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Cap 11.1 L'evoluzione del concetto di monumento: rapporto con l'estetica e la storiografia

Estetica e storiografia

Estetica: Branca della filosofia che si dedica alla ricerca di ciò che è bello.

Storiografia: Scrive la storia. La scelta di come selezionare (se mostrare o nascondere) i resti del passato è un modo di fare la storia.

Beni culturali: Non sono solo monumenti, ma oggetti con valore estetico ed economico perché attrazioni che producono ricchezza.

Questioni terminologiche

Restauro: Ritorno allo stato iniziale di un oggetto; ri-fare, ri-costruire. Solo successivamente conservare, perdurare nello stato, non alterazione.

Restaurare: Restaurazione, ristorazione: concetto di ripresa delle forze. Per un edificio significa la totale demolizione e ricostruzione.

Monumento: Dal latino monere: ammonire è un oggetto che ricorda qualcosa a qualcuno con valore positivo o negativo (valore didattico).

Conservazione: Da serbare: tenere. Operazione che cerca di mantenere la cosa così com’è. Il concetto di conservazione è in contrasto con quello di restauro: il primo è stato introdotto nell’800 quando gli studiosi hanno iniziato a considerare il restauro come una ricostruzione, un rifacimento dell’oggetto.

Ripristino: È un caso particolare del restauro inteso come a riportare un oggetto ad uno stato precedente ('800).

Manutenzione: Dal latino mantenere: tenere con mano qualcosa di molto caro. Significa garantire lo stato originale in cui si trova l’oggetto.

Recupero: Dal latino re-capere cioè riprendere qualcosa che è andato perso. Il fine del recupero è lo sfruttamento del valore d’uso.

Riuso: Usare nuovamente qualcosa che ha subito un’interruzione d’uso. Recupero e riuso hanno una valenza economica per un fine utilitaristico che persegue un vantaggio soprattutto economico per la collettività.

Lo scopo del restauro è, oggi, la conservazione e l’oggetto del restauro sono i monumenti.

Cap 22.1 Significato e ruolo del monumento nella tradizione pre-moderna

Restauro greco e romano

Gli interventi di restauro greci e romani sono legati alla visione ciclica del tempo che annulla le differenze tra presente e passato. Ad esempio, il Pantheon di epoca adrianea sostituisce quello di epoca augustea, ma la scritta dedicatoria sulla trabeazione di quello nuovo, si data come quello vecchio: tra vecchio e nuovo Pantheon non c’è differenza per la mentalità romana.

Questa concezione decade quando in occidente viene introdotta la concezione vettoriale del tempo (di derivazione giudaico-cristiana) “il presente divide un passato dal un futuro”. Quindi nel presente si studia il passato e lo si restaura con qualcosa di diverso dall’oggi e dal domani.

Il reimpiego medievale

Nel medioevo tale concezione cambia. In questo periodo non sono state disperse le memorie, non è stato distrutto tutto delle architetture precedenti, sono state conservate delle parti per essere riutilizzate in nuove architetture ma non c’era differenza tra costruire e ricostruire.

'Spolia' sono elementi ricavati dallo spoglio di costruzioni antiche, riusati per quelle moderne per le quali subiscono un processo di attribuzione di un nuovo significato.

Per esempio S. Sabina, il cui colonnato è frutto della spoglia di templi antichi e S. Pietro, totalmente demolito e ricostruito.

Principio di disgiunzione di E. Panofsky

Fenomeno che utilizza un pezzo di un edificio pagano privato dei suoi attributi per reinserirlo in un contesto cristiano. Spesso l’elemento antico riusato è esibito a testimoniare l’importanza dell’edificio in cui il pezzo è riusato perché è come se l’edificio medievale si fondasse sull’antichità classica. L’autorità antica conferisce importanza al presente. Ad esempio come Dante che per il suo viaggio nell’oltretomba sceglie una personalità non contemporanea ma del passato, dotata di auctoritas come Virgilio, per valorizzare il presente.

Il passato può essere usato come:

  • Presente (visione greco-romana)
  • Principio di disgiunzione – spolia – (medioevo)
  • Importanza al presente – autorità al presente.

