APPUNTI DI
TEORIA & FILOSOFIA
DEI LINGUAGGI, DEI MEDIA
E DELLO SPETTACOLO
Prof. Morreale Domenico
MODULO I
IL LINGUAGGIO DEI MEDIA E
DELLA CULTURA CONVERGENTE
1.1 CONVERGENZA MEDIATICA E CULTURALE
CONVERGENZA CULTURALE
Jenkins è uno studioso di cultura partecipativa e delle nuove dinamiche che
intercorrono all'interno della cultura partecipativa tra produttori di contenuri
tradizionali (broadcaster, istituzioni) e nuovi produttori di contenuri (utenti e
contenuti generati da utenti UGC).
Per introdurre il concetto di convergenza culturale e mediale è bene analizzare il
primo caso studio che ci aiuta a comprendere quelle che sono le nuove dinamiche che
intercorrono tra i produttori di contenuti e nuovi produttori.
Il caso studio ha a che fare con un prodotto televisivo molto noto in occidente che è
Cesamir Street, programma televisivo rivolto ad un pubblico di giovanissimi. Cesamir
Street è un programma che è andato in onda nel mondo occidentale ma che nel mondo
orientale ha una distribuzione molto locale e per questo molto poco conosciuta. Uno
studente filippino statunitense, Dino Igazio, apì un proprio blog online in cui ha
incominciato per gioco a riutilizzare i contenuti di Cesamir Street ed in particolar
modo di uno dei personaggi, Bert, associandolo a leader negativi che in qualche modo
sono assimilabili al concetto di male nella cultura occidentale. Il gioco di Dino
Ignazio non ha avuto una grande un grande numero di contatti, era un blog qualsiasi
senza un vasto pubblico che lo seguisse, ma ad un certo punto, in seguito all'attentato
alle Torri Gemelle dell'11 Settembre ed inseguito alle manifestazioni antiamericane
che sono seguite nel mondo arabo, un editore del Bangladesh stava cercando online
delle immagini che rappresentassero la figura di BinLaden da stampare su magliette e
striscioni che sarebbero poi state distribuite ai manifestanti durante i cortei. L'editore
del Bangladesh individua come fonte anche il blog di Dino Ignazio, l'immagine
rielaborata con photoshop rappresentante BinLaden accanto a Bert, che viene poi
stampata e distribuita alle manifestazioni. Nel mondo orientale e arabo questa
immagine non ha alcun significato, perchè cesamir street non è distribuito e Bert non è
conosciuto come personaggio mediale. Ma durante le riprese la CNN, documentado le
manifestazioni riprende anche il cartellone con l'immagine di Bert e lo manda in onda.
Questa immagine viene vista da milioni di persone che identificano il personaggio di
Bert che è passato tramite una riappropriazione culturale effettuata da Dino Ignazio
dal mondo virtuale al mondo reale. Mondo reale che è stato documentato e mandato in
broadcast dalla CNN. Questa immagine diventa un fenomeno, il blog di Dino viene
preso d'assalto da milioni di contatti. Il gioco di Dino diventa una moda e molti altri
studenti ed utenti, iniziano a giocare con queste immagini creando una vera e propria
serie di icone chiamate "Bert è il male". A questo punto il dibattito torna sul web, ha
una dinamica ascendente e diventa una moda, il web è invaso da queste immagini
raffiguranti Bert a fianco di leader storici, politici e culturali negativi.
Questo è un es. Di come le nuove forme di convergenza possono dare vita a collisioni
tra diversi linguaggi e tra forme diverse di produzione culturale. Sicuramente questo
processo ha degli elementi di paradossalità ma è anche un processo che ci fa
comprendere ed entrare nel vivo di come queste dinamiche stiano cambiando
profondamente il nostro modo di fuire dei media e il nostro modo di produrre
contenuti e distribuirli.
Il rapporto tra tre concetti è la base per la definizione di convergenza culturale:
- Convergenza Mediale;
- Convergenza Partecipativa;
- Convergenza Collettiva.
Il concetto di CONVERGENZA MEDIALE è caratterizzato da 3 aspetti fondamentali:
1. Un aspetto che ha che fare con la convergenza tecnologica;
2. Un aspetto che ha che fare con l'economia ed il marketing: la collaborazione tra
diversi comparti mediali per la produzione di contenuti;
3. Un aspetto che ha che fare con la fuizione e con il pubblico: quindi il pubblico
all'interno del contesto della convergenza mediale e alla continua ricerca di
esperienza d'intrattenimento che prendono vita su più piattaforme mediali.
