Teoria e metodologia dell'allenamento
1° lezione 5/03
L'allenamento sportivo è importante per il diritto alla salute e al diritto al tempo libero. Dal Monte, per esempio, ha fatto una classificazione delle attività in base ai muscoli utilizzati. Per destrezza si intende un aspetto che riguarda la qualità del movimento. Sempre Dalmonte ha fatto una classificazione delle attività di questa tipologia. Quindi ci sono discipline dove l'impegno di forza è notevole e altre dove l'impegno muscolare è variabile e in alcuni casi del tutto assente. Ci sono sport dove si ha una richiesta muscolare e metabolica diversa. Bisogna precisare per i singoli modelli di prestazione quali sono i fattori determinanti.
Gli sport in generale vengono classificati in:
- Forza rapida
- Resistenza a carattere ciclico
- Sport di precisione (capacità di coordinare i movimenti)
- Tecnico compositori e valutazione qualitativa
- Sport di situazione
Negli sport a rapido adattamento ambientale non c'è l'interazione con l'avversario ma c'è la necessità di dare una risposta durante la gara, che non è un problema di scelta tattica, ma un problema legato all'ambiente in tempi particolarmente rapidi. Come per esempio nello sci alpino, il recuperare una traiettoria persa. Il maestro di sci non ha problemi di adattamento ambientale, in quanto il suo scopo non è quello di competere ma di insegnare. Proprio per questa caratteristica ha un'attività più indirizzata verso il tecnico combinatorio.
Capacità condizionali
Forza, rapidità e resistenza. Come si vede nello schema, la forza rapida, la rapidità e la resistenza di lungo periodo sono in giallo, cioè appartengono a una stessa categoria, cioè quella di essere capacità intermedie. Resistenza di verso tipo a seconda della durata e a seconda del grado di forza utilizzato. In giallo ci sono quelle tipiche dell'attività giovanile.
Per le diverse qualità allenabili dobbiamo chiederci:
- Tipologia delle diverse sottoclassi: per esempio per l'equilibrio esiste uno statico, dinamico, di volo
- Fattori determinanti la prestazione: sempre per l'equilibrio. Cosa ci consente di stare in equilibrio?
- Metodi di valutazione
- Evoluzione nelle età e differenze di genere: per esempio le capacità condizionali in età giovanile hanno delle differenze rispetto a quelle dell'adulto
- Metodologie di allenamento: Esercizi e mezzi di allenamento, cioè esempi pratici
Che differenza c'è tra metodologie e metodo? Per metodologia si intende delle indicazioni generali. I metodi, all'interno della metodologia, sono quelli con cui andiamo ad allenare quell'atleta rispettando la metodologia.
2° lezione 6/03
Definizione di allenamento sportivo
L'allenamento sportivo è un processo complesso che è diretto allo sviluppo, secondo un piano, di un determinato stato di prestazione sportiva e alla sua dimostrazione in situazioni di confronto sportivo, specialmente in gara. Per processo complesso facciamo riferimento a un sistema, cioè noi lavoriamo con un processo sistematico. Il concetto di allenamento sportivo comprende essenzialmente la preparazione fisico-energetica psicosociale, tecnico-coordinativa e tattica cognitiva dell'atleta, realizzata attraverso esercizi fisici e diretta a migliorarne le prestazioni.
La teoria dell'allenamento racchiude una serie di discipline, quali: medicina sportiva, fisiologia funzionale, biochimica, psicologia dello sport, teoria del movimento umano prima ancora che sportivo, sociologia dello sport (alcuni studi hanno dimostrato che i campioni hanno un processo di apprendimento a livello giovanile di tante esperienze motorie), pedagogia dello sport. La teoria dell'allenamento è un contenitore che raccoglie tutte le informazioni, che hanno per oggetto le regole sperimentate empiricamente nella pratica da campo ed i dati scientifici della ricerca da utilizzare durante l'allenamento e nelle situazioni di confronto sportivo. La teoria dell'allenamento risente dell'esperienza empirica, cioè di esperienze fatte da un soggetto. I metodi di allenamento derivano dalla teoria che li supporta, e chiaramente sono qualcosa che porta a trasformare nella pratica il lavoro che stiamo facendo.
