla Cornovaglia a Terranova.

Nel 1919, in Gran Bretagna, il Post Office concesse una temporanea

autorizzazione alla stazione Marconi, che l'anno dopo trasmise il primo servizio

radiofonico della storia, 2 ore al giorno per 2 settimane. Ottenuta la licenza di

trasmissione ufficiale, la Westinghouse di Pittsburgh iniziò a trasmettere da

Washington col nome di Kdka.

Nel 21 nasce in Gran Bretagna la Bbc, la più antica radio del mondo.

In Italia si dovrà aspettare invece il 24, quando Ciano (Ministro delle poste nel

primo Governo Mussolini) battezzerà a Roma la prima società concessionaria

della radiodiffusione italiana, l'Unione Radiofonica Italiana, frutto di un accordo

tra le maggiori compagnie del settore: Radiofono (controllata dalla compagnia

Marconi) e SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni Circolari). La prima

trasmissione consisterà nel concerto inaugurale, annunciato da Maria Luisa

Boncompagni e seguito dal bollettino meteorologico e notizie di borsa. Il

Presidente Marchesi lasciò il posto di direttore centrale della Fiat per dedicarsi alla

radio, che passò sotto le dipendenze del nuovo Ministero delle telecomunicazione,

che includeva anche poste, telefoni, telegrafo e Marina mercantile. Un decreto

fissò inoltre i contenuti della radio, stabilendo che nessuna notizia potesse essere

diffusa senza autorizzazione; l'unica agenzia autorizzata era la Stefani, la prima

agenzia di stampa nata a Torino nel 1853 come portavoce della politica di Cavour.

Un ulteriore provvedimento concesse l'esclusiva all'Uri (monopolio che durerà 50

anni), fissando un canone di abbonamento. Nel 25 nasce Radiorario, settimanale

ufficiale dell'URI, volto a propagandare il mezzo e conoscere gusti e opinioni.

Nel 1926 naque la Sipra (Società italiana pubblica radiofonia anonima), mentre il

Vaticano vietava ai preti il possesso di una radio e Pio XI pubblicava l'enciclica

Casti connubi sui pericoli dell'industria culturale. Tra il 24 e il 29 si comincia a

trasmettere oltre che da Roma anche da Milano, Napoli e Torino.

Nel 1928 l'Uri diventa Eiar (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) e nasce il

Comitato di vigilanza, strumento di controllo politico a tutela degli interessi di

gruppi industriali e corporazioni.

Il primo giornale radio si ha invece nel 29, con il direttore Casali, proveniente da

Il Resto del Carlino. Nello stesso anno nasconole stazioni del Sud, mentre quelle

del Nord vengono unificate l'anno dopo, per poi unirsi sotto un'unica redazione

nel 35.

Nel 33 compare Radiorurale, ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche

standardizzate, acquistabile solo da istituti governativi o scolastici e promosso

dall'Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio, e quindi

della lingua italiana, in ambienti collettivi (soprattutto nelle zone rurali delle

bonifiche agrarie). Nel 35 l'impresa etiopica porta alla nascita delle cronache di

regime, in diretta con i bollettini affiancati da altre rubriche come quella sportiva.

Si inaugura il servizio radiofonico in collegamento con l'Estremo Oriente e si

raggiunge il milione di abbonati al costo di 81 lire nel 38.

Dopo la nascita del Centro radiofonico sperimentale, che formava il personale

della radio, nel 39 si ha il primo sondaggio sui gusti del pubblico e la nascita del

più piccolo ricevitore di produzione itliana: il Balilla della Radiomarielli. Esso si

diffonderà come ricevitore domestico grazie a funzionalità, economicità e solo 2

chili di peso.

All'inizio del 43, in un momento in cui tutta la programmazione era utilizzata per

far passare le aprole d'ordine del regme, accanto alle struttre filofasciste del

Nord, nasce il servizio radiofonico dell'Italia liberata, con Radio Bari, Radio Napoli,

Radio Roma e la RAI, nata dopo la liberazione di Roma.

