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Elementi di base cap 2

Dominio e codominio

Data una funzione, l'insieme dei punti per i quali è definita si chiama dominio della funzione. L'insieme a cui appartengono le variabili dipendenti di una funzione viene detto codominio della funzione.

Funzioni suriettive e funzioni iniettive

Se per ogni elemento del codominio esiste un elemento tale che f(x) coincide con l'immagine di x, in altre parole, se il codominio di f coincide con l'immagine di f, diciamo che f è una funzione suriettiva. Una funzione si dice iniettiva su un sottoinsieme di D se e solo se per qualsiasi coppia appartenente a D, f(x1) = f(x2) implica x1 = x2.

Funzioni crescenti e decrescenti

Una funzione si dice crescente se il suo grafico va verso l'alto quando ci si sposta da sinistra a destra. Una funzione è crescente se per ogni x1, x2 del dominio si ha che x1 < x2 implica f(x1) < f(x2). Una funzione si dice decrescente se il suo grafico va verso il basso quando ci si sposta da sinistra verso destra, ossia se x1 < x2 implica f(x1) > f(x2). Diremo che una funzione è monotona se è crescente oppure decrescente.

Punti di massimo e di minimo

Anche i punti in cui una funzione inverte la sua monotonia sono importanti. Il punto (x0, f(x0)) si dice minimo relativo o locale della funzione. Il punto (x0, f(x0)) si dice massimo relativo o locale della funzione.

Teorema 2.2 (unicità del limite)

Una successione ha al più un limite.

Dimostrazione (per assurdo): Supponiamo che la successione {an} con n ∈ ℕ abbia due limiti x1 e x2 con x1 ≠ x2. Fissiamo |x1 - x2| > ε. I due intervalli sono disgiunti; quindi, se fissiamo ε minore della distanza tra x1 e x2, la successione cade sia in x1 che in x2. Ciò non può accadere, quindi il teorema è vero.

Teorema 2.3 (limite di una somma di successioni)

Siano {an} con n=1 e {bn} con n=1 due successioni con limiti rispettivamente a e b. Allora la successione {an + bn} converge al limite a + b.

Teorema 2.4

Siano {an} con n=1 e {bn} con n=1 due successioni con limiti rispettivamente a e b. Allora la successione dei prodotti {an × bn} converge al limite ab.

Teorema 2.5

Sia {an} con n=1 una successione convergente con limite x, e b un numero tale che an ≤ b ≤ x per ogni n. Allora x ≤ b se e solo se per ogni ε > 0 esiste un numero positivo δ tale che |f(x) - L| < ε per ogni x ∈ I - {x0}.

Teorema 2.6

Sia data una funzione f: ℝ → ℝ e un punto x0 tale che in D esistano successioni {xn} convergenti a x0, con f(xn) → L. Allora limx→x0 f(x) = L se e solo se per ogni ε > 0 esiste un numero positivo δ tale che la disuguaglianza |f(x) - L| < ε è soddisfatta per ogni x con |x - x0| < δ.

Teorema 2.7

Data una funzione f e un punto P (finito o infinito), tale che esistano in D successioni convergenti a P. Se f è crescente in un intervallo di valori minori di P, allora il limite di f per x che tende a P esiste e il suo valore coincide con l'estremo superiore di f su un intervallo, se f è limitata superiormente in tale intervallo, mentre vale +∞ se f è illimitata.

Derivabilità e continuità

Una funzione è derivabile in x0 se il limite
limh→0 (f(x0 + h) - f(x0))/h
esiste ed è lo stesso per ogni successione {hn} che converge a 0. Una proprietà delle funzioni ancora più basilare della derivabilità è la continuità. Una funzione è continua se il suo grafico non presenta interruzioni. Condizione necessaria perché una funzione sia derivabile è che sia continua. Le discontinuità si hanno quando le funzioni sono definite a tratti e sono individuate tre specie di discontinuità. Se f' è una funzione continua di classe C1, diremo che la funzione originale è derivabile con continuità o di classe C1. La derivata di f in x0, se esiste, si chiama derivata seconda di f in x0. Se f ha derivata seconda ovunque, allora è una funzione ben definita di C2. Se f'' è una funzione continua, si dice che f è derivabile due volte con continuità, o di classe C2. Il processo di derivazione successiva può continuare.

Teorema 2.8 (teorema degli zeri per y = 0)

Se una funzione f è definita e continua sull’intervallo [a, b], allora l’insieme immagine è un intervallo, ossia se f(a) < 0 < f(b) allora esiste sicuramente c tale che f(c) = 0.

Teorema 2.9

Se la funzione f è definita e continua sull'intervallo [a, b] ed esistono due punti x1 e x2 tali che f(x1) × f(x2) < 0, allora esiste un punto c tale che f(c) = 0.

Teorema 2.10

La derivata di f in x0 è f'(x0) = 2x0.

Teorema 2.11

Per ogni intero positivo n, la derivata di xn in x0 è f'(x0) = nx0n-1.

