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In semiotica si distinguono due strategie enunciative: Dèbrayage e Embrayage.

Per Dèbrayage si intende distacco, quindi mondo della marca.

Per Embrayage si intende aggancio, quindi mondo dell’io.

Queste tecniche sono usate sia con la lingua ma anche con l’immagine. Per es. un immagine in cui

il soggetto è posto di profilo, non si rivolge direttamente a noi, quindi crea distacco mentre invece

se è posto frontalmente si rivolge direttamente a noi, quindi crea aggancio.

Il testo una volta scorporato in embrayage e dèbrayage, mondo dell’io e mondo della marca,

bisogna ricomporlo e ricondurlo ad una identità visiva.

Per identità visiva si intende infatti come assemblaggio di segni (foto, lingua, logo) che si

manifestano tramite le isotopie visive. (L'isotopia è secondo Greimas un insieme di categorie

semantiche ridondanti che rendono possibile la lettura uniforme di una storia)

Narrazione: per narrazione si intende un testo che presenta un inizio, uno sviluppo, una fine.

Narratività: analizzare tramite categorie narrative testi che non sono classicamente narrativi, ad

esempio i testi pubblicitari.

N.B. i testi possono essere analizzati sia da un punto di vista narrativo che da un punto di vista

enunciativo.

Il concetto di narrazione si lega a doppio filo a Vladimir Propp che ha studiato la Morfologia della

Fiabe:

La narrazione presenta due livelli.

Uno superficiale dove le fiabe sembrano tutte diverse l’una dall’altra, uno profondo dove invece

si osserva che le fiabe sono molto simili fra loro, perché presentano strutture e ruoli costanti.

Per Propp si può definire favola qualsiasi sviluppo che parte da una situazione di vantaggio

passando attraverso funzioni intermedie fino ad un matrimonio.

La definizione di favola di Propp, tradotta in schema sarebbe:

- Situazione svalorizzata

|

- Entrata in scena dell’eroe

|

- Intervento dell’eroe

|

- Situazione finale

|

- Conclusione

N.B. il principale modello narrativo è il modello attanziale di Greimas:

Destinante-- --------sapere --------Oggetto --------sapere --------Destinatario

| volere

Aiutante --------potere --------Soggetto --------potere --------Oppositore

Il modello attanziale non deve essere visto come la somma delle sue parti, ma va visto a coppie,

ovvero:

Destinante/destinatario : che si muove sull’asse del sapere.

Oggetto/soggetto: che si muove sull’asse del volere.

Aiutante/oppositore: che si muove sull’asse del potere.

N.B. secondo Greimas ogni testo ha al suo interno questi tre assi: sapere, volere, potere.

Il modello attanziale in Barilla

Destinante Oggetto Destinatario

Impresa Barilla --------------Prodotto --------------Consumatore

|

Gattino-------------Bambina --------------Perdita pulmino

Aiutante Soggetto Oppositore

Propp:

Fabula: insieme degli avvenimenti nel loro sviluppo temporale, cosi’ come si sono manifestati nella

realtà.

Intreccio: l’insieme degli avvenimenti cosi’ come li presenta l’autore.

Definizione di Attanti: ruoli narrativi o categorie astratte.

Analisi Narrativa dell’immagine:

Anche se a livello superficiale, cioè di manifestazione segnica, il testo non manifesta alcun attore

umano che possa ricoprire dei ruoli attanziali. Tuttavia la struttura narrativa è presente.

Ciò significa che anche l’immagine ha la possibilità di mettere in atto, cosi’ come un sistema

linguistico, lo sviluppo degli avvenimenti.

Es. Pasta Panzani.

L’immagine può ad esempio soffermarsi su un momento dell’intero racconto che può essere quello

centrale, come nel caso della pasta Panzani e richiede al fruitore di ricostruire a catena degli

avvenimenti.

La borsa della spesa appoggiata sul tavolo implica un soggetto che li ha procurati facendo la

spesa e quindi è responsabile della scelta.