Quindi la teoria dell'allenamento rappresenta l'insieme delle conoscenze degli allenatori, degli insegnanti, degli istruttori. Conoscenze che non sono state confermate scientificamente, ma sono state sperimentate nella pratica. La scienza dell'allenamento cerca di fornire una base scientifica alla teoria dell'allenamento a orientamento soprattutto pratico, di porre i suoi contenuti e le sue affermazioni su salde fondamenta scientifiche, ma anche di falsificare, sempre su basi scientifiche, le ipotesi e le convinzioni sull'allenamento attualmente esistenti.
Teoria dell'allenamento e scienza
Si possono commettere degli errori: il primo errore che si può commettere è proprio quello di trasferire la pratica da campo in una metodologia. Cioè io allenatore ho fatto un'esperienza e la ritengo valida, la racconto a tutti i soggetti che incontro. Però può essere che questa esperienza non abbia delle basi scientifiche. Allora bisogna fare delle analisi obiettive, e bisogna cercare di validare la mia esperienza in qualcosa di scientifico. (Per esempio prima del giro d'Italia gli atleti mangiavano una bistecca e chi la mangiava riusciva a vincere. Ma questo non era il fattore unico che li portava alla vittoria).
Studi scientifici ci dicono che il mondo è cambiato. Quindi da un lato abbiamo la pratica sportiva, dall'altro la scienza dell'allenamento (e qui possiamo vedere fisiologi in laboratorio che esaminano un qualcosa). In mezzo c'è la teoria dell'allenamento che contempla al suo interno due fasi:
- Una è la teoria più solida, compresa anche nella scienza dell'allenamento: quella che può andare ragionevolmente sul sicuro perché ha delle conferme sperimentali
- L'altra invece procede su un terreno che non è del tutto solido e che necessita di ulteriori approfondimenti e conferme
Con i dati a disposizione non è possibile escludere che le cose vadano in un certo modo. Questo prevede che sia già chiaro che un giorno possa venire uno qualsiasi ad escludere la mia affermazione e, aggiungendo qualcosa, trova un'altra possibilità di descrizione del fenomeno non confutabile. Quindi, come nel caso della medicina, nessun farmaco è privo di effetti collaterali.
Cosa studia la scienza dell'allenamento
L'allenamento sportivo lo possiamo vedere suddiviso in tre principali ambiti:
- Prestazione sportiva -> va descritta la prestazione, cioè descrivere quali sono i presupposti e come si sviluppano le capacità di prestazione. Si arriva a strutturare l'allenamento sportivo
- Allenamento sportivo
- Gara sportiva: conoscenza di come è strutturata la gara, cioè il modello di gara nel quale vengono applicate le capacità di prestazione in modo anche strategico. La prestazione sportiva risente di componenti esterne alla prestazione e altre invece interne.
Una delle componenti della prestazione sono quelle costituzionali, cioè geneticamente come siamo strutturati. Posso agire sulle capacità sia da un punto di vista condizionale che coordinativo. Cioè dal punto di vista condizionale posso agire sui fattori energetici, invece dal punto di vista coordinativo sul controllo e sulla coordinazione del movimento. E poi abbiamo le componenti psichiche, cioè tutto quello che posso fare per cercare di migliorare dal punto di vista dell'atteggiamento mentale in allenamento ed in gara.
Per quanto riguarda la disponibilità alla prestazione si intende la possibilità di fare una determinata azione, cioè avere le caratteristiche per compiere quella determinata prestazione. In un atleta è necessario osservare le sue potenzialità e capire se riesce a fare qualcosa con le potenzialità che ha. Quindi è importante avere ma soprattutto saper fare qualcosa con quelle caratteristiche. (Per esempio un atleta potrebbe essere ben strutturato ma scoordinato: quindi ha le potenzialità ma non è capace di sfruttarle). Quindi le qualità che deve avere un atleta sono: avere, sapere e volere. Il voler fare qualcosa tiriamo in ballo quelli che sono gli aspetti motivazionali, quelli che nello schema vengono racchiusi con il termine disponibilità alla prestazione. Questa non si vede tanto nel giorno della gara, ma soprattutto durante gli allenamenti.
