TEORIA CONTROLLI AUTOMATICI
Stabilità: Il concetto di stabilità comporta la presenza di poli a parte reale strettamente minore di zero.
Routhe: Non è un criterio di valutazione della stabilità di un sistema ma è semplicemente un criterio che
permette di valutare il segno della parte reale delle radici del polinomio.
Stabilità a ciclo chiuso: Considerando il sistema seguente, con G(s) = N(s) / D(s) , per valutare la stabilità a
( ) ( ) ( )
Y s k G s K N s
= =
ciclo chiuso effettuiamo ( ) ( ) ( ) ( )
+k
R s 1+k G s D s N s
e quindi si applica semplicemente Routhe al denominatore.
Sistemi 1° ordine: E’ un sistema avente un solo polo , quindi risulta asintoticamente stabile se il sistema
−1
1
( )=
P s s=
presenta un polo esattamente in .
+1
sτ τ
La costante di tempo caratterizza la velocità con cui il sistema parte, cioè più è piccola
più il sistema sarà veloce e viceversa.
Tempo di assestamento: E’ quel tempo entro il quale il sistema si porta entro un certo
valore assunto a regime. 1
( )=
P s
Sistemi 2° ordine: E’ un sistema avente una coppia di poli reali del tipo ( )( )
+ +
s τ 1 s τ 1
1 2
( Poli reali ) Analizzando il transitorio si nota che sono di fondamentale importanza le costanti di
tempo, quindi si parla di Polo dominante andando a guardare quelli più lenti.
Discorso equivalente con gli zeri, tanto più lontani sono dall’asse Im più sono trascurabili.
Sistemi 2° ordine: E’ un sistema caratterizzato da una fdt con due poli complessi e coniugati ed una w detta
n
Pulsazione caratteristica del sistema e ξ Fattore di smorzamento. 1
( )=
P s 2
s s
Il sistema è del tipo: +2 +1
ξ
2 w
w n
n
-Tempo di salita Ts: E’ il tempo che impiega il sistema a
raggiungere il valore desiderato.
-Sovraelongazione: Parametro che misura l’ampiezza
dell’oscillazione del sistema dopo aver
superato il valore di regime.
-Tempo di assestamento (2%-5%): E’ il tempo impiegato dal sistema ad assestarsi intorno al valore
raggiunto a regime.
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Risposta in frequenza
Esiste una dualità tra risposta nel dominio del tempo e risposta nel dominio della frequenza, infatti se G(s)
tende a far passare segnali a frequenze elevate più veloce sarà la risposta nel dominio del tempo;
viceversa se G(s) blocca dei segnali a frequenze elevate presenterà una risposta nel dominio del tempo molto
lenta.
La Risposta in frequenza permette di vedere il comportamento di un segnale a delle sinusoidi a varie
frequenze, e siccome un qualsiasi segnale lo possiamo rappresentare come somma di sinusoidi, è possibile
capire come un sistema risponde a qualsiasi segnale.
~ 1 ~ ( ) =sin
u t wt
Se un sistema asintoticamente stabile viene sollecitato tramite un segnale d’ingresso
questo fornisce una risposta a regime del tipo
+arg ¿
wt La risposta in frequenza può essere rappresentata con tre modi diversi: Bode,
| |
( )= ( ) ¿
Y t G jw sin
R
Nyquist e Nichols.
Vantaggi della retroazione
Considerando un qualsiasi sistema P, sostanzialmente abbiamo due modalità per controllarlo
1] Controllo a Catena Aperta : Quando vogliamo che l’uscita assuma un certo andamento poniamo in
cascata al sistema originale P un organo di controllo C che faccia assumere il
comportamento desiderato.
Controllo a Catena Chiusa :
=CP
W ¿
2
o
Nel momento in cui il controllo viene effettuato a catena chiusa tra il
regolatore ed il processo ci sarà sempre un Attuatore, in realtà sempre
inglobato nel processo.
In retroazione, per misurare l’uscita Y si pone un Trasduttore.
CP
=
W c 1+CPH
L’obiettivo è quello di evitare che la fdt finale sia
dipendente da un paramentro α , ∂w
w ∂w α
α = =
S
quindi definiamo la Funzione sensitiità w ∂α ∂α w
α
∂ w ( )
∂ CP
α α ∂ P α
α o α α α
= = = =S
S =S
S
A catena aperta otteniamo: w P
w P
∂ α w ∂ α CP ∂ α P
o o
o
per cui una variazione di un paramentro si ha pienamente sull’uscita.
∂ w ∂ w 1
α ∂ P α 1 α α
α c c α =
S S
= = =
S S
A catena chiusa otteniamo w w
w w 1+CPH
∂ α w ∂ P ∂ α w 1+CPH c o
c o
c c
α ≅
S 0
per cui, ponendo CPH>>1 si ottiene quindi il sistema è insensibile alle variazioni del paramentro.
w c
Attenzione perché CPH non è un numero ma un prodotto di fdt, quindi con CPH>>1 si intente che in
corrispondenza delle frequenze in cui il modulo di CPH è molto grande, solo allora la sensibilità alle
variazioni paramentriche diventa molto piccola.
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Se invece è il sensore H a presentare una variazione parametrica H(s,β)
−CPH
β β
=
S S
Calcolando la sensitività al variare di β si ottiene : w H
1+CPH
c
da cui se ne deduce che per |CPH|>>1 la sensibilità del sistema al variare del parametro è direttamente
~ 2 ~
proporzionale alla sensitività del sensore.
Solitamente si utilizza una retroazione unitaria (H=1) infatti se non lo è potremmo utilizzare le regole degli
schemi a blocchi.
Il problema è che non sempre si può effettuare l’inversa di una fdt, quindi non si può seguire l’obiettivo
principale (uscita segue segnale di riferimento) anche perché
spesso il riferimento è un segnale costante o nullo.
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Spesso, invece, deve controllare il sistema al variare dei disturbi,
ovvero ingressi che non dipendono dalla nostra volontà.
-A catena aperta il disturbo lo si trova direttamente all’uscita: applichiamo la sovrapposizione degli effetti:
=d+CPR =d −A
Y per R=0 →Y catenachiusa
CP 1 |CP|>>1 si ha
=
Y R+ d Considerando
1+CP 1+CP
1 e
≅
=
Y d 0 ≅
Y R
d 1+CP
quindi con dei guadagni abbastanza elevati si riesce a rendere il
sistema insensibile ai disturbi lungo la catena diretta.
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Se invece il disturbo (di misura) agisce sulla catena di retroazione, per il principio di sovrapposizone, si ha:
−CP
CP 1
=
Y R+ d+ d m
1+CP 1+CP 1+CP
−CP
=
Per R , d=0 → Y d
m m
1+CP
≅ ≅
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