Teologia – Bonelliriassunti slide
La presa di coscienza della situazione attuale
Sembrava che nella stagione recente potesse apparire un nuovo rinascimento realizzato sulle basi del progresso della ricerca e della tecnica, tale da poter sconfiggere il male ed il dolore. In realtà, ben presto, queste speranze sono risultate vane e vi è stato un decadimento della qualità della vita, il logoramento delle relazioni tra persone ed il riemergere di antiche e nuove emarginazioni. Per molti esperti questa situazione va ricercata nel fatto che l’uomo ha posto l’IO al centro della sua attenzione, a svantaggio di tutto ciò che lo circonda.
Viviamo una sorta di crisi di identità in quanto la società ha rinnegato il passato, rifiutando i valori di un tempo, ma al vecchio non si è sostituito nulla di consistente. Vi è una mescolanza “impazzita” di visioni ed ipotesi che fanno emergere una serie di figure, ognuna delle quali richiama un progetto o un modello di uomo diverso l’uno dall’altro:
- Una prima figura è caratterizzata dalla protesta e dalla contestazione ad oltranza.
- Una seconda figura presenta scelte radicali contro le istituzioni.
- Una terza figura propone di accettare solo ciò che è significativo per l’uomo.
- Una quarta figura mostra l’effimero.
- Una quinta figura cerca di trovare un consenso intorno ad alcuni valori.
Questa è la situazione in cui si vive oggi, è tramontata l’età moderna nella quale vi era sì il TEISMO, ma gli si contrapponeva l’ATEISMO. Vi erano discussioni molto accese ma basate su ideali forti e stabili. Oggi si assiste ad un’ANTROPOLOGIA POST-MODERNA, nella quale l’uomo ha eliminato il valore di Dio che, invece, nell’età moderna, costituiva il fondamento di ogni altro valore.
Cos'è l'antropologia?
È lo studio della persona umana ed in particolare, lo studio che cerca di giungere alla verità dell’uomo. Per questa ricerca ci si avvale delle analisi e dei modelli di pensiero di coloro che hanno preceduto l’epoca attuale. Nello specifico si impongono tre grandi modelli:
- Il primo modello pone in rapporto l’uomo al resto del creato, cioè si cerca di analizzare il ruolo che l’uomo occupa nel mondo e nella natura.
- Il secondo modello mette l’uomo in rapporto con il suo intimo, con la sua coscienza, ponendo al centro dell’attenzione la ragione.
- Il terzo modello inserisce l’uomo in rapporto ai luoghi in cui vive, cioè nella famiglia, nelle stirpi e nei popoli.
Tuttavia, questi tre modelli, appaiono insufficienti in quanto occorre vedere e riconoscere l’apertura dell’uomo al significato ultimo del tutto che è la sua relazione con Dio. Si parla di ANTROPOLOGIA RELIGIOSA. L’uomo è un essere religioso che, da sempre, ha colto nel vitale incontro con Dio l’esperienza fondamentale della sua vita.
Economia
Il termine economia deriva dalla composizione di due vocaboli greci: “oikos” (casa) e “nomos” (legge). In sostanza tale termine indica le norme di condotta per coloro che abitano la stessa casa. L’uomo riconosce, e ritiene importante in vista del suo essere nel mondo, la soddisfazione di una serie di bisogni:
- Di tipo primario come salute e cibo.
- Di carattere più elevato come i bisogni psicologici, culturali, affettivi e religiosi che sono bisogni indotti dal costume e dall’ambiente in cui si vive.
L’economia non si occupa di tutti i possibili bisogni dell’uomo, ma solo di quei bisogni che possono essere soddisfatti mediante il possesso di beni idonei allo scopo. Può trattarsi di beni:
- In senso materiale come cibo, vestiario e farmaci.
- In senso immateriale come l’acquisto di diritti.
- In senso di servizi come l’acquisto di una prestazione per l’istruzione scolastica.