Dal punto di vista psicologico è possibile allenare in un atleta: le funzioni cognitive (legate a quello sport). Psicologici emotivi: la gestione dell'emozione. Ci sono altri fattori legati al clima nel quale si svolgono gli allenamenti. Capacità percettive: stimolo/risposta.
Dal punto di vista tattico è molto importante percepire la situazione: cioè prendere dall'ambiente tutte le informazioni utili per compiere quel determinato gesto. Bisogna essere in grado di anticipare la situazione: soprattutto importante nei giochi di squadra. Capacità di presa di decisione rapida: rapido adattamento ambientale.
Capacità tecnico-coordinative
Per quanto riguarda le capacità tecnico-coordinative ci sono le capacità coordinative, abilità motorie. (Le capacità si intendono potenzialità in generale: spazio tempo, coordinazione dei movimenti; con abilità motorie si intende automatizzazione dei movimenti. L'abilità articolare dovrebbe essere messa tra le capacità coordinative e quelle condizionali. Quindi le capacità coordinative sono i presupposti per lo sviluppo delle tecniche sportive e quindi siamo agli aspetti legati al controllo del movimento e quindi al controllo anche del sistema nervoso centrale. Quando parliamo invece di capacità condizionali ci riferiamo alla forza, resistenza, rapidità. A supporto di queste abbiamo l'apparato locomotore, circolatorio e respiratorio. Infine ci sono le capacità costituzionali, quelle che sono acquisite attraverso la genetica.
Stato di flow
Durante la gara gli atleti sono capaci di entrare in quello che si definisce stato di flow. Considerano la gara una sfida. Proprio questa sfida rappresenta l'inizio del flow, che può essere caratterizzato come una fusione tra se stesso, la situazione e l'attività e che rende capaci di superare i limiti abituali. Negli atleti di vertice la situazione di stress della gara e lo stato di flow che essa produce consentono di utilizzare le riserve nascoste dell'organismo e della mente, permettendo così di raggiungere o superare i limiti individuali della capacità di prestazione.
Capacità sociali
Per capacità sociali si intende le capacità di interagire con gli altri: allenatore, compagni, avversari, ecc. Si intende anche la capacità di aiutare i compagni ed essere aiutati.
Elementi dell'allenamento
Ricapitolando, rappresenta il grado di formazione di una determinata prestazione motoria sportiva ed è determinata da una moltitudine di fattori. Se appunto si considerano tutti i fattori da cui dipende, si può affermare che la capacità di prestazione sportiva può essere allenata solo globalmente. Se la si considera globalmente, la capacità di prestazione sportiva è segnata dalla persona o dalla personalità dell'atleta e dal grado di espressione delle sue qualità individuali.
Se fino ad ora si è parlato dei presupposti teorici e pratici dell'allenamento sportivo, cosa vuol dire allenare; adesso si parlerà degli elementi.
Nell'allenamento abbiamo:
- Gli esercizi: quello che tutti vedono dall'esterno. Se noi stiamo allenando una qualunque persona vede cosa stiamo facendo fare agli atleti. Ovviamente ognuno di questi esercizi ha dei significati. Gli esercizi possono essere generali o specifici, cioè più inerenti allo sport che si pratica.
- I mezzi sostengono l'allenamento e attraverso di essi possiamo ottenere i nostri scopi utilizzando strumenti o altri elementi organizzativi per arrivare a definire meglio l'organizzazione dell'allenamento. Secondo alcuni i mezzi sono anche gli esercizi e i contenuti sono per esempio l'utilizzo della corsa. Possiamo utilizzare diversi strumenti per far fare agli atleti determinati esercizi.
Inoltre i mezzi di allenamento si distinguono in:
- Mezzi di tipo organizzativo
- Di tipo informativo: ad esempio verbale, descrizione del movimento; visivo, far vedere delle immagini
- Mezzi di tipo cinestesico: posizione di assistenza per far sentire il movimento. Tra i mezzi troviamo anche gli attrezzi
I metodi servono invece per raggiungere degli obiettivi. I metodi possono essere diversi: posso arrivare allo stesso obiettivo seguendo delle strade diverse. È molto importante variare gli esercizi, per far sì che il nostro organismo non raggiunga una fase di stasi una fase di plateau.
