State strategies in international bargaining
M. C. Kibben, University Press. Tutto ciò che riguarda la politica estera riguarda una società globale. La chiave di lettura è la globalizzazione economica. Altre globalizzazioni: trasporti, sistemi di comunicazione. L’interconnessione tra i fattori è una complicazione: porta al caos. Infatti, i problemi non sono solo nazionali. Es. il problema della sicurezza è sempre più internazionale.
Globalizzazione e appartenenza
Attraverso quest’apertura progressiva, le società hanno perduto le loro appartenenze, infatti, alcune entità come parrocchia, famiglia, scuola hanno perso la loro rilevanza. Vi è la mancanza di un’appartenenza verticale: es. non si devono fare gli abusi edilizi ma tuttavia io considerandomi “speciale” lo faccio comunque. Il nuovo scenario internazionale è talmente complesso che si cerca di semplificarlo. Tuttavia, la semplificazione genera mancanza di competenza; i problemi complessi necessitano non solo “d’intelletto personale” ma anche delle competenze specifiche.
Appartenenza verticale: appartenenza a determinate sfere culturali, sono appartenenze molto forti.
Crisi libica
L’avvenimento di politica internazionale più rilevante di oggi? Crisi libica. È una crisi politica sfociata in una guerra civile a seguito della caduta di un regime durato circa 40 anni. Ora non vi è un governo effettivo. Diverse fazioni:
- Appoggiata dall’ONU Fazioni:
- Serrage, leader riconosciuto internazionalmente
- Generale Haftar appoggiato da Egitto e Francia si è ricavato zona in Cirenaica
- Minoritarie: Misurata, Fazione vicina ad Alcaida.
Perché la Libia si è ridotta così? La Libia è un paese con una lunga storia di identità nazionale? No. Infatti, la Libia è sempre stata divisa in almeno 2 parti: Tripolitania (navigava verso Marocco, Spagna, etc); Cirenaica (parte orientale di Bengasi, ruotava attorno alla sfera greca). La Libia attuale ha avuto un’unificazione con la dittatura del Re Idris, e successivamente con la dittatura del col. Gheddafi.
La Libia si è spezzata lungo la linea antica di divisione. Nessuna delle 2 parti riesce a prevalere. Internazionalmente riconosciuto = internazionalmente imposto. Gen. Graziani nel 1934 chiama la Libia per la prima volta col suo nome in senso moderno (intendendo la Tripolitania e la Cirenaica). Il sentimento comune dei libici è contro l’Italia che era stata il colonizzatore.
Interessi e accordi con la Libia
Forti interessi divergenti all’interno della Libia. Nel 2008 Roma – Bengasi ci dà un ruolo di I piano con la Libia, primo partner economico, energetico, etc. Ragioni dell’accordo:
- Energetiche.
- Economiche: interscambio.
- Flussi migratori: la Libia serve per regolarli.
Gheddafi non ha mai capito se la Libia dovesse essere un paese Africano o Mediterraneo. A tal proposito aveva rimosso i confini a sud: facilitando le attuali migrazioni. Nel 2010 la Tunisia avvia la cosiddetta “primavera araba”. Forte instabilità che si propaga nel Mediterraneo. Obama nel 2009 asserisce di voler risistemare i rapporti con il mondo arabo. Da parte di quest’ultima viene interpretato come un “se andate verso la democrazia, gli USA saranno presenti”. Tra Tunisia e Libia vi è una differenza enorme.
L'Italia e la politica estera
Perché l’Italia si è accodata a questi interventi francesi? Il Governo non voleva l’intervento, il Presidente della Repubblica impose l’intervento su pressione franco/britannico; era per non rompere l’asse occidentale. Forte assetto geopolitico imposto durante la I GM. Francia e UK impongono un assetto che dura per 100 anni. Hanno costruito questi paesi in maniera artificiale, definendo i confini con la stecca. Il problema dell’instabilità sussiste fin dagli anni ’90. Prima d’allora, morto un dittatore se ne costituiva un altro. La complessità negoziale con questi stati fatica molto.
Gli USA guardano con meno interesse alla regione: hanno trovato il modo per prodursi il Petrolio in casa: non necessitano più di importarlo (anzi lo esportano). Dalla conferenza di Palermo probabilmente non ne uscirà molto, se ci fossero sviluppi darebbe peso all’Italia (cosa che a molti non va bene).
