Estratto del documento

Teoria e tecnica dei nuovi media

Economia

Economia atomi → Il prezzo del bene sale ogni anno di più perché aumenta il costo delle materie prime (pane, pasta, vestiti, ecc.).

Economia digitale → Il prezzo del bene scende di continuo perché diminuisce il costo della materia prima, il quale si avvicina a cifre irrilevanti. Infatti, per le nuove connessioni si paga solo il servizio, il pc è "gratuito"; inoltre, anche i costi dei contratti scendono perché c'è concorrenza.

Storia

Ivonne, Ivan, Sasha → Storia che sottolinea l’importanza di aggiornare e dare informazioni a chi si interessa. La storia viaggia in rete e non si ferma; i media tradizionali sono costretti a parlarne e di conseguenza la polizia si sente sotto pressione e agisce. Tutto questo insegna che il potere dei gruppi è enorme grazie ai social network, i quali offrono grandi opportunità di creare gruppi che influenzano l’opinione pubblica che prima era influenzata solo dalla tv, dalla stampa, dai movimenti; che il contributo dei lettori è fondamentale: infatti, essi prima erano fruitori passivi dell’informazione, mentre adesso possono modificare e arricchire l’informazione; che l’agenda setting e il meccanismo virale sono importanti in quanto i giornalisti sono costretti a occuparsi di qualcosa che a prima vista appare banale ma che interessa poi milioni di persone; che la connessione l’un l’altro oggi è scontata, mettere in relazione una persona con un’altra è più semplice e le relazioni sono più strette ma nel vecchio mondo non era possibile; che le tracce vengono lasciate consapevolmente o inconsapevolmente da ognuno di noi che ha una presenza sul mondo digitale (non solo internet ma anche telefono, autostrade, ecc.); questo è l’aspetto più negativo perché si può ricostruire il percorso di ognuno; che dal local siamo passati al global e quindi anche una vicenda locale fa presto a divenire globale; che la comunicazione influenza la società nel senso che essendo cambiato il modo di comunicare è cambiata anche la società e le sue abitudini; che i costi di pubblicazione sono quasi nulli perché su internet non ci sono, sono collassati.

Quindi oggi, grazie alle nuove tecnologie, con pochi soldi abbiamo moltissimi servizi ma si crea un paradosso perché società come Google o Facebook, offrendo servizi gratuiti, riescono a fare un sacco di soldi e questo perché il costo della distribuzione è prossimo allo zero, mentre per la carta stampata, che ha bisogno di una rete fisica, non è così; perché il costo della stampa è irrilevante e non ci sono supporti fisici. Ecco perché si sono sviluppati modelli di business che producono soldi intorno alla free economy. Tutto questo sembra un qualcosa di nuovo ma già c’era stata la penny press prima, la radio e la tv poi.

Oggi alcuni editori sostengono che il free internet sia destinato a morire: USA Today nel '92-'93 provò a mettere abbonamenti per potere leggere ma non ebbe successo; ci ha riprovato El País successivamente ma subì una perdita di lettori; mettere le notizie a pagamento sarebbe anche inutile perché chiunque può fare copia-incolla e distribuire gratuitamente qualcosa che è a pagamento. Si spera comunque che possa rimanere una qualche libertà anche se sembra che si stia tornando al mecenatismo degli artisti perché sennò solo chi ha soldi può fare informazione. Inoltre, su internet è difficilissimo far rispettare le regole del copyright. Si dovrebbe anche pensare a una distribuzione diversa del valore, per esempio riconoscendo qualcosa a chi produce contenuti.

Il giornalista

Il lavoro del giornalista è condizionato dal progresso delle tecnologie. Alcuni storici collocano l’inizio di questa professione nel '600 quando la stampa diventa periodica; altri la collocano nell'800 con la nascita della penny press; altri ancora riconducono la nascita della professione di giornalista alla funzione sociale del reporter, ossia a circa 2 milioni di anni fa.

