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Esame di Teologia

PARTE SECONDA

I fattori costitutivi del fenomeno cristiano nella storia

Capitolo primo

Il nesso con Gesù Cristo

La chiesa si pone nella storia anzitutto come rapporto con Cristo vivo. L’inizio della Chiesa è

proprio questo insieme di discepoli, questo gruppetto di amici, che dopo la morte di Cristo sta

insieme ugualmente.

Perché? Perché Cristo risorto si rende presenti in mezzo a loro.

Cristo rimane nella storia, nella vita dell’uomo, personalmente, realmente, con il volto storico, vivo,

della comunità cristiana, della Chiesa. Dio è venuto nel mondo per rimanere nel mondo: Cristo è

l’Emmanuel, il Dio con noi.

Il contenuto dell’autocoscienza della Chiesa delle origini sta nel fatto che essa è la continuità di

Cristo nella storia. Il cristiano è colui che prima di tutto crede alla risurrezione di Cristo, la qual

cosa significa che Cristo è vincitore vivente, che noi possiamo unirci a lui attualmente vivente, e

che questa unione è lo scopo della nostra vita. La Risurrezione di Cristo significa ancora che Gesù

Cristo non è solamente il fondatore della Chiesa, ma che ne rimane il capo invisibile ma attivo.

Il contenuto della fede è Dio, che nella storia e nella sorte di Gesù Cristo ha parlato e agito, dunque

il contenuto è una persona, la sua opera e la sua sorte.

Capitolo secondo

I tre fattori costitutivi

Il primo nucleo di Chiesa testimonia che essa non solo prosegue l’opera di Cristo, ma continua lui

stesso.

La Chiesa già ai suoi inizi mostra il suo nesso con Gesù.

Una realtà comunitaria socialmente identificabile

La chiesa si presenta all’osservatore, come comunità.

La natura comunitaria della prima cristianità viene delineata nei capitoli secondo, quarto, quinto

degli Atti degli Apostoli.

Da quanto emerge dal capitolo quinto degli Atti degli Apostoli i cristiani si radunavano anche nel

Tempio, come gli Ebrei, e precisamente sotto il portico di Salomone.

Ecco, la Chiesa è cominciata così, letteralmente a farsi vedere sotto quel portico di Salomone.

Il terzo fattore è quello definito “ortodosso-cattolico” , che è l’unico ad essere coerente alla

struttura dell’avvenimento cristiano verificatosi duemila anni fa: per conoscere Cristo, Dio fatto

carne, è necessario un incontro umano. Metodo dell’incontro, avviene al di fuori di se (esteriore) è

capitato a chi lo ha conosciuto. C’è una parola con cui veniva definito il tipo di vita alla quale quella

comunità animata dallo Spirito Santo si destava. La parola che indica quel determinato modo è in

greco la parola koinonia, in latino la parola communio.

Essa definisce la struttura di rapporti che qualifica il gruppo. Questo termine ha due informazioni da

rivelarci: la prima è che essere koinonoi implicava un possesso in comune; la seconda è che da

questo possesso in comune conseguiva una solidarietà tra di loro.

Il terzo metodo indica questo fatto come il giusto metodo per confrontarsi con la pretesa cristiana:

tale metodo è l’imbattersi in una realtà fatta di coloro che credono in Lui. Storicamente parlando: la

Chiesa.

L’energia con la quale Gesù è destinato a possedere tutta la storia e tutto il mondo è quella datagli

dall’assimilare a sé le persone che il Padre gli affida, la persona cui lo Spirito dona la fede in Lui.

Esso inoltre valorizza gli aspetti salienti dei primi due metodi, favorendo l’indagine storica, che si

comprende fino

in fondo solo dall’interno di un’esperienza nel presente: fare quell’esperienza oggi (revisione

metodo storico/razionalista) ed esaltando la possibilità del rapporto personale con Cristo, che si

realizza al massimo grado di fronte alla presenza carnale del Mistero. (revisione metodo

protestante).