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Convergenza mediale:
la convergenza mediale è il flusso dei contenuti atraverso diverse piattaforme mediali,
la cooperazione tra più industrie mediali e il comportamento migratorio del pubblico
mediale alla ricerca di nuove esperienze d'intrattenimento.
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Il secondo concetto è quello di CULTURA PARTECIPATIVA
la cultura partecipativa è la cultura all'interno della quale gli utenti hanno la
possibilità di riappriopriarsi dei contenuti dell'industria broadcast (come il caso di
Dino Ignazio e "Bert è il male") rielaborare i contenuti e ridistribuirli su ampia scala.
Più che parlare di produttori e consumatori come soggetti che hanno ruoli rigidamente
separati, così come è stato per la larga parte del 900. oggi possiamo parlare di
produttori e fruitori di contenuti come soggetti sempre più interagenti. Le dinamiche
di produzione vedono sempre più spesso la collaborazione di soggetti, che un tempo
erano considerati puramente fruitori che oggi invece andiamo a chiamare produttori
ma al tempo stesso consumatori dei contenuti che vengono prodotti dell'industria e da
altri utenti.
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Cultura partecipativa:
L'esperessione cultura partecipativa denota un nuovo modello interpretativo che
supera la rigida dicromia tra produttori tradizionali di contenuti e spettatori, o
fruitori.
Produtttori e consumatori mediali sono sempre più interagenti.
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I soggetti e le istituzioni che interagiscono nel contesto della cultura partecipativa
operano in condizioni diverse. Le industrie hanno spesso un potere maggiore rispetto
al singolo consumatore o rispetto ai gruppi di consumatori (divide tecnologici e
culturali). Alcuni consumatori hanno competenze e abilità maggiori e quindi più
possibilità di intervenire nelle dinamiche di produzione e comunicazione culturale.
Nello scenario della cultura convergente gli utenti hanno un potere maggiore e hanno
strumenti per poter rendere visibile i propri prodotti e contenuti che vengono da loro
prodotti.
Jenkins parte dal presupposto che il consumo mediale è sempre più collettivo, gli studi
su i media ci hanno insegnato che il processo di fruizione non è mai puramente
individuale, è un processo colettivo dei programmi televisivi. Si parla con i propri
famigliari, si parla con i propri amici ed i prorpi colleghi d'ufficio, il programma tv
non è mai fruito individuale, ma viene rielaborato atttraverso le discussioni, attraversi
le forme sociali, gli incontri ecc.. Tuttavia oggi la grande differenza è che il consumo
è diventato un processo relazionale in tempo reale e sempre più frequentemente il
processo di consumo coordinato tra media, broadcast tradizionali e nuovi media, e
quindi è sempre più frequente guardare programmi televisivi mentre si commentano gli
stessi programmi su twetter o sui social network. Questo dà vita a nuove dinamiche
relazionali e a nuove forme di fruizione, per questo Jenkins recupera il concetto di
intelligenza collettiva che è stato coniato dal francese Pierre Lèvy a metà degli anni
90, precisamente nel 1994 ed è l'oggetto del libro "L'intelligenza Collettiva". Il
concetto di intelligenza collettiva parte dal presupposto che nell'attuale panorama
fruitivo tutti noi abbiamo una parte di conoscenza che possiamo condividere con altri
soggetti.
L'intelligenza collettiva è il risultato di un processo tradizionale in cui più utenti
mettono a disposizione parte della loro conoscenza per raggiungere un'obiettivo, che
può essere un'obiettivo conoscitivo o un obiettivo concreto, paratico e paragmatico.
Il processo di intelligenza collettiva interessa a Jenkins perchè all'interno di queste
nuove dinamiche che si istaurano nella funzione di prodotti mediali, gli utenti
acquisiscono potere grazie alla possibilità di entrare in comunicazione con altri utenti
e grazie alla possibilità di condividere i propri vissuti e le proprie esperienze e
contenuti con altri. Quindi l'intelligenza collettiva rappresenta una fonte di nuovo
potere mediale per gli utenti, per i fruitori.
Attualmente noi utilizziamo l'intelligenza collettiva spesso a livello ludico, la
utilizziamo per attività che possono apparire come di scarso interesse culturale,
tuttavia questo processo in cui stiamo imparando ad utilizzare questa nuova fonte di
potere mediale è, secondo Jenkins che questa fonte potrà dare successivi sviluppi
anche in campi in cui attualmente non è utilizzata.