Cap 2 S. Sabina

Il colonnato è il frutto della spolia dei templi antichi, dei pezzi migliori. Le spolie non sono però utilizzate semplicemente, ma viene applicato loro un procedimento di significazione, attribuendogli un nuovo significato.

Cattedrale di Pisa

Pisa ambisce a diventare, nel Mediterraneo, come Roma nel periodo imperiale. I marmi della cattedrale provengono da Luni, l’attuale Carrara. All’interno i capitelli sono di epoca romana e mantengono il loro significato e gli emblemi (l’aquila e le saette), come simboli antichi sono reinseriti in un contesto cristiano. All’esterno, si trovano numerose iscrizioni nonché lo stipite di una finestra ottenuta da un bassorilievo capovolto, raffigurante due barche nel porto di Alessandria. Ciò perché la cattedrale deve ricordare la nascita di una nuova città marinara che si fonda su una antica (Alessandria). Il bassorilievo è riusato, ma ribaltato, cambiando, quindi, la sua funzione originaria.

Chiesa di Vauson - Provenza

Sorge sui resti di una vecchia chiesa e ne riusa colonne e capitelli di epoca romana. L’abside poggia su rocchi, capitelli e altri resti romani a significare che la nuova religione (cristiana) trae origine da quella pagana o addirittura che l’ha vinta e schiacciata.

Chiesa di Ausonia - Lazio

Durante i lavori di restauro sono stati scrostati i pilastri e si è scoperto che non sono formati solo da mattoni ma alla base vi erano rocchi di pietra di epoca romana perfettamente inglobati (oggi lasciati a vista).

Codice Mellon

Uno dei fogli di questo codice riporta accostati un muro di recinzione del foro di Augusto a Roma ed una campata del palazzo della cancelleria di Roma per metterli a confronto. Con ciò l’antichità non è vista più eletta come qualcosa di indistinto, di allegorico, ma con una coscienza scientifica dimensionando le opere e tentando di riprendere alcuni caratteri dell’architettura del passato per quella del presente.

Cap 22.3 Rinascita e restauro dell'antichità nel '500: l'atteggiamento nei confronti del medioevo

Il rinascimento distingue il passato in 3 periodi:

  • L’antichità che ha capito i valori dell’uomo, la simbologia, la natura e ha cercato di imitarla.
  • Il medioevo che ha disperso questi valori.
  • Il rinascimento che ha riscoperto questi valori con spirito moderno.

Con il rinascimento il passato non viene più confuso con il presente, se ne ha una conoscenza scientifica e vengono studiati gli elementi usati nel passato.

Lettera di Baldassarre Castiglione al Papa Leone X (primo '500)

Leone X aveva incaricato Raffaello ad ispettore della conservazione delle antichità di Roma. Sintomatico è il fatto che tale incarico sia stato dato ad un artista e non ad un archeologo o ad un burocrate. La lettera è di risposta al Papa che voleva che Roma tornasse all’impianto del periodo imperiale. Per far ciò è necessario distinguere tutte le costruzioni fatte nei periodi gotico e medievale cancellando quelle medievali. Paradosso del rinascimento è la demolizione delle antichità e la riproposizione del nuovo sulla base delle conoscenze del passato.

Nel 500 il termine restauro si sente molto poco, il primo che ne parla è Leon Battista Alberti che studia le cause del deterioramento degli edifici individuandone 3:

  • Dovute al trascorrere del tempo (cause per cui non c’è possibilità d’intervento).
  • Dovute all’incuria dell’uomo.
  • Cause intrinseche dovute alla costruzione e progettazione (il restauro del '500, su questi, può intervenire come correzione di un difetto che però può modificare in gran parte l’edificio).

Cap 2 Santa Maria Novella – Firenze

Leon Battista Alberti interviene sulla chiesa terminando la facciata e opera un restauro che tende alla conservazione. Importante è il colloquio tra vecchio e nuovo, conclude l’opera in armonia con l’esistente.

Tempio Malatestiano – Rimini (S. Francesco)

La struttura è un edificio francescano ad una sola navata. L’Alberti interviene con il consolidamento della fabbrica gotica non attraverso l’integrazione della vecchia struttura in quella nuova, bensì inglobando la vecchia struttura in una nuova – anche se la struttura non è stata conclusa. La nuova architettura tende a prevaricare e sopraffare quella esistente. Gli aspetti più importanti sono quelli formali e visivi.

