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consegue che tale attività debba essere svolta solo nei casi in cui sia

necessaria cioè per tutti quegli enunciati OSCURI.

TEORIA CONOSCITIVA: L’interpretazione è attività di mera

conoscenza non di volontà prescrittiva o performativa.

La teoria conoscitiva si riferisce a tutti gli atti normativi.

Bisogna prima di tutto verificare che un testo è il prodotto di 2

elementi.

Il legislatore e la sua volontà e l’interprete della stessa norma

emanata.

La volontà del legislatore consiste nello stabilire un ordine che si

esplica nella NORMAZIONE.

Le interpreti conosce norme quindi già prodotte dal legislatore ed è

obbligato a obbedirle.

Per OBBEDIRE bisogna CONOSCERE per conoscere bisogna

INTERPRETARE.

Il processo interpretativo cosi ha un ruolo importante poiche le norme

vere e proprie scaturiscono da questo processo.

LA NORMA è IL RISULTATO INTERPRETATIVO.

TEORIA VALUTATIVA-DECISIONALE: Questo processo interpretativo

è a ragion d’essere un processo CREATIVO E VOLITIVO.

Questa teoria tende a sottolineare l’irriducibile momento creativo del

soggetto che si radica come ultimo passaggio nell’attuazione e

nell’applicazione del prodotto scaturito.

Kelsen: Ci dice che una norma da interpretare è come una cornice

nella quale sono possibili diverse decisioni, vi è una uguale LEGALITà

di soluzioni, di piu possibilità. Ne deriva da qui l’aspetto della

VOLONTà del soggetto nella scelta.

Hart: invece si concentra sull’aspetto creativo del linguaggio un punto

di vista molto piu statico. Il rigore semantico e terminologico

sarebbero la raffigurazione della volontà del legislatore

Ross: interpretare vuol dire DELUCIDARE IL SIGNIFICATO DI UN

ENUNCIATO ANCHE CON ALTRI TERMINI. Da qui ne scaturisce

l’aspetto creativo del ragionamento.( es: interpretazione dei giudici)

Tuttavia il vero MOMENTO CREATIVO RISIEDE NELL’APPLICAZIONE

DELLA LEGGE. Norme e Prescrizioni servono a garantire ed assicurare

la stabilità dello stesso ordinamento.

Valutativa -> valutazione del testo e della prescrizione al fine di

scegliere il miglio significato attuabile a quella fattispecie

Decisionale -> La norma o la Prescrizione è interpretata come una

proposta di significato da parte di chi ha il potere decisionale

attribuitogli dall’ordinamento.

TEORIA MEDIANA O ALTERNATIVA: L’oggetto della teoria mediana è

la DECISIONE GIUDIZIALE. Tale decisione è volta a garantire e tutelare

la fattispecie da esaminare ma anche eventuali future con

caratteristiche simili sempre in rispetto della RATIO della Norma.

La decisione in quanto tale è il frutto di svariati elementi. Vi sono 2

principali momenti il primo dove il giudice attua un processo

interpretativo CONOSCITIVO il secondo che riguarda le valutazioni

interpretative PERSONALI che sono il frutto di diversi elementi come

ad esempio l’esperienza.

Non si puo scindere questo binomio

Proprio per questo si definisce mediana. È la relazione tra un centro

chiaro ed espresso ( cognitiva) e una periferia piu cupa e ambigua che

permette al giudice di poter valutare altri elementi anche personali.

Nel caso in cui pero vi è un testo che risultasse chiaro non vi è nessuna

sorta di interpretazione quindi questa teoria è oggettivamente usata

nel momento in cui c’è necessita di risolvere casi complessi o dubbi

una scelta DI SIGNIFICATO VALUTATIVA-DECISIONALE.

TEORIA CREATIVA- PERFORMATIVA:

è la teoria che scaturisce dall’essenza stessa dell’interpretazione

Creativa perché frutto di diversi elementi personali, frutto di una

scelta all’interno di una cornice vasta di significati

Integrativa del diritto perché tale attività con quella di produzione

normativa fornisce una visione manipolata creativamente dei testi.