Intelligenza collettiva:
• Il consumo è diventato un processo collettivo;
• L'intelligenza collettiva è un'espressione coniata dall'antropologo francese
Pierre Lèvy,
• Intelligenza distribuita ovunque; continuamente valorizzata; coordinata in
tempo reale; che porta ad una mobilitazione effettiva delle competenze;
• L'intelligenza collettiva può essere vista come una fonte alternativa di potere
mediatico;
• Visto che abbiamo a disposizione, su qualunque tema, più dati di quelli che
ognuno di noi può immagazzinare da solo, siamo maggiormente incentivati a
parlare tra noi dei media che fruiamo. Questo parlare crea un rumore che il
mondo dei media sta incominciando a valutare sempre di più. Il consumo si
trasforma in un processo collettivo.
LE ORIGINI DELLA CONVERGENZA
Jenkins riprende il concetto di convergenza da quello che è consierato il padre
fondatore che ha coniato il primo termine di convergenza in un libro del 1983
intitolato "Tecnologie di Librtà" dello scenziato politico del Mit, Ithiel De Sola Pool.
All'interno del libro De Sola Pool dà questa definizione:
"Un processo chiamato la "convergenza dei processi" sta progressivamente
assottigliando la linea di demarcazione tra i media. Anche tra i media punto a punto,
come per esempio la posta, il telefono, il telegrafo e i mezzi di comunicazione di
massa come la stampa, la radio e la televisione."
Cosa intendiamo per Convergenza?
Da una parte oggi un singolo mezzo di comunicazione ha la capacità di offrire servizi
che in passato erano offerti da più mezzi di comunicazione, e al contempo oggi servizi
diversi, servizi che venivano offerti da mezzi di comunicazione diversi, possono essere
fruiti sullo stesso disposivo. Quindi la relazione che in passato sussisteva tra il singolo
mezzo di comunicazione e il singolo servizio, contenuto oggi viene erosa, e quindi
abbiamo la possibilità di di usufruire di servizi diversi sullo stesso dispositivo e
abbiamo la possibilità di fruire da dispositivi diversi dallo stesso servizio.
"Al contrario, un servizio che era dato da un unico mezzo di comunicazione che fosse
il broadcasting, la radio o il telefono, oggi può provenire da mezzi diversi. In questo
modo si sta evolvendo il rapporto uno a uno che esisteva tra uno strumento e il suo
uso."
Presentazione del primo Iphon da parte di Steve Jobs.
Jenkins è interessato ad un aspetto della convergenza mediale e cultural che è quello
legato all'impatto sulla cultura popolare e sulla cultura folk, mentre De Sola Poolm era
interessato all'impatto della convergenza sulla cultura politica.
Secondo Jenkins questo processo di convergenza sta ridefinendo la cultura popolare ed
in particolare st influendo sulle relazioni tra le diverse audience, i produttori e i
contenuti. Questi sono gli elementi chiave che interessano in particolare a Jenkins.
• Pool affrontò l'impatto della convergenza sulla cultura politica.
• Jenkins è più interessato all'impatto che la convergenza ha nei confronti della
cultura popolare e indaga su alcuni dei modi in cui il pensiero della
convergenza sta riplasmando la cultura popolare, in particolare, all'impatto
che provoca nel rapporto tra pubblici, produttori e contenuti.
DINAMICHE ASCENDENTI E DISCENDENTI NEI PROCESSI DI
CONVERGENZA
Il processo di convergenza prevede un approccio sia Topdown che Bottonup. Con
l'approccio topdown intendiamo un processo guidato dalle corporation, in cui le
corporation imparano ad utilizzzare gli strumenti convergenti per mettere in atto nuove
azioni di marketing rivolte al pubblico. Ma è anche un processo Bottonup che parte dal
pubblico e arriva fino alle corporation, questo vuol dire che il pubblico ha la
possibilità di inflire sui processu decisionali e su i processi produttivi.
Da una parte le Media Company's stanno imparando ad accellerare il flusso dei
contenutu mediali su più canali di distribuzione per espandere le opportunità di
guadagno, per ampliare il mediato e per rinforzare il legame con gli utenti.
