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La fede cristiana

Chi sono i cristiani?

La domanda si pone quando l’identità dei cristiani cessa di essere un dato evidente o quando il pluralismo religioso costringe a rendere esplicito il proprio modo di credere. L’identità cristiana può essere definita a partire da un concetto generale di religione. L’etimologia del termine “cristiano” rimanda a Gesù e alla sua vicenda storica.

Nel Nuovo Testamento la relazione con Gesù si presenta in due forme fondamentali:

  • Il discepolo che ha incontrato personalmente Gesù
  • Il credente che l’ha conosciuto attraverso la parola dei testimoni

Il discepolo

  • Incontra Dio attraverso la parola e la vita di Gesù
  • Si converte a una vita nuova
  • Entra a far parte di una comunità che è germe del popolo di Dio rinnovato

Il credente

Il credente è colui che:

  • Crede in Gesù Cristo, morto e risorto, incontrato attraverso la parola di chi lo annuncia
  • Riceve il battesimo
  • Dallo Spirito è rinnovato per vivere una vita nuova nella chiesa

Entrambe le figure – il discepolo e il credente – presentano gli elementi costanti dell’identità cristiana:

  • Una fede
  • Una pratica
  • Una comunità

La storia del cristianesimo mostra che in alcuni casi l’unità degli elementi che definiscono l’identità cristiana è andata perduta e un aspetto è stato messo in risalto in modo esclusivo.

  • Un cristianesimo ridotto a dottrina
  • Un cristianesimo ridotto a morale
  • Un cristianesimo ridotto all’istituzione ecclesiale

La fede ha una irriducibile dimensione personale, non si riduce però alla sincerità del sentimento soggettivo, ma ha un essenziale riferimento alla storia di Gesù. Essa è infine fede condivisa dalla comunità dei credenti.

Il Credo o Simbolo della fede

Mette in relazione l’atto personale del credere con l’azione di Dio nella storia umana e con la comunità che nel corso dei secoli ha professato la fede con le medesime parole.

Nel corso dei secoli la fede cristiana ha trovato formulazioni diverse, ma due testi sono i più autorevoli e sono ancora oggi riconosciuti dalla maggior parte delle chiese cristiane.

  • Il Simbolo Apostolico (attestato nella liturgia battesimale della Chiesa di Roma nel III secolo)
  • Il Simbolo Niceno-Costantinopolitano, frutto dei Concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381)

Il Simbolo Apostolico

Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra [...] E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti [...] Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Il Simbolo Niceno-Costantinopolitano

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Il Simbolo Niceno-Costantinopolitano riprende ampiamente il linguaggio biblico con cui la fede in Dio e nel suo Figlio Gesù avevano trovato espressione, ma ricorre anche al linguaggio della filosofia greca e si serve di categorie ontologiche per esprimere nel modo meno equivoco possibile l’identità di Gesù.

La fede cristiana

  • Assume il linguaggio della cultura, per rendersi comprensibile
  • Ma non si identifica mai con la sua espressione culturale

Secondo Martin Buber nella Bibbia sono attestati due tipi di fede: la emunah degli ebrei e la pistis dei cristiani. Mentre la prima sarebbe l’atteggiamento di fiducia in Dio del popolo di Israele, con il cristianesimo si passerebbe a una concezione della fede intesa come accettazione di contenuti religiosi vincolanti. La contrapposizione tra questi due modi di intendere la fede è troppo schematica e non rende ragione del fatto che per il Nuovo Testamento la pistis non è solo accettazione di verità rivelate, ma ha un essenziale dimensione di fiducia e di affidamento personale a Dio. L’Antico Testamento esprime il concetto di fede-credere con la radice verbale da cui deriva il nostro amen e che significa “stare saldo”, “essere fondato solidamente”, “essere sicuro”. La fede è dunque la condizione dell’uomo che ripone in Dio la sua fiducia e quindi trova in lui la stabilità per la propria vita.

“Se non crederete, non resterete saldi” (Isaia 7, 9)

Nella Bibbia la fede si incontra sempre in seconda battuta e ha il carattere di risposta a un'iniziativa divina alla quale spetta la priorità assoluta. Nella fede si riassumono gli atteggiamenti e i comportamenti nei quali si esprime la risposta umana all’agire divino nella storia della salvezza.

Dio si rivela come: il Santo, colui che esige obbedienza (la Legge)

L’uomo risponde con: timore, riverenza, culto

Dio si rivela come: colui che ama ed esige [...]

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Benedetta Caiola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Maiolini Raffaele.
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