Attanti: si tratta di strutture astratte che non vanno confuse con gli attori o personaggi che

compaiono nei racconti.

Gli attanti sono:

destinante/oggetto/destinatario

aiutante/soggetto/opponente

Programma Narrativo: è l’insieme delle operazioni che gli attanti svolgono.

Greimas Schema Narrativo Canonico

Manipolazione o contratto Sanzione

| |

Competenza ---------------------------------Performanza

Questo schema è una complessa struttura che sottostà ad ogni testo.

Il contratto: è l’avvio di ogni racconto dove c’è un destinatore e un destinatario, dove il destinatore

propone dei valori al destinatario.

Competenza: un attante si mette nella condizione di fare, dopo aver accettato il contratto,

acquisendo capacità.

Performanza: realizzazione dell’obbiettivo, superamento della prova, da parte dell’attante.

Sanzione: riconoscimento ufficiale del raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati.

Competenza e performanza appartengono all’asse dell’azione.

Contratto e sanzione appartengono all’asse della comunicazione.

Schema Narrativo Canonico del testo della penna Waterman:

- Contratto (1) tra l’azienda e l’utente

- Fotografia gemelli = contratto (2)

- Primo capoverso = competenza (essi superano nella loro esistenza una serie di prove)

- Secondo capoverso = performanza (raggiungono entrambi lo scopo prefissato)

- Terzo capoverso = sanzione sociale (successo sociale)

N.B. Per individuare più facilmente il contratto (2) in un teso, basta pensare che il contratto è per lo

schema narrativo canonico quello che la foto di un soggetto diretto direttamente verso di noi è per

lo schema enunciativo. Quindi basta individuare in un testo l’immagine di un soggetto che ci

guarda direttamente.

In testi dove invece non ci sono soggetti rivolti direttamente verso di noi, fa fede il contratto (1).

L’immagine fissa e la narrazione, schema riassuntivo.

- Isomorfismo tra atti verbali e visuali.

- La parola si muove lungo l’asse temporale e l’immagine si distribuisce nello spazio.

- Tuttavia anche l’immagine è in grado di riprodurre le categorie temporali: ad es.

concentrando la narrazione in una sola immagine.

- Al lettore spetta poi il compito di ricostruire le parti mancanti della vicenda.

N.B. fare un analisi semiologica, significa scomporre il teso a livello superficiale, individuando le

figure retoriche. Es. Pasta Panzani: la freschezza dei prodotti, la naturalità dei prodotti.

Questi appena citati sono dei valori euforici.

Valori euforici: valori positivi.

L’entinema (l'Entinema non risolve perché incompleto, ma proprio per questo risulta accattivante,

esso può condurre un discorso dal noto all'ignoto. Se è sostanziale persuade senza dimostrare; il

formale induce a completare il fatto. Spesso usato nel linguaggio pubblicitario come Teaser)

presente nei testi pubblicitari è del tipo “se … allora se compri questo prodotto sarai stimato, ecc.

Questa figura retorica si trova in quasi tutti io testi pubblicitari.

Quali sono allora le conclusioni? Pericolose, perché la pubblicità non è più solo un linguaggio

legato al mondo del mercato ( e dunque privo di comunicati culturali) ma una forma di

comunicazione pari ad altre, che contribuisce attivamente a determinare le dinamiche della società

in termini altrettanto imposrtanti.

Dal testo pubblicitario a quello giornalistico:

Schema narrativo canonico applicato al giornalismo:

La performanza: si identifica con l’atto di dare una notizia.

La competenza: si ha invece quando il giornalista prima di trovare e dare la notizia, deve essere

in grado di farlo. (poter fare)

Il contratto: è il momento della stipula tra la testata giornalistica e il pubblico, i quali patteggiano i

valori del discorso.

Sanzione: si ha quando l’operato del giornalista attraverso il testo giornalistico viene giudicato dal

pubblico.

Cosa sappiamo sulla narrazione in generale? Dobbiamo rispondere seguendo i punti:

1) Narrazione in semiotica si chiama narratività, ed è il modo per interpretare i testi attraverso

sia lo schema attanziale sia …

2) Lo schema narrativo canonico.