Nel 44, infine, l'Eiar diventa Rai (Radio Audizioni Italia, azienda a capitale privato

controllata dalla SIP, Spciaetà Ideoaelettrica Piemonte) e, fino all'avvento della

tv, la radiofonia subisce una trasformazione. Nel 49 la RAI ricostruisce i

trasmettitori danneggiati dalla guerra.

Nel 50 viene varato il Terzo Programma (d'impronta culturale, con le "Serate a

soggetto"), che precede la ristrutturazione dei programmi del 51, che comporterà

la nascita dei 3 Programmi Nazionali. Il giornale orario del 2° programma prende

il titolo di Radiosera (con tante notizie, impaginazione agile e una concezione

moderna del mezzo) e altre rubriche informative tra cui Ciak (settimanale di

attualità cinematografica) e Tuttigiorni (almanacco di costume). Un anno dopo,

l'aumento delle ore di trasmissione e dei servizi porterà all'inizio di "Notturno

dall'Italia", che segue la formula europea di musica intervallata da brevi notizie.

"Il rosso e il nero" è il programma leggero più famoso della radio, affiancato da

quiz e concorsi.

Nel 54, con l'inizio delle trasmissioni televisive, Radio Audizioni Italia diventa

Radiotelevisione italiana. La radio deve moltiplicare l'offerta e sviluppare la

programmazione notturna, rivolgendosi a giovani e casalinghe e sottolineando le

differenze rispetto alla tv. Con l'automobile che smette di essere un bene per

pochi, si diffonde l'autoradio. Con "Italia, parole e musica", dal 58 Montanelli

racconta in radio la storia del nostro paese, mentre con Tortora nasce il primo

contenitore "Il signore delle 13". Col crescere degli abbonati, la RAI caratterizza i

programmi per genere: il primo si specializza sull'informazione, il secondo su

prosa (con testi stranieri accanto a un cartellone teatrale ricco di valori nazionali),

musica e varietà e il terzo ammorbidisce l'impostazione accademica.

La RAI degli anni 60 ospita scrittori e intellettuali del momento. Nel 62, la

Presidenza del Consiglio dei Ministri affida alla RAI la produzione dei notiziari e

dei servizi informativi per l'estero, mentre trovano compimento la filodiffusione

(distribuzione su rete telefonica dei 3 programmi radiofonici di musica leggera,

sinfonica e stereofonia) e il Transistor, che fa della radio un oggetto piccolo e

leggero da portare ovunque. Nasce una cultura giovanile affascinata dai suoni: la

radio viene ascoltata, piratata e boicotata. Sull'onda delle manifestazioni

studentesche, la chiacchiera leggera approda alla radio "Alto gradimento".

Programma-manifesto del periodo è "Chiamate Roma 3131": 3 ore di

trasmissione quotidiana in diretta telefonica con gli ascoltatori

Nei primi anni 70 la radio attraversa un periodo di stasi, in cui Radiomattina porta

a un'inversione delle fasce d'ascolto concentrate ora nella mattina. Nasce la

figura del regista autore, che inventa montaggi su una suggestuva partitura di

voci, musica e suoni. Prendono quindi il via dal 73 le "Interviste impossibili",

dialoghi fantasiosi tra intellettuali o attori e personaggi del passato, ricchi dii

riferimenti storici. La riforma della Rai del 75 sancisce il pluralismo dell'emittenzia

radio-televisiva, mettendo fine al centralismo dell'azienda. Con la libertà

d'antenna i palinsesti si modificano per la riqualificazione e la conquista di

maggiore pubblico. Nascono le 3 testate radiofoniche Radiouno, Radiodue e

Radiotre, con i rispettivi GR1, GR2 e GR3.