La storia della comunicazione è il costante tentativo da parte dell’uomo di aumentare le capacità di inviare informazioni al di là delle barriere fisiche, umane e naturali; allo sviluppo di questo processo corrispondono mutamenti sociali e culturali. L’invenzione della scrittura introduce la comunicazione indiretta: il messaggio veicolato attraverso un medium supera la barriera dello spazio e del tempo (prima i geroglifici abbatterono il legame temporale e successivamente la scrittura fonetica anche quello spaziale). Il primo libro stampato compare in Cina, ma la stampa a caratteri mobili si afferma in Europa con la Bibbia di Gutemberg: è un processo rapido ed economico, ha avuto un’enorme influenza nello sviluppo della società moderna perché grazie alla formula “più copie in meno tempo = basso costo = maggiore circolazione” il libro diviene potenzialmente un prodotto popolare.

Inoltre, con le grandi scoperte geografiche, nasce il desiderio di conoscere altri paesi e l’informazione si avvia a diventare un bene di consumo perché anche le notizie hanno un valore economico e creano così il mercato dell’informazione. Il giornalismo quindi diviene una professione e nell'800 entra nella fase matura. L’informazione però, per essere aggiornata, deve diminuire i tempi di produzione e velocizzare la diffusione delle notizie. Così il giornalismo si intreccia sempre più con la storia delle tecnologie: la diffusione delle notizie si velocizza grazie alla nascita delle agenzie di stampa e la diffusione dei giornali aumenta grazie al telegrafo, alla carta in pasta di legno, alla rotativa, alla linotype. Le basi della moderna stampa ci sono: grazie all’alfabetizzazione, all’estensione delle reti di comunicazione e alla sempre maggiore evoluzione dei mezzi tecnici, la costruzione va avanti rapidamente.

Ben presto negli USA il quotidiano si trasforma in uno strumento a disposizione dei cittadini e in Italia il quotidiano moderno fa la sua comparsa a metà 800: è un giornale risorgimentale che ha come obiettivo quello di formare gli italiani e la politica sta al centro di questo causando poi la mancata nascita di un vero mercato dell’informazione. Infatti per oltre un secolo gli editori italiani considerano l’impresa giornalistica come uno strumento di pressione sul potere politico per fare affari in altri campi industriali: è per questo che la maggior parte degli editori italiani sono “impuri” e puntano a fare politica attraverso i giornali piuttosto che a costruire aziende autosufficienti in grado di sviluppare ricchezza. Qualcosa cambia con la nascita della televisione commerciale che favorisce gli investimenti pubblicitari: fare l’editore diventa un affare economico. Il quotidiano diventa sempre più popolare nel tentativo di conquistare nuove fasce di lettori ampliando lo spazio dedicato alla cronaca, allo sport, agli spettacoli. Anche la tv conquista una presenza costante sui quotidiani facendo parlare di autoreferenzialità del giornalismo italiano.

Il '900 è il secolo dell’informazione, viene esaltata l’etica del lavoro, l’urbanizzazione, la dialettica politica, la partecipazione; la nascita di una società di massa getta le basi per il futuro villaggio globale e la comunicazione di massa diventa una realtà. La stampa però è un medium asincrono e lento, c’è la necessità di una copertura più immediata: “la Stampa” a inizio '900 esce con 3 edizioni giornaliere; poi queste barriere furono superate con l’avvento di radio e televisione che assunsero un ruolo centrale nel passaggio dalla società del villaggio a quella planetaria. Pian piano la società contemporanea diventa una società delle immagini e in questo contesto nasce il World Wide Web: ad esso sono legate molte trasformazioni sociali ma anche un digital divide che ha ulteriormente aggravato la distanza fra nord e sud del mondo. Resta però il fatto che internet rappresenta un potenziale strumento di riequilibrio dell’umanità in quanto la conoscenza è potere.

