Lezione 8-9: Appunti di economia monetaria
Analisi della determinazione della composizione del portafoglio (Tobin)
Dati il sentiero rendimento-rischio e la mappa delle funzioni delle curve di indifferenza, che rappresentano, nell’ipotesi di avversione al rischio, i diversi livelli di utilità attesa dell’agente. Nel punto di tangenza tra le curve di indifferenza e il sentiero rendimento-rischio si determina la combinazione scelta dall’agente in corrispondenza della quale sarà applicata la ripartizione del portafoglio tra moneta (attività priva di rischio che non garantisce alcun rendimento) e titoli.
Se il tasso di interesse aumenta, il sentiero rendimento-rischio si sposta verso l’alto e verso sinistra poiché aumenta il coefficiente angolare. Data la mappa di curve di indifferenza, potremo individuare una nuova coppia di rischio e rendimento che massimizza l’utilità attesa dell’agente, a cui corrisponde una proporzione di titoli maggiore di prima e quindi una quota di moneta minore. Questa è una relazione inversa tra la domanda di moneta a scopo speculativo e il tasso dell’interesse.
Anche qui si fa un’ipotesi particolare: nel momento in cui abbiamo un’analisi basata non tanto sulle aspettative definite dagli operatori sui futuri tassi di interesse e un loro comportamento in base a ciò che ritengono sia l’opinione media di mercato, ma sulla base di una funzione di utilità attesa da massimizzare. Come avviene nel caso del consumo non abbiamo solo un effetto di sostituzione, ma anche un effetto di reddito. In questo caso stiamo ipotizzando che l’effetto di sostituzione sia maggiore di quello di reddito, tuttavia ciò non è necessariamente vero.
Ponendola in termini semplici: se gli agenti desiderano garantirsi un certo rendimento minimizzando il più possibile il rischio tramite un portafoglio di titoli, in questa situazione un aumento del tasso di interesse garantisce un reddito (rendimento) più alto. Dunque potrei mantenere lo stesso livello di reddito con una quantità minore di titoli, poiché il rendimento per titolo è aumentato a seguito dell’aumento del tasso di interesse, sottoponendomi ad un minore rischio. Qui l’effetto di reddito è maggiore di quello di sostituzione.
Una forma di questo tipo, ovvero con un effetto di sostituzione che sopravanzi l’effetto reddito, è tanto più probabile quanto più la moneta è considerata come un bene normale, così come avviene con il complesso delle merci.
Politica monetaria e rischiosità dei titoli
Sulla base di questa analisi, bisogna accennare un aspetto importante per una comprensione di aspetti della politica monetaria. In particolare ci si concentrerà su un particolare passaggio: nella determinazione della ripartizione tra titoli e moneta non entra unicamente in gioco il rendimento dei titoli, ma anche la rischiosità, che aiuta a spiegare un aspetto della politica monetaria. Può essere rilevante per la politica monetaria cercare di ridurre il più possibile la rischiosità dei titoli intervenendo sul mercato dei titoli in modo tale da minimizzare le variazioni di prezzo e quindi la rischiosità nel possesso dei titoli.
Ciò spiega perché tra gli obiettivi di politica monetaria non c’è semplicemente un determinato tasso dell’interesse, ma vi è anche l’obiettivo della stabilizzazione dei tassi dell’interesse. In altri termini, le autorità monetarie, come diceva Keynes, cercavano di stabilizzare le opinioni degli operatori riguardo ai futuri tassi dell’interesse. Ciò vuol dire che vi sarà un intervento per minimizzare le possibili perdite in conto capitale. Ciò determinerebbe un’influenza su questi punti che definiscono le coppie di rendimento atteso e rischio complessivo che massimizzano l’utilità attesa degli agenti in corrispondenza di ogni possibile tasso dell’interesse, poiché la pendenza dei sentieri rendimento-rischio non dipende solamente dal tasso di rendimento dei titoli, ma dipende anche dal rischio associato al possesso dei titoli.
Esempio
- Ipotesi: Ipotizziamo che vengano introdotte all’improvviso delle imposte sui guadagni derivanti dal possesso dei titoli che tenderanno a ridurre il rendimento netto dei titoli, per cui il tasso di interesse diminuisce;