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Alois Riegl

Alois Riegl è uno degli esponenti principali della scuola di Vienna. Il suo contributo lo si deve ai numerosi scritti tra cui "Il culto moderno dei monumenti", saggio dove Riegl affronta la questione della tutela dei monumenti con un approccio differente, ovvero analizza il restauro dall'esterno non entrando in ambito operativo ma con un atteggiamento di critico storico/artistico. Altro scritto interessante è "Antichi tappeti orientali" che sarà alla base della sua concezione teorica.

Riegl valuta l'oggetto in una sorta di rapporto qualità/prezzo e non solo dal punto di vista sociale ma anche costruttivo (materiale usato) e stilistico. Nelle sue teorie si oppone al concetto di forma artistica pre-determinata dai fattori "materia - tecnica - fine dell'opera", giungendo così al suo concetto di Kunstwollen, ovvero con l'intenzione d'arte (capacità volontari - involontaria propria di ogni artefice) porre l'opera in relazione con la dimensione socio-culturale in cui si trova ad agire, in modo tale che l'opera risulti essere espressione dell'intero complesso delle connotazioni culturali in cui essa è stata prodotta.

L'opera più importante per quanto riguarda il campo della tutela è "Il culto moderno dei monumenti, il suo carattere e i suoi inizi", un vero e proprio progetto di legge. Nella prima parte del saggio vi è un'analisi dei valori dei monumenti, valori che sono scomparsi. Inizialmente è necessario definire il concetto di monumento e dei valori ad esso associati. Il primo valore è sicuramente il Valore Artistico: in cui si trovano due posizioni una Arcaica (pone l'esistenza di un canone oggettivo, di un valore artistico assoluto) e una Moderna (valore artistico relativo).

Approccio al monumento e valori

Per quanto riguarda l'approccio al monumento, questo diviene come un documento a cui vengono riconosciuti valori specifici; un Valore Intenzionale, in quanto il monumento ricorda un gesto, l'intenzione di un uomo di essere ricordato attraverso quell'opera; e un Valore non-intenzionale, cioè un monumento definito tale per le vicende storiche o per il valore artistico. Qui si distinguono 3 classi:

  • Monumenti Intenzionali (antichità e medioevo) semplice volontà di far ricordare quel momento della storia;
  • Monumenti Storici Involontari (Rinascimentale) si riferiscono alla testimonianza dell'affermarsi di questa precisa fase storica;
  • Monumenti Antichi, tutte le opere frutto della mano dell'uomo esistite prima del tempo presente.

Tali 3 classi sono sequenziali in quanto tutti i monumenti sono antichi così come tutti quelli intenzionali sono involontari.

Valore antico e azioni di restauro

Nella seconda e terza parte dello scritto viene descritto ciò che conferisce valore antico a un monumento. In questa analisi si fa corrispondere ad ogni valore un tipo di azione naturale o artificiale sul monumento. Al Valore Intenzionale corrispondono il restauro, inteso come tentativo di rendere l'opera eternamente presente; al Valore Storico corrisponde la conservazione cioè il tentativo di conservare nello stato presente il monumento, invita a garantire la leggibilità del documento storico (richiedendo l'eventuale reintegrazione di parti mancanti o perdute); il Valore dell'Antico reclama il non-intervento (andando contro la stessa conservazione) per tutelare gli effetti causati dal passaggio del tempo.

È da questa analisi che si arriva ad enunciare la Legge Estetica Fondamentale della Modernità, intendendo una differente interpretazione per uno stesso concetto ovvero quello di opera conclusa: per l'uomo l'opera conclusa è simbolo del divenire, per la natura è simbolo di degrado. Così si pone un conflitto tra valore antico e valore storico, ovvero tra il degrado e la conservazione, in questo caso si agisce solo nei casi in cui il degrado raggiunge misure importanti, in questo caso si ha il cosiddetto Valore d'Uso che garantisce la sopravvivenza del documento storico dando una funzione al monumento stesso.

Ciò che ha maggior valore nell'opera di Riegl è certamente l'aver compreso che la maggior parte dei rischi per l'integrità dei monumenti deriva dalla mancanza di chiarezza su cosa deve essere sottoposto a salvaguardia, una volta chiariti i presupposti e gli obiettivi dell'azione del restauratore è possibile assicurare una effettiva tutela al patrimonio architettonico. Altro grande merito è l'aver chiarito che qualsiasi giudizio è inevitabilmente soggettivo.

Gustavo Giovannoni

Gustavo Giovannoni nasce nel 1873 a Roma, un periodo particolare a causa dell'adattamento a capitale del Regno. Frequentò la scuola d'ingegneria, dimostrò grande abilità nel disegno discostandosi dalla figura di semplice tecnico, riuscì a laurearsi in tempo utile e ciò gli permise di scegliere il tema dell'esame, un mercato coperto, in cui si noterà la sintesi di tutti i temi trattati nei suoi anni di studio e trattando in particolar modo l'igiene, l'estetica e la scienza delle costruzioni.