Il negoziato
Chi negozia: tutti. Da quando si negozia: da sempre. Negoziare è un aspetto della socialità umana. L’uomo negozia per necessità, egli lo fa al fine di svilupparsi. Negoziazione internazionale: a partire dalla Pace di Vestfalia 1648. Ivi si risolse in maniera particolare il problema della legittimità. Definisce chi ha il potere. Se non si ha la legittimità del potere, i sudditi non hanno motivo di obbedire. Da Vestfalia asserisce che gli stati moderni si autolegittimano attraverso ad esempio la costituzione. Da lì vi sono stati che sono idealmente uguali. Es. si arriva al punto in cui il voto all’ONU diventa molto ricco e con lo stesso peso.
Ora si negozia di più perché ci sono più interazioni tra stati, aumentano le tematiche oggetto dei negoziati, vi è maggiore facilità nel negoziare. “Se durante la crisi dei missili di Cuba i presidenti USA e URSS avessero avuto i mezzi di comunicazioni attuali sarebbe scoppiata la guerra.” Tradotto il modo di comunicare influenza molto.
Chi negozia?
Gli stati dopo la pace di Vestfalia. Gli stati: non è esauriente come risposta, vi sono soggetti diversi da essi. Il diritto internazionale non può imporre un tipo di società ma guarda come si articola la società internazionale e da essa si articola. Il diritto internazionale guarda chi si muove nella sfera del diritto internazionale. I soggetti cambiano nel tempo e di conseguenza la soggettività.
- Stati non riconosciuti dalla generalità degli stati: Es. Kosovo: è un’entità non riconosciuta da molti Paesi tra i quali la Spagna (che teme che si formi un precedente per la Catalogna).
- Es. Cipro del nord. Nel 1951 i Turchi la prendono dai Veneziani. Cipro era greca come cultura ma tuttavia era sotto il dominio veneziano. Successivamente, nel 1970 dopo una serie di tensioni fra Turchia e Grecia, venne spartito il territorio dell’isola creando una divisione non solo politica ma anche culturale (fino ad allora i popoli si erano mescolati tra loro).
Come si curano i rapporti con un soggetto non riconosciuto? Quando ci sono le visite diplomatiche, il diplomatico arriva senza salamelecchi in aeroporto e il soggetto si incontra col suo parigrado al ristorante al posto di trovarsi al ministero. N.B. Una regione es. Veneto, ha un minimo di personalità internazionale. Essa è determinata nella misura in cui viene concessa dagli organi nazionali.
Terroristi e negoziazioni
Terroristi: non sono soggetti diritto internazionale. Es. nel caso del rapimento Moro, le Brigate Rosse volevano un riconoscimento attraverso la trattativa per liberare Moro. Gli USA e Israele hanno deciso che non negozieranno mai con i terroristi poiché trattare con questi significherebbe riconoscerli. In Italia nei primi anni 2000 avviene il primo rapimento di ostaggi d’Italiani all’estero in Iraq. Questo fattore pone un problema politico al suo interno.
La legge italiana vieta di pagare riscatti nel diritto interno infatti il giudice congela i beni del sequestrato e della famiglia. Gianni Letta spiega la situazione e li mette di fronte alla situazione (che è il primo sequestro); la priorità è mantenere la politica del “non si paga” o si deve cedere per liberare l’ostaggio? Si optò per quest’ultima posizione. Terminata la riunione, Letta disse “salveremo gli ostaggi a tutti i costi”; tale riunione ha marcato la posizione italiana. Il problema di negoziare coi terroristi è sia giuridico che morale.
Trattative
Metodo UK: si deve pianificare tutto suddividendo al meglio la materia così diventa più prevedibile. Atteggiamento generale con cui si avviene un negoziato: facilmente identificabile.
- Atteggiamento legato alla cooperazione
- Atteggiamento legato al confronto: esplica fortemente la posizione.
Conta molto come si guarda l’esistente: Lo status quo non preoccupa: chi è disposto a cambiarlo è più incline alla cooperazione. Lo status quo preoccupa: si è meno disposti al confronto.
Interessi dell’Italia
- Balcani
- Mediterraneo
- Europa
- America
Italia v/s Mediterraneo. Vi è una forte centralità del Mediterraneo nei rapporti tra Italia e gli altri paesi costieri. Pur nella diversità vi è la percezione che la cultura dei diversi paesi abbia un filo conduttore (le culture non sono così distanti tra loro). Tale condizione del mediterraneo non è compresa dall’UE. Infatti, tale mancanza di percezione non.
L'UE e il Mediterraneo
L’UE per il Mediterraneo ha fatto:
- Dialogo di Barcellona.