Negli anni 80 l'ascolto conosce un declino compensato dalle novità tecnologiche e

fronteggiato nell'82 con la nascita di Raistereouno, Raistereodue e

Raistereonotte. Il tentativo di trovare una sistemazione legislativa del confronto

pubblico-privato si accompagna a un miglioramento del mezzo radiofonico

attraverso un'offerta articolata al passo col progresso tecnologico e un

susseguirsi di norme sulle emittenti private. Nell'88 nasce Audiradio, che riunisce

Rai, Sipra, Upa, Assap e altre organizzazioni del settore, per effettuare indagini

periodiche nazionali e locali sull'ascolto radiofonico. Due rinnovi della

Convenzione Stato-Rai, nell'88 e nel 94, confermano la concessione in esclusiva

del servizio pubblico di diffusione radiofonica e televisiva sul territorio nazionale.

Nel 90, il progetto "Un piano per la radio" presenta nuove linee editoriali e

palinsesti. L'anno dopo entrano in esercizio gli ultimi decodificatori e il servizio

RDS (Radio Data System) sui 3 programmi a modulazione di frequenza.

Attualmente, le trasmissioni vanno in onda sui 3 canali nazionali Radiouno,

Radiodue e Radiotre, a cui si affiancano 22 programmi regionali e 3 locali, quelli

del Notturno italiano, la Filodiffusione, Isoradio e i programmi per l'estero.

RadioRai è organizzata attorno a 4 centri di produzione (di Roma, Milano, Torino e

Napoli) e presso le sedi regionali, per ciò che riguarda l'informazione.

L'avvicinamento al digitale ha visto l'emergere della promettente tecnologia del

Dab (Digital Audio Broadcasting), che impiega trasmettitori terrestri e satellitari e

viene ricevuto da semplici antenne non direzionali. Esso consentirà quindi la

ricezione di programmi radio con la stessa qualità di un CD. La Rai ha contribuito

allo sviluppo di tale sistema nel consorzio europeo EU-147, ed è membro del

Forum mondiale WorldDab, che ne promuove l'introduzione a livello mondiale.

Forte è inoltre il rapporto con Internet. Moltre radio si sono espanse in rete, e la

tecnologia streaming consente di ascoltare i programmi comodamente

oltrepassando la rigidità di palinsesto. Il Giornale Radio Rai è su internet dal 96,

ed è la prima testata giornalistica Rai in Rete con server aziendale. L'obiettivo era

di fornire un prodotto giornalistico nuovo, con Internet come strumento di ricerca

e approfondimento di quanto trasmesso in radio, con giornali radio, rubriche,

servizi e interviste, oltre a prodotti specifici per gli utenti di Internet. La prima

esperienza online fu Golem, rubrica del GR1, che evidenzia l'interazione tra i due

mezzi con forum, lettura della posta elettronica, oltre a suoni e intercettazioni

presi dalla rete e trasformati in materia di programmazione radiofonica. In

occasione del conflitto per il Kosovo, nel 99, la convergenza tra radio e rete

permise di coprire la cronaca di guerra con fonti sonore della rete, voci ufficiali e

radio di resistenza civile. Nel 2000 è messo in rete il sito Internet di tutta Radio

Rai, con ogni canale e testata col proprio spazio web per espandersi.

La presenza dei canali di Radiofonia sul web si è evoluta tanto che il portare radio

www.radio.rai.it è stato protagonista di diversi restyling. Tutti i canali hanno

curato sempre più la loro presenza sul web con portali, siti dedicati ai programmi

e dal 2011 un'applicazione iPhone che permette di ascoltare in diretta e podcast

tutta la programmazione radio.

Secondo un rapporto Censis del 2002, la radio è il terzo medium più seguito dalla

popolazione italiana, risultato straordinario per il più antico mezzo di

comunicazione di massa.

Le parole della televisione

Alta definizione: La tv del futuro che costringerà emittenti e riceventi a

– cambiare apparecchio per ottenere una risoluzione d'immagine simile a quella

della pellicola cinematografica

Alta frequenza: I segnali video trasmessi via etere e le apparecchiature che

– consentono ciò

Angolo di campo: Porzione orizzontale della scena coperta da un'inquadratura

– A spalla: Riprese effettuate senza cavalletto o altri supporti

– Assemble: Montaggio audiio video in successione sullo stesso nastro

– magnetico, di sequenze di immagini riprese in tempi diversi.