3) Schema Modale:

Manipolazione Competenza Performanza

Far fare Essere del fare Far essere

Far sapere Dover fare

Far volere Voler fare

Dominante persuasiva Poter fare

Saper fare

Percorso generativo della significazione, Greimas

Percorso generativo della significazione significa come si genera il senso, quale percorso

segue, perché il significato non ci è dato, ma viene da noi ricostruito.

Pubblicità Levi’s analizzata utilizzando lo schema generativo della significazione:

Partendo dal Livello Assiologico i valori che mette in campo Levi’s sono la virilità, la

trasgressione, ecc.

Una volta individuati i valori vediamo come vengono raccontati:

Entriamo quindi nel Livello Narrativo:

Prima con lo Schema attanziale:

vecchio = oppositore

giovane = soggetto

donna = aiutante

jeans = oggetto

destinante = Levi’s, industria

destinatario = noi

Poi con lo Schema Narrativo Canonico …

Sviscerando il livello narrativo arriviamo al livello superficiale.

Gli attanti diventano attori con caratteristiche specifiche (ragazzo giovane bello e forte, donna bella

e affascinante, ecc), spazi specifici (America anni ’60, ecc.) e tempi specifici (nel deserto rovente

ecc.), e da qui’ ci possiamo ricollegare all’enunciazione e a tutto quello che ne consegue. (vedi

schema enunciativo). Corpi Sociali

La Semiotica è la scienza dei segni.

La Semiotica si occupa delle procedure di significazione. Tali procedure sono meccanismi di tipo

cognitivo secondo i quali un interprete mette in relazione un contenuto e un espressione.

La Significazione è un concetto semiotico che indica la relazione tra un significante ed un

significato. Essa ha a che vedere con la ricchezza di senso tipica di ogni persona, oggetto,

elemento del paesaggio naturale. Ogni cosa non ci appare come elemento astratto, bensì è per

.

noi fin da subito sensata, dotata di determinate caratteristiche Non è un fenomeno individuale ma

collettivo/culturale.

Se l’oggetto della semiotica è la significazione e la significazione è un fenomeno collettivo, la

semiotica è una sociosemiotica.

- La nozione di testo e quella di discorso sono state spesso sovrapposte, ma in realtà

bisognerebbe distinguerle. La dove il testo ha un piano dell’espressione e uno del

contenuto, per il discorso il piano dell’espressione è relativamente indifferente.

Es. Un testo pubblicitario ha una sua manifestazione espressiva precisa: uno spot

televisivo, un annuncio stampa, ecc.

Un discorso pubblicitario è un processo di tipo generale.

Quando noi diciamo qualcosa, “enunciamo” qualcosa. Quando noi

Enunciazione:

- comunichiamo, lo facciamo dicendo qualcosa (o dipingendo, gesticolando, ecc.). Questi atti

(il parlare, il dipingere, il gesticolare) sono atti dell’enunciazione. Messa in discorso della

lingua (Emile Benveniste).

- Corpo: Il corpo è un entità ambigua. Lo scienziato pensa al corpo come un organismo in

cui bisogna individuare le funzioni. Il soggetto pensa al corpo come qualcosa che ha 1 o più

segni.

Si può fare un parallelo tra corpo come organismo e corpo come soggetto ed espressione e

contenuto.

- I primi studi semiotici sul giornalismo si sono concentrati sulla domanda se il giornalismo

usasse un codice diverso dalla lingua comune adoperata in un paese. La risposta è stata

negativa. I giornali rivolgendosi a diverse categorie di lettori, ognuna con diverse

competenze, adotta non un unico codice linguistico, ma più sottocodici.

- Un altro argomento su cui ci si è soffermati a ragionare e l’oscurità di linguaggio dei

giornali. La risposta di Eco è che l’oscurità è una strategia comunicativa precisa. Il giornale

fingendo di rivolgersi a tutti in realtà si rivolge a pochi.