- Union Méditerranée: voleva strutturare un’istituzione per il Mediterraneo, attualmente a Barcellona c’è un palazzo con alcuni addetti che lavorano ma di fatto non fanno nulla.
Tradotto: insufficienza politica. La Grecia è molto importante per l’UE essendo stata la culla della cultura. UE: avrebbe potuto curarsi del Mediterraneo, il suo sviluppo avrebbe permesso un grande benessere.
Instabilità nel Mediterraneo
Instabilità Mediterraneo, paesi che potrebbero farla scattare:
- Marocco: Il sovrano pare sia un discendente del Profeta. L’economia tira abbastanza.
- Algeria: Nasce con una guerra civile sanguinosa, questo dà un forte imprinting nelle generazioni successive alla guerra civile. Forte tensione coi francesi che vivono lì (non li accettano sebbene magari vivano lì da tanti anni).
- Tunisia: Paese piccolo. Ha una classe media che aveva iniziato un percorso importante contro il radicalismo islamico. Il diritto non è basato sulla Sharia.
- Libia: Non ha un’identità nazionale forte. Si sta rompendo lungo un asse storico. Forte incertezza sulla Conferenza di Palermo di questi giorni (12/11/2018).
- Egitto: È una parabola quasi simmetrica: è partito da una dittatura militare per poi passare a una fase democratica ed infine è tornato ad una dittatura militare. Nel mondo arabo è un paese di riferimento.
- Siria: La sua guerra è comparabile in termine di perdite alla II GM.
Il disegno geopolitico del 1918 in poi sta crollando. Vi sono alcune ragioni:
- Il Medio oriente si era imbevuto di ideologie non sue: es. nazionalismo, socialismo (in Algeria), libero mercato.
- Confini: sono irreali.
- Dottrine Economiche: sono state applicate dottrine economiche dimostratesi inefficaci. Infatti, non c’è stato sviluppo, anzi ora sono costretti ad emigrare.
Fenomeno migratorio
Il fenomeno migratorio: c’è il diritto nel cercare di elevare la propria condizione ma anche un fenomeno storico. Tale fenomeno storico avviene nel 1700: il pensiero diventa applicato: la scienza inizia ad essere applicata al fine di migliorare la vita dei cittadini. In Europa inizia un’ascesa lineare di miglioramento. La linea di crescita del benessere diventa inarrestabile. L’applicazione del pensiero scientifico da parte dell’uomo occidentale ha generato una modifica di determinate aree del mondo generando, accentuando, lo squilibrio presente tra le aree del mondo (alcune non si sono sviluppate). Tale aree non sviluppate generano una forte pressione verso le aree sviluppate, sarebbero dunque necessari dei progetti di cooperazione al fine di ridurre il divario.
Il mediterraneo ha anche una lingua tecnica comune: lingua franca. Questo dà l’idea delle relazioni intense tra i popoli. Es. conferenza tra pescatori siciliani e tunisini: l’esistenza di termini simili nel dialetto siciliano e l’arabo tunisino permettevano il dialogo tra questi. Lunedì si parla di razionalizzazione, Turchia etc.
Realtà complessa e politica
19/11/2018 Realtà complessa, frutto di interrelazioni internazionali, complessità dovuta dall'inquietudine che tende ad essere semplificata. Fatti di cronaca: manifestazione a Torino sulla TAV, movimento francese dei gilet gialli sull'aumento della benzina hanno peculiarità di essere movimenti nati dai social. La politica è sempre stata mediata da politici, sindacati, stampa. Erdogan - messaggio su FB, senza intermediazione politica. C'è il riaffermamento dei media per recuperare potere politico. Tempi di riflessione annullati + complessità; a cosa porterà nella politica estera?
Rapporto diretto col "POPOLO", assenza di intermediazione di natura strutturale che porta alla semplificazione; ora si può raggiungere una platea enorme in tempi molto brevi grazie ai social. C'è bisogno non tanto di politici competenti ma con una visione politica consapevole che abbia competenze. La realtà è più complessa perché qualsiasi dinamica internazionale ormai ci tocca, tocca chiunque, per questo è necessario un corpo politico che abbia una visione, che sappia dove andare perché nel clima di complessità è difficile mediare fra vari punti di ragione di ognuno (no alla democrazia troppo diretta).