Audience: Pubblico reale o potenziale

– Bassa frequenza: Segnale video "puro", traduzione dell'immagine dalla

– telecamera

Camera/Telecamera: Apparecchiatura in grado di riprendere un evento,

– trasformandone le immagini in segnali elettrici riproducibili dalla tv

Carrellata: Spostamento laterale o verticale di una telecamera durante le

– riprese

Centralina di montaggio: Dispositivo automatico di azionamento simultaneo

– dei videoregistratori, per montare spezzoni registrati su nastro

Copertura: Parte del territorio raggiungibile da un segnale video

– Criptare: Rendere illegibili le proprie trasmissioni per impedirne la fruizione

– senza l'apposito apparecchio decodificatore

Dissolvenza: Passaggio fra due immagini con progressiva degradzione della

– prima e aumento d'intensità della seconda

Eurovisione: Circuito per lo scambio di programmi tra le emittenti aderenti

– all'Ebu (European Broadcasting Union)

Evelina: Nomignolo derivante dalla pronuncia inglese delle iniziali Evn

– (Eurovision News), con cui si indicano le immagini offerte dalle emittenti

consociate sugli eventi principali del paese. Tutte le tv hanno quindi le stesse

immagini montate diversamente e cobinate con le notizie delle agenzie

Fancobollo: Inserto video dalla lunghezza appena percettibile

– Gelato: Microfono più utilizzato in tv

– Gobbo/Teleprompter: Suggeritore televisivo, dispositivo che consente al

– conduttore di leggere, dando l'impressione di improvvisare

Inquadratura: Immagine statica fornita da una telecamera in un dato istante

– Insert: Inserimento di una sequenza di immagini o di un brano audio in una

– registrazione o montaggio già effettuati, cancellando le informazioni video e

audio su cui si sovrappone

Nastro magnetico: Supporto plastico (il cui formato è espresso dalla sua

– altezza in pollici) capace di registrare immmagini grazie alle proprietà

magnetiche di ossidi come ferro e cromo

Network: Rete di emittenti televisive private in grado di trasmettere

– simultaneamente lo stesso programma

Palinsesto: Insieme dei programmi di una rete

– Panoramica: Movimento della telecamera a supporto fermo, con variazione

– dell'angolazione

Piano sequenza: Ripresa continua con una sola telecamera che si sposta e

– utilizza lo zoom per rappresentare un intero evento

Radiomicrofono: Microfono collegato al mixer audio attraverso un segnale

– radio (e non un cavo)

Replay: Ripetizione rallentata di una sequenza di immagini

– Rvm: Registrazione video magnetica, o montaggio

– Riversamento: Trasferimento di immagini da un supporto a un altro

– Share: Percentuale di telespettatori sintonizzati su un programma rispetto al

– totale raggiungibile, che influenza il costo della pubblicità

Stacco: Passaggio netto da un'immagine all'altra

– Stand up: Momento di un collegmento in cui l'inviato appare nel video

– Storyboard: Rappresentazione grafica delle inquadrature da realizzare con la

– telecamera

Time code: Pista sul nastro magnetico che consente di individuare e misurare

– una sequenza registrata tramite sovrimpressione di cifre

Troupe: Gruppo di tecnici incaricati delle riprese esterne

– Zoom: variante focale dell'obiettivo. "Zoom in" e "zoom out" indicano quindi

– rispettivamente avvicinamento e allontanamento dell'inquadratura, ottenuto

senza spostare la posizione della telecamera

Prontuario del linguaggio

Le sigle si scrivono con la prima lettera maiuscola e le altre minuscole, senza

punti, decifrandole tra parentesi e scrivendo, se possibile, per esteso, a meno che

si tratti di una pubblicazione specialistica.