Nei primi anni successivi alla laurea si dedica allo studio sulle case di abitazione popolare cercando di applicare nuove regole d'igiene e di decoro. Giovannoni sosteneva che l'Italia avesse una corrente stilistica priva d'ogni unità e vuota di concetti. Il primo vero impiego professionale sarà il progetto per il nuovo altare per la Cattedrale di Salta in Argentina dove traspare l'appartenenza a quella corrente stilistica definita "Barocchetto Romano" ovvero un connubio fra il dominante carattere barocco della città e la memoria degli ordini classici.

Giovannoni dimostra un'avversione verso l'architettura moderna, era come seguire una moda in modo arbitrario, senza un legame con l'ambiente, la tradizione, senza una vera e propria preparazione artistico/culturale. Da qui il discorso sul restauro, restauri di varia specie, di riparazione e sostituzione e di completamento e rinnovamento. Giovannoni va contro il semplice intervento tecnico e a favore di un sostanziale rinnovamento, negando però il restauro come ricostruzione. Il restauro è una Scienza, una disciplina esatta che punta alla conservazione, con adeguati ritocchi, dell'integrità dell'opera. Giovannoni, d'altro canto, mostra delle perplessità sulle capacità scientifiche degli architetti. Un restauro deve essere caratterizzato da una totale spersonalizzazione di chi lo esegue, e non sempre si può essere certi che questo avvenga.

Parallelamente Giovannoni sviluppa un'interessante carriera universitaria che lo porterà alla nomina di professore per la disciplina di architettura generale. Fondamentale è il saggio "Vecchie città ed edilizia nuova, Il quartiere del rinascimento in Roma". Qui Giovannoni traccia un profilo dettagliato di ciò che succede in Europa, tra Viollet-le-Duc e Boito, fino a Ruskin. Secondo le sue idee di restauro venivano distinti due tipi di edifici (Vivi e Morti) e cinque tipi di restauro:

  • Restauro di Consolidamento: se questi lavori sono necessari devono essere preceduti da un accurato studio grafico e pratico che eviti qualsiasi forma di virtuosismo ingegneristico.
  • Restauro di Ricomposizione: solo se non se ne può fare a meno.
  • Restauro di Liberazione: liberare = rimuovere, prima di farlo è necessario distinguere e riconoscere le qualità artistiche proprie degli elementi sovrapposti al primitivo organismo.
  • Restauro di Completamento: molto pericoloso per l'impreparazione degli architetti dell'epoca e per il rischio di contraffazione e perdita di autenticità.
  • Restauro di Innovazione: Totalmente contrario.

Detto ciò si può dire che Giovannoni si inserisce nella discussione tra "ricostruire" e "conservare" con grande moderazione. Non accetta né il ripristino né la ricostruzione in stile ma sa bene che è impossibile respingere totalmente il concetto dell'aggiunta, la cosa migliore resta sempre quella di cercare una via di mezzo. Ci fu qualcosa che però portò Giovannoni a rivedere i propri principi. Lo scoppio della guerra mondiale e le devastazioni provocate dai bombardamenti. Non c'era tempo per realizzare il restauro da lui inteso come un'attenta ma soprattutto lenta analisi. Bisognava ricostruire il più in fretta possibile, gli unici riferimenti saranno la Carta di Atene e la Carta Italiana sul Restauro, è meglio un "restauro imperfetto che una rinuncia completa".

Dal monumento all'ambiente urbano: la teoria del diradamento edilizio

Tra fine '800 ed inizio '900 il restauro subisce un ampliamento della linea d'orizzonte a causa delle consistenti trasformazioni del territorio ed all'ascesa della nuova classe dirigente di origine borghese che genera un incremento delle iniziative di rinnovamento e ampliamento urbano. In corrispondenza dei governi di sinistra, si diffondono le ragioni dell'igiene, con interventi basati sulla sostituzione dei tessuti antichi per portare "aria e luce".

Inoltre in questo periodo si comprende il valore del contesto urbano in rapporto con il singolo monumento, è per questo che nascono le commissioni conservatrici che catalogano il patrimonio cittadino per scongiurarne la distruzione o quantomeno documentarne l'esistenza. Siamo però ancora lontani da una visione più estesa, urbanistica del problema, che avverrà attorno all'ultimo decennio dell'Ottocento, tra i protagonisti sicuramente Camillo Sitte con il suo saggio "L'Arte di Costruire le Città". Il volume si pone contro l'isolamento dei monumenti ribadendo un legame inscindibile tra edifici e contesto. In Italia sarà ancora più rilevante l'opera di Charles Buls che riprende i temi di Sitte ribadendo...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kmln di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia del restauro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Picone Renata.
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