La preistoria di internet coincide con la Guerra Fredda e il conflitto tecnologico fra USA e URSS. L’ARPA vuole costruire un sistema che garantisca le comunicazioni anche in caso di attacco nucleare: nasce così l’idea di una ragnatela mondiale di computer con più percorsi possibili per far viaggiare i messaggi, scomposti in blocchi che si riuniscono in un unico documento solo giunti a destinazione, da un pc a un altro. Il primo passo per la nascita di Arpanet furono i finanziamenti che ottenne Taylor per realizzare una rete dedicata allo scambio di risorse fra i pc dei laboratori universitari. La rete si amplia velocemente e ben presto la mail diventa pane quotidiano. Nel 1989 Arpanet viene smantellata e cede il posto a reti locali; nello stesso anno Lee concepì un sistema ipertestuale per facilitare la condivisione di informazioni tra i gruppi di ricerca.

Nel 1993 Andressen e Bina realizzano il browser web grafico Mosaic che in pochi mesi attrae migliaia di utenti sul www. Internet dunque diventa uno spazio informativo ipermediale aperto a tutti. Nel 1994 compaiono i primi siti di e-commerce, i programmi di ricerca e si affermano i grandi provider; si comincia a parlare di surfing the internet. Alla fine del 1999 i giornali online sono una realtà consolidata e i lettori possono interagire in tempo reale con la redazione. Oggi si parla di web 2.0 per descrivere una rete dove il consumatore di informazioni è anche un arricchitore. Fino alla fine degli anni '90 l’accesso ad internet era garantito dagli Isp e il costo era piuttosto elevato; le cose poi sono cambiate da quando Tiscali ha lanciato il primo accesso gratuito che mirava a raccogliere il maggior numero di utenti nella convinzione di trasformarli in potenziali clienti e in bersagli della pubblicità.

Se la stampa è considerato il 4 potere e la tv il 5, internet è il 6 ma si potrebbe parlare anche di tecnologia del contropotere poiché i costi di accesso alla rete permettono a tutti potenzialmente di produrre informazioni e renderle pubbliche. Oggi internet ha cambiato il modo di comunicare poiché è uno strumento quotidiano per milioni di persone in tutto il mondo; non ha sostituito gli altri mezzi di comunicazione ma li ha affiancati e integrati, li ha obbligati a ricollocarsi. La configurazione tecnologica dei new media determina il superamento della comunicazione monodirezionale e rende possibile un feedback immediato: l’informazione diventa bidirezionale. La rivoluzione tecnologica ha introdotto nel mondo dell’editoria 4 proprietà:

  • Tempestività → Qualunque cosa su internet è continuamente aggiornabile rendendo il mezzo estremamente flessibile. La rete è considerata uno dei canali privilegiati quando si richiedono informazioni tempestive.
  • Interattività → Con internet il lettore è attivo e coinvolto, segue un suo percorso informativo, anzi la gerarchia delle notizie la fa il lettore che crea un rapporto orizzontale con il giornalista.
  • Ipertestualità → La fruizione di contenuti via internet ha reso familiare l’ipertestualità multimediale; il testo ha acquisito una connotazione dinamica.
  • Personalizzazione → Le modalità di fruizione sono altamente personalizzabili, flessibili, adattabili a seconda delle esigenze. Su queste qualità il giornalismo deve rimodellarsi.

Ma sarebbe necessario anche rivedere l’etica sull’informazione: essa dovrebbe essere raddoppiata sul web così come dovrebbe essere ridotta la pubblicità di minori. D’altra parte però è difficile stabilire cosa è pubblicabile e cosa no poiché il confine fra diritto di cronaca e diritto al rispetto sta nella testa del giornalista. Famoso è il caso della foto del “miliziano morente” di Capa: le foto sono più importanti dei testi spesso perché il testo subisce una mediazione che l’attutisce mentre l’immagine è più diretta, meno anestetizzata e coglie l’attimo.