L’ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO è LA PERFORMAZIONE STESSA

DELLA NORMA che si PRESENTA NEL MOMENTO DELLA SOLUZIONE

DEL FATTO.

IL SIGNIFICATO è PERFORMATO E STRETTAMENTE EFFICACE PER

QUEL SINGOLO CASO E CONCRETA EVENINEZA.

TEORIA ERMENEUTICA: la teoria ermeneutica ha come oggetto l’atto

e come fine quello di spiegare il modo in cui gli interpreti operano e

svolgono la propria attività.

Sono stati riconosciuti diversi circoli ermeneutici che trattarono di

svariate materie:

TOTALITA E COERENZA: una norma deve essere inserita in un

contesto storico-sociale. La norma contenuto deve essere distinta

dalla norma RISULTATO poiche questa è il frutto della relazione con

l’ordinamento in cui vige.

ORDINE GIURIDICO E INTERPRETAZIONE: questo rapporto non è solo

una forma di conoscenza bensi è una VISIONE MOLTO PIU AMPLIA DI

CONOSCENZA INSERITA IN UN CONTESTO SOCIALE FATTO DI

RELAZIONI INTEGRATIVE. Il testo in esame deve avere 2 momenti

distinti la VALUTAZIONE COME CODIFICA E QUELLA CHE LA

INSERISCE NEL CONTESTO SOCIALE IN CUI DEVE OPERARE.

INTERPRETAZIONE IN FUNZIONE NORMATIVA: l’interpretazione

giuridica è tale se funzionale alla determinazione di regole e norme

compatibili con l’ambiente sociale.

Il rapporto tra la dichiarazione o il comportamento e l’ambiente

sociale è il prodotto di una determinata situazione. La dichiarazione è

oil frutto di un PENSATO L’INTERPRETE DEVE

ELABORARE,ADEGUARE,ADATTARE,RINNOVARE il precetto dato che

la norma è generale e astratta. DEVE ADATTARLA AL CASO SINGOLO.

RISULTATO MEDIANO TRA Volontà LEGISLATORE E Volontà DEL

GIUDICE CHE DEVE APPLICARLA.

RAPPORTO FATTO-NORMA: vi è un circolo INTERPRETATIVO.LA

NORMA DEVE ADEGUARSI AL FATTO E VICEVERSA! Processo

all’inverso il caso è il punto di partenza le due parti devono

necessariamente coincidere!

COMPRESO IN QUESTO DISCORSO è ANCHE LA PRE-COMPRENSIONE

l’attimo prima della comprensione visto come una prima

interpretazione del fatto. Non bisogna pero far coincidere questa

precomprensione come un processo metodologico bensì solo iniziale

di interpretazione della fattispecie.

Le varie tipologie di

INTERPRETAZIONE:

INTERPRETAZIONE PRIVATA: è l’attività interpretativa svolta da

qualsiasi persona o soggetto privato. Viene contrassegnata come una

proposta di significato ma non ha una rilevanza giuridica. Solitamente

questa è formulata secondo un’influenza dell’interesse del soggetto

che la pone in essere. Interpretazione orientata ai fatti quindi

condizionata di parte.

INTERPRETAZIONE DOTTRINALE: si tende a prendere come modello

di tali interpretazioni quelle dei giuristi. Hanno una tipicità sociale ma

non giuridicamente rilevante e riconosciuta. Sono interpretazioni

dottrinali tutte quelle svolte da giuristi nelle opere di dottrina e scuole

di diritto. In passato l’interpretazione dottrinale aveva un preciso

ruolo cosa che ha perso tutt’oggi. L’interpretatio era una vera e

propria fonte del diritto in tutte quelle materie non disciplinate dalla

Tutt’oggi godono di una certa autorevolezza i giuristi infatti molto

Lex.

spesso fanno riferimento alla “Dottrina Prevalente”

Queste opere interpretative hanno lo scopo di fornire una

comprensione del significato “in astratto” dei testi normativi.

Tale interpretazione è orientata ai testi ,volta alla determinazione del

loro significato in ASTRATTO.

INTERPRETAZIONE UFFICIALE: è un’attività giuridicamente tipizzata.

