Teoremi della funzione implicita
Problema: esplicitare in un'equazione del tipo f(x,y) = 0 una variabile
Esempio: x3 - 4 = 0 ⇔ x3 = 4 ⇔ x=3√4
Problema generale
Data f(x,y) = 0 possiamo ricavare y = ψ(x) e/o x =φ(y)? Ovvero: f(x,y) = c (ricavandole ponendo f(x,y) = f(x,y) - c al primo caso). In generale non è sempre possibile ricavare una variabile in funzione dell'altra.
Es. f(x,y) = x2 + y2 - 1 f(x,y) = 0 x2 + y2 = 1
Supponendo x0 > 0, y0 > 0 posso scrivere localmente in I(x0) y = ±√1-x2. Analogamente in J(y0) posso scrivere x = ±√1-y2. Allora abbiamo esplicitato le variabili localmente. Globalmente non è possibile, ad esempio: y = ±√1-x2. Anche localmente non è sempre possibile esprimere una variabile in funzione dell'altra. Ad esempio in I(P1) posso esplicitare y = 1-x2, ma non posso esplicitare la x. Analogamente in I(P2) posso esplicitare la x ma non la y.
A volte non possiamo esplicitare né l'una né l'altra variabile. Esempio: f(x,y) = 0 ⇔ x2 - y2 P0 = (0,0) In I(P0) non posso esplicitare né x né y.
Primo teorema del Dini (per funzioni a due variabili)
Sia A ⊂ ℝ2 aperto e f: A → ℝ f ∈ C1(A). Sia P0 = (x0, y0) ∈ A / f(x0, y0) = c, c ∈ ℝ funzione.
- Se df/dy (x0, y0) ≠ 0 allora esistono a, b > 0 ed esiste un'unica funzione (ψ: [x0 - a, x0 + a]) → (y0 - b, y0 + b) x → φ(x) tale che f(x, φ(x)) = c, ∀ x ∈ (x0 - a, x0 + a) Inoltre φ ⊂ C1(I) e φ(x0) = y0
- Se df/dx (x0, y0) ≠ 0 allora esistono a, β > 0 ed esiste un'unica funzione (ψ: [y0 - β, y0 + β]) → (x0 - x, x0 + x) y → φ(y) tale che f(y, φ(y)) = c, ∀ y ∈ (y0 - β, y0 + β) e φ(y0) = x0
Oss: se ∇f(x0, y0) ≠ (0,0) allora una o entrambe le condizioni del teorema di Dini valgono.
Supponiamo che f ⊂ C1(A), A aperto, f(x0, y0) = c e che df/dy (x0, y0) ≠ 0, allora per il teorema del Dini posso esplicitare localmente, ovvero per x ∈ I, I = (x0 - a, x0 + a) {(x,y) / f(x,y) = c} ∩ {I x J} è: il grafico della funzione y = φ(x). Diciamo che l'equazione f(x,y) = c definisce implicitamente y come funzione di x in un intorno di p0 (oppure che posso esplicitare la x in funzione della y in un intorno di p0).
Proprietà
Se A aperto, f: A ⊂ R2 → R, f ⊂ C1(A) sia p0 = (x0, y0) e Af(x0, y0) = c con c ∈ R finito.
