Scrittura tra arbitrarietà e iconicità
Semiotica o semiologia?
Nonostante la diversa origine storica dei due termini “semiologia” (linea linguistico-saussuriana) e “semiotica” (linea filosofico-peirciana) generalmente si adotta il termine semiotica come equivalente a semiologia, attenendosi anche alla carta costitutiva della International Association for Semiotic Studies – Association Internationale de Sémiotique, 1969. (da U. Eco, La struttura assente, 1968)
Scrittura tra arbitrarietà e iconicità
Semiotica o semiologia?
Nonostante la diversa origine storica dei due termini “semiologia” (linea linguistico-saussuriana) e “semiotica” (linea filosofico-peirciana) generalmente si adotta il termine semiotica come equivalente a semiologia, attenendosi anche alla carta costitutiva della International Association for Semiotic Studies – Association Internationale de Sémiotique, 1969. (da U. Eco, La struttura assente, 1968)
Scrittura tra arbitrarietà e iconicità
Segno e semiologia
Ferdinand de Saussure (1857-1913)
Semiologia: “ Si può concepire una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale; … noi la chiameremo semiologia. Essa potrebbe dirci in cosa consistono i segni, quali leggi li regolano”.
Segno è l’unione o combinazione di due parti fra loro indisinguibili. Si tratta di un concetto e un’immagine acustica. Esso è un’entità psichica a due facce, che può essere rappresentato dalla figura:
concetto
immagine acustica
Scrittura tra arbitrarietà e iconicità
Segno e semiotica
Charles Sanders Peirce (1839-1914)
Semiotica: “Io sono, per quel che ne so, un pioniere, o piuttosto un esploratore, nell’attività di chiarire e iniziare ciò che io chiamo semiotica, vale a dire la dottrina della natura essenziale e delle varietà fondamentali di ogni possibile semiosi”(1931, 5.488) … “Per semiosi intendo un’azione, una influenza che sia, o coinvolga, una cooperazione di tre soggetti, come per esempio un segno, il suo oggetto e il suo interpretante, tale influenza trirelativa non essendo in nessun caso risolubile in una azione tra coppie.” (5.484)
segno
(o representamen)
oggetto interpretante
Il triangolo semiotico
Scrittura tra arbitrarietà e iconicità
Di fondamentale importanza rimane la sua classificazione dei segni in icona, indice, simbolo.
Icona: essa comunica direttamente un’idea in virtù della somiglianza con l’oggetto che rappresenta. Le icone sono fondate sulla similarità effettiva; tra gli esempi che Peirce porta troviamo le fotografie e i diagrammi per parlare di segni di tipo visivo; tuttavia in ogni sfera percettiva esistono icone, come ad esempio le metafore.
Indice: esso è fisicamente connesso con l’oggetto, in quanto si trova in relazione reale, contingente ed effettiva con ciò a cui si riferisce. Vi è quindi una corrispondenza nei fatti tra segno e oggetto, in quanto devono essere compresenti nell’atto della comunicazione. Esempi: indice puntato e la realtà su cui richiama l’attenzione; la targa di un’automobile, o le lancette dell’orologio.
Simbolo: esso è un segno connesso con l’oggetto che denota in virtù di una legge, di una convenzione. Esempio efficace di simbolo sono ad esempio le scritture, la parola, basate su una contiguità istituita.
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