I TRE FATTORI COSTITUTIVI

Affrontiamo ora il triplice fattore costitutivo del fatto cristiano così come appare fenomenicamente

nella storia: domandiamoci cioè come un contemporaneo delle origini avrebbe dal di fuori osservato

l’emergere della Chiesa, quali sono le sue caratteristiche intrinseche?

Il primo fattore è quello “storico-razionale”.

a.

La chiesa si presenta agli occhi dell’uomo, cioè il fatto cristiano si mostra alla storia come

COMUNITA’.

La chiesa ha cominciato a farsi vedere, a proporre agli altri di sé una prima percezione comunitaria.

Si tratta di un fenomeno sociologicamente identificabile, un gruppo visibile di persone legate tra

loro chiamato Ecclesia Dei, i radunati da Dio, in quanto scelti da Lui.

L’idea cristiana di chiesa che esprime l’idea di una vita e preghiera comunitaria, dimensione

fondamentale del movimento di Dio nella storia, nasce dall’Ebraismo; da un concetto dell’antico

testamento: “Israele come popolo di Jahvè”.

• Antica e nuova consapevolezza: la scelta di Dio

La preferenza di Dio, cioè Dio fa una scelta tra gli uomini (primo scandalo che l’azione di Dio

provoca nell’uomo). Nasce l’idea di un’ appartenenza, che definiva il popolo ebraico, e ora la

coscienza di quel gruppetto di persone che formano il primo corpo della Chiesa. Nell’esperienza

cristiana, emerge la certezza di realizzare il vero popolo di Jahvè: il vero e definitivo popolo di Dio

nel mondo.

Il popolo di Dio è infatti formato da coloro che Dio mette insieme nell’accettazione della venuta del

suo Figlio (radunati insieme dalla fede in Cristo).

• Un nuovo concetto di verità

Il mondo occidentale in riferimento al mondo greco-latino utilizza spesso come metafora per

indicare la verità la luce: la luminosità del vero.

Nella Bibbia la definizione della verità più frequente si trova in un’altra metafora: la roccia o la

rupe. Un posto sicuro, solido, un riparo e chiarifica cosa fosse il divino per l’uomo: ciò su cui

l’uomo può aggrapparsi, costruire, avere un senso. Qual è il metodo che emerge da questa metafora

della roccia? “l’uomo è più persuaso da ciò che ascolta e non da ciò che vede”.L’uomo si appoggia

alla totalità del tu per conoscere,non può affidarsi a se stesso. Figura del testimone: ti affidi alle sue

parole, alla sua persona, ad una stabilità e solidità per conoscere. La testimonianza è un’unità

vivente. La prima esperienza di Chiesa: testimonia Dio fatto uomo nel mondo.

• Ecclesia Dei

Il termine greco ekklesia significa assemblea; questo implica un’aggregazione generale e di vario

tipo. L’introduzione del genitivo Dei invece segnala la novità: da una parte il contenuto di tale

assemblea è Dio, dall’altro Dio stesso raccoglie la comunità. I raccolti da Dio.

Dio che li raduna nell’accettazione del suo Figlio. Ecclesia può essere utilizzato sia al singolare che

al plurale, ma la novità sta nel parlare di una Chiesa totale formata da ogni piccola comunità che

trae il suo valore da essa e allo stesso tempo la rappresenta tutta, incarna il Mistero della chiamata.

Il secondo fattore, che si può definire “protestante” riguarda la coscienza di sé che gli

b.

Apostoli e i loro seguaci avevano. Essi erano consapevoli che la loro vita era stata presa e

trasformata da un’azione che veniva dall’alto e che era definita come “dono dello spirito”

In secondo luogo i primi cristiani sono consapevoli che tutto ciò che accade in loro di eccezionale

non è frutto della loro adesione, intelligenza o volontà, ma dono misterioso dello Spirito, di una

«Forza dall’Alto» che li ha investiti. La gente che si raccoglieva pensava che la loro vita fosse

mossa e trasformata per “dono dello Spirito”che non significa solo che è un qualcosa che discende

dall’Alto, ma che sta alla radice dell’essere e ci definisce.