Santo Stefano Rotondo

Di epoca paleocristiana e forma circolare e setti murari concentrici. Il consolidamento, ispirato all’Alberti, è un muro radiale che aiuta gli altri a reggersi, ma che ha un impatto architettonico molto forte.

Cap 2 Compromesso con la fabbrica antica

Nel '500 assistiamo anche ad esempi di restauro intesi come compromesso con la fabbrica antica. Testimonianza sono i fogli appartenenti al Vasari, progetti di Peruzzi e Vignola per il completamento della facciata Gotica di S. Petronio a Bologna. Tali artisti disegnano prospetti dell’opera in stile gotico: assistiamo, quindi, al tentativo di fare costruzioni rinascimentali in chiave gotico - medievale.

Il '500 è il periodo della riforma protestante a cui segue il concilio di Trento (1568). In tale occasione Lutero attacca i cristiani sostenendo che il legame puro con la fede dei primi cristiani era stato interrotto. La chiesa di Roma volendo dimostrare la sua purezza e autenticità riporta in vita le tracce degli antichi culti come le catacombe ad opera di Antonio Bosio. Molte chiese vengono restaurate facendo attenzione alla filologia (studio dei testi antichi e comparazione fra loro).

Intento filologico e apologetico

Intento filologico: attenzione per l’autenticità.

Intento apologetico: celebrazione del fasto.

Cap 2.4 Il rinnovamento religioso e l'attenzione per le antichità cristiane nel secondo '500

Nella seconda metà del '500 si approfondisce l’intento filologico. Il cardinale Cesare Baronio è il più grande storico della chiesa di quei tempi, fu incaricato, dopo il concilio, dello studio dei primi martiri cristiani per dimostrare che la chiesa, derivando da loro, era autentica. D’altro canto emerge, oltre all’intento filologico, anche quello apologetico a scapito dei resti antichi cristiani e pagani.

Esempi sono le operazioni di Sisto V che nei 5 anni del suo pontificato operò una massiccia sistemazione urbanistica di Roma e curò in una nuova edizione le sacre scritture. Operò in maniera arbitraria con disinteresse per l’antichità, soprattutto per la sistemazione dell’intorno di S. Giovanni in Laterano dove abbatté l’antico Palazzo Patriarcato e avrebbe voluto cambiare l’uso del Colosseo in una fabbrica per la vendita della lana.

Da ciò emerge che l’attenzione riservata all’antichità non vincola il progetto del nuovo, cioè si può conservare l’antico se questo non interferisce con il nuovo.

Cap 2 Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo

In tale chiesa fu titolare il Cardinale Baronio. Mantenne gli arredi originari cioè il tabernacolo, sostituì il catino absidale copiando i santi in affreschi e non in mosaici come era in origine in quanto l’intento era quello di conservare il messaggio figurativo. Restaura la cattedra episcopale, che nelle chiese paleocristiane si trova sempre nell’abside, in asse con il centro: mantiene la posizione dell’altare ma lo ricompone, rispettando la posizione, senza invenzioni. Ma così facendo crea un falso in quanto tutti i pezzi che costituiscono la cattedra sono pezzi di spoglio di epoche diverse, provenienti da altre chiese, rimontati per creare una imitazione. Baronio voleva che la cattedra fosse medievale e mise insieme vari pezzi medievali per renderla tale.

Colonna Antonina

È una delle colonne a spirale dell’età imperiale di Marco Aurelio contro i barbari normanni. A seguito di terremoti, cominciò a mostrare un forte fuori piombo. I rocchi cominciavano a non trovarsi sulla verticale e, a causa del deterioramento del materiale di cui erano costituiti (marmo), i più pesanti iniziavano a dilatarsi facendo inchinare la colonna. L’intervento piuttosto forte fu promosso da Sisto V che affidò allo scultore Longhi. Domenico Fontana curò il restauro dal punto di vista statico: inserì delle ‘grappe bronzee’ per contenere la dilatazione e controllò il dissesto con delle cerchiature. Un certo Etro Gallinelli, restaurò le parti mancanti del bassorilievo con uno stucco simile al marmo formato da calce e pozzolana (nelle parti inferiori) e calce e polvere di marmo (nella parte superiore). La reintegrazione si capisce grazie alle firme degli scalpellini apposte per essere pagati per il lavoro svolto (intervento mimetico, ma riconoscibile).