Il problema economico sorge perché i beni economici si presentano da un lato capaci di soddisfare la richiesta derivante dai bisogni, dall’altro, però, vi è un problema di disponibilità. I bisogni, infatti, si presentano come illimitati, in senso quantitativo e qualitativo, e ricorrenti, in quanto una volta soddisfatti ne emergono di nuovi. I beni predisposti al soddisfacimento dei bisogni, invece, si presentano come scarsi e limitati, in senso qualitativo, quantitativo e temporale.
La “mediazione” tra bisogni e beni è istituita dai valori. Il valore economico è un giudizio di apprezzamento che deriva dall’incontro di: 1) capacità di un bene di soddisfare un bisogno e 2) la sua stima sociale, cioè la capacità di essere scambiato con altri beni. Il mercato, invece, è il luogo in cui avviene il confronto tra il valore del bene ed il suo prezzo.
L’attività economica può essere suddivisa in tre momenti fondamentali rispettivamente connessi a:
- Produzione
- Distribuzione
- Consumo
Queste tre dimensioni sono strettamente connesse tra loro e la carenza in uno solo di questi tre aspetti è sufficiente ad indebolire o paralizzare l’intero sistema. In conclusione, dunque, l’economia si occupa di quella dimensione socio-relazionale dell’umanità che ricerca di far fronte ai bisogni presenti e futuri dell’uomo. Un’economia così intesa contribuisce all’incremento della qualità della vita dell’uomo
La dottrina sociale della chiesa insiste sulla connotazione morale dell’economia. Pio XI, in una pagina dell’enciclica “Quadragesimo anno” affronta il rapporto tra economia e morale, affermando che, sebbene le due si appoggino su principi propri, sarebbe un errore affermare che l’ordine economico e l’ordine morale siano del tutto estranei tra loro. Infatti, il rapporto tra morale ed economia è necessario ed intrinseco: attività economica e comportamento morale si compenetrano.
La dimensione morale dell’economia fa cogliere come finalità inscindibili l’efficienza economica e la promozione di uno sviluppo solidale dell’umanità. Per assumere un profilo morale l’attività economica deve avere come soggetti tutti gli uomini e tutti i popoli. Se vissuta moralmente l’economia, mediante la produzione di beni e servizi utili alla crescita di ognuno, diventa opportunità per ogni uomo di vivere la solidarietà e la vocazione alla “comunione con gli altri uomini per cui Dio lo ha creato”.
In merito all’iniziativa privata e all’impresa (capitalismo), la dottrina sociale della chiesa considera la libertà della persona in campo economico un valore fondamentale ed un diritto inalienabile da promuovere e tutelare. Infatti, la dimensione creativa, anche in campo imprenditoriale, è un elemento essenziale dell’agire umano.
L’impresa deve caratterizzarsi per la capacità di servire il bene comune della società mediante la produzione di beni e servizi. Difatti, la competizione imprenditoriale è ritenuta un “cum-petere”, ossia un cercare insieme le soluzioni più adeguate a rispondere nel modo più idoneo ai bisogni che man mano emergono.
La dottrina sociale, pur riconoscendo la giusta funzione del profitto come primo indicatore del buon andamento dell’azienda, insiste sull’importanza sociale che hanno le imprese e l’attività imprenditoriale. Infatti, le istituzioni economiche devono essere al servizio dell’uomo. La dottrina sociale, poi, si occupa anche del ruolo del mercato. Pur riconoscendo al mercato la funzione di strumento insostituibile di regolazione all’interno del sistema economico, mette in evidenza la necessità di ancorarlo a finalità morali.
Il limite del mercato è rilevabile nella sua incapacità di soddisfare esigenze umane importanti. Per quanto riguarda il ruolo dello Stato, la sua azione deve basarsi sul principio di sussidiarietà, creando situazioni favorevoli all’esercizio dell’attività economica, e sul principio di solidarietà, stabilendo i limiti all’autonomia delle parti per difendere la più debole. Mercato e Stato devono agire e rendersi “complementari”.