- In una pagina di un quotidiano ci sono simultaneamente più notizie. La tv invece le stesse

notizie le manda in successione. Questi due diversi modi sono usati dai due rispettivi media

per generare significati ulteriori.

Es. in un giornale i titoli assumono un ruolo preponderante rispetto agli articoli, quasi li

sostituiscono.

- L’immagini degli articoli anche sono importanti perché si crea un gioco di specchi dove

l’immagine ci dice cosa c’è nell’articolo.

- Ma la cosa più interessante è come sia i titoli che le foto si collegano nella pagina e tra le

pagine, creando il fenomeno della tematizzazione.

(Inserendo nella pagina notizie collegate da tematiche le une con le altre, il lettore è portato

a credere che ci sia un problema più generale, diffuso, anche se letteralmente non c’è

scritto in nessuna parte del giornale).

- Ciò accade anche con la radio e i telegiornali. In questo caso oltre alla successione di

notizie per tema, il conduttore si incarica di operare legami tra le varie notizie.

- Nel caso dei telegiornali è presente anche un altro fenomeno, analogo alla

tematizzazione, ed è quello della figurativizzazione, dove le notizie non vengono

presentate per temi, ma accostate tra loro a formare un qualche legame, spesso fine a se

stesso. Serve cioè soltanto per mantenere il contatto fàtico del telespettatore con la

trasmissione.

Es. La notizia di un disastro aereo viene collegata a quella del cattivo tempo attraverso la

figura comune del cielo, presente alla fine di un servizio e all’inizio di un altro.

Oggettività , Soggettività

Un quotidiano deve raccontare i fatti del mondo a prescindere da se e dai suoi lettori (oggettività).

Ma deve al tempo stesso fare un discorso al suo destinatario, ponendo l’accento sulla sua

soggettività, sulla base di quel contratto di valori che ha stipulato con il suo destinatario lettore.

- Per creare la propria immagine i le giornali devono tenere in considerazione sia i propri

lettori, sia i destinatari (modello che in semiotica si chiama enunciatario). Un po’ come

accade nel marketing per l’individuazione delle fasce di mercato e in pubblicità per il target

(interdiscorsività che va distinta dall’intertestualità).

- Intertestualità: relazione che avviene tra l’informazione su carta, telegiornale, radio,

internet.

- Le notizie riportate in un giornale non possono non tenere conto di quelle riportate da un

altro giornale. Con questo si vuole sfatare quel mito di giornalista imparziale e neutro. Il

modo di presentare una notizia è il modo di prendere posizione nel mondo.

La comunicazione giornalistica è pertanto una forma particolare di racconto. Potremmo dire

uno specifico genere narrativo.

- Barthes rivela come una notizia di cronaca ha una struttura profonda costituita da due

elementi:

1) L’evento

2) Sfondo

Le relazioni che possono intercorrere tra questi due elementi sono di 2 tipi:

5) Casualità degradata -> Es. domestica rapisce bimbo dei padroni.

6) Coincidenza inesplicabile -> Es. donna mette in fuga quattro gangster.

Alla luce di tutto ciò possiamo dedurre che la normalità non precede l’articolo, ma viene da esso

presupposta, ossia supposte essere prima, ma in realtà da esso costruite.

Sulla base dello schema narrativo canonico

Manipolazione Sanzione

| |

Competenza--------------------------Performanza

È possibile proporre cinque tipi di notizia:

1) Notizia completa

2) Notizia virtuale (concentrata sulla manipolazione).

3) Notizia performativa (concentrata sulla performanza).

4) Notizia cerimoniale (concentrata sulla sanzione).

- La presenza della componente affettiva nel discorso giornalistico è spiegabile attraverso la

necessità di attirare il maggior numero possibile di pubblico e di star dietro ai ritmi e alla

spettacolarizzazione di una tv sempre più invadente.

- L’affettività possiede dinamiche proprie, vediamo quali:

1) Voler fare + non poter fare = sconforto

2) Dovere = vendetta

3) Ecc.