- Se df/dx (x0, y0) ≠ 0 e y = ψ(x) è la funzione definita implicitamente da f(x, μ) = c, per (x0 - a, x0 + a) allora esiste un o∝’∝ tale che ψ'(x) = -(df/dx)(x,ψ(x))/(df/dy)(x,ψ(x)), ∀x ∈ (x0 - a’, x0 + a’) In particolare, ψ’(x0) = -df/dx(p0)/df/dy(p0)
- Se df/dx (x0, y0) ≠ 0 e x = ξ(y) è la funzione definita implicitamente da f(x,y) = c per y0 - β, y0 + β, allora esiste 0∝’∝β tale che:ψ'(y) = -df/dy(u1,u1)/df/dx(u1,u1), ∀y ∈ (y0-β,y0+β)
In particolare ψ'(y0) = -df/dy(p0) + df/dx(p0)
Dimostrazione
Per il 1o teorema del Dini: y= ψ(x) / f(x, ψ(x)) = c, ∀x ∈ (x0-a, x0+a) e ψ(x)∈C1 x (x0-a, x0)
Deriviamo ambo i membri dell’equazione in (D1). Per il 1o membro vale la chain rule: d/dx (f(x, ψ(x))) = d/df x(x, ψ(x)) .1 + d/df (x, ψ(x)) . dψ'(x)
Derivo il 2o membro di dx c=0, ∀x ∈ (x0-a, x0+a) → df/dx(x, ψ(x)) + d/df(x, ψ(x)) . ψ’(x) = 0 (D2)
Per ipotesi df/dy (x0, ψ(x)) ≠ 0 avevo df (x0, ψ(x)) ≠ 0 perché quindi f(x,e) e ψ(e di domne c= c1 e salto x0-a, x0+a), allora per il teorema di permanenza del segno ∃{a’ 0∝’∝a] tale che df/dx (x0, ψ(x)) ≠ 0 ∀x ∈ (x0-a, x0+a). Questo ci permette di dividere entrambi i membri di (D2) per df/dx (x, ψ(x)) ottenendo, ∀∈ (₀−₁′, ₀+₁′)
Osserviamo che la curva definita localmente in un intorno di ₀ da (,())= o =() ha forma parametrica: { = =() ed ha retta tg ′()=(1,′()) ⟂ ∇(₀,₀) per =₀ per l'equazione ∇(₀,₀)⋅(1,′(₀))=0
Secondo teorema di Dini
Sia ⊆ℝ³ aperto, ∈¹() Sia P₀=(₀,₀,₀)∈ tale che (₀,₀,₀)= con c∈ℝ finab.(P₀∈= {(,,)∈ │(,,)=)} superficie di livello c).
- Se (₀)≠0 allora esistono ,,⟩0 ed esiste un'unica funzione ℎ₁: (₀−,₀+)×(₀−,₀+) ⟶(₀−,₀+) tale che ((,,ℎ₁(,))= ∀(,)∈(₀−,₀+)×(₀−,₀+) ℎ₁ è di classe ¹ su × e si ha ℎ₁(₀,₀)=₀ e ∇(₀,₀,₀)⋅
- Se (P₀)≠0 allora ,,⟩0 ed è un'unica: (₀−,₀+)×(₀−,₀+)/(₀−,₀+)/ tale che (,,)=,∀((,)∈×)
La funzione è di classe ¹ su × ed ℎ (ℓ(,₀)=₀ e vale ∇(₀,₀,₀)=
Osservazione
Se P(P0) ≠ (0,0,0) allora una delle 3 conclusioni precedenti vale e dunque l'equazione Ɣ (x,y,z) definisce in forma implicita in un intorno di P una superficie del tipo z=h (x,y) oppure y=g (x,z) oppure x=f (y,z). Dunque, forma esplicita localmente una variabile in funzione delle altre due.
Proprietà
Se A R3 aperto, f C1 (A), f: A R, P0: (x0, y0, z0) ∈ A / f (x0, y0, z0) = c. Se ∇f (P0) ≠ 0 l'equazione Ɣ (x,y,z) = c rappresenta localmente in un intorno di P0 una superficie regolare e il cui piano tangente in P0 è dato da:
π: dx f (P0) (x-x0) + dy f (P0) (y-y0) + dz f (P0) = 0 (D1)
Equivalentemente ∇f (P0), (P-P0) = 0, P: (x,y,z)
Dimostrazione
Le ipotesi del 2° teorema del Dini sono verificate. Supponiamo dz f (P0) ≠ 0, allora esiste un'unica funzione h :IJK ⤐ H(x0, y0, z0): {f (x, y, h (x,y)) = c 。∀(x,y) ∈ IJ}. In cl_class (IJK) ed è una superficie cartesiana: z = h_1 (x,y), quindi è una superficie regolare e h ammette piano tangente:
z = z0 + dx h (x0, y0) (x-x0) + dy h (x0, y0) (y-y0) con z0 = h1(x0, y0).
Quindi per la formula (D3): z=z0 - (x-x0) - dx h (x-x0)
Conseguenza dei Dini
Def: Ɣ f: A → R, A aperto f C1 (A), C∈ A l'equazione Ɣ (x,y,z) definisce una superficie regolare ∈ A.
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