Vogliono la maiuscola i nomi di esseri personificati, quelli geografici o che

indicano istituzioni (Ministero, se è sottointeso di quale si tratta, o Presidente, se

non accompagnato da nome o indicazione della carica).

Per altre istituzioni, organismi, associazioni ed enti, solo la prima lettera della

prima parola va scritta in maiuscolo.

Giorni della settimana e punti cardinali vorrebbero la maiuscola, ma è ammessa

anche l'iniziale minuscola.

E' bene evitare le abbreviazioni e scrivere le parole per esteso soprattutto quando

essa riduce di pochissime lettere la parola, ricalca forme epistolari e burocratiche

e indicano misure. Per quanto riguarda i titoli accademici, "prof" viene ormai

accettato nell'uso comune come forma abbreviata di sostantivo.

La virgola si usa per gli incisi, mentre per le frasi incidentali, specialmente se

lunghe, si preferiscono parentesi e trattini. Questi ultimi sono sempre 2, ad aprire

e chiudere la frase incidentale, e si utilizzano per gli incisi che attribuiscono la

paternità di quanto detto tra virgolette. Un inciso fra trattini interrompe la frase e

non si colloca quindi alla fine. Il trattino sostituisce la virgola ma non il punto, da

utilizzare ma degenerare in periodi telegrafici.

I due punti si usano per le brevi pause prima di una frase espositiva o

virgolettata. Scrivendo un testo tra virgolette, il punto va dopo queste e non

viceversa. Esse vanno riaperte all'inizio del nuovo capoverso (e non chiuse a fine

paragrafo). Nell'alternarsi di domande e risposte in un'intervista, le virgolette si

usano solo per le risposte.

L'accento deve essere utilizzato con "Dà" (terza persona singolare dell'indicativo

presente di "dare"), "Là" come avverbio, "Sé" come pronome riflessivo, "Sì" come

avverbio affermativo (ma non in No) e nei giorni della settimana. Se la pronuncia

è aperta si usa l'accento grave (è), se la vocale è chiusa, si usa quello acuto

("é"). L'accento non si usa, invece, per "Fa" (ma si scrive in "rifà"), "Qua", "Qui",

"Su" e "Sta", "Sto".

L'apostrofo si utilizza per "Da'" e "Di'" come imperativi di "dare" e "dire", con "da"

e "di" dvanti a un'altra vocale e in "po'" come troncamento di Poco. Si omette

invece con "gli" e "le" (che non si elidono) e "qual è" e "tal è".

Occorre inoltre evitare parole composte da numeri e lettere per idicare un'età,

ma si preferiscono i numeri per cifre lunge o complicate, lasciando sempre uno

spazio tra parte numerale e letterale.

I numeri romani sono ordinali e si possono, quindi, utilizzare per indicare una

successione, mentre le date vanno scritte in numeri per indicare distanze e

misure. E' preferibile scrivere invece in lettere i numeri che formano parole

brevissime.

Le parole steaniere vanno spiegate, se non utilizzate nel linguaggio comune. Se

di uso corrente, invece, non va scritta la forma plurale.

E' inoltre opportuno convertire le somme espresse in valute diverse dalla nostra,

così come l'equivalente di pesi e misure di altri paesi.

Tra i derivati, è importante ricordare che Aereo nei composti diventa Aero, Tram

diventa Tran e Alcol resta invariato al plurale e si scrive con una sola O nei

derivati. Presidente, Avvocato, Ministro, Sindaco, ecc. restano al maschile anche

se riferiti a donne. Famigliare si usa come sostantivo, Familiare come aggettivo.

Obiettivo con una B è diversa da obbiettivo come termine fotografico. Qualcosa

concorda al maschile. N prima di B e P diventa M. I composti degli avverbi Sopra

e Sovra raddoppiano solo se la seconda parola comincia per consonante (es.:

Soprattutto).

Davanti a parole che cominciano per vocale, gn, ps, j impura (seguita da

consonante), y, x e z, si usano solo gli articoli "lo" e "gli" al plurale. Davanti a

nomi stranieri ci si regola sul suono iniiale della parola che segue l'articolo; esso

si lega inoltre alla preposizione per alcuni nomi di città (es.: "all'Aquila").

