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Cap. 1 – Dio, la creazione, l'uomo

I racconti della Bibbia che riguardano la Creazione non hanno intenzione di fornire una descrizione scientifica di come si è costituito il mondo; alla Bibbia interessa infatti la verità religiosa. Inoltre, la Bibbia non riesce a pensare alla creazione senza l’uomo, in quanto concepisce il mondo come creato da Dio per l’uomo: Dio è quindi il Signore della natura ed esercita questo suo potere in favore dell’uomo. L’uomo sa che il Dio che ha creato il mondo è un Dio bono e salvatore e che anche la creazione, perciò, non può essere che buona e amica, da godere. Se quindi l’uomo vive situazioni negative, queste non sono da imputare a Dio, ma alla volontà dell’uomo stesso.

La creazione è un atto assolutamente gratuito da parte di Dio e abbraccia ogni essere, nessuno escluso, perciò universale.

Le fasi della creazione

  • Dio piantò un giardino in Eden: Per l’uomo Dio ha creato il giardino dell’Eden: questo giardino appartiene a Dio ed è un dono di Dio, ma l’uomo deve impegnarsi per lavorarlo e custodirlo, cioè trasformarlo, coltivarlo e mostrare la propria fedeltà a Dio accogliendo fedelmente e rispettosamente questo dono. Anche se spesso la terra appare all’uomo nemica, questo non è imputabile a Dio, ma al desiderio dell’uomo di fare da sé, sottraendosi al progetto e al dono di Dio; il peccato è il desiderio insensato dell’uomo di essere lui a piantare il giardino.
  • Dio creò il cielo e la terra: in questo passo si afferma la signoria di Dio su tutte le cose. È solo per suo volere che tutto esiste ("Dio disse…e così fu"). L’uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio, perché potesse soggiogare la terra e dominare su tutte le altre creature: con questo si intende che l’uomo deve aver cura della creazione perché questa serva all’uomo e rimanga a sua disposizione (il dono di Dio è per tutti!).

Questa espressione “a immagine e somiglianza” significa somiglianza fisica e interiore, simili nel volto, ma anche nel carattere e nel pensare: l’uomo è nel mondo il rappresentante di Dio e della sua invisibile sovranità, ma sempre nella sua fisicità e storicità. Proprio perché è immagine di Dio, l’uomo deve vivere nel mondo non da schiavo ma da signore e non deve essere sottomesso né a cose né ad altri uomini. Dopo la creazione dell’uomo, Dio può affidare la sua creazione a qualcuno, creazione che non è più solo un dato, ma con l’uomo diventa un dono e un compito: l’uomo deve quindi esercitare la sua signoria, ma sempre nell’obbedienza al progetto di Dio.

Al termine di ogni giorno della creazione, Dio ammira la sua creazione e afferma “E vide che ciò era buono”.

Il settimo giorno

Il racconto della creazione si conclude in una settimana. Questo significa che il fulcro dell’esistenza di Dio e dell’uomo non è il lavoro ma il riposo, cioè il momento di godimento alla vista del lavoro svolto: l’uomo infatti non è schiavo del lavoro, ma padrone e perciò lo domina e lo sospende come Dio. La creazione è finita e ha già il suo senso, l’uomo deve prenderne cura e guidarla mantenendola costantemente nell’ordine che Dio le ha impresso.

E Dio si ricordò: successivamente si afferma “Il Signore vide che la malvagità dell’uomo era grande sulla terra”. L’uomo ha rovinato la creazione di Dio anziché esserne il custode a partire dal primo peccato. Di fronte a tanta malvagità, Dio prova preoccupazione e delusione nei confronti dell’uomo; ma subito dopo giunge il diluvio universale che con le sue acque ricopre tutta la terra e solo una volta che queste si ritirano, inizia una nuova creazione: questa nuova creazione è simbolo del perdono e della misericordia di Dio che non dimentica la sua alleanza con gli uomini.

Per quanto invece riguarda i Vangeli, questi non si interessano direttamente del tema della creazione, ma lo fanno solo con cenni e allusioni. Gesù, di fronte al mondo, in quanto uomo, assume lo stesso atteggiamento degli altri uomini, di contemplazione e di azione. Egli riconosce il pericolo dell’idolatria, cioè la tendenza degli uomini di cercare sicurezza in se stessi e nelle cose, invece che in Dio. La morte di Cristo in Croce è l’atto che riconcilia “tutte le cose”: la riconciliazione è frutto di un amore che perdona, che implica però una trasformazione delle cose che non devono rimanere così come sono. La Chiesa è il luogo in cui e da cui Cristo esercita il suo dominio unificante sul mondo.

Cap. 2 – L’uomo, la sua dignità e i suoi diritti

Parlare della dignità e dei diritti dell’uomo nella Bibbia non è semplice, in quanto c’è una grande distanza culturale che separa la nostra esperienza da quella biblica: si può infatti correre il rischio di introdurre nella Bibbia una visione moderna dell’uomo che le è estranea. L’Antico Testamento si occupa dei diritti dell’uomo concretamente, parlando dei diritti dell’orfano, della vedova, dello straniero, del povero, partendo dal particolare, dal concreto appunto. Nell’Antico Testamento, Dio è chiamato in causa come difensore del diritto, diritto che si concretizza nell’impegno dell’uomo.

Nel Nuovo Testamento invece, il termine “diritto” rientra nel campo semantico della “giustizia” e fa parte del rapporto Dio-uomo: la radice dell’inviolabilità dei diritti dell’uomo è frutto di una giustizia che viene dall’alto. Nei vari codici legislativi viene presentata una morale teocentrica, in cui Dio è al centro di tutto e in cui su tutto campeggia il diritto di Dio. Dio fonda la dignità dell’uomo, la riconosce ed interviene attivamente per difenderla: Dio infatti non garantisce i diritti e la dignità dell’uomo, creandolo a sua immagine, ma egli stesso assume un volto d’uomo, incarnandosi in Cristo.

Inoltre, per la Bibbia i diritti non sono qualcosa da proclamare e da riconoscere, ma sono da realizzare: sono imperativi, doveri.

I maggiori diritti nella Bibbia

  • Vita: la vita è qualcosa che cresce e si sviluppa con pienezza e intensità. La vita è ricchezza, amore, pace, fortuna e da questa descrizione discende l’intera gamma dei diritti e dei doveri dell’uomo: il dovere di favorire le condizione perché la vita possa svilupparsi in tutte le sue potenzialità. La vita è il dono più prezioso che gratuitamente Dio ci ha offerto e come tale è da vivere in gratitudine e letizia: in questa gratuità originaria sta la vera ragione che dà senso e dignità ad ogni esistenza.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glibertino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Maggioni Bruno.
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