Teorema 2.12

Si supponga che c sia una costante arbitraria e che u e v siano funzioni derivabili in x0, con v(x0) ≠ 0. Allora:

  • (cu)′(x0) = c · u′(x0)
  • (u ± v)′(x0) = u′(x0) ± v′(x0)
  • (uv)′(x0) = u′(x0)v(x0) + u(x0)v′(x0)
  • (u/v)′(x0) = (u′(x0)v(x0) - u(x0)v′(x0))/(v(x0))2
  • ((v(x))n)′ = n(v(x))n-1 · v′(x)
  • (ex)′ = ex

Applicazioni cap 3

Uso delle derivate per lo studio grafico

Poiché f'(x0) è il coefficiente angolare della retta tangente al grafico di f nel punto x0, f'(x0) > 0 indica che la retta tangente ha inclinazione positiva, quindi anche il grafico al quale la retta è tangente assume una pendenza verso l'alto. Per tracciare il grafico di una data funzione bisogna:

  • F(x0)′ = 0: Innanzitutto si trovano i punti in cui f'(x0) = 0 o in cui f'(x0) non è definita, che vengono detti punti critici di f.
  • Si valuta la funzione in ciascuno di questi punti critici e si riportano i corrispondenti punti sul grafico.
  • Si valuta il segno di f' su ognuno degli intervalli. Per vedere se f' è positiva o negativa su uno qualsiasi di questi intervalli dobbiamo solo valutare il segno di f' in un conveniente punto dell’intervallo.
  • Se f' > 0 sull’intervallo, il grafico sarà crescente su di esso. Se f' < 0, il grafico sarà decrescente su di esso.

Una funzione derivabile con f''(x) ≥ 0 su un intervallo si dice convessa o concava verso l’alto su di esso. Una funzione derivabile con f''(x) ≤ 0 su un intervallo si dice concava verso il basso su di esso. I punti in cui la derivata seconda si annulla sono chiamati punti critici del secondo ordine o, se in essi la derivata seconda cambia di segno, punti di flesso.

Se f è una funzione razionale con denominatore che si annulla per x = x0 e con denominatore che non si annulla in x = x0, allora la retta verticale x = x0 è un asintoto verticale di f. Sui lati di questo asintoto verticale, il grafico di f va a +∞ o -∞. Le derivate f' e f'' possono cambiare segno quando si passa da una parte all’altra di un asintoto verticale. In altre parole, usiamo questi punti per dividere l’asse delle x in intervalli sui quali f' e f'' hanno segno costante. Se f' è negativa sull’intervallo alla sinistra dell’asintoto verticale, allora deve andare a -∞ alla sinistra dell’asintoto. Si ricordi che per trovare i punti di intersezione con l’asse delle x di una funzione razionale si deve solo porre il numeratore uguale a 0. Se non esistono punti di intersezione in un dato intervallo tra i punti critici e/o asintoti, il grafico non attraversa l’asse delle x in quell’intervallo.

Teorema 3.1 (funzione crescente su intervallo)

Sia f una funzione derivabile con continuità sull’intervallo D. Allora:

  • Se esiste un intervallo aperto contenente x0 su cui f' > 0, f è crescente su di esso.
  • Se esiste un intervallo aperto contenente x0 su cui f' < 0, f è decrescente su di esso.

Dimostrazione

La dimostrazione è immediata alla luce del teorema 3.2 e di una fondamentale conseguenza del teorema 2.6, per la quale se una funzione è continua in un punto e in tale punto assume valore positivo, allora esiste un intervallo aperto contenente x0 formato da punti per i quali la funzione è ancora positiva. Se applichiamo questo risultato alla derivata prima, essendo f'(x0) > 0, otteniamo un intervallo (a, b) su cui vale f' > 0 e la tesi deriva dal teorema 3.2.

Teorema 3.2

Sia f una funzione derivabile con continuità sull’intervallo D.

  • Se su un intervallo (a, b) ha derivata positiva, allora f è crescente su di esso (crescente in senso debole).
  • Se su un intervallo (a, b) ha derivata negativa, allora f è decrescente su di esso (decrescente in senso debole).
  • Se f è crescente su (a, b), allora f' ≥ 0 su di esso.
  • Se f è decrescente su (a, b), allora f' ≤ 0 su di esso.

Dimostrazione

Siano x1, x2 ∈ (a, b) con x1 < x2 e su (x1, x2) f abbia derivata positiva. Per il teorema del valore medio esiste un punto c tale che:

(f(x2) - f(x1))/(x2 - x1) = f'(c) > 0

Teorema 3.3 (Condizione Necessaria I ordine)

Se x0 è un massimo o un minimo interno di f, allora x0 è un punto critico di f (f'(x0) = 0).

Dimostrazione

In un intorno del punto di max/min interno, la funzione non è né crescente né decrescente. Per il teorema 3.1, la derivata prima non è né positiva né negativa, ma deve essere nulla o non definita.

Teorema 3.4 (Condizione Sufficiente II ordine)

Sia f una funzione di classe C2 su un intervallo aperto e sia x0 ∈ D.

  • Se f'(x0) = 0 e f''(x0) < 0, allora x0 è un massimo relativo di f.
  • Se f'(x0) = 0 e f''(x0) > 0, allora x0 è un minimo relativo di f.
  • Se f'(x0) = 0 e f''(x0) = 0, allora x0 può essere un massimo, un minimo o nessuno dei due (punto critico degenere).
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Scienze economiche e statistiche SECS-S/06 Metodi matematici dell'economia e delle scienze attuariali e finanziarie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher geggerusso94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Matematica per l'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Bimonte Giovanna.
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