In conclusione, per la dottrina sociale della chiesa, l’economia è solo un aspetto ed una dimensione della complessa attività umana. Se essa è assolutizzata, cioè finisce con l’occupare il centro della vita sociale, diventando l’unico valore della società, la cosa non va bene. Alla base di ogni sviluppo completo della società umana sta la crescita del senso di Dio e della conoscenza di sé.
La crisi antropologica ed economica attuale
La prima fase della crisi del 2008/2009 ha dimostrato come gli indici di borsa e lo spread non siano da considerare come faccende lontane, ma come questioni vicine ad una moltitudine di persone. Il termine crisi deriva dal greco “krinò” che significa scegliere, giudicare. Infatti, quando si entra in una crisi non si è più capaci di giudicare, di effettuare una scelta e questo comporta paura, timore di non essere all’altezza. Si tratta di un momento che va vissuto, in quanto permette una crescita personale. Tuttavia non deve durare troppo a lungo.
La crisi che oggi sta vivendo il mondo offre tre messaggi che riguardano:
- Il mondo bancario: Le decisioni prese oggi dalle banche sono basate su dati oggettivi globali e non riferiti a specifici territori. Dunque, è importante ridurre la distanza tra i luoghi delle decisioni e i luoghi di vita delle persone.
- L’Europa: Se non si raggiunge unità politica l’euro non reggerà ancora per molto tempo.
- Il capitalismo: In questo caso non si fa riferimento alla finanza o all’economia, ma a livello culturale. In particolare, vi sono due patologie da curare:
- Il rapporto sbagliato con la terra e con la natura.
- La crescente disuguaglianza economica.
Oggi, troppo spesso, quando si parla di crisi si fa riferimento a Spread, Borsa e Finanza, ma si parla pochissimo del modello di sviluppo Economico-Sociale. Occorrerebbe mettere al centro la crisi ambientale, la crisi sociale e quella del lavoro. In particolare, ci sono due operazioni da mettere in pratica: una riguarda la Terra, l’altra riguarda l’energia. Il capitalismo imperante ha dimenticato la Terra, l’ha trascurata e abusata (Africa). Da lì può nascere il lavoro che manca. È necessario, quindi, occuparci diversamente di cibo e agricoltura, coltivando i territori. Inoltre, devono nascere migliaia di posti di lavoro dalle nuove fonti di energia.
Riflessioni sul documento "Oeconomiae et Pecuniariae Quaestiones"
Le tematiche economiche e finanziarie, attualmente, attirano sempre più la nostra attenzione, a causa del crescente influsso esercitato dai mercati sul benessere materiale di buona parte dell’umanità. Proprio in ambito economico-finanziario, infatti, si palesa il necessario connubio fra sapere tecnico ed etica-sapienza umana, senza il quale qualsiasi agire umano finisce per deteriorarsi. La chiesa si propone la promozione integrale di ciascuna persona, attraverso l’ideale di una “civiltà dell’amore”.
Gli uomini, spesso, soccombono ad interessi di parte da cui derivano gravi sofferenze per tutto il genere umano e, in particolare, per i più deboli. Per questo motivo, la chiesa riconosce fra i suoi compiti primari quello di richiamare a tutti alcuni chiari principi etici. Infatti, nessuno spazio dell’agire umano può reclamare di essere estraneo o impermeabile ad un’etica fondata sulla libertà, sulla verità e sulla giustizia. E questo vale anche per gli ambiti in cui vigono le leggi e l’economia. Oggi si ha bisogno che la politica e l’economia si pongano al servizio della vita umana. Ogni realtà ed attività umana, se vissuta secondo un’etica adeguata, cioè nel rispetto della dignità umana e orientandosi al bene comune, è positiva. In particolare, si ha bisogno non di un’etica qualsiasi,
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