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Quindi: aspetto materiale ed aspetto spirituale nella nostra vita.

Il fattore religioso nel fattore spirituale:

Il senso religioso si pone al livello delle domande esistenziali che ci poniamo, coincidendo col

nostro impegno nel trovare risposta.

Queste domande sono inestirpabili e comuni a tutti i popoli, alla ricerca di Dio, di colui che ha dato

la vita, alla ricerca del Perchè.

L'esigenza è però di una risposta TOTALE, che esaurisca tutte le categorie della possibilità. Ed è

qui che il senso religioso si pone come fonte di totale soddisfazione dei quesiti.

Più ci si addentra nelle domande, più ci si accorge della sproporzione tra la nostra conoscenza è la

verità ultima.

Esempio: ne il “canto notturno...” di Leopardi, esso parla di volar tra le nubi e le stelle per essere

più felice. Oggi lo possiamo fare, ma abbiamo altre domande, non siamo arrivati alla risposta

ultima.

Carattere fondamentale della vita consapevole di sé: tristezza. Questo perchè si desiderna un “bene

assente” (come diceva s.Tommaso).

L'essere consapevoli della tristezza vuol dire essere coscienti della statura della vita.

QUINDI:

Solo l'ipotesi di Dio (quindi l'affermazione del mistero come realtà esistente oltre le nostre capacità

di comprensione) risponde alla struttura originale dell'uomo: essa è alla ricerca di una risposta

totale, e quindi, non potendo sopprimere questa ricerca, bisogna ammettere anche l'esistenza di una

riposta.

E la risposta totale ed ultima non può essere che questo mistero.

ATTEGGIAMENTI IRRAGIONEVOLI DI FRONTE ALLE DOMANDE ULTIME: svuotamento

delle domande

1. Negare che gli interrogativi abbiamo un senso. Bisognerebbe, perciò, abbandonare qualche

cosa verso cui la natura ci spinge: ciò è irrazionale.

2. Sostituire le domande con l'affermazione personale di un pensiero personale, un sentimento

utopico o da un progetto sociale.

3. Impostazione della vita in modo tale che le domande non possano affacciarsi alla mente.

Atteggiamento atarassico.

Riduzione delle domande

4. Accettazione delle domande, ma solo come compiacimento espressivo.

5. Negazione della possibilità di risposta alle domande.

6. Credere che la vita abbia un senso positivo, ma per una collettività, nel futuro , e non per la

persona, in nome del progresso.

CONSEGUENZE DI QUESTI ATTEGGIAMENTI IRRAGIONEVOLI DI FRONTE ALLE

DOMANDE ULTIME:

1. Rottura col passato . Non conoscendo come trattare queste domande, l'uomo “reagisce”

senza sapere cosa sta facendo, ed in questo modo si tagliano i ponti col passato e tutto ciò

che ci ha portato a quel momento.

2. Solitudine dell'uomo. La rottura col passato diminuisce il dialogo e la comunicazione umana

nel futuro, poiché il dialogo nasce dall'esperienza e dalla capacità di memoria. L'incapacità

di comunicazione aggrava la solitudine (= assenza di sinignificato). La vulnerabilità

suscitatata rende schiavi delle forze del potere

→ →

Smarrimento di significato (atteggiamenti elencati) annullamento della personalità rottura col passato (il presente è in balia della

→ →

reattività) la reattività taglia i ponti con la tradizione inaridisce il futuro e riduce il dialogo, che ha radice nell'esperienza

3. Scomparsa della libertà. Libertà = compimento totale di sé, raggiungimento delle felicità

ultima. La fede è il gesto di libertà fondamentale.

IL SENSO RELIGIOSO:

Il senso religioso appare come prima e più autentica applicazione del termine ragione, in quanto non

cessa di tendere a rispondere all'esigenza a essa più strutturale: quella del significato.

Il senso religioso:

1. pone l'esigenza del significato

2. apre a ciò che è diverso ed infinito

ITINERARIO DEL SENSO RELIGIOSO:

Come fanno a destarsi le domande? CONFRONTANDOSI SEMPRE CON LA REALTA'

1. Stupore e meraviglia , come i bambini appena usciti dal ventre della madre, ma non in grado

di prenderne coscienza. Poi ci si accorge di essere “reali” e di un “ordine” in questa realtà

2. Ci si accorge di una realtà cosmica, che crea uno stupore ulteriore, ed attrattiva verso questa

bellezza.

3. Si comprende che questo cosmo su muove secondo un disegno (primavera, estate, autunno,

inverno, giorno e notte …) . Le religioni antiche si basavano su questo mistero , sul divino in

senso di provvidenza (fecondità, stagioni ecc...)

4. Quando arrivo a questa consapevolezza, torno allo stupore e mi rendo conto che non mi

faccio da me.

5. L'esperienza dell'io “contingente a...” porta con sé la coscienza del bene e del male.

Questo “altro” è dimostrato dalla realtà, ma in che modo?

Il mondo, il reale, mi porta verso altro, con domande come “come?” o “perchè?”. E questo tendere

si chiama “segno”.

Negare l'esistenza dei “segno” è irrazionale alla natura dell'uomo.

La vita stessa è una trama di esigenze: verità, giustizia, felicità, amore.