• Il Dono cambia la personalità

I primi cristiani sapevano che ciò che stava accadendo alla loro vita era qualcosa di eccezionale.

Questa investitura toccava il loro essere nel profondo e si sentivano differenti nel mondo, nella

società, erano forza comunicativa. Immagine dell’unzione e del sigillo: imprimo un cambiamento

(nella personalità) e identificazione (la scelta di Dio). La trasformazione è per tutti i credenti e

battezzati non per eletti. Dio lascia sempre però la libertà all’uomo di porsi dinnanzi a Lui con volto

sorpreso e colmo di stupore o arcigno. Siamo liberi di sceglierLo, la resistenza alla Sua Persona si

chiama “durezza di cuore”. Questo dava inizio ad un cambiamento sperimentabile: l’alba di un

mondo nuovo. I cristiani con il dono dello Spirito hanno la possibilità di incominciare a

sperimentare la realtà in modo nuovo, ricco di verità, carico d’amore in questo la capacità di

pronunciarsi davanti al mondo, testimonianza e missione. Lo Spirito da impeto a queste nuove

persone a mostrarsi e testimoniarsi al mondo (primo manifestarsi di questo impeto: la Pentecoste).

La presenza dell’energia con cui Cristo attesta il suo dominio sulla storia è il miracolo. Cristo si è

imposto nella storia con un’eccezionalità, una straordinaria capacità nel Vangelo si chiama

miracolo o segno. E anche nelle prime comunità cristiane la presenza di Cristo era segnalata da

un’esperienza sensibile (gente battezzata che parlava molteplici lingue, atteggiamenti prodigiosi,

ecc). qual è il miracolo più grande di Cristo? La sua Chiesa, le persone che credono in Lui e sono

radunate nel Suo Nome. E ancora oggi duemila anni dopo l’uomo è posto davanti a Gesù,

riconosciuto realmente presente dentro il volto della Chiesa.

Il terzo fattore è quello definito “ortodosso-cattolico” , che è l’unico ad essere coerente

c.

alla struttura dell’avvenimento cristiano verificatosi duemila anni fa: per conoscere Cristo, Dio fatto

carne, è necessario un incontro umano. Metodo dell’incontro, avviene al di fuori di se (esteriore) è

capitato a chi lo ha conosciuto. C’è una parola con cui veniva definito il tipo di vita alla quale quella

comunità animata dallo Spirito Santo si destava. La parola che indica quel determinato modo è in

greco la parola koinonia, in latino la parola communio.

Essa definisce la struttura di rapporti che qualifica il gruppo. Questo termine ha due informazioni da

rivelarci: la prima è che essere koinonoi implicava un possesso in comune; la seconda è che da

questo possesso in comune conseguiva una solidarietà tra di loro.

Il terzo metodo indica questo fatto come il giusto metodo per confrontarsi con la pretesa cristiana:

tale metodo è l’imbattersi in una realtà fatta di coloro che credono in Lui. Storicamente parlando: la

Chiesa.

L’energia con la quale Gesù è destinato a possedere tutta la storia e tutto il mondo è quella datagli

dall’assimilare a sé le persone che il Padre gli affida, la persona cui lo Spirito dona la fede in Lui.

Esso inoltre valorizza gli aspetti salienti dei primi due metodi, favorendo l’indagine storica, che si

comprende fino in fondo solo dall’interno di un’esperienza nel presente: fare quell’esperienza oggi

(revisione metodo storico/razionalista) ed esaltando la possibilità del rapporto personale con Cristo,

che si realizza al massimo grado di fronte alla presenza carnale del Mistero. (revisione metodo

protestante).

Infine il fatto cristiano dà inizio a un nuovo tipo di vita, descritta nel Nuovo Testamento con

il termine koinonia (comunione), che è un modo di essere e un modo di agire, un modo di vivere

proprio della collettività cristiana, una maniera di rapportarsi con Dio e con gli uomini e che indica

un gruppo di persone che ha qualcosa in comune e che condivide. Infatti vivere in koinonia

implicava un possesso in comune e che da questo possesso conseguiva una solidariet&agr

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

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