Le parole che finiscono in -cia e -gia conservano la "i" al plurale se la c o la g

sono precedute da vocale; se precedute da consonante, a i al plurale sparisce. Le

parole che terminano in -go hanno iil plurale in -gi se sono sdrucciole (ossia con

accento sulla terzultima sillaba) con eccezione come "dialogo", "epilogo" e

"naufrago".

"Carcere" è maschile al singolare e femminile al plurale, mntre gli aggettivi che

indicano colori derivanti da sostantivi sono invariabili al plurale.

Tra gli avverbi, è importante ricordare che "Affatto" (come "Assolutamente")

significa "In assoluto" e non può quindi avere valore negativo (si adopera, in

questo caso, "nient'affatto". Per indicare compagnia di persona, si utilizza

"Insieme con", mentre per indicare la contemporaneità si preferisce "Assimee a".

"Intervista con" è meglio di "Intervista a".

Con "Sopra" non serve aggiungere altre preposizioni, a meno che vi siano

pronomi (es.: "sopra di questo", "sopra a lui"). "Soltanto" e "Solamente" sono

preferibili a "Solo", che può confondersi con l'aggettivo. "Specificamente" vuol

dire "In particolare", "Specificatamente" significa invece "Nei particolari".

"Tuttora" è una parola unica, come "Finora". "Vicino come avverbio vuole "a", così

come "Davanti", "Dietro", "Sotto" e "Lontano".

Per quanto riguarda gli ausiliari, i verbi transitivi vogliono avere, mentre quelli

passivi, riflessivi e intransitivi, essere.

"Iniziare" e "Assolvere" sono transitivi (si assolve qualcosa, non a qualcosa).

"Sfilare" è transitivo se deriva da "Filo" (e vuole quindi l'ausiliare avere),

intransitivo se deriva da "Fila", e si usa Essere. Questo è anche utilizzato per i

verbi impersonali che indicano i fenomeni atmosferici.

I verbi servili (come Potere e Dovere) sono quasi sempre superflui e vogliono

l'ausiliare del verbo che servono.

Il congiuntivo è il modo verbale di possibilità, previsione e incertezza, mentre

l'indicativo è il modo della realtà. Sebbene, Nonostante, Malgrado e Quantunque

reggono sempre il congiuntivo.

Tra le parole e le forme improprie da evitare troviamo Ambienti (troppo

generico), Apposito (aggettivo inutile come l'avverbio Appositamente). Cui è un

pronome relativo che significa letteralmente Al Quale e non vuole quindi la

preposizione A quando usato come complemento di termine. A Livello viene

spesso utilizzato a sproposito per indicare gerarchie e priorità. I dati sono gli

elementi su cui ci si basa per svolgere indagini e sondggi, diversi dai risultati

finali. De non esiste come proposizione, ma si fonde con l'articolo che lo segue.

Essi è soggetto e Loro complemento, ma Gli è ormai entrato nell'uso comune col

significato di A Loro. Nominativo non può sostituire Nome, poichè indica un


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

17

PESO

319.32 KB

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Informazione, media e pubblicità
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche del linguaggio radio televisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Brezzi Rossetti Elena.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in informazione, media e pubblicità

Riassunto esame Linguistica generale e applicata, prof. Del Tutto, libro consigliato Introduzione alla linguistica, Berruto
Appunto
Riassunto esame Forme e linguaggi del teatro e dello spettacolo, prof. Gemini, libro consigliato Il dispositivo teatrale e lo sguardo utopico, Gemini
Appunto
Riassunto esame Forme e linguaggi del teatro e dello spettacolo, prof. Gemini, libro consigliato Performing art e industria culturale alla prova del pubblico, Gemini
Appunto
Riassunto esame Forme e linguaggi del teatro e dello spettacolo, prof. Gemini, lbro consigliato L'incertezza creativa, Gemini
Appunto