L'ALTRO: L'INTERPRETAZIONE

Riassumendo l'itinerario precedente: la ragione, che mira a comprendere l'esistenza, si obbliga ad

ammettere l'esistenza di un Qualcosa oltre la nostra umana comprensione e misura (cioè

“trascendente”):

Ma la libertà?

L'uomo non può arrivare al suo destino senza la libertà. Il modo in cui giunge al suo destino, però,

è responsabilità sua.

Il riconoscere o meno Dio in questo disegno è frutto, alla fin fine, di una scelta. La libertà non si

rivela nelle scelte, quanto nell'impatto della propria coscienza nel mondo, che accetta tutto il reale, e

non solo ciò che gli fa più comodo.

La libertà si utilizza in concomitanza con i segni, in quanto essi sono da interpretare.

Educazione alla libertà:

Bisogna imparare a rispondere a ciò che chiama, ed avere un atteggiamento curioso ed aperto.

Azioni da mettere in atto:

1. Attenzione

2. Accettazione

La posizione di dubbio rende incapaci di agire.

Il rischio:

A volte si vedono le ragioni, ma non ci si muiove dalle proprie convinzioni. Vi è un abisso tra

l'intuizione del vero e la volontà.

Quindi, come superare questa frazione? Con l'aiuto di qualcun altro.

Esempio: il bambino che abbia paura del buio, con la sua mamma andrebbe in qualunque stanza

buia.

Punti di vista:

Ogni volta che si identifica il senso finale di tutto (il senso della vita è.... il significato della storia

è....) si cade inevitabilmente, poiché la definizione del tutto non può ridursi ad un particolare punto

di vista, che è solo un aspetto della realtà comprensibile a se stesso.

Gli idoli:

Quando si prende un particolare della propria esperienza e lo si traspone a significato totale

dell'esistenza, si crea un IDOLO (qualcosa che sembra Dio, che ha la sua maschera, ma non lo è).

La rivelazione:

Gli uomini urlano una richiesta d'aiuto. La risposta si chiama “rivelazione”: Dio non è qualcosa “al

di là” o trascendentale, è la Storia che parla.

Ci devono essere due condizioni perchè la rivelzione sia accettabile:

1. La Rivelazione deve approfondire quello che il mondo già dice.

2. Questo approfondimento deve essere espresso in termini comprensibili, che non esauriscano

il Mistero, ma ci facciano addentrare maggiormente in esso.

La religione:

E' l'insieme espressivo dello sforzo dell'uomo alla ricerca del vero ultimo.

I rituali e le concezioni cambiano a seconda della tradizione, dell'ambiente, del periodo storico.

Quindi ogni uomo tenta di identificare ciò che da un senso: teoricamente tutti potrebbero crearsi una

religione.

Nella società umana esistono però dei creativi: i Geni. Questi geni sono seguiti da persone che

vedono identificati in loro un'espressione migliore e più acuta di questo loro cercare, poiché il loro

individuale “lavoro” di ricerca non li soddisfa completamente.

Così si creano gruppi attorno a questi Geni, gruppi che trovano un fattor comune in questa ricerca.

L'uomo, non riuscendo a giungere alla risposta ultima, tenta di circoscrivere il mistero nel suo piano

di comprensione, edificando un “luogo” del suo rapporto con Dio, cercando di immaginarlo in

rapporto con sé.

Tutte le religioni hanno in comune il tentativo di dare una risposta.

Ventaglio di ipotesi:

Secondo l'ideale razionalista moderno, bisogna conoscere tutte le religioni per scegliere “la

migliore”, ma questa è utopia.

Studiare solo le più importanti è parziale.

Creare una “religione universale” è un controsenso, perchè l'idea di prendere il “meglio” di tutte le

relgioni non è attuabile: il meglio non è universale.

La soluzione empirica è quella più attuabile: vivere la religione della propria tradizione.

In questo senso le religioni sono tutte “vere”: si sceglie un'espressione di religione più vicina alla

propria esperienza, alle proprie emozioni ed al proprio cuore.

L'esigenza della rivelazione:

La religione è permeata dalla necessità dell'uomo di:

1. Luoghi con cui creare un rapporto con Dio

2. Altri uomini attraverso cui raggiungere il significato ultimo

3. Esperienza dionisiaca: tentativi anche incontrollabili di unione col divino

4. Iniziatori di religioni che credono di aver ricevuto una rivelazione di Dio (anomala: auto-

proclamazione della rivelzione tramite la storia)

Il nobile sforzo di giungere ad una risposta ultima, porta alla considerazione che tutte le religioni

sono “vere”, e l'uomo, secondo la sua umanità, deve sforzarsi a porsi le domande e cercare le

risposte.

Quindi è una violenza affermare che esiste una sola religione vera. Quindi perchè il cristianesimo lo

afferma?


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Teologia I del professor Alberto, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato (il primo volume) dal docente "Il senso religioso" Contine anche il riassunto basato su appunti personali e studio autonomo dei primi 4 capitoli del secondo volume, "all'origine della pretesa cristiana". Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'uomo come desiderio di pienezza, il ragionamento idealista, il ragionamento stoico/sofista.


DETTAGLI
Esame: Teologia I
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FreshElly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Stefano Alberto.

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