Scaletta per preparare le risposte di teoria e metodologia dell'allenamento
Per le diverse qualità allenabili:
- Tipi delle diverse sottoclassi (classificazione)
- Fattori determinanti la prestazione (fisiologia)
- Metodi di valutazione (protocolli e interpretazione test)
- Evoluzione nelle età e differenze di genere
- Metodologie di allenamento (per ogni tipo di qualità)
- Esercizi e mezzi di allenamento
Carico dell'allenamento
Il carico di allenamento è l'effetto di tutti gli stimoli, cioè di tutti gli esercizi che un individuo sopporta durante un allenamento. Per insieme delle componenti di un esercizio, si intende che un esercizio ha tante componenti di tipo coordinativo e condizionale. Dentro la grandezza del carico non c'è solo il numero di ripetizioni, i chili da sollevare, le velocità da sostenere, ma c'è anche la difficoltà di un compito. Un esercizio nuovo, difficile e per certi versi anche rischioso o pericoloso, è un esercizio che stressa, cioè che ha una ricaduta sul carico dell'allenamento. Nel momento in cui si fa un esercizio nuovo, il solo fatto che non si è mai praticato va ad aumentare il carico dell'allenamento.
La grandezza del carico può essere diversa: ci sono esercizi dove noi cerchiamo il massimo carico sopportabile dai nostri atleti e ci sono allenamenti dove non ci interessa arrivare a un carico elevato. Per carico descriveremo anche i parametri ed i principi. Per parametri si intendono gli elementi che caratterizzano il carico (per esempio la difficoltà, il volume, l'intensità); i principi sono quelli ai quali ci riferiamo nel momento in cui allenando somministriamo un carico (sono diciamo le nostre linee guida: come ad esempio la gradualità). È opportuno nell'allenamento che il carico sia gradualmente crescente, deve aumentare man mano che pratichiamo allenamento.
Se si vuole migliorare la capacità di prestazione sportiva, sono necessari stimoli di carico adeguati. Ciò si ottiene attraverso la catena: carico -> alterazione dell'omeostasi -> stato livello funzionale più elevato. Per quanto riguarda l'azione dello stimolo di allenamento applicato, è molto importante non solo l'aspetto quantitativo di ciò che viene realizzato durante l'allenamento (durata e volume dello stimolo, frequenza di allenamento) ma anche quello qualitativo (intensità, densità e complessità dello stimolo).
Parametri del carico
Volume: se parliamo di corsa di resistenza faremo riferimento ai chilometri oppure anche al tempo di lavoro. Quindi si intende il totale di quello che ho fatto. Se ci spostiamo in allenamento di forza faremo riferimento al numero delle serie, delle ripetizioni e del tonnellaggio sollevato (cioè alla fine di una sessione di allenamento quanti chili ho sollevato?).
Intensità: è lo sforzo che sto facendo in ogni singola contrazione muscolare o ripetizioni di un movimento di forza di resistenza. Per esempio se ho fatto 10 ripetizioni, per capire l'intensità ho bisogno di conoscere quanti chili stavo spostando. Se l'intensità è bassa vuol dire che nell'eseguire quel movimento non mi sto sforzando più di tanto; se invece mi viene aumentato il carico lo sforzo nel praticare quell'esercizio aumenta e quindi aumenta l'intensità. Se aumentano i chili sto aumentando l'intensità. Nel caso del lavoro di resistenza, se per esempio oggi faccio 10 km domani 20 km, aumento il volume. Se la velocità aumenta sento che devo spingere di più e quindi mi viene richiesto uno sforzo maggiore. Quindi sto aumentando l'intensità.
Se ho un atleta che ha fatto 10 km in 20 minuti; domani fa 10 km in 20 minuti ma io so che l'esercizio è stato più intenso. Questo dipende da fattori quali: l'ambiente, la pendenza, il suolo. Ci sono dei fattori che riguardano il carico esterno che vanno a influenzare il carico interno. Se a due atleti do lo stesso compito, ma su di loro l'effetto del carico è diverso. Cioè il carico che sopportano, anche se stanno facendo le stesse cose, è diverso. Anche la tecnica influenza il carico: chi ha una buona tecnica risentirà di un carico minore rispetto all'altro.
Quindi il carico esterno influisce sul carico interno e viceversa.
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