Negoziazione internazionale
NEGOZIAZIONE INTERNAZIONALE: compiuta solo da soggetti internazionali, l'atto internazionale si riconosce perché lo Stato ci si impegna, si negozia secondo le regole del diritto internazionale che portano a una forma di intesa, se va a buon fine. Nasce un negoziato bilaterale perché nasce un problema o bisogna regolare una materia, il procedimento nasce dalla sollevazione (internamente/istituzionalmente attraverso associazione di categorie o campagna mediatica) del tema che ne diventa oggetto oppure in maniera multilaterale in sede EU o ONU che nasce dall'organizzazione stessa, non da qualche organismo. Ancora c'è il negoziato multibilaterale che è però una forma molto rara. Ogni Stato che deve attuare un negoziato, adotta una schiera di funzionari dei ministeri che formano le commissioni funzionali alla negoziazione e ne regolano le modalità, la lingua, il limite di tempo reale, limite massimo di persone che vi partecipano, ecc.
Quando si arriva al trattato, questo è soggetto a ratifica e parafattura (deposito alla Farnesina e all'ONU). Sempre diritto di recesso e di uscita dal trattato. In materia di interpretazione dei trattati, ci sono sempre state molte controversie. Per quanto riguarda i funzionari hanno diritto di firma con pieni poteri (senza mandato) l'ambasciatore sul posto, il ministro degli esteri e il capo di governo. Entrata in vigore si ha quando le reciproche procedure parlamentari sono esaurite (bilaterale) o quando è scritto che un tot di paesi deve ratificare (multilaterale). Le tecniche di negoziazione di atteggiamento di cooperazione e confronto sono un continuum, non sono mai chiaramente una o l'altra e sono un continuo alternarsi. Individuati i due atteggiamenti per avere un'idea della previsione della negoziazione e del suo esito. Rapporto di chi negozia con la realtà esistente; la mia posizione è influenzata dallo status quo, chi non lo vuole modificare è meno invogliato a mediare, volendo solo migliorare la sua posizione (confronto). Interesse nel negoziato può essere assoluto quindi con un nucleo integro di interessi, non posso ridurlo, difficilmente negoziabile (confronto); oppure relativo quindi più improntato alla cooperazione. Abilità sta nel riuscire a tracciare un'area di consenso che garantisce la possibilità del negoziato di andare avanti, è però difficile da definire in quanto ci sono troppe variabili presenti.
Come si compie un negoziato?
Di solito si sposta dal disegno negoziale/recinto negoziale, a meno che non sia prettamente tecnico. Per uscire dal recinto negoziale ci sono delle tecniche:
- Inserire nuovi oggetti (devo però essere competente e sapere che posso farlo, cosa posso garantire)
In alcuni contesti l'uscita negoziale non è palese. Interessi possono essere coincidenti (vicini quando lo sono parzialmente, coincidenti quando sono uguali) oppure no; incide la cultura e il background geografico sulla assunzione di posizione. Regola vuole che più gli interessi saranno vicini, più ci sarà la volontà di uscire dal quadro negoziale.
Situazione della Turchia
SITUAZIONE DELLA TURCHIA: cambiamento radicale senza precedenti, processo interno di islamizzazione (svolta autocratica dopo il colpo di Stato), situazione da positiva a negativa, soprattutto nella percezione del paese a livello internazionale. Iniziale dialogo coi curdi da parte di Erdogan che dura poco. Posizione geografica particolare - importanza politica sempre presente (posizione "di frattura"). Battaglia di Adrianopoli del 378 dC che modifica la percezione occidentale sugli immigrati. Giudizi sbagliati che abbiamo: non è un paese radicalmente laico, la rivoluzione di Ataturk è stata incredibile ma non ha riguardato/raggiunto tutto il paese, c'è stata una cesura incompleta per via delle due componenti diverse, laica e islamica e questa separazione non consente al paese di affrontare le problematiche. Erdogan le unisce col fondamentalismo.
Turchia non sarebbe quello che è senza la sua grande crescita economica che però investe quella parte del paese che non era ancora sviluppata, chi crea la nuova classe imprenditoriale, entrando in politica e cambiando la concezione e gli interessi di fondo del paese. Ora non è più aperta verso l'Europa. Erdogan ha fatto suggestioni al passato ottomano, con messa in pratica di maggiore ortodossia religiosa (attraverso la retorica della moralità politica), con un nuovo potere economico in un contesto di primavere arabe che sconvolge tutto il suo piano.
Interesse nel negoziato assoluto: nucleo integro, difficilmente negoziabile: non ci vuole smuovere. Relativo: posizione di cooperazione. Il modo di negoziare subisce differenze in ragione della cultura.
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