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Il senso religioso

Capitolo I

Realismo

Realismo = non bisogna privilegiare uno schema che si ha già presente nella mente rispetto all'osservazione intera dell'avvenimento reale; il metodo è imposto dall'oggetto. Nel caso dell'oggetto senso religioso, che è un'attività umana (che propone all'uomo l'interrogativo: "che senso ha tutto?") ed è un fenomeno che riguarda la persona, bisogna partire da un'indagine esistenziale.

Dopo aver condotto questa indagine è necessario saper emettere un giudizio riguardo ai risultati emersi. Infatti, senza capacità di valutazione l'uomo non può fare esperienza = provare qualcosa + giudizio dato su quello che si prova. Tuttavia, un giudizio, per essere emesso, necessita di un criterio e esso risiede strutturalmente dentro di noi e si chiama cuore = strumento conoscitivo composto da un complesso di esigenze ed evidenze originali con cui l'uomo è proiettato dentro il confronto con tutto ciò che esiste. Questa esperienza elementare è uguale per tutti anche se poi sarà determinata e tradotta in modi diversi.

L'uso del proprio "cuore" è impopolare, ma cominciare a giudicare corrisponde all'inizio della liberazione e questo processo viene chiamato lavoro ascetico = opera dell'uomo che cerca la maturazione di sé; in termini cristiani questo lavoro fa parte della conversione.

Capitolo II

Ragionevolezza

Ragionevolezza = attuarsi del valore della ragione nell'agire.

Ragione = capacità di rendersi conto del reale secondo la totalità dei suoi fattori e di cogliere il senso complessivo dei vari pezzi che compongono questa totalità.

Spesso viene fatto un uso riduttivo della ragione: si identifica il razionale con il dimostrabile o con il logico, che in realtà sono solo due degli strumenti della ragionevolezza, che è molto più ampia rispetto a quello che viene considerato.

Infatti, la ragione segue diversi metodi perché affronta l'oggetto secondo passi adeguati sviluppando cammini diversi a seconda dell'oggetto; l'uso della ragione è una flessione della capacità che l'uomo ha di conoscere e non corrisponde a un unico metodo. Diversi metodi possono portare a diversi tipi di certezza: matematica, scientifica, filosofica, morale. Il metodo che porta a una certezza morale è intuito dall'intelligenza come unico senso ragionevole per spiegare la convergenza di determinati "segni".

Un'applicazione del metodo della certezza morale è la fede = aderire a quello che afferma un altro; questo può essere ragionevole se ci sono le ragioni adeguate, irragionevole se esse mancano. Se un individuo è certo che un'altra persona sa quello che dice e non lo inganna, allora può razionalmente credere a ciò che gli è stato detto. Senza il metodo di conoscenza di fede non sarebbe possibile lo sviluppo umano perché sarebbe ogni volta necessario verificare ogni passaggio.

Capitolo III

Incidenza della moralità nella dinamica del conoscere

La moralità è un fattore di atteggiamento. La ragione non è un meccanismo divisibile dall'uomo, in quanto essa è profondamente e organicamente relazionata al resto dell'io.

Qualunque cosa intervenga nell'orizzonte di conoscenza della persona produce un'inevitabile reazione nella misura della vivacità umana di quella persona: la parola che indica questa reazione è sentimento.

Si chiamerà valore l'oggetto della conoscenza in quanto "interessa" la ragione. Infatti, il valore è la realtà conosciuta proprio in quanto interessa al soggetto conoscente.

Il valore dell'oggetto conosciuto tocca l'uomo in modo da provocare quell'emozione che è individuata con la parola sentimento = inevitabile stato d'animo conseguente alla conoscenza di qualcosa che penetra l'orizzonte dell'esperienza. Ma dal momento che la ragione non è un meccanismo scindibile dal resto del nostro io, essa deve per forza essere legata e condizionata dal sentimento.

Il sentimento è una condizione importante per la conoscenza, quindi non deve essere eliminato ma messo al posto giusto; è un problema di atteggiamento, cioè un problema morale. Per fare attenzione a un oggetto così da darne giudizio bisogna prenderlo in considerazione; per prendere in considerazione un oggetto bisogna avere interesse per esso; avere interesse per un oggetto vuol dire avere un desiderio di conoscerlo per quello che veramente è.

La regola morale = l'amore alla verità dell'oggetto più di quanto si sia attaccati alle opinioni che già ci siamo fatti su di esso. Amare la verità più dell'idea che ci siamo già fatti su di essa significa essere liberi da preconcetti, ma in senso letterale l'assenza di preconcetti è impossibile. Quindi, il vero problema non è non avere preconcetti ma iniziare un percorso di comprensione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clizia02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Alberto Stefano.
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