Cap 2 S. Adriano - Roma

Baldassarre Peruzzi adotta un discorso di recupero di dialogo con l’architettura. Progetta la reintegrazione dell’antica curia senatus nel foro romano, diventata poi la chiesa di S. Adriano nel medioevo. Dal punto di vista tipologico la curia è una basilica e molte basiliche - come quella di Costantino - hanno due ingressi, uno sul lato lungo e una sul lato corto. Il progetto del Peruzzi consiste nel trasformare l’oggetto in una sequenza di nicchie tonde e quadre dell’abside e farne un segno distintivo per l’esterno riaprendo l’ingresso laterale sul lato lungo oltre a quello sul lato corto. Il Peruzzi ha interesse a demolire ciò che c’è di medioevale e riportare la struttura al dialogo con l’antico.

S. Maria Liberatrice - Roma

Il Peruzzi nel restauro della chiesa che si trova nel foro vuole ancora una volta ricreare assonanze e differenze con l’antico.

S. Petronio – Bologna

Per il restauro di questa chiesa viene indetto un concorso a cui partecipano il Palladio e il Peruzzi. Il Palladio propose di demolire la parte gotica per reinserire il classico, ma questa soluzione non fu accettata. Peruzzi invece rifà la facciata rimasta incompiuta addossando pilastri ottagoni a tutta altezza, completando con la soluzione tricuspidato e 3 aperture ogivali nel primo livello. Il suo principio è quello di non correggere, ma aggiungere del nuovo.

Teatro Marcello

Ricostruisce la parte superiore lasciando vedere la preesistenza, utilizzando colori diversi.

Cap 2 Santa Maria degli Angeli – Roma

Si trova nelle Terme di Diocleziano a Roma. Nel 1563 Michelangelo trasforma la sala del tiepidarium nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Si limita a dipingere gli interni del salone delle terme di bianco per risaltare il colore rosso delle colonne. Vanvitelli più tardi ricoprirà l’interno di stucchi e aggiungerà nel 1749 il coro su un lato.

Sviluppi nell'età barocca

Questo atteggiamento di estrema libertà perdura fino al '600. Al contrario del precedente periodo, il barocco non ha una particolare attenzione per il restauro né per l’autenticità. Diverso è l’atteggiamento nei confronti della scultura. Soprattutto a Roma, le statue venivano trovate ovunque, anche sotto terra, ma spesso erano monche o rovinate. Era impensabile in questo periodo lasciare una statua con parti mancanti in quanto il significato della statua era vincolato all’interpretazione del corpo umano, della natura, celebrazione di personaggi validi per la loro forza. L’atteggiamento, quindi, era quello di ricostruzione delle parti mancanti con frammenti che si adattavano e di pulizia attraverso acidi e sabbie (ma che toglievano irrimediabilmente la patina del tempo). Se il restauro è anche interpretazione, è necessario fare in modo di ridurre al minimo i danni delle interpretazioni. Quando veniva aggiunto un pezzo, non si seguiva la linea di frattura, ma si rendeva il taglio dritto. Famosi per i loro “interventi violenti” sono Bernini, Araldi e Borselli. Quest’ultimo autore di un trattato: “restauro delle statue antiche” dove sostiene che non è importante rispettare il frammento, ma trovare da esso lo spunto per una statua nuova. Dà anche indicazioni precise sul restauro e prende corpo la figura del restauratore. Non si è ancora sviluppata la coscienza del documento storico. Idem per la scultura: in questo periodo, esistono varie copie di una statua, rimontate con gli attributi più disparati. Le invenzioni sono poco presenti, in quanto l’intervento deve tendere all’omogeneità. Nel '600 si perde la propensione a regolare il moderno nell’antico.

Gruppo scultoreo del Laocoonte (I sec) Musei Vaticani

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/19 Restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia del restauro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Civita Mauro.
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