Tale attività è svolta dagli organi dei PUBBLICI POTERI nello

svolgimento delle loro funzioni. Hanno un’efficacia giuridica

vincolante.

Si divide in 3 tronchi:

• Interpretazione ufficiale AUTENTICA

• Interpretazione ufficiale GIUDIZIARIA

• Interpretazione ufficiale del LEGISLATORE

• Interpretazione ufficiale DI ALTRI PUBBLICI POTERI.

Si possono individuare almeno tre ipotesi di attività interpretativa

ufficiale:

A. ATTIVITà CONSULTIVA ISTITUZIONALIZZATA: vedi art.100

riguardante il Consiglio di Stato riguardo i pareri espressi sui

lavori del governo come leggi e regolamenti. Il consiglio deve

fare rapporto al Capo Del Governo in caso di imperfezioni o

incompletezza (formali e sostanziali). Deve far conto della

giurisprudenza della corte Cost.

B. ATTIVITà o PRASSI CONSULTIVA/INTERPRETATIVA DEGLI

ORGANI O UFFICI DELL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Interpretano gli enunciati contenuti nelle leggi e negli altri atti

normativi e offrono intrretazioni che condizionano l’attività

sempre interpretativa di altri ogani e uffici offrendo una

PRASSI INTERPRETATIVA PRECISA. Un esempio sono le

CIRCOLARI cioè testi che contengono direttive

sull’interpretazione di leggi e di atri atti normativi e di altre

prescrizioni e istituzioni dirette a soggetti e prgani

amministrativi sottordinati. Offrono a volte un margine di

interpretazione fornendo solo linee guida riguardo una

materia.

C. REGOLAMENTI INTERPRETATIVI DI LEGGE: sono quelle

interpretazioni fornite ai regolamenti analoghi a quelli

precedenti con riferimento alle varie RISERVE contenute in

esso. La legge 400/88 art.17 regola tale rapporto nei

REGOLAMENTI GOVERNATIVI (esecutivi, integrativi, di

attuazione, indipendenti, di organizzazione, autorizzati o di

delegificazione).Si puo dire cosi che le interpretazioni di leggi

contenute nei regolamenti costituiscono una interpretazione

ufficiale che non si limita a interpretare ma emette enunciati

normativi ossia PRODUZIONE NORMATIVA.

D. TESTI UNICI: assolvono quella funzione di coordinamento di

testi normativi preesistenti al fine di assicurare unicità e

completezza della disciplina. Una sorta di re-interpretazione

delle leggi del loro posizionamento e ancor prima della loro

scelta.

Tali regolamenti hanno un’efficacia PERSUASIVA sul sistema e

specialmente sugli operatori del diritto i Giudici. Nel caso in cui ci si

discostasse dall’interpretazione fornita, l’operatore, avrà l’onere di

argomentare per dimostrare d’infondatezza sul piano giuridico

dell’interpretazione ufficiale ed è proprio questo che ne sottolinea il

suo valore VINCOLANTE.

INTERPRETAZIONE GIUDIZIARIA: è l’interpretazione che concerne la

decisione di un Giudice su una determinata controversia che si

pronuncia sul significato da attribuire agli enunciati giuridici e

normativi.La differenza con l’interpretazione privata è nel suo

carattere vincolante.

Il nostro ordinamento attribuisce solo al giudice il potere di

pronunciarsi su una determinata controversia Il giudice è l’interprete

della legge. Questa interpretazione si evince nella motivazione (art

111 Cost. “tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati”

e art 132 c.p.c. “la sentenza(…) deve contenere la concisa esposizione

dello svolgimento del processo e dei motivi di fatto e in diritto della

decisione”

Questa motivazione non è nient’altro che l’esternazione del processo

mentale seguito dal giudice nel prendere la decisione.

Prima Decide poi Motiva.

L’art 118 delle disposizioni per l’attuazione del c.p.c ci dice che “la

motivazione della sentenza(…) consiste nei fatti rilevanti della causa e

delle ragioni giuridiche della decisone”


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria del diritto e dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bongiovanni Giorgio.

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