Cartaceo vs Online

Cartaceo

Nonostante l’evoluzione è più artigianale, lavoro fisico di impaginazione (più persone, tempi più lunghi, sforzi notevoli) anche se oggi è elettronica con Ernes (programma dove vengono caricate le pagine; c’è un timone, 64 caselle che vengono riempite e divise); così si struttura il menabò (pagina vuota con reticolato) sulla base delle notizie. La grafica e la struttura della pagina è una struttura mentale gerarchica del giornale. Il giornale non è democratico: al mattino viene fatta una riunione dove ogni capo redattore propone notizie, si stabiliscono quante pagine vanno ad ognuno, nel pomeriggio tutto è inserito nel sistema e la pagina viene caricata. Il giornale ha una struttura così composta: direzione, vicedirettori, ufficio centrale, redazioni (web, politico, esteri, cronache, cultura, spettacoli, economia, sport); la prima pagina va alla direzione. Durante la giornata i pezzi sono in 3 colori: giallo (messo dentro al sistema dal redattore), verde (passato da un capo), rosso (ok, non più modificabile); alle 23 tutti i pezzi devono essere rossi e sono trasmessi alle rotative. Alle 23 esce la prima edizione che poi è presa fisicamente ed è trasportata in tutta Italia con costi notevoli. Molto spesso vengono stampate più edizioni: è la ribattuta. Il giornale di carta è un prodotto chiuso anche se cerca sempre di prendere le ultime notizie. D’altronde però se succede un qualcosa la mattina va nel giornale del giorno dopo.

Online

Si cancella gran parte di quello che è il giornale cartaceo. Non c’è timone, ci sono sezioni ma entro ognuna possono essere caricati moltissimi articoli; non c’è menabò, c’è l’interfaccia, non ci sono riunioni di redazione, si segue il flusso delle notizie ma non ci sono chiusure, l’home page deve essere aggiornata di continuo.

Il giornale cartaceo è in crisi perché è scoppiata la bomba internet dove le notizie sono gratuite: sui pezzi pubblicati c’è il copyright ma se si mettessero a pagamento si perderebbero moltissimi utenti. La maggior parte della gente dunque si informa con il lavoro della minoranza dei giornalisti. Il sito del giornale online dovrebbe essere aggiornato 24h/24h e la redazione ha una struttura verticale: capo, vice, capi servizio, redattori mentre il sito ha una struttura orizzontale. L’apertura cambia molte volte nel corso della giornata così come titoli e foto sono cambiati nella gerarchia sulla base dei più letti. Sono i lettori che fanno il giornale, che stabiliscono l’agenda setting. Il giornale online si rifà in continuazione, non chiude mai, è in continuo aggiornamento, è molto meno rigido del cartaceo e i lettori possono intervenire. Ci sono 3 tipi di edizione: classica, straordinaria e light. La grafica è cambiata ogni tot anni e i pezzi online sono aggiornati 8/10 volte al giorno. Per far funzionare tutto meglio servirebbe un servizio editoriale unico ma ancora non si sa integrare la carta con l’online.

L'informazione in rete

La storia dei giornali online ha prodotto timori e incertezze: fin da subito ci furono “visionari”, che predissero la morte della carta stampata in seguito allo sviluppo delle news in rete, e “scettici”, paladini del giornalismo tradizionale, ma finora si sono sbagliati entrambi perché carta e bit convivono. D’altra parte l’informazione sul web ha dei lati negativi in quanto è rapida e veloce ma, almeno in Italia, poco approfondita; quello che succede in rete rimane ed è subito taggato da Google, Yahoo, ecc. anche se si può cambiare, rimediare, intervenire.

La storia dei giornali in rete è breve ma si può suddividere in 4 periodi:

  • 1992-1995 → Fase pionieristica tutta USA, lancio delle prime testate online e affermazione dei network. I giornali pionieri a sbarcare sul web furono quelli medio-piccoli che vedevano nel web un’opportunità per ampliare la loro diffusione mantenendo bassi i costi. Nel 1993 arrivarono anche le grandi testate (USA Today, ecc.) ma la loro idea di mettere le notizie a pagamento fu fallimentare e dovettero fare marcia indietro.
  • 1995-1998 → Fa il suo ingresso l’Italia che cerca di sperimentare; questa fase si conclude con il “sexgate” americano che sottolinea la necessità di stabilire regole nel mondo dei media. Le esperienze fallimentari USA contribuirono all’iniziale titubanza italiana; l’Italia esordisce solo nel 1995.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erikav di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica dei nuovi media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Pratellesi Marco.
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