Dall'altro gli utenti stanno imparando ad utilizzare diverse tecnologie mediali per
riportare il flusso di comunicazione sotto il loro controllo, un esempio emblematico è
quelo di Dino Ignazio e il processo di riappropriazione di contenuti istituzionali,
mediali e di icone mediali, la rielaborazione e la ridistribuzione dei contenuti.
Il primo caso studio riguarda il più importante film sviluppato attraverso dinamiche
partecipative online, grande esperimento mediale in cui agli utenti è stato chiesto di
collaborare alla produzione di contenuti che sarebbero stati inseriti in un film
collettivo. Il risultato finale è un film di 94', collage di tutti i contenuti prodotti dagli
utenti, contenuti di diverse qualità, di diverso formato, che sono stati poi armonizzati
dal team di produzione in un film finale. Il film è stato il risultato di un processo di
selezione da più di 4500 ore di materiale girato, inviato da utenti che risiedono in più
di 192 nazioni. Il film è stato selezionato da più di 80.000 clip inviate attraverso
youtube, gli utenti avevano a disposizione un giorno, il 24 Luglio del 2010, per
documentare la loro giornata, e inviare online il risultato di questa documentazione
entro fine luglio 2010.
Esempio di dinamicha DISCENDENTE: è un processo di convergenza mediale, perchè
è il risultato della raccolta di clip successivamente montate e trasformate in film, e di
convergenza culturale perchè il concept, la gestione del flusso produttivo è stato
messo in atto da una corporetion, una società di produzione. Scott èun noto regista e
produttore ed è lui che ha guidato il processo produttivo, non è partito dai singoli
utenti o spettatori: processo discendente e dinamica topdown.
All'interno della cultura partecipativa abbiamo poi dinamiche bottonup, ovvero che
partono dal basso, dagli utenti, e arrivano ad influenzare le politiche e le dinamiche
delle corporation.
Esempio legato ad un noto bestseller americano che sarebbe stato trasposto in una
visione cinematografica ma, a causa di alcuni problemi legati alla produzione non ha
mai dato vita al film. Due utenti appassionati si sono riuniti e hanno pubblicato la
richiesta su Kickstarter, social network dedicato alla raccolta fondi per progetti che
emergono dal basso. Grazie a questa operazione, i fan sono riusciti aa raccogliere il
doppio dei fondi necessari per la realizzazione della pellicola cinematografica. Qui
possiamo vedere un processo ascendente, che parte dal basso, dagli utenti, e arriva ad
imporre un prodotto che viene distribuito attraverso i tradizionali canali commerciali.
Film tratto da un bestseller realizzato grazie ai fondi raccolti dagli utenti sulla
piattaforma, che è stato poi distribuito attraverso i media tradizionali come le sale
cinematografiche.
Tre concetti chiave che stanno influenzando le dinamiche produttive e di
distribuzione delle corporetion: Il concetto di ESTENSIONE, SINERGIA E
FRANCHISING.
L'industria mediale utilizza il termine ESTENSIONE per riferirsi ai loro sforzi di
espandere i mercati potenziali, spostando i contenuti attraverso diversi sistemi di
delivery.
Esempio di estensione di un noto franchise: Herry Potter. Da una parte l'immagine di
un dvd e dall'altra la serie di libri realizzati.
Con estensione intendiamo lo sforzo messo in atto dalle aziende di espandere il
mercato potenziale distribuendo lo stesso contenuto su più piattaforme. In questo caso
vediamo che lo stesso contenuto, il libro di Herry Potter, viene reso disponibile sia
attraverso il supporto cartaceo, quale il libro, distribuito attraverso la società
editoriale, nei negozi, e poi reso disponibile attraverso il mezzo del dvd.
L'estensione è un'industria che ha interesse in diversi comparti mediali che può
rendere disponibile lo stesso contenuto su più piattaforme, espandendo il proprio
mercato potenziale. ESTENSIONE:
Attività tese a espandere il mercato potenziale spostando contenuti e marchi su diversi
sistemi di delivery.
Jenkins fa riferimento alla distinzione che Lisa Gitelman fa tra tecnologie e supporti, e
media. Le delivery tecnologies secondo Lisa Gitelman sono quelle tecnologie che
garantiscono la distribuzione dei contenuti, tecnologie temporanee, supporti
temporanei, che garantiscono la distribusione dei contenuti mediali. Invece con il
concetto di media, Lisa Gitelman intende strutture di comunicazione socialmente
consolidate che includono due aspetti: da una parte le tecnologie e dall'altra i
protocolli. I protocolli sono quelle pratich
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