- Esistenza modale: Il contratto fra enunciatore, testata ed enuciatario pubblico non si basa

tanto sul rispettare la veridicità delle notizie, quanto sulla condivisione di passioni.

- Ci sono cosi’ passioni:

- Euforiche (gioia, speranza)

- Disforiche (paura, vergogna)

Ma più importante ancora è la loro sintesi:

1) Diatoria

2) Diafora

- La passione si lega lla temporalità, aspettualità, ritmo.

- Temporalità: esistono passioni legate al passato (nostalgia), oppure passioni legate al

futuro (speranza)

- Aspettualità: ci offre un punto di vista ora sull’inizio, ora sulla durata, ora sulla fine.

- Ritmo: un ritmo può generare aspettative o delusioni.

- I primi studi semiotici sulla pubblicità vedevano quest’ultima come un attività

eminentemente persuasiva ed è per questo che a partire dagli anni ’60-70 è sempre stata

paragonata alla tradizione retorica.

- La semiotica ha il pregio di trattare la comunicazione pubblicitaria come un congegno

dotato di più livelli, più o meno nascosti.

Cosi’ un marchio come Mulino Bianco è costituito da diversi livelli.

1) Bianco = luogo dove si macina il grano

2) Mulino = luogo artigianale, genuino, campagna.

3) Ecc.

In questo modo si supera il luogo comune che vede la pubblicità come persuasione

occulta. Al contrario il consumatore è sollecitato dalla molteplicità dei livelli.

- Secondo Barthes è grazie alla parte verbale (seppur piccola, presente nella pubblicità

Panzani) che l’immagine si ancora perdendo quella polisemia che potrebbe avere.

- Per quanto riguarda i modelli narrativi adottati nelle varie pubblicità, essi si rifanno a miti

folcloristici, cioè a forme dell’immaginario collettivo, cosi’ quando in uno spot troviamo una

messa alla prova non c’è dubbio che si tratta di una situazione che i miti hanno proposto

un’infinità di volte che poi si è tramandata alle fiabe, alla letteratura, al cinema, alla tv e

appunto alla pubblicità.

- Metodologie Field: sono di stampo sociologico. Sono quelle che vanno nel mondo reale,

prelevano campioni che poi analizzano per studiare com’è composta la società.

- Metologie Desk: di stampo semiotico. Sono quelle che nel chiuso di un ufficio lavorano

solo sui testi.

- Secondo Floch il semiologo offre al campo del marcenti un triplice guadagno:

1) Maggiore intelligibilità: è possibile mostrare come ottimizzare i concetti usati nelle

campagne pubblicitarie al fine di non renderli nebulosi di senso.

2) Maggiore pertinenza: occorre trovare i percorsi attraverso i quali il senso diventa

significazione.

3) Maggiore differenziazione: delle forme che le campagne pubblicitarie utilizzano

valorizzare gli oggetti che poi venderanno.

- Valori di base (esistenziali): sono quei valori che il soggetto proietta nell’oggetto (non

perché l’oggetto possiede di per se ma perché è il soggetto a proiettarveli).

- Valori d’uso (pratico) : il soggetto prima di ricongiungersi all’oggetto ha prima bisogno di

entrare in possesso di altri oggetti che fungono da strumenti. Anche questi oggetti hanno

un valore ma diverso da quello i base. Questi infatti prendono il nome di valori d’uso.

Parlando di valori pratici (d’uso) valori pratici (d’uso) e valori esistenziali (di base), abbiamo

la possibilità di costruire sul quadrato semiotico tutte le varie possibilità con cui un soggetto ricopre

di valore un oggetto.

Valorizzazione pratica Valorizzazione utopica

(valori utilitari) (valori esistenziali)

Valorizzazione critica Valorizzazione ludica

(valori non-esistenziali) (valori non-utilitari)

- Valorizzazione pratica: considera l’oggetto secondo il suo carattere di oggetto funzionale

(senza fronzoli)

- Valorizzazione ludica: considera l’oggetto a prescindere dalla sua utilizzabilità.

- Valorizzazione critica: l’oggetto viene scelto piu’ che altro per la sua convenienza

economica.

- Valorizzazione utopica: l’attenzione del racconto pubblicitario è concentrata non

sull’oggetto, ma sul soggetto.

N.B. tutto questo schema dovrebbe essere il modello di consumo di Floch.

- Per Floch la valorizzazione utopica è problematica per quanto riguarda le auto. Secondo

lui solo quando l’automobile rappresenta l’identità del conducente essa è investita di un

valore di base.

- Per Semprini invece l’utopicità sta nella tensione verso qualcosa che non è ancora la,

quindi verso il futuro.

All’interno del sistema politico si trovano due piani:

1) Significante: dove si dicono determinate cose.

2) Significato: dove queste cose acquisiscono valore.

- I primi studi sulla politica si concentrano soprattutto sul linguaggio ed in particolare

sull’annosa questione del politichese, ovvero se esiste o meno un linguaggio particolare

che la politica usa. Soprattutto quella italiana, perché in USA ad esempio il linguaggio

politico si sforza, da sempre, di essere il più friendly possibile, avvalendosi addirittura di

tecniche di marketing.

- I semiotici rivelano però che entrambi i linguaggi puntano ad ottenere un effetto di

esotericità di oscurità e di esotericità di popolarità a seconda degli obiettivi comunicativi

che intendono raggiungere.

- Eco sostiene che la funzione di esotericità del linguaggio politico, è quella di far arrivare un

certo messaggio ad un elite di potere, senza che gli altri capiscano.

- Allargando il discorso, quando si parla di comunicazione politica non si intende solo quella

verbale dei comizi per intenderci, ma anche quella che fa uso di manifestazioni elettorali, il

modo di vestire i candidati, la gestualità, la tv. Tutto questo si chiama sincretismo politico.

- L’uso dell’immagine fotografica del candidato nei manifesti elettorali, è stata studiata da

barche il quale rivela che il fatto stesso di inserire una foto crea una sorta di complicità tra il

candidato e l’elettore. Dal canto suo il candidato non presenta solo un programma , ma

anche dei valori, una visione del mondo. L’elettore invece rispecchiandosi in quella visione

del mondo si vede riflesso nel manifesto e cosi’ elegge se stesso.

- L’uso del medium televisivo comporta dei cambiamenti nella comunicazione politica. Dove

nei comizi in piazza si tende ad enfatizzare le differenze ideologiche, in tv tali differenze

vengono smussate.

- Anche l’abbigliamento porta significati ulteriori per contrasto. Es. doppio petto di Berlusconi

vs la camicia di Rutelli.

- La prassi che vedeva fino a poco tempo fa la separazione tra comunicazione politica e

l’azione politica vera e propria, è oggi oramai superata in quanto come sostiene Austin

l’attività comunicativa politica è performativa (le parole fanno cose/le cose sono parole).

La comunicazione politica si configura di conseguenza come una serie di mosse strategiche.

Concludendo possiamo affermare che la comunicazione politica è formata da due livelli:

1) Immanente: dove si svolgono attività strategiche.

2) Manifesto: quando tali attività prendono forma.

Che cos’è la strategia?

La risposta semiotica è: è una particolare intelligenza narrativa.

Un testo è narrativo quando c’è uno scontro tra due personaggi che puntano ad avere il medesimo

oggetto, ma prima si presuppone che entrambi acquisiscano delle capacità e poi le mettano in

pratica.

Ma il fatto che la politica possa essere configurata come un strategia non vuol dire che questa

possa essere paragonata a quella bellica oppure a quella del marketing.

Il discorso politica si auto delimita attraverso tre criteri:

1) Criteri di tipo Sintattico

2) Criteri di tipo Semantico (modalità narrative)

3) Criteri di tipo Pragmatico (la narrazione politica è per definizione infinita)

- Metadiscorso Politico: La politica che parla di se stessa.

- Al di la delle persone in carne ed ossa , quali e quanti sono gli attori che entrano a far parte

del discorso politico?

Secondo Landowski per rispondere bisogna prendere in considerazione il teatro greco che

era diviso tra logheion (dove recitavano gli attori) il koilon (dove vi erano gli spettatori) e

l’orchestra.

La scena politica non è molto diversa. Da un lato ci sono i politici, dall’altro la gente, in

mezzo c’è l’opinione pubblica (che non coincide con il pubblico/massa e quindi nasce

come logica negazione del pubblico).

- Dall’incontro tra classe politica e opinione pubblica possono scaturire tipi diversi di

reazione:

1) La classe politica ascolta l’opinione pubblica.

2) La classe politica non ascolta l’opinione pubblica ma anzi la sfida.

3) La classe politica manipola l’opinione pubblica.

4) La classe politica e l’opinione pubblica si sfidano ad armi pari.

- Le ultime tendenze della politica sono quelle che danno sempre più ascolto alle passioni e

alle emozioni dell’opinione pubblica che basa le sue funzioni mediatiche non più su

processi logico-razionali ma su processi estetici, in tal modo l’opinione pubblica si configura

più come corpo politico.

Per questo motivo Landowski propone un nuovo modello costituito da:

1) Scena

2) Sala

3) Città

Come si vede è scomparsa l’opinione pubblica ed è apparsa la città.

Ad ognuno di questi tre tipi di spazi corrispondo tre tipi diversi di relazione con li pubblico.

1) Scena: c’è un attore che recita un copione più o meno prestabilito in funzione di un

pubblico. In questo quadro ha vita difficile chi non si concede al pubblico (uomo d’azione).

2) Sala: Per questo motivo l’uomo politico scende in sala e si concede (uomo mediatore)

stipulando un contratto con il pubblico più che sull’ideologia sui sentimenti e passioni. N.B.

la storia registra la presenza di questa figura in periodi difficili.

3) Città: quando finisce l’euforia per la discesa del politico in sala e si ritorna alla routine,

l’insoddisfazione potrebbe tornare ad affacciarsi e qui’ arriviamo alla discesa del politico in

città dove recita di diventare un uomo tra gli uomini. Si trasforma cioè in vedette.

- Vedette: uomo politico costruito dal marketing per sembrare il più normale e naturale

possibile.

Oltre alla vedette esiste anche il buffone.

- Buffone: personaggio politico che si presenta come anti-politico.

Es. CDL:

Fini: uomo d’azione

Berlusconi: vedette/mediatore

Bossi: buffone

- La morte di Lady diana è secondo Landowski un perfetto esempio di politica.

I soggetti presenti sono tre: Diana, il popolo, la Regina Elisabetta.

Diana (donna eroica) con la sua morte ha messo (mediando) in comunicazione due mondi:

quello della monarchia (scena) e quello del popolo (città).

La caratteristica di Diana è quella di avere quasi sempre gli occhi bassi, simbolo del rifiuto

per quel ruolo “alto” che gli era stato conferito e con il quale aveva stipulato quel patto di

complicità con i suoi fan incontrandoli nella città. Cosi’ facendo il polo si emoziona e si

indigna, smette di essere quella massa informe di persone e diventa corpo politico.

Elisabetta dal canto suo pressata dalle richieste popolari di partecipare al lutto di Diana,

opera una duplice mossa.

- Prima mossa: tiene un discorso alla tv (semioticamente importante).

“vorrei rendere omaggio a Diana una persona eccezionale”

1) Accuratamente omette titoli nobiliari chiamandola semplicemente “Diana”

2) Esprime la volontà di partecipare al lutto : “vorrei rendere omaggio”

3) Affermazione di una qualità positiva: “eccezionale”.

- La seconda mossa è quella di attraversare la strada di Buckingham Palace per andare a

deporre un mazzo di fiori fra quelli lasciati dalla gente comune.

Recarsi quindi simbolicamente nella città.

Domande Semiotica


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e semiotica della scrittura